7 ore per farti innamorare

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2020
Genere: commedia (colore)
Note: Aka "Sette ore per farti innamorare".
Numero commenti presenti: 9
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La teoria dell'insegnante Valeria (Rossi), che a Napoli tiene lezioni su come conquistare una donna, lo promette con chiarezza: "Per arrivarci vi basteranno sette ore". Semplicemente ribaltando i ruoli e quindi il punto di vista si parte in effetti da una posizione privilegiata: la donna sa come colpire e dove colpire per ottenere ciò che vuole da un'altra donna; molto meglio di un uomo, costretto a ricorrere alle solite, vetuste tecniche. Al centro del film sta quindi un corso di "rimorchio" per maschi impacciati e senza speranza; come lo sono un po' tutti quelli che pendono dalle labbra di Valeria, ansiosi di risolvere i loro problemi. Dall'altra c'è Giulio (Morelli), giornalista di economia piantato di fresco dalla fidanzata (Del Bufalo)...Leggi tutto per la sua mancanza di spirito d'iniziativa. Depresso, costretto a licenziarsi dal momento che il capo è proprio colui che se la faceva con la sua ragazza, trova un impiego presso la rivista online Machoman, diretta da uno spregiudicato innovatore (Salemme) che ha creduto in internet prima dei suoi colleghi. Spedito a seguire il lavoro di personaggi improbabili, Giulio si trova presto a dover scrivere del corso di Valeria. Sedutosi nella stanza dove si tiene, viene scherzosamente preso in giro dall'insegnante e dai partecipanti. Fino a quando capisce che forse, per riprovare a riprendersi la sua ex, è il caso di iscriversi davvero accettando consigli da chi può realmente aiutarlo. D'altra parte bastano quattro risposte giuste in chat per far capire a Giulio come Valeria sappia davvero il fatto suo. Per quanto scontato e indirettamente avvicinabile al florido filone delle truffe, il film sembrava avere più di una freccia al proprio arco, con una Serena Rossi magnetica, assolutamente indicata per il ruolo di ammaliatrice emancipata. Molto più accentratrice di un Morelli che si limita a fare il cane bastonato o poco più mostrando come i tempi della commedia non riesca ancora a dominarli a dovere: tutta la parte con la caccia al suo primo amore di gioventù (diventata volgarissima cantante neomelodica), recitata in napoletano stretto sottotitolato, lascia abbastanza a bocca aperta dando la netta impressione che più scene siano state aggiunte solo per fare metraggio. Perché poi tutto rientra in uno schema abusatissimo cui manca la brillantezza necessaria a far sorridere. Battute telefonate, romanticherie che nella seconda parte si fanno patetiche con l'innesto di un dramma ospedaliero che ci si poteva risparmiare, il gruppo di allievi incapaci mandati allo sbaraglio quasi sempre con esiti disastrosi, un Salemme in partecipazione straordinaria che regala un paio di bei duetti per poi scomparire fino alle ultime scene e una Diletta Leotta che partecipa giusto come sogno erotico di uno degli allievi. Nonostante la consueta spontaneità del cast napoletano (il capoluogo partenopeo non mostra poi molto di sé al di là dei soliti scorci e del Vesuvio a troneggiare sulle panoramiche), che garantisce una recitazione solida anche nelle parti meno centrali, c'è poco o nulla da ricordare. A rubare la scena a Morelli, poi, c'è pure una Del Bufalo che si conferma bella scoperta del cinema, in possesso di una recitazione personale in grado di ridefinire gli standard moderni della ragazza benestante. Qualche rara battuta va a segno, ma il rapporto tra i due protagonisti si muove su coordinate prevedibili cui la sceneggiatura non può porre troppo rimedio. E senza un mattatore espressivo che dia corpo vero al personaggio ci si ferma alla dimensione del film sentimentale corretto, misurato ma insignificante quanto il suo finale, davvero scadente. Strappa qualche sorriso nei botta e risposta studiatissimi del Giulio post-corso con la sua ex, ma poi certe cose (vedi la partita di beach volley) sembran proprio malamente appiccicate. La regia - di Morelli stesso - non fa nulla per dare vera vivacità al film e la cosa si fa presto evidente...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/04/20 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 29/04/20
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Rambo90 23/04/20 02:25 - 6392 commenti

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Un Hitch al femminile, con la Rossi nei panni che furono di Smith. Il film fa ridere in varie occasioni, purtroppo la sceneggiatura (tratta da un libro sempre di Morelli) sceglie sempre vie già conosciute e non sorprende mai, anzi verso la fine abbonda un po' troppo in sdolcinatezze e annoia. Meglio quando si affida a ottimi caratteristi come Balsamo e Gallo, che non gridano mai le battute e sono naturalissimi. La regia è un po' lenta, la Rossi solarissima e in parte. Erano evitabili certi "sianismi".

Markus 25/04/20 14:50 - 3310 commenti

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Esordio nel lungometraggio per Giampaolo Morelli, che si ritaglia anche il ruolo di protagonista con la graziosa Serena Rossi. Diatribe a mo' di commedia romantica yankee che qui viene adattata in un panorama partenopeo non privo di cliché (il solito Palazzo Sanfelice: bello, ma c'è un altro condominio a Napoli?). Film fluido ma non troppo divertente, con la sensazione di esser uscito tardivamente secondo la moda del genere, quando le diatribe amorose di moderna concezione scaldavano i cuori e riempivano i cinema.

Daniela 25/04/20 10:48 - 9518 commenti

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Giornalista sfigato costretto a lavorare per la rivista "Macho Man" deve scrivere una serie di articoli sull'arte dell'imbrocco avvalendosi della consulenza di una esperta in materia... Anche se lo spunto non è originale riprendendo quello di un film con Will Smith di qualche anno fa, il materiale per una commedia frizzante c'era: due protagonisti affiatati, alcuni caratteristi simpatici, una Napoli ritratta con colori caldi e cordiali. Purtroppo una sceneggiatura pigra che non sa andare oltre il bozzetto la condanna invece nel limbo delle pellicole non sgradevoli ma poco memorabili.

Galbo 26/05/20 21:20 - 11421 commenti

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Al suo debutto da regista, Morelli tenta la strada delle commedia sofisticata, confezionando un film garbato e ambientato in una Napoli particolarmente solare e "sfavillante". Riuscito nella prima parte, dove il regista da il meglio di se anche grazie all'ausilio di validi caratteristi e partecipazioni speciali godibili come quella di Salemme, il film perde un pò quota nella seconda, dove la sceneggiatura è più fiacca. Buona l'intesa (peraltro già rodata) del regista/protagonista con la brava Serena Rossi. Non male.

Ultimo 28/05/20 18:53 - 1370 commenti

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Gradevole commedia, grazie alla coppia Morelli-Rossi ben affiata e a un cast di contorno (gli "studenti" della Rossi, intenti a imparare l'arte del "rimorchiare"...) composto da attori simpatici. La pellicola scorre senza intoppi e si conclude in maniera scontata ma coerente con lo svolgimento. Piccola parte anche per Salemme, che non lascia il segno. Tutto sommato promosso.

Gabrius79 29/05/20 20:48 - 1199 commenti

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Commediola semplice che poteva avere migliore sviluppo e invece rimane incastrata con una sceneggiatura un po' trita che svilisce la bravissima Serena Rossi e il buon Morelli e che non dà il giusto smalto a una spiritosa Diana Del Bufalo. Va dato merito quanto meno di aver utilizzato un’ottima fotografia per mostrare il paesaggio partenopeo. Pochissime le battute a segno. Un’occasione mancata.

Muttl19741 3/06/20 22:51 - 106 commenti

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Dopo i grandi successi con i Manetti Bros, Morelli si mette in proprio e dirige se stesso in una divertente pellicola ambientata ancora nella splendida Napoli. Il soggetto è originale, molto ben scritto, fluido; ottime le prove degli attori,  primari e comprimari. La storia è molto leggera e divertente, con le giuste pretese e il risultato ottenuto è di qualità. Esilaranti alcune scene.

Pinhead80 17/06/20 19:15 - 3969 commenti

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Nel sempre più difficile mondo delle relazioni umane, uno sfortunato giornalista cerca di recuperare la propria fidanzata frequentando un corso ad hoc per uomini in difficoltà con le donne. Commedia simpatica che evidenzia in maniera divertente e mai banale il particolare momento storico che vivono le coppie contemporanee non in grado di cambiare in maniera definitiva la propria vita sentimentale e che rimangono aggrappate in qualche modo a un passato che non le soddisfa appieno. C'è da ridere e da riflettere in un'ora e mezza di piacevole intrattenimento. 

Zoltan 4/08/20 11:01 - 201 commenti

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Film disastroso, in cui fin dall'inizio si capisce che gli autori non sanno che pesci pigliare, mischiando una serie di situazioni forzate che lasciano a bocca aperta: la neomelodica, la partita a volley, il "dramma ospedaliero", Diletta Leotta... Morelli è il primo problema del film, non apparendo a proprio agio nel personaggio e proponendo una regia deludente per un film senza brio, incapace di provocare empatia e di portare lontanamente il sorriso.
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