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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/09/09 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 9/09/09 00:10 - 7449 commenti

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Splendido dramma chabroliano dal sapore hitchcockiano: gli omaggi a La finestra sul cortile e Psyco sono evidenti. Il tema è sempre quello della provincia marcia, la storia è molto interessante ed originale non tanto nel meccanismo "giallo" (anche perché Chabrol, a cui non pare interessare tanto il mistero, scopre subito le carte) quanto piuttosto nel seguire e descrivere il rapporto che si instaura tra il cappellaio-assassino ed il sarto-voyer interpretati da un duetto di attori in forma strepitosa. Perla imperdibile.

Ghostship 15/09/09 20:31 - 394 commenti

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Meraviglioso film di Chabrol che strizza l'occhio ad Hitchcock pur mantenendo un proprio stile e rinunciando da subito al whodunit, privilegiando una narrazione dai meccanismi perfetti che si regge sulla performance dei due attori protagonisti perfetti nei propri rispettivi ruoli. Nota di merito per la fotografia autunnale di Jean Rabier. Tra i capolavori del regista.

Giùan 13/07/13 07:24 - 2925 commenti

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Rispetto ad altri squarci di provincia chabroliani, il film lascia in ombra le notazioni d’ambiente più esplicitamente grottesco-satiriche per strapiombarci (come avverrà poi ne L’inferno, tratto pure non a caso da Simenon) nella torbida ignavia di un borgo immerso in un definitivo autunno, di cui la mente del serial killer Lèon è lo specchio non troppo deformato. L’inquieta performance di Serrault (echeggiata dagli alter ego muti del sarto Aznavour e della moglie “imbambolata”) è un saggio di solitudine latente sfociante in morbosa patologia. Applausi.
MEMORABILE: Lo sguardo perso di Serrault quando apprende di non poter uccidere la suora e non trova fuori ad aspettarlo il sarto; I tic incalzanti durante la cena.

Myvincent 16/09/14 08:10 - 2520 commenti

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Una tragicommedia alla Chabrol che, con la scusa di un orrendo fatto di cronaca nera, racconta degli animi umani e dintorni. C'è un omicida seriale e un mentore minuscolo sempre al suo cospetto. Il risultato sono due ore noiose che di paura neanche a parlarne, perfino di quella psicologica. Charles Aznavour, qui pressoché muto, si conferma cantante dalla stoffa eccezionale... Deludente a dir poco.

Saintgifts 30/09/14 11:52 - 4098 commenti

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Il film offre almeno tre aspetti di visione: il principale o quello che sembra tale ovvero la vicenda delittuosa del cappellaio, che coinvolge il suo dirimpettaio, così vicino e così lontano, che chiede solo di poter continuare a vivere in quel posto così tranquillo; poi la vita del piccolo borgo, descritta minuziosamente, i suoi personaggi, le sue vie, il mercato, il cinema Lux che programma film distanti tra loro più di vent'anni, i bar del centro e quelli del porto, la prostituta, signora riverita che conosce l'intimo di tutti; infine la solitudine.

Daidae 4/03/16 13:13 - 2727 commenti

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Non mi è piaciuto affatto. Peccato perché visto il nome del regista e il valido cast c'erano le premesse per un ottimo film. Invece questa "opera" si trascina per quasi due ore senza suspence lasciando accumulare una noia pazzesca: ho davvero faticato ad arrivare alla fine! Un'occasione perduta. Il finale risolleva un po' il tutto...

Daniela 18/06/19 14:44 - 9198 commenti

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Sostituita la moglie morte con un manichino, un insospettabile cappellaio uccide altre donne, seguendo un suo preciso piano. Un umile sarto armeno scopre la verità, ma tace... Da un romanzo di Simenon, di cui era grande ammiratore, Chabrol trae ispirazione per una delle sue opere migliori: il killer puntiglioso e quietamente folle impersonato da uno strepitoso Serrault ha caratteri di originalità tali da renderlo indimenticabile, mentre il più defilato Aznavour interpreta perfettamente il suo involontario complice, il povero esule "umiliato ed offeso" che non osa denunciarlo per paura.

Noodles 20/10/19 22:58 - 804 commenti

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Non è proprio un vero giallo, perché mancano la componente thriller e il mistero, visto che si sa già tutto dall'inizio. Ciò che sorprende è la perfetta resa del romanzo e l'atmosfera di grande morbosità che come sempre è in grado di creare Claude Chabrol quando si cimenta in storie di questo tipo. Va comunque detto che è anche grazie a uno straordinario Michel Serrault se il tutto funziona perfettamente. Poco utilizzato Charles Aznavour, ed è un peccato. Le citazioni da Hitchcock impreziosiscono il tutto.
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