The mark - Il segno della vendetta

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Mark
Anno: 2003
Genere: horror (colore)
Numero commenti presenti: 4
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Giovani ai ferri corti in aula: Mark (Davide) non vuole che la sua ragazza, Giulia (Mancini), tenga il loro bambino e dopo una lunga discussione incontra nei corridoi della scuola la sexy Serena Cursi (Bulankina), che se lo porta in bagno e ci fa sesso con vigore. Tutto bene? No, perché sulla mano di Mark restano tre macchie nere e parlando con suo zio scopre che anche questi, nel lontano 1988, aveva conosciuto un'altra Serena Cursi, la cui descrizione fisica coincide. Pure lui, dopo aver passato una sera di fuoco con lei, ne aveva ereditato tre macchie, che quando scompaiono – a quanto pare - annunciano la tua morte. Non è una videocassetta maledetta, non c'è il video che quando lo guardi sei finito in pochi...Leggi tutto giorni ma il principio dell'evento chiave che ti funesta il futuro discende diretto da THE RING, il film che a cavallo dei due millenni seppe rinnovare il genere riportandolo al successo. Anche visivamente, perché la comparsa della Sadako della situazione, ovvero della ragazza defunta dal volto alterato che ti perseguita fino a ucciderti, è preso di peso dai film di Nakata e Verbinski: di nuovo quei movimenti a scatti, l'avvicinamento minaccioso strisciante... Però siamo in Italia e alla base non può che starci un'antica festina tra riccastri (compresa di ingenua intrusa) finita male, rivissuta in flashback e rievocata da un giornalista (Riche) che diventa il trade union vero tra le due epoche: indagò sulla morte di Serena, allora, e aiuterà un sempre più preoccupato Mark a capire in che razza di ginepraio s'è cacciato accoppiandosi col fantasma. Fioccheranno i cadaveri ma senza che mai un solo delitto riesca ad essere messo in scena in maniera convincente. Senza che la figura del giornalista assuma quei contorni vagamente maledetti che ci si aspetterebbe e ai quali l'interpretazione di Clive Riche punta abbondando coi ghigni e le espressioni di chi la sa lunga. Una storia comunque alle spalle esisterebbe, come nella gran parte degli horror italiani, è poi la realizzazione a impedire che il tutto si riesca a prendere con la dovuta serietà. Pur soprassedendo sulla modestia del cast (ma nei prodotti non di prima fascia s'è visto a dire il vero spesso di peggio), è la sensazione di sciatteria comunicata dalle scenografie e da certe scelte registiche ad abbassare il livello; nonché la limitatezza dei dialoghi e della sceneggiatura, che seguono pedissequamente il soggetto senza aggiungere mai nulla e anzi andando a peggiorare la situazione con frasi talvolta fuori luogo (o scene intere, fuori luogo, come quella in spiaggia la cui utilità è palesemente nulla) e personaggi a cui viene dato spazio senza un vero perché (la giovane sui pattini). Inutile dire che in più occasioni si sfiora il ridicolo o lo si centra in pieno e che se c'è una scusante va unicamente rintracciata nella povertà del budget: gli inevitabili ripiegamenti nelle scelte sviliscono una storia che forse, sviluppata professionalmente, poteva anche trovare il suo pubblico.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/04/14 DAL BENEMERITO UNDYING POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/08/20
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Faggi 23/01/17 00:09 - 1505 commenti

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Indescrivibile sciocchezza da mezzo pallino. Fosse stato solo rozzo ma genuino avrebbe potuto suscitare interesse e indulgenza ma così come ci è stato consegnato (confuso, ingenuo e insieme presuntuoso, pretestuoso, maldestro e scopiazzatore di idee Made in Japan dimostrando però di non averle granché capite) suscita solo un alternarsi di noia, ilarità e repulsione. Solo per coraggiosi del trash.

Undying 6/04/14 07:19 - 3840 commenti

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Mark è il leader del gruppo Demons, composto da ragazzi che uccidono barboni e immigrati per puro divertimento. È in crisi con la sua ragazza dopo che questa è rimasta incinta quando incontra Serena misteriosa ragazza amata anche dallo zio 18 anni prima. Terrificante low budget ispirato dalla moda orientale (fantasma appariscente con movenze a scatti) che invoglia a premere ripetutamente il tasto stop per povertà di sceneggiatura e idee. Il soggetto ridicolo spinge a tenersi distaccati dalla vicenda, confusa da dialoghi allucinati.
MEMORABILE: "Finora abbiamo ucciso solo barboni (...) e immigrati, per legittima difesa del territorio."

Deepred89 8/08/20 10:04 - 3283 commenti

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Horrorazzo da cestone su un teoricamente avvenente spirito vendicativo in gonnella. Budget inesistente e conseguente fotografia amatoriale non riescono a fornire una valida attenuante di fronte alle sciocchezze dette e mostrate, tra jump-scare imbarazzanti almeno quanto le camicie del protagonista e discutibili velleità pulp con senzatetto inforcati e giustizie sommarie dal montaggio terribile. Un po’ di risate involontarie quando si cerca la battuta ad effetto, ma per il resto regna lo squallore. Gli attori si adattano perfettamente al contesto.

Markus 9/08/20 12:15 - 3295 commenti

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Il limite tra buone intenzioni e non capacità di metterle in atto sono qui palesate in un horror di moderna concezione. Il "no budget" non dev'essere un limite (vedasi La casa di Sam Raimi), perché la storia ci ha raccontato che anche con pochi spicci si può fare del buon cinema. Ci si trova invece in balia di liceali, qualche scena splatter qua e là e dialoghi tediosi che non creano di certo empatia tra spettatore e film. La bellezza di Alla Bulankina è il solo appiglio per arrivare - arrancando - alla fine senza assopirsi sulla poltrona. Peccato.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Undying • 6/04/14 07:35
    Scrivano - 7630 interventi
    Mentre Nympha, piccolo gioiello dal taglio internazionale è rimasto da noi inedito (reperibile import ma non con traccia italiana), la Universal ha proposto sin da subito (2004) in DVD questa incredibile produzione italo-spagnola low budget (circa 500.000 €) distribuita nientemeno che dalla Filmax di Julio Fernández.
    The Mark è stato girato interamente a Roma e dintorni da uno studente del DAMS, poi aiuto regista di Michele Soavi.

    Il film è proposto in formato 1.85:1 con traccia audio italiana (5.1) ed inglese (2.0). Vano extra composto dal trailer e da un lungo e tedioso dietro le quinte (43' 39").

    Durata della versione: 1.28.14 con backstage sui titoli di coda di oltre 10 minuti!

    Sotto: dal DVD Universal (57' 15")
    Ultima modifica: 6/04/14 08:57 da Zender