I tre ladri

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Matalo! 7/01/09 18:39 - 1368 commenti

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Film di scarso livello dove il nostro fa di tutto per rendere appena sopportabile (non riuscendoci) una storiella girata con la mano sinistra da tale De Felice. Pensiamo che la battuta migliore è la traduzione di Moet et Chandon con Mò esce Antonio e abbiamo capito tutto l'andazzo del film. Fa venire i brividi che nel cast ci sia Simone Simon de Il bacio della pantera. Da Tourneur a De Felice...

Smoker85 18/07/10 21:44 - 390 commenti

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Film garbato e diverso dalla solita commedia di Totò. La trama forse sacrifica il talento dell'attore napoletano, che comunque regge bene la scena. A fargli da spalla, insolitamente, c'è Gino Bramieri. La coppia funziona, anche se è lontanissima dalle scintille di altre come quella di Totò con Fabrizi, Taranto o Peppino. Non mancano i momenti esilaranti, ma l'impressione è che forse la storia latiti e duri un po' troppo. Non il peggior Totò ma nemmeno un suo vertice.
MEMORABILE: Totò che fa la filippica contro il costo dei salamini al solo scopo di fregarsene uno.

Graf 29/09/12 03:34 - 698 commenti

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Unico film di Totò diretto da Lionello De Felice. Di impianto teatrale, dal sapore raffinato e dall'ambientazione francese, il film è una gustosa satira sugli aspetti criminali del capitalismo molto curata nei dettagli anche se risulta troppo artificiale in alcuni snodi narrativi e un po' convenzionale nel tratteggio dei personaggi. Totò disegna il suo personaggio di ladro di quart'ordine con grande cura a metà tra una rappresentazione veristica e una recitazione ricercata e quasi affettata ma alla fine risulta convincente. Bravo e surreale Bramieri.

Homesick 19/01/13 17:02 - 5737 commenti

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Commedia popolare piuttosto debole a causa di una regia tutt’altro che ispirata, sopravvive unicamente grazie al rubagalline Totò, come sempre campione imbattibile negli sguardi e nelle smorfie – basti osservare le sue pose durante la session fotografica - nonché maestro della battuta. Il cast si decora di personaggi affascinanti come il ladro stilé Pascal e l’aristocratica Simon, attrice di gran classe anche in un contesto a lei poco congeniale.
MEMORABILE: La distribuzione dei regali ai detenuti; gli ex accusatori di Tapioca che ritirano le loro accuse in tribunale.

B. Legnani 26/01/14 14:19 - 4722 commenti

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Curioso film di medio valore (**, forse largheggiando), con Totò che non fa il mattatore ed un cast che definire composito è dire poco. Inizio mediocre, con trovate da film muto (e, non a caso, rese senza sonoro): poi la pellicola si risolleva un po' con i duetti nei quali opera la Simon e nella fase processuale conclusiva. Trascurabile, in ogni caso.

Saintgifts 1/07/15 16:11 - 4098 commenti

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I tre ladri rappresentano tre diverse categorie di chi ruba: per sopravvivere c'è il cosiddetto ladro di polli (Totò), poi il ladro professionista che agisce in grande usando furbizia e intelligenza (Pascal) e infine il ladro rispettato in società, ma che combina affari non troppo leciti (Bramieri). È nella seconda parte che il film decolla e Totò, in prigione e durante il processo, può esibirsi in tutto il suo repertorio strappando più di una risata. Ricco cast, che spalleggia bene il grande comico e una buona ambientazione primi del Novecento.

Furetto60 6/07/15 13:24 - 1129 commenti

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Commedia che ironizza sulla moralità del ladro. Il furto è il vero protagonista della vicenda e i protagonisti, accomunati dall’attività ma non dal livello di cabotaggio, si trovano coinvolti in una trama che ha il suo miglior sviluppo da metà corsa. Il lavoro, elegante e con rari esterni, è equilibrato: la presenza nel cast di varie presenze eccellenti permette di arginare la figura di Totò, spesso debordante in altri lavori.
MEMORABILE: Questa lonza è epidemica!; Sono stanco di stanchezza; Io sono ladro legalmente!; Michel, vorrei un drink, Che drink? Un drinkendranghete.

Minitina80 13/09/16 19:31 - 2336 commenti

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Tenue commedia in cui non mancano i soliti equivoci che danno il pretesto per qualche simpatica ma esile battuta. È una sorta di apologia disimpegnata sulla figura del ladro, ognuno dei quali esercita a suo modo la mala professione. Ha il difetto di essere diluito in maniera eccessiva per cui ogni tanto ci si distrae un attimo. Non è nemmeno il migliore esempio di commedia a cui Totò ha preso parte, ma un'occasione gliela si può concedere.
MEMORABILE: Finché ero un povero ladro da due soldi, calci nel sedere, ma da quando sanno che ho rubato dieci milioni, tutto è cambiato!

Pessoa 20/02/17 06:20 - 1159 commenti

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Fiacca commedia con intenti moraleggianti di De Felice costruita attorno a Totò che si misura con un ruolo, quello del rubagalline, che è uno dei cavalli di battaglia del suo repertorio. Per ridere si ride, naturalmente, e anzi la vicenda mantiene alcuni collegamenti con la vita reale che le donano una certa attualità anche a distanza di decenni, ma la storia è davvero molto debole e la sceneggiatura raffazzonata non aiuta. Fra i comprimari brillano Pascal e la Simon, il resto è poca cosa. Per i fan del Principe in vena di risate facili.

Modo 10/05/18 15:47 - 824 commenti

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Film con alti e bassi che se non fosse per il grande Totò sarebbe insignificante. Gino Bramieri è una spalla divertente che non lascia comunque il segno soprattutto se paragonata ad altri duetti che hanno visto come protagonista l'attore napoletano. Il regista non riesce a sostenere ed esaltare una storia semplice e lineare non priva di qualche spunto interessante. Il monologo di Totò in tribunale visto come riscatto sociale è spassoso.

Pigro 14/04/20 10:15 - 7789 commenti

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Il titolo è ben più sagace del film, visto che include nel novero dei rubatori non solo il piccolo mariolo e il ladro gentiluomo ma anche il ricco borghese faccendiere. I motivi di interesse si fermano qui, a parte le solite gag e smorfie di Totò (neanche particolarmente originali, ma si migliora man mano) e lo spunto carino della santificazione del carcerato gentiluomo. Manca la vivacità che ci si aspetterebbe da una simil-farsa come questa, e in molti punti manca una maggior fermezza della regia che si accontenta di lasciar fare al mattatore.
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