LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ispirato alle prime esperienze del chitarrista degli Avion Travel, il film sposta l'azione nella Caserta degli Anni Settanta dove il giovane Fausto (Merolillo) sbarca il lunario suonando in un gruppo e puntando in primo luogo a evitare il servizio militare, per la quale operazione ha però l'obbligo di presentare un regolare contratto di lavoro. La prima parte ce lo mostra agli ordini del maestro Falasco (un debordante Toni Servillo) mentre gira la provincia tra feste in piazza in contesti decisamente miseri. Poi però arriva la chiamata del noto pianista Augusto Riverberi (Bentivoglio), assieme al quale Fausto sembra poter ambire a un minimo di successo in più. Dopo una prima esibizione disastrosa lungo il fiume,...Leggi tutto l'orchestra decide di cambiare cantante e ingaggia Gerry Como (Peppe Servillo), col quale punta a un pubblico più attento. Gerry è un cantante confidenziale, un "crooner" come si dice in gergo, che rallenta i ritmi, si aggancia a suoni del passato e dà una svolta al gruppo. Non che tuttavia la cosa si avverta molto, perché l'andamento del film, dopo un avvio vivace che si deve soprattutto ai gigioneggiamenti sempre gustosi di un Toni Servillo che sfoggia una gran pancia e un look non esattamente sexy, si sgonfia sempre più alla ricerca di un intimismo riflesso dalla disposizione d'animo di un protagonista che si confonde in seconda fila, che parla spesso a mezza voce, che si accompagna al suo gruppo lasciando che siano gli altri a prendersi la scena. Bentivoglio (alla sua unica regia nel lungometraggio) trova anche il modo per rivestire di una bella patina di amabile, altezzoso menefreghismo il suo Riverberi, accompagnato da un cast mediamente in palla (lascia qualche dubbio il solo Merolillo, fin troppo dimesso e passivo), ma al di là di un corretto bozzetto non va, nella descrizione della vita on the road dei suoi musicisti. Più che la presenza di Toni Servillo, nel cast, è curiosa quella del fratello Peppe, che nei panni di Gerry Como si ritrova di fatto in quelli di se stesso, a cantare come sa per quella che era nella realtà la "Piccola orchestra" Avion Travel. Qua e là non mancano le trovate simpatiche (si pensi al ballerino raccomandato che danza davanti alla band durante un'esibizione televisiva, per esempio) e non si può negare al film la capacità di cogliere una certa poesia nella ripresa delle location, ma come spesso capita tanti slanci da piccolo cinema d'autore finiscono poi col concretizzarsi in una leziosità inconsistente. L'ultima parte diventa così un aspettando Godot sterile che si chiude senza gloria lasciando in chi guarda diversi punti interrogativi. Figure femminili sullo sfondo, con Lina Sastri madre di Fausto (sarà Riverberi a ribattezzarlo Johnny e a pronunciare la frase del titolo) e Valeria Golino dolce estetista che si accompagna a Riverberi consolandolo. Stereotipata la figura del manager truffaldino affidata a Mahieux, appannati i personaggi di contorno e limitata dai mezzi la ricostruzione d'epoca. Velleitario.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/05/08 DAL BENEMERITO MASCHERATO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 19/04/21
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Mascherato 26/05/08 12:50 - 583 commenti

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Il sodalizio tra Fabrizio Bentivoglio e gli Avion Travel (uno spettacolo teatrale, La guerra vista dalla luna ed un mediometraggio del primo, Tipota) trova il giusto coronamento nella trasposizione cinematografica dei ricordi (raccontati a tavola) del chitarrista del gruppo di Caserta, Fausto Mesolella. Un debutto sul grande schermo, quello di Bentivoglio, che ricostruisce i '70 con amore più che con filologia. Ed il sud che si vede è magicamente felliniano con le sue sagre, le sue cantanti internazionali, i suoi Gerry Como. The show must camon!

G.Godardi 28/05/08 16:04 - 950 commenti

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Discreto esordio alla regia del sempre bravo Bentivoglio. È un piccolo film fatto tra amici in cui il regista mette in pratica ciò che ha osservato dalle esperienze passate sotto la direzione di Salvatores e Rubini. Piuttosto divertente, vive sui personaggi, alcuni davvero notevoli (Mahieux e i due Servillo) e su piccoli episodi. Purtroppo la sceneggiatura, causa anche la sua natura episodica, è sfilacciata e lascia l'amaro in bocca col suo finale in sospeso. Merita comunque la visione.

MAOraNza 8/10/08 15:48 - 192 commenti

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Esordio alla regia di Bentivoglio che lavora sulla biografia del chitarrista degli Avion Travel, Fausto Mesolella, affrescando una bella storia, romantica, poetica e ambientata in un sud investito da una folata felliniana. Nel complesso convincente, verso il finale il film si perde in un inspiegabile calo di tensione fino all'amarissimo finale "aperto". Antimo Merolillo e i due Servillo sono meravigliosi, per il resto il risultato finale è un po' claudicante. Comunque gradevole per una visione "distesa" e rilassata.

Cangaceiro 14/12/08 13:13 - 982 commenti

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Ha molto l'aria del film di nicchia, peraltro diretto con garbo e un bel tocco personale da Bentivoglio, incentrato sulle vicende del sottobosco musicale dei '70 tra sgangherati spettacolini paesani, impresari trafficoni e via dicendo. La descrizione di quell'ambiente vale da sola la pellicola dato che la storia di Fausto/Johnny, sospeso tra la saggezza popolare del suo antico maestro (bravo e stralunato Toni Servillo) ed il fuorviante magnetismo dell'artista milanese (lo stesso Bentivoglio), è abbozzata e superficiale.

Redeyes 23/12/08 20:44 - 2256 commenti

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Piacevole esordio alla regia per Bentivoglio, attore che apprezzo molto per inciso, coadiuvato da un eccellente cast. Al di là dei noti e bravissimi Servillo e Mahieux in particolar modo, nonchè la carinissima Golino, ch recita sempre benissimo, si notano il Servillo degli Avion ed il giovane Merolillo, senza dimenticare la Sastre e Bentivoglio. È un film incentrato su Fausto ma che vive del respiro di tutti quanti. È un Sud onirico e trafficone e per questo un po' incompleto come il film nel suo insieme. Merita la visione comunque!

Cif 20/02/09 15:50 - 272 commenti

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Bentivoglio dirige con mano lieve, leggera, una storia intimista che ruota attorno alla musica di provincia, ai divi di seconda fila ed ai sogni degli uomini e dei bambini. Personaggi macchiettistici ma ben calibrati, più profonda la Sastri, più shampista la Golino. Bentivoglio mattatore brizzolato, monocorde Faustino/Johnny e proprio per questo decisamente nella parte. Il Maestro Falasco ha la fisicità (e la pancia) del mago Oronzo ed il talento inenarrabile di Toni Servillo. Dolceamaro. Due stelle e 1/2.
MEMORABILE: "The show must come on!"

Ilcassiere 23/11/09 18:43 - 284 commenti

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La storia di Augusto, 18enne in cerca di un contratto per non partire militare e della realtà che lo circonda, fatta di sgangherate bande di paese, di un impresario truffaldino, di un musicista semi-vip e di una grossa delusione finale. Film gradevole ma la sceneggiatura è leggermente lenta. Bravi Golino, Servillo e Bentivoglio, come sempre.
MEMORABILE: The show must come on!

Renato 27/12/09 20:01 - 1648 commenti

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Ed ecco che irrompono molti dei peggiori difetti del nostro cinemetto italiano: l'estenuante voce off che spiega sempre tutto quanto, i piccoli personaggi marginali e sfigati eletti a protagonisti, la solita nostalgia per i bei tempi andati degli anni '70, i movimenti di macchina tanto ampi ed ariosi quanto inutili. Insomma ci siamo capiti, anche se qualche freccia al suo arco il film ce l'ha pure, specie nella direzione degli attori, quasi tutti bravi o bravissimi compreso un Toni Servillo ovviamente gigionesco.

Neapolis 11/05/12 14:04 - 178 commenti

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Caviamocela con una battuta.. manca il secondo tempo. Eppure gli attori erano tutti in piena forma... ma non si capisce come mai, ormai ricorre spesso, le sceneggiature presentano dei vuoti paurosi, compreso i finali. Perdoniamo e ci aspettiamo di meglio da Bentivoglio.

Galbo 18/05/12 15:22 - 11589 commenti

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Attore di indubbio valore, Fabrizio Bentivoglio ha esordito come regista con questa commedia passata senza grandi clamori ma che andrebbe recuperata. Una storia tipicamente provinciale popolata da personaggi che la sceneggiatura caratterizza a dovere e che sono interpretati da un cast di buon livello. Il regista mostra una certa personalità e il film si segnala anche per la buona fotografia e una discreta colonna sonora.

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Hackett 11/09/14 07:51 - 1800 commenti

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Delicata commedia che esplora il mondo della musica dall'ottica di un giovane timido e di belle speranze. Costellato di personaggi curiosi e divertenti (Servillo su tutti), il film procede garbatamente senza eccessi ma con una regia equilibrata che fa onore all'esordiente Bentivoglio. Curiosa l'ambientazione "polesana" di Rho.

Paulaster 29/03/17 11:57 - 3098 commenti

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In un comparto attoriale di livello Bentivoglio dirotta l'attenzione sul giovane protagonista e la sua timidezza. Atmosfere di provincia a ricordare Soldini nella commedia e Mazzacurati nella malinconia di fondo. A rinforzare le interpretazioni si distingue Peppe Servillo, con la sua voce incantevole; al confronto il fratello Toni ha un fare più macchiettistico. Conclusione nebbiosa e struggente che lascia poco il segno.
MEMORABILE: L'esecuzione di "Arrivederci".

Rocchiola 18/02/19 08:23 - 898 commenti

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Esordio alla regia nel lungometraggio (dopo il corto Tipota) dell’attore Bentivoglio con un racconto di formazione ispirato dalle vicende umane e professionali di Fausto Mesolella, chitarrista degli Avion Travel autore delle ottime musiche. Uno sguardo nostalgico sulla vita di provincia degli anni 70 e sul mito del successo che sulla carta prometteva di più e invece si sviluppa nel solco dell’odierno cinema italiano, piacevole ma senza mordente. Toni Servillo imbruttito e panzuto anticipa il personaggio di E’ stato il figlio. Lo stralunato protagonista assomiglia allo Zanardi di Pazienza.
MEMORABILE: Fausto che va in giro con i doposci pelosi a Caserta; "Amore fermati" riproposta da Peppe Servillo degli Avion Travel; L'impresario Raffaele Niro.

Markus 17/04/21 10:18 - 3400 commenti

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Raccontare la storia di un ragazzotto di provincia casertana (il film è ispirato a un vera vicenda) con la passione per la chitarra e con l'imminente necessità di saltare la "naja" in forza di un contratto richiede molta scrittura e tutta una serie di avvenimenti. Purtroppo, dopo appena venti minuti da un gradevole inizio ambientato nel 1974, “casca l'asino” e il film s'affloscia in una mezz'ora di mero minutaggio, per poi regredire in un finale melodrammatico fine a se stesso. Incomprensibile poi lo spacciare una località veneta per un paesone della periferia milanese.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Kaciaro • 14/10/16 15:34
    Galoppino - 492 interventi
    io lo trovo stupendo uno dei migliori film d'essai degli ultimi 20 anni..ottima pellicola che racconta la disillusione di un giovane musicista del sud ..bellissimo..momenti comici e seri veramente notevoli!!!
  • Homevideo Rocchiola • 18/02/19 08:31
    Call center Davinotti - 1201 interventi
    Disponibile solo in DVD recentemente ristampato dalla Mustang. Video panoramico 1.85 pulito di buon livello. Audio dolby digital 5.1 piuttosto valido ma come sempre un pò basso nei dialoghi, meglio nelle ottime parti musicali curate da
    Fausto Mesolella ex degli Avion Travel ed in parte eseguite dal cantante del medesimo gruppo Peppe Servillo, che qui recita accanto al fratello Toni, nella parte del crooner fallito Jerry Como.
    Ultima modifica: 18/02/19 09:14 da Zender