The last duel

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The last duel
Anno: 2021
Genere: drammatico (colore)
Note: Tratto dal romanzo "L'ultimo duello. La storia vera di un crimine, uno scandalo e una prova per combattimento nella Francia medievale" (The Last Duel: A True Story of Trial by Combat in Medieval France) di Eric Jager (2004).
Numero commenti presenti: 4
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Nell'Alta Francia del Medioevo un ultimo duello che storicamente anticipa il primo, quello che lanciò Ridley Scott nel mondo del cinema. Lì erano due ufficiali napoleonici a sfidarsi senza sosta, qui due sudditi del re Carlo VI: il fiero, tetragono cavaliere Jean De Carrouges (Damon) e il dissoluto, aitante scudiero Jacques Le Gris (Driver). Analfabeta il primo, erudito il secondo. Due caratteri opposti, destinati a scontrarsi anche dopo aver combattuto fianco a fianco; per una donna, naturalmente: la bella Marguerite de Thibouville (Comer), sposa di Jean e vittima dello stupro di Jacques durante una delle tante assenze da “casa” del marito. Il fattaccio al...Leggi tutto centro della vicenda ci viene raccontato da tre diverse prospettive, esposte una dopo l'altra al processo dai tre protagonisti. Un'idea non nuova (nemmeno per l'Italia, si pensi al QUANTE VOLTE... QUELLA NOTTE di Bava, ad esempio) la cui efficacia, cinematograficamente parlando, si misura anche nella capacità di non riproporre troppe volte (per quanto da angolazioni differenti) la medesima scena; difetto in cui purtroppo ricade parzialmente il buon Ridley, che sfondando il muro delle due ore e mezza dimostra di non saper sempre sintetizzare al meglio le azioni ripetute. La cosa a lungo andare si fa evidente, ma è tuttavia compensata dalla grandiosità di una regia che ci immerge al meglio nel clima del tempo, in primis attraverso una fotografia cupissima per gli esterni che incornicia in toni bluastri scenari superbi (a cominciare da una Parigi con Notre-Dame in costruzione). Straordinara la cura nelle luci, nei costumi, nell'ariosità di paesaggi naturali di grande suggestione, in una messa in scena di elevatissima qualità... Scott insomma, alla sua non più verde età, può ancora dare lezioni di cinema meravigliandoci con una resa visiva nettamente superiore alla media. Poi però non va dimenticato l'apporto fondamentale del trio al centro della storia. Damon e Driver si rivelano perfetti per le parti assegnate: il primo alza la voce per poi spesso chiudersi nel mutismo di chi è conscio di aver preso la decisione giusta, il secondo sfrutta la profondità espressiva per conferire il giusto magnetismo al suo Jacques; la Comer completa il quadro sfoggiando ritrosia e orgoglio attraverso lo sguardo disperato di chi sommessamente implora commiserazione, comprensione e giustizia. Appena più ai margini il Pierre di Ben Affleck, dal look bizzarro e la superficialità d'animo degna dei nobili al tramonto. L'azione è confinata alla battaglia sul fiume dell'inizio (poi riproposta nella versione di Jacques) e al lungo duello finale, in cui il clangore delle armature si accompagna ai colpi di lancia e alla violenza belluina... Nel mezzo la triplice versione dei fatti che focalizza il carattere dei protagonisti scoprendone le incertezze. E se anche il soggetto in sé (tratto da un romanzo di Eric Jager a sua volta ispirato a una storia vera) non si segnala per originalità o particolare qualità, ci pensa il cast a renderlo vivo mentre intorno tutto si muove andando a scovare location di grande impatto e portandole in scena con il mestiere di un riconosciuto maestro come Scott. La ferocia degli scontri in battaglia, la spietatezza dell'ultimo duello rievocano le gesta eroiche del GLADIATORE, ma qui il film è anche molto altro e sconfina a più riprese nei territori dell'etica, sui quali valeva forse la pena soffermarsi maggiormente. Il bilanciamento è comunque buono e il risultato nel suo insieme anche.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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In attesa di comparire nel box Ultimi commenti: Leandrino ( 7/12/21 23:17)
TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/10/21 DAL BENEMERITO THEDUDE94 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 24/10/21
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Thedude94 23/10/21 13:15 - 750 commenti

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Qualche perplessità di sicuro questo nuovo film di Scott la lascia, soprattutto dal punto di vista della sceneggiatura e del racconto di una tematica attuale che però, calata negli abiti trecenteschi, stranisce e non poco in diverse affermazioni dei personaggi. Come si sa, però, la bravura del regista britannico riesce a sopperire ai difetti, e grazie a una mano fluida e una direzione del cast eccellente rende il tutto infine godibile, fornendo comunque innumerevoli spunti di riflessione. Da sottolineare la prova di un irriconoscibile (in senso buono) Affleck, tra gli altri.

Galbo 4/12/21 08:05 - 11728 commenti

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Un ispirato Ridley Scott dirige un film ambientato nel 1300 in Francia e lo fa mettendo in scena uno spettacolo visivo di alto livello che non tralascia un approfondito studio dei caratteri e adoperando l’espediente narrativo della rappresentazione dei diversi punti di vista dei personaggi. Ciò nonostante, un film che non annoia mai, anzi affascina per la splendida ambientazione, l’ottima fotografia e l’eccellente prova degli attori. In un film “maschile” comunque, la migliore è Jodie Comer. Notevole. 

Capannelle 5/12/21 12:15 - 3954 commenti

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Debitore a Kurosawa per l'espediente dei tre punti di vista, Scott fa luce su una vicenda ignota ai più ma dal forte valore simbolico, rimarcando il ruolo storicamente debole della donna e i pregiudizi morali che deve sopportare, fattore ancora di attualità. La parte centrale del film risulta inevitabilmente ripetitiva ma trova riscatto in un finale potente non solo per la singolar tenzone ma soprattutto per tutte le scene che seguono. Attori in palla a cominciare da una magnetica Comer, scenografia eccelsa e, per essere un film di Scott, violenza dosata senza esagerare.
MEMORABILE: La narrazione di Jean de Carrouges rivelatrice della sua vera natura; Il cambio di prospettiva dopo il duello.

Leandrino 5/12/21 17:54 - 294 commenti

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Ridley Scott - aiutato da Affleck e Damon - fa il compitino per il post-metoo. Un processo per stupro viene mostrato dai punti di vista dei tre coinvolti ma solo una è la verità, e ce la dicono gli autori. La regia di Scott c'è: le scene di guerra e quella del duello tra i due (un po' sottotono) protagonisti sono splendide. Per il resto un film che intrattiene, ma che usa il tema in modo pretestuoso per raccontare (comunque) una storia di uomini che gestiscono la vita di una donna. La cronaca è lineare, la messa in scena altalenante: il messaggio quello di uno spot progresso.

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