Ken Park

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Ken Park
Anno: 2002
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 14
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il solito Larry Clark, capace di alternare momenti di pura poesia a un sensazionalismo che punta allo scandalo a ogni costo e che non sempre si integra armoniosamente al contesto. Ad ogni film Clark sposta più avanti il confine verso l'hardcore e la violenza: in KEN PARK non ci viene risparmiata una masturbazione in dettaglio, non si lesinano ripetute inquadrature sugli organi maschili (in erezione o meno), né poteva mancare un primo piano su di una tempia sfondata da un colpo di pistola e qualche incesto aberrante. Il cinema di Clark è questo, ma se in KIDS si provava davvero l'impressione di essersi imbattuti in un modo nuovo e fresco di mettere in scena i disagi giovanili delle nuove generazioni...Leggi tutto americane, con KEN PARK si cominciano a sospettare attacchi un po' troppo premeditati al perbenismo e alla morale comune; si intravedono cioè i segnali di un compiacimento che non sa più di genuino e che alle volte pare davvero fine a se stesso. Non sempre, perché per raccontare con la crudezza voluta un ambiente tanto "difficile" non si può non ricorrere all'inevitabile ostentazione di sesso e violenza, ma è giudicando la banalità di troppe scene, anche simpatiche (la partita a Scarabeo, la macchietta del padre bigotto...) che rimane in noi la sensazione di un talento non così cristallino come molti ci vorrebbero far credere. La presentazione dei quattro protagonisti (tre ragazzi e una ragazza), con la foto seguita da brevi esempi in cui evidenziano il loro carattere, è costruita anonimamente, così come senza grandi sforzi di fantasia prosegue l'intero film, ravvivato qua e là da un paio di dialoghi riusciti; una regia scarna ma efficace, una buona direzione del cast compensano le lungaggini e le ripetizioni di una storia poco originale.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Renato 12/07/07 14:31 - 1512 commenti

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Film duro, che concede poco allo spettatore in fatto di emozioni (molto di più in fatto di scene di sesso esplicito, invece). Larry Clark vorrebbe essere freddo e distante dai suoi personaggi disperati e "borderline", e ci riesce a mio avviso solo fino ad un certo punto. Dopo un po' infatti il gioco diventa scoperto e la presenza di momenti "forti" nei punti strategici in cui la sceneggiatura sta arrancando comincia a sembrare perfino programmatica... Certo Clark gira bene, ma alla fine rimane un retrogusto di delusione.

Redeyes 17/04/08 13:53 - 2126 commenti

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Di fronte a queste pellicole mi chiedo sempre quanto tanta ostentazione ed esasperazione siano funzionali al messaggio finale e quanto invece ad un possibile successo, che certo passa attraverso l'estremizzazione. Detto questo non siamo di fronte alla frantumazione di dogmi sia chiaro, né c'è bisogno di esser preparati psicologicamente, ma il film è pesante. Solo che stufa e via via si perde di vista il l'obiettivo, perdendosi dinanzi al dilemma se stiamo guardando un drammatico o un erotico. Riuscito a metà!

Pigro 22/07/08 10:05 - 7697 commenti

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Adolescenti riempiono le loro vite, evidentemente vuote e senza riferimenti, con il sesso, che ciascuno fa a suo modo e che noi vediamo esplicitamente e copiosamente. L’insistenza voyeristica della cinepresa su atti sessuali di ragazzini e ragazzine può essere una furbata per voyeuristi che si giustificano con motivazioni di carattere sociologico. Di analisi sulla persona umana o sulla natura e le cause dei disagi c’è davvero poco o niente: tanti luoghi comuni e tante scene a effetto. Meglio un vero porno, almeno è sincero e non annoia.

Lucius 21/08/10 12:17 - 2819 commenti

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Solitudine interiore e familiare e ineressanti e cupe location isolate e provinciali per una pellicola con sequenze forti e per molti disturbanti. Il disagio interiore di un gruppo di giovani annoiati dalla vita provinciale che crede di aver provato di tutto, di aver visto di tutto e per questo pronto a varcare la grande soglia. Crudo estremo e ricco di nudità.

Pinhead80 14/12/10 12:35 - 3820 commenti

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Non mi ha convinto in toto questo film di Larry Clark. Il tema dell'adolescente (qui sono in molti) confuso e incapace di comunicare, che annaspa alla ricerca di una propria identità passando dalla propria sessualità.. beh, non è poi così originale. Clark ci mostra il lato tabù della cosa ovvero quello dell'osceno messo in mostra. Da una parte l'operazione può considerarsi riuscita, ma dall'altra no in quanto sembra vi sia più attenzione per la ricerca del nudo piuttosto che approfondire la psicologia dei personaggi. Incompiuto.

Luchi78 28/07/11 14:28 - 1521 commenti

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Mi è sembrato un ritratto ben delineato di un'America adolescente e fortemente deviata. Mancano le informazioni per capire dove nasce il disagio, però sappiamo che il mezzo su cui viaggia è il sesso e Clark ce lo mostra chiaramente. La sessualità pervade la vita di questi ragazzi fino ad invadere anche i momenti di follia più totale e sarebbe stato riduttivo censurare le scene in cui il sesso è così esplicito. Un film pessimista, negativo, ma importante.

Galbo 29/07/11 20:38 - 11307 commenti

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Si fatica talvolta a comprendere il senso di operazioni come questo film diretto da Larry Clark e Edward Lachman: la pretesa di un ritratto veritiero degli adolescenti americani si scontra con l'inevitabile parzialità di un' immagine che va a senso unico e che presenta il sesso come faro illuminante della vita dei protagonisti. Manca qualsivoglia accenno alla caratterizzazione dei personaggi con il risultato finale di fare precipitare lo spettatore nella noia profonda.

Capannelle 21/12/12 08:55 - 3688 commenti

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C'è lo stile del regista, quel mescolare concetti drammatici e ironici nel frullatore del cinismo quotidiano. Con buona maestria e tempi registici giusti ma anche esagerando: grande la partita a Scarabeo, divertente Tate che si eccita con le baby tenniste, ma c'è bisogno di far vedere la produzione spermatica? Aggiunge forse qualcosa? Per il resto ci si diverte (il ritorno del padre), ci si angoscia (sempre un ritorno del padre) o si sta semplicemente a guardare (la cheerleader vogliosa e la sua bella famigliola). E intanto Ken si è sparato...

Giacomovie 26/12/12 17:33 - 1338 commenti

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Disamina dell'irrequieto, irruento, irrispettoso e vizioso universo giovanile. Un mondo analizzato con una certa efficacia, in parte rovinata dalla voglia del regista di strafare. Dapprima vengono presentati i personaggi, poi l’analisi dei loro comportamenti si estende anche a quelli dei genitori/tutori. Ne esce il quadro di una generazione allo sbando della cui deriva non è esente da colpe chi deve occuparsi della sua educazione. Tutto il film gira intorno al sesso, cosa che in parte giustifica le scene esplicite, ma poi si eccede. ***

Rebis 16/03/13 17:02 - 2088 commenti

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Ken Park è fuggito. Si è sparato un colpo di pistola in testa nella pista degli skater. Via dalla città, prima dell'ingresso forzato nel mondo adulto. Saltano le serratura, si spalancano porte e finestre dei soggiorni, entriamo di petto nelle camere da letto della provincia americana: un orrore via l'altro, le aberrazioni e i suoi figli. Korine conferisce una tragica insensatezza a questa umanità derelitta, ma Clark illumina il dito puntato su un'eclissi di luna. Non riesce a trattenere – filmando orge e corpi masturbanti – morbosità e impertinenza, e dilaga il voyerismo. Nessuno è innocente?

Nancy 30/05/13 01:46 - 771 commenti

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Si avverte molto l'influenza di Harmony Korine per la sceneggiatura di questo teen movie dalle tinte molto forti. Quattro storie tutte di matrice sessuale, che certo sono molto d'impatto ma che dimenticano di essere pienamente giustificate, di rendere dei personaggi completi, forse perché la loro vita è a tutti gli effetti incompleta: il più delineato dei personaggi è proprio quello di cui si sa di meno, il quinto ragazzo, Ken Park, che non a caso titola il film. Audaci certe scene (quella della masturbazione su tutte). Nel complesso, promosso.

Belfagor 5/08/15 23:59 - 2619 commenti

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Clark mi fa arrabbiare; non tanto perché il suo stile sia del tutto privo di qualità, ma perché sfrutta temi socialmente validi per imbastire spettacolini voyeuristici. Il suicidio che apre il film potrebbe essere l'innesco per dare il via a una critica forte al nichilismo che pervade i nostri tempi, ma la pellicola finisce ben presto a sguazzare in quella stessa assenza di valori, trasformandosi in una specie di cupio dissolvi disgustosamente lubrico. Coevo di Irréversible, sembra la sua versione per teenager.

Fauno 24/03/17 01:43 - 1897 commenti

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Qui il sesso è come una moneta unica, un qualcosa di incontrovertibile, impossibile perfino da rallentare: neppure il Congresso di Vienna o la dittatura più inumana ci riuscirebbero; non per niente la scena più pacata è il rapporto a tre, che pur essendo alla fine del film non si capisce quando effettivamente abbia luogo; si sa solo che c'è e che nessuno lo può più scalzare e che chi - al di fuori di questo trio - ha voluto condizionarlo, oltre a fallire miseramente ha pure provocato il suicidio di colui che solo apparentemente è estraneo alla storia.
MEMORABILE: L'onanismo; Il passaggio della saliva di bocca in bocca; L'inutilità della prestanza fisica.

Bubobubo 10/08/18 16:28 - 1135 commenti

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Voyeurismo di basso profilo che si nasconde dietro la maschera di uno spaccato sociologico romanzato. Indugiando furbescamente sul sesso immaginato e graficamente rappresentato per épater i soliti noti, Clark confeziona una didascalia da Caratteri di Teofrasto: la famiglia middle class degna della Black Hole Sun soundgardiana, quella col padre alcolizzato e omosessuale latente, quella con l'incestuoso fanatico religioso, quella coi nonni come surrogato. Solo non si vedono i due liocorni.
MEMORABILE: Il padre di Peaches torna un po' troppo presto dal cimitero...
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