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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Il film riprende l’idea che due anni prima aveva dato vita a THE GROOVE TUBE: episodi brevi o brevissimi accostati immaginando il palinsesto tipo di uno strampalato canale televisivo (“Tunnel vision”, per l’appunto). Qui si aggiunge un prologo nel quale una speciale commissione è chiamata a giudicare l’idoneità delle trasmissioni, dal momento che il pubblico americano, a quanto viene detto, ne risulta completamente rimbecillito. Per far capire agli astanti la nocività del canale viene quindi proiettata in aula una selezione dei programmi in modo da comporre un’ipotetica giornata completa,...Leggi tutto dall'inizio degli show alla chiusura notturna. Vediamo così, uno dopo l’altro, sketch fulminanti, false pubblicità, trailer di film e tutto quello che si può immaginare se si conosce il particolare sottogenere (il più noto esponente del quale, ma anche l’ultimo in ordine di tempo, è il RIDERE PER RIDERE di Landis).

Ciò che colpisce è la quantità di episodi anche brevissimi che fungono da stacco e l’assenza di altri (almeno un paio) più lunghi che caratterizzino il risultato finale. Non è un male però, perché l’espediente implica anche un minor rischio di annoiarsi. Di tanto in tanto spunta qualche volto noto (John Candy o lo stesso Chevy Chase di THE GROOVE TUBE, qui chiamato a mettere in guardia sui sintomi del crollo nervoso in uno spot salutista tutto da ridere), ma nel complesso va detto che l’intero cast recita in chiave comica davvero bene. Stupisce che il regista Neal Israel (presente anche nel cast nel ruolo del rabbino) in futuro perderà l’efficacia e la capacità di sintesi qui messa in luce dirigendo commedie scarsamente riuscite e restando nei ricordi di tutti come lo sceneggiatore di SCUOLA DI POLIZIA e poco altro.

In TUNNEL VISION la satira funziona, le gag politicamente scorrette lo sono veramente (il gioco a premi che indaga sul passato scabroso dei partecipanti), si gioca con la malattia e la morte (notevole la pubblicità della linea telefonica per parlare con l’aldilà), ci si tuffa nel surreale e nel demenziale (il ponte in costruzione dalla California a Melbourne, la piattaforma petrolifera fiera di uccidere milioni di pesci…), si tirano in mezzo la Chiesa, le diverse etnie (la sitcom con gli zingari) e si abbonda con gli stacchi musicali o i jingle veri e propri (simpatico quello della catena di fast food salutista “Broccoli City”), perché sono anche le canzoni a dare buon ritmo al tutto. Si chiude dopo appena un’ora e dieci sapendo che il rischio di saturazione è inevitabile.

Qualche trasmissione che torna in più momenti, qualche personaggio che si riaffaccia senza un perché tra i vari episodi (il cuoco francese) sono già tutte idee che anche Landis sfrutterà in RIDERE PER RIDERE. Perché in fondo la formula di questi film è sempre la stessa e funziona proprio grazie alla sua semplicità. Qui il montaggio lavora molto bene, e nonostante non tutto possa colpire nel segno e la cornice in aula risulti superflua e molto meno divertente del resto, la maggioranza delle gag funziona (ottima la “candid camera” legata agli agenti della CIA) e sortisce il desiderato effetto comico parodistico, con l’utilizzo di disegni e animazioni che rimandano al seminale MONTY PYTHON’S FLYING CIRCUS, fonte primaria e modello per questo tipo di umorismo. Già l’apertura su un presunto medico che pubblicizza un corso di proctologia per corrispondenza mentre sullo sfondo sfila una serie di sederi al vento la dice lunga sugli intenti del film, che tuttavia evita quasi sempre la volgarità gratuita mostrando una certa ricercatezza nell’umorismo, pur sforando qua e là nel becero.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/05/24 DAL BENEMERITO ANTHONYVM POI DAVINOTTATO IL GIORNO 13/06/24
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Anthonyvm 21/05/24 01:19 - 5908 commenti

I gusti di Anthonyvm

Il primo film dell'autore di Scuola di polizia è un breve sketch-movie che fa il verso ai palinsesti televisivi dei Seventies, fra pubblicità improbabili (la pistola paralizzante per i disturbatori), film assurdi ("L'uomo incinto"), serie deliranti (il poliziotto comico che cattura criminali a suon di battute), notiziari demenziali e così via. Idea non proprio nuova (e comunque ripresa meglio da Landis), risultato complessivo più divertente del previsto: la qualità delle gag è altalenante, ma il cast ben assortito, l'irriverenza di certe trovate e il ritmo vivace si fanno apprezzare.
MEMORABILE: Il bumper della rete col bulbo oculare nella bocca; Il quiz che svela retroscena criminosi dei partecipanti; La sitcom degli zingari; Il finale-shock.

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