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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Allen aveva scritto per il New Yorker un racconto in cui Madame Bovary, personaggio letterario, seduce un professore prefigurando l'idea della compenetrazione tra realtà è immaginazione alla base di THE PURPLE ROSE OF CAIRO. Trasferendo la trovata al cinema negli anni della Grande Depressione (graziosa la ricostruzione storica), Allen è riuscito a convincere critica e pubblico dopo che il precedente INTERIORS sembrava aver bocciato il suo tentativo di dirigere un film senza apparire nel cast. Tutto naturalmente ruota intorno all’interazione tra i personaggi di THE PURPLE ROSE OF CAIRO con quelli del film nel film (che porta lo stesso titolo,...Leggi tutto come a legittimare l’identificazione tra finzione e realtà): Tom Baxter (Jeff Daniels, che sostituì Michael Keaton e, in un secondo tempo, un Allen quasi rassegnato a interpretare il ruolo pur ritenendosi fisicamente inadatto), esploratore tendenzialmente ingenuo, esce dallo schermo (in bianco e nero) attratto da una giovane donna (Mia Farrow) che passa le sue giornate al cinema sognando e risognando. L'idea geniale è quella non di fingere che l'uscita di Baxter sia un'illusione della donna (come ci si aspetterebbe) quanto quella di rendere la “fuga” del personaggio un caso nazionale e del tutto bizzarro, in cui Allen ha modo di gestire i continui paradossi della situazione con l'abilità e il talento umoristico che gli sono riconosciuti. Gli attori che si interrogano sulla fine di Baxter sul set di un film che non può continuare e che parlano col pubblico che li osserva delle poltroncine sono spesso spassosi, così come i dialoghi tra Baxter e l'attore reale che gli ha “dato vita” sulla pellicola (sempre Jeff Daniels ovviamente). In tutto questo le romanticherie con la Farrow, a dire il vero, appaiono un di più.

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B. Legnani 9/05/07 20:27 - 5560 commenti

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Altro Woody Allen che soddisfa la critica vera ma non il vostro umile scriba, che preferisce senza dubbio le pellicole degli Anni Settanta. La trovata dei personaggi "che escono" non pare così eccezionale ed in alcuni momenti si scivola pesantemente dall'umorismo ritmato alla leziosa lentezza.

Il Gobbo 25/07/07 09:04 - 3015 commenti

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Fortunatissimo e stra-copiato/citato (ma in fondo il più corrivo Lambertone Bava nostrano svolse il tema contemporaneamente e con pari efficacia), a distanza di tempo resta delizioso (e tenero: mai come qui ad Allen, allora innamoratissimo, riuscì di rendere adorabile l'antipaticissima Mia Farrow), ma un po' più gracile di altri coevi (Zelig, Hannah) certo anche più ambiziosi negli obiettivi. Ciò detto, aridatece questo Allen, piuttosto che l'aspirante Dostojevski di Central Park.....

Caesars 17/06/08 16:50 - 3820 commenti

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Pur preferendo in generale le opere anni '70 di Allen, direi che questa è comunque piuttosto riuscita, frutto anche di un'idea bizzarra ed interessante. Lo spunto di far uscire Jeff Daniels dallo schermo su cui viene proiettato il film del quale è protagonista e di farlo interagire con le persone reali è sviluppata in modo garbato ed intelligente. La buona interpretazione di tutti gli attori contribuisce alla resa finale del film. Consigliato.

Galbo 24/12/08 11:26 - 12435 commenti

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Partendo dall'espediente che consente di mescolare continuamente realtà e finzione (un personaggio cinematografoco esce letteralmente dallo schermo per incontrare una sua ammiratrice), La rosa purpurea del Cairo è un'opera deliziosa che mostra la capacità del suo autore di citare dei modelli (in questo caso il cinema degli anni '30) con grande eleganza ed adoperando un tono insieme ironico e sentimetale.

Ford 21/04/09 12:07 - 582 commenti

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Da un'idea forse non nuovissima ma lodevolmente gestita, un film garbato, divertente senza mai uscire dalle righe, razionale nonostante parta da un presupposto totalmente irrazionale. Ottimi come sempre i dialoghi, soprattutto quelli degli attori rimasti sfaccendati e i divertenti siparietti col marito beone. Non si sente la mancanza del Woody attore.

Harrys 4/04/10 12:37 - 687 commenti

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L'espediente dell'illusione filmica e della realtà quotidiana che si mescolano non sarà originale sino in fondo, ma... che tourbillon di genialate! Dai restanti attori (o, per meglio, dire: personaggi) del film che ristagnano nel salotto in attesa del ritorno del dissidente (a proposito: sublime la cameriera nera) alla metacinematografica contrapposizione personalità fittizzia/terrena (quale sarà la migliore? Allen non dona una risposta ben precisa...). L'assenza di Woody non pesa affatto, in questo che rappresenta uno dei migliori film del regista. ****!

Saintgifts 18/07/11 22:44 - 4098 commenti

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Usando un efficace paradosso, Allen riesce a mostrarci i confini limitati di un film e i pericoli che corre chi ne cade vittima, chi troppo si immedesima nelle "finte" storie e nei "finti" personaggi-eroi di celluloide. Se nella pellicola Tom aveva forse un senso, nella realtà è completamente fuori luogo, con conoscenze che si limitano a quelle del suo personaggio e del suo copione. Con il suo ridicolo (nel New Jersey) caschetto coloniale, può solo rifugiarsi in un'altra finta realtà, quella di un Luna Park in disuso, amato da una sognatrice.

Enzus79 13/08/11 15:20 - 2953 commenti

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Bel film, semplice e senza troppe ambizioni questa storia scritta da Woody Allen con un finale tutt'altro che scontato. Inutile dire che il meglio del film sono i dialoghi e i momenti divertenti degli attori rimasti "dietro lo schermo". Apprezzabile la colonna sonora.

Mtine 10/12/11 20:21 - 224 commenti

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Allontanandosi dai canoni tipici delle sue commedie, Allen ci propone un film grottescamente fantastico, in cui una situazione alquanto paradossale (l'uscita di un personaggio dallo schermo cinematografico) va a scontrarsi con la vita reale per amore di una sua ammiratrice. All'inizio il film fatica a decollare e il soggetto è alquanto scarno, seppur elaborato e cervellotico, ma la breve durata della pellicola la rende fluida e scorrevole. Gustoso e a tratti divertente.
MEMORABILE: Le beghe tra i personaggi "intrappolati" nel film.

Noodles 20/05/20 15:52 - 2287 commenti

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Siamo lontani dal miglior Woody Allen ma ciò non toglie che il film sia come sempre arguto e piacevole. I personaggi che escono dallo schermo non sono un'idea originale ma il regista ci cuce sopra diverse scene divertenti, anche se i problemi arrivano a metà film quando molte situazioni si fanno ripetitive e il ritmo precipita inesorabilmente. Un Woody Allen non particolarmente ispirato, che crea dei personaggi che non colpiscono ma tutto sommato sempre godibile. Sufficiente. Non di più.

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Giùan 11/05/13 07:24 - 4606 commenti

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Non mi ha mai convinto. Fin troppo evidentemente i cinefili sfacciati e oltraggiosamente snob (al cui novero mi picco di appartenere) non rappresentano il pubblico “ideale” cui Woody destina la pellicola. Viene conseguentemente a perdersi (e anzi ulcera il fastidio della visione) il presunto incanto metalinguistico degli “attraversamenti” tra realtà e finzione, mentre lo sbandierato spirito keatoniano (i riferimenti al monumentale Sherlock Jr) non han senso né ragion d’essere. Un sottotono di cavilloso understatement, costruito coi grani da farmacineasta.

Paulaster 31/07/14 10:30 - 4494 commenti

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Deliziosa commedia in cui Allen rimescola ingredienti dal taglio classico con trovate basate sul ritmo usando la sua innata propensione per i dialoghi eleganti. Attori diretti molto bene nel creare la doppia situazione realtà/finzione, fotografia centrata e un finale con un pezzo di storia del cinema per chiudere una favola senza pretese. Anche la Farrow è sopportabile nel suo sguardo trasognato.

Fulcanelli 15/10/15 01:43 - 135 commenti

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Veramente difficilissimo dare un giudizio. Da una parte c'è una storia originale come poche, estremamente ben sceneggiata, interpretata ecc., dall'altro per qualche arcano motivo non si può dire che il film tenga incollati allo schermo nonostante funzioni tutto; non è affatto noioso eppure non cattura. Tra i difetti del film forse un Danny Aiello un po' spaesato nei panni di Monk. Penso comunque che i pregi siano abbastanza cospicui da far meritare soggettivamente al film quattro pallini. Costumi e scenografie eccezionali.

Parsifal68 11/04/16 12:36 - 607 commenti

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Una donna insoddisfatta trova nella fantasia della finzione cinematografica l'unico elemento di fuga dalla sua grigia vita matrimoniale. In una delle numerose visioni dello stesso film, il protagonista esce letteralmente dallo schermo per portarla via con sé. Allen affronta ancora una volta il tema metafisico e lo fa con una commedia elegante e surreale che strizza l'occhio agli anni '30, densi di creatività. La Farrow, all'epoca compagna del regista e sua musa ispiratrice, disegna bene il suo personaggio spento e infelice. Bravo Daniels.
MEMORABILE: Io sono una persona reale e per quanto forte sia la tentazione devo scegliere il mondo reale.

Minitina80 24/02/17 05:36 - 2992 commenti

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Una romantica novella ambientata nell’America dei primi del Novecento sofferente per la crisi economica in cui Cecilia incarna il possibile anello di congiunzione tra un sognatore e le asperità della vita reale. È un insieme di trovate irresistibili che distraggono dai risvolti amari in essa contenuti e dalle riflessioni impegnate a cui tenta di condurre. La parentesi metacinematografica è gestita nel migliore dei modi da Allen dimostrando come realtà e finzione siano tenute assieme da un sottile filo incline a spezzarsi. Da non sottovalutare.

Didda23 2/04/17 12:29 - 2432 commenti

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Nonostante il sincero e sentito atto d'amore verso il cinema, il cinema capace di allietare le sofferenze quotidiane (il personaggio della Farrow è emblematico) e di far sognare a occhi aperti, spesso si sfiora l'evanescenza, vuoi per uno stile troppo delicato vuoi per la mancanza di situazione che supportano il buon spunto di partenza. Tutto è perfettino, dalle ricostruzioni ambientali alle prove attoriali (il migliore è senza dubbio il misogino Aiello). Considerato uno dei picchi del genio alleniano, personalmente non mi ha particolarmente segnato.
MEMORABILE: Aiello che vive sulle spalle della moglie; La prima del film; La caffeteria dove lavora la Farrow.

Rocchiola 4/10/17 10:27 - 980 commenti

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Romantico e malinconico omaggio al cinema e al suo potere catartico, ambientato ai tempi della grande depressione. Allen, qui solo regista, offre principalmente un altro efficace ritratto da aggiungere alla sua personale galleria femminile, ma grazie al simpatico espediente dell'interazione tra cinema e realtà riesce anche a proporre una riflessione metalinguistica più popolare e meno spocchiosa di quelle presenti in molte altre pellicole dedicate alla settima arte. Perfetto Aiello nei panni del marito scansafatiche e traditore.
MEMORABILE: "La settimana scorsa nessuno mi amava ora due persone mi amano e sono la stessa persona"; "Va a vedere com'è il mondo quello non è cinema è vita vera".

Thedude94 18/11/19 23:29 - 1110 commenti

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Amore per il cinema e raffinatezza assoluta mette Allen in questo gioiellino, che racconta una storia fantasiosa di una ragazza improvvisamente coinvolta in una storia d'amore assurda. La Farrow è stupenda, ma magistrale è Daniels nell'interpretare il doppio ruolo di personaggio vero e fittizio; inoltre come figura terza c'è un grande Aiello. La fotografia e le musiche sono il punto forte e accompagnano egregiamente una sceneggiatura come al solito brillante, fatta di alcuni momenti assurdi che fanno ridere e che sono inseriti genialmente.

Daniela 22/05/20 08:26 - 12730 commenti

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Negli anni della grande Depressione, la tenera Cecilia trova conforto ai guai domestici nella ripetuta visione di un film del suo divo preferito, fino a quando il personaggio esce dallo schermo per incontrarla di persona... Un omaggio al cinema e nello stesso tempo una satira allo stesso come fabbrica di illusioni: spunto geniale ma sviluppo un poco deludente per un eccesso di pacatezza di tocco che lo fa assomigliare ad uno spumante svaporato. La mestizia pare aver contagiato anche gli attori, a parte il sanguigno Aiello. In conclusione, film gradevole ma non all'altezza della sua fama.

Magi94 4/07/21 11:45 - 956 commenti

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Un Woody Allen piuttosto smussato, che lascia da parte i toni più aulici delle sue commedie degli anni '70 per offrirci un film un po' all'acqua di rose ma non da buttare via. In ciò, tra l'altro, ricorda molto le sue opere degli ultimi vent'anni. Lo stucchevole e lo sdolcinato dominano la scena da quando l'attore decide di uscire dalla pellicola, pur senza mai rendersi insopportabili. Mia Farrow sostiene con mestiere un ruolo che risente di questa stucchevolezza, e certo non sono particolarmente interessanti le sue vicissitudini amorose. Molto meglio il finale e il rapporto col marito.

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Silvia75 24/08/21 16:32 - 165 commenti

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America anni '30: il personaggio di un esploratore esce dal film e dallo schermo di un cinema di provincia perché invaghito di una delicata, giovane donna infelice. Idea geniale di Woody Allen che affronta realtà e sogno. L'esploratore di celluloide è molto più dolce e simpatico del cinico e opportunista attore hollywoodiano di cui ha le sembianze. Bella ricostruzione d'epoca, intonatissimo commento musicale jazz, bravi tutti gli attori.

Rambo90 15/11/21 17:00 - 7716 commenti

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Delizioso lavoro di Allen che riflette sulla magia del cinema, sul mondo fatto di celluloide che può trasportare una persona altrove e farla sognare. L'assunto di base è fantastico e surreale, ma il film sa rimanere anche ancorato alla realtà, soprattutto in un finale più amaro di quanto si possa immaginare. Tutto funziona, dalla ricostruzione d'epoca alle battute, fino alla doppia parte del giovane Daniels (mentre forse la Farrow è leggermente spenta). Ottimo.
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  • Curiosità Maxspur • 27/02/12 15:17
    Galoppino - 208 interventi
    Dopo l'inizio delle riprese Michael Keaton fu sostituito da Jeff Daniels.
  • Curiosità Zender • 8/08/14 18:37
    Capo scrivano - 47992 interventi
    Dalla collezione "I flanetti di Legnani" (con contributo di Zender al restauro), il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della prima tv di La rosa purpurea del Cairo (26 ottobre 1987, come da ricerche di Zender):

  • Homevideo Rocchiola • 4/10/17 10:28
    Call center Davinotti - 1267 interventi
    Solito DVD MGM di buona fattura forse un po' datato ma più che sufficiente in attesa di una riedizione in Bluray, se mai ci sarà!!!