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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Una misteriosa malattia uccide tutte le piante di marijuana della Terra e una parte della popolazione si trova d'improvviso senza uno dei suoi maggiori svaghi: sembra una trovata simpatica che possa aprire a un film insolito, invece è solo un pretesto per una action-comedy come troppe altre, che sfrutta l'assunto di base per assemblare la solita sgangherata banda di soliti ignoti pronti per il colpo della vita: sottrarre al Vaticano l'unica pianta "femmina" di marijuana da affiancare a quella "maschio" in loro possesso per far rinascere la specie.

Che l'obiettivo sia la pianta o il tesoro di San Gennaro...Leggi tutto cambia poco o nulla; quel che conta è che i nostri eroi, dopo una prima fase di presentazione, partono in missione. Sono Natan (Morelli, anche regista del film), influencer piuttosto vacuo ma di successo, il suo fratellastro mezzo scemo Arturo (Esposito), un giornalista che l'aveva raggiunto in villa per intervistarlo (Priello), un sedicente esperto in droghe che s'è aggiunto al gruppo (Balsamo) e una giovane (Adriani) ammiratrice di Natan che decide di aiutarli dopo essersi scontrata col loro furgoncino. Last but non least, per quanto unitosi agli aspranti ladruncoli in un secondo momento, il padre (Placido) di Natan e Arturo, non uno stinco di santo che, travestitosi da sacerdote, si introdurrà con loro in Vaticano per sottrarre la rarissima pianta. Nemici dei nostri un gruppo di anonimi cinesi chiamati ad animare un po' l'azione con inutili corpo a corpo e facce da duri

 Il resto viene di conseguenza, con un'avventura poco ravvivata da battute scarse e per nulla ricercate, frutto più che altro del discreto affiatamento del gruppo di napoletani che tutto sommato - come quasi sempre capita a chi recita da quelle parti - mostra una spigliatezza e una spontaneità non comuni. Ma le qualità finiscono qui, perché la storia è proprio misera, i riempitivi non si contano e il divertimento latita. Mal utilizzato anche il bravo Leopoldo Mastelloni che, nel ruolo del camorrista "100Watt", ha pure un ruolo di un certo rilievo come possibile acquirente delle ultime piantine di marijuana esistenti ed è comunque legato a doppio filo con la malavita cinese.

Si prova a dare verve con qualche pezzo da 90 in colonna sonora (solo "Take On Me" degli A-ha in realtà, perché la strumentale "Wild Boys" dei Duran è rifatta), a ironizzare tanto per cambiare sulla figura dell'influencer (tutte cose viste e straviste, nelle commedie italiane degli ultimi anni) e a ben vedere l'unico che mostra di poter suscitare una qualche simpatia oltre a Morelli è il buon Balsamo, perché Priello è semplice spalla mai comica, Esposito si ritrova a straparlare sparando sciocchezze in sequenza con un personaggio al limite del cretino totale, la Adriani poco offre al di là di una corretta interpretazione e Placido non ha modo di brillare.

La durata superiore alla media non solo non è giustificata ma diluisce inutilmente le scene, l'azione è scadente e la regia di Morelli ancora acerba. L'allegria sprigionata da qualche momento vivace è quasi sempre dovuta al buon spirito di gruppo e a una confezione comunque accettabile, ma l'impressione è quella di una commedia del tutto superflua, che utilizza in locandina e nei trailer l'immagine di Morelli col lanciafiamme per far credere che significhi qualcosa quando è invece solo un'arma come un'altra, presa e riposta nel giro di pochi minuti.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/11/22 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/12/22
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Galbo 28/11/22 11:42 - 12066 commenti

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Qualche anno dopo la scomparsa di tutte le piante di canapa mondiali, l’influencer Natan trova l’ultimo esemplare rimasto. Seconda regia dell’attore Giampaolo Morelli, "Falla girare" è una commedia che parte da uno spunto originale per ironizzare sui personaggi che popolano i social media, aggiungendo anche un pizzico di azione legata a un tentativo di furto in Vaticano. L’ironia è abbastanza “spuntata” ma rimane il divertimento legato alla performance di un efficace gruppo di attori e un certo ritmo dettato dalla regia. Non un capolavoro ma godibile.

Rambo90 28/11/22 11:47 - 7294 commenti

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Un gruppo di persone scalcinate cerca, in un prossimo futuro, di proteggere l'ultima pianta di marijuana rimasta sulla Terra. Un'idea assurda quanto divertente, portata avanti da Morelli con il giusto gusto per il demenziale e una regia corretta dal ritmo spedito. Si ride molto, a patto di capire da subito che la sceneggiatura non vuole prendersi sul serio ma anzi giocare con i generi. Bene il cast affiatato, in cui anche elementi più deboli (Priello non convince e Placido è fuori parte) trovano lo spazio adeguato. Finale un po' diluito.

Orson 29/11/22 16:10 - 115 commenti

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Commedia pulp demenziale dal ritmo indiavolato, con attori tutti in parte su cui troneggia un mastodontico Morelli, anche regista del film, che recupera alcune sfumature del personaggio di Lollo Love. Ma anche i comprimari sono strepitosi, dal duo dei The Jackal a Laura Adriani fino a un comicissimo Michele Placido. La regia di Morelli è matura e dinamica, priva di sbavature. Il film è ricco di gag esilaranti e raggiunge il suo picco nell'assalto alle stanze del Vaticano. La migliore commedia italiana degli ultimi anni, nettamente sopra a Sibilia e al duo YouNuts!. Applausi.
MEMORABILE: Il traduttore automatico dal cinese; Le citazioni raccogli-like di Morelli; La statua del David col selfie stick; Il finale.

Puppigallo 30/11/22 10:32 - 5009 commenti

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Davvero poca cosa questa commediola leggermente inferiore al guarda e getta tipico dei prodotti mediocri senza infamia e senza lode. Perseverare con questa comicità modello base non fa molto bene al genere; e nonostante qua e là ci siano rari momenti in cui si riesce a strappare un mezzo sorriso, il resto è comicamente desolante. Peccato perché lo spunto poteva essere simpatico se supportato da una sceneggiatura decente, che non si limitasse a mettere in scena una farsa alla Scuola di ladri, con aggiunta di Placido e Mastelloni come spezie nel "brodino umoristico". Il finale poi...
MEMORABILE: Lo sguardo da cazzimma e il fratello del protagonista che fa il disagiato davanti alla pattuglia della stradale.

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