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LA MIA BANDA SUONA IL POP

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/2/20 DAL DAVINOTTI
Brizzi si è spesso dilettato nei suoi film ad argomentare di musica, a riproporre in particolar modo sonorità e personaggi degli Ottanta (pensiamo a Sabrina nell'ultimo MODALITA' AEREO, per esempio); tanto che questo LA MIA BANDA SUONA IL POP pare logica prosecuzione e ampliamento di certe idee, suggestionato dalla inveterata predilezione dei russi per artisti pop italiani da noi ormai snobbati o ridotti a semplici fenomeni di costume. E così, con un occhio puntato al Hugh Grant di SCRIVIMI UNA CANZONE filtrato attraverso i toni da cinepanettone e la musicalità mediterranea a metà tra italodisco e canzone romantica, si immagina un manager caduto in disgrazia (Abatantuono) che, convocato dalla responsabile della sicurezza (la rediviva Stefanenko) di un ricchissimo russo (Khismatouline), accetta di far riunire una vecchia band eighties chiamata Popcorn per un concerto a San Pietroburgo. I quattro, che avevamo ammirato in una clip caramellosa e ingenua come davvero erano al tempo, trent'anni dopo sono decisamente malridotti. Come in una sorta di parodia dei BLUES BROTHERS il loro vecchio manager va a recuperarli dalle situazioni più improbabili: chi suona in strada per quattro spicci (Rossi), chi è finita in tv in una sonnacchiosa trasmissione di cucina (Finocchiaro), chi sepolto in una barba bianca lavora in ferramenta (Ghini) e chi infine si è riciclato come cantante da matrimoni (De Sica). Sulle prime nessuno o quasi accetta di riformare i Popcorn ma si sa, l'occasione fa l'uomo ladro; è proprio il caso di dirlo, in questo caso, perché i quattro, non contenti di essere ingaggiati e profumatamente pagati per la loro performance, decideranno di precedere chi ha già organizzato un furto di diamanti ai danni del russo per rubare gli stessi a loro volta. Una variante evidentemente resasi necessaria per variare un po' rispetto al semplice racconto della reunion che avrebbe rischiato di ritrovarsi troppo presto col fiato corto. Ora però, detto di un soggetto che qualche freccia al suo arco poteva averla e di un cast sulla carta scelto non stupidamente (il reintegro a tutti gli effetti di Paolo Rossi nella commedia “minore” dopo il piccolo ruolo in POVERI MA RICCHISSIMI incuriosiva), non tocca che prendere atto di un film che non diverte come doveva. Sugli scudi sale la coppia già rodata De Sica-Ghini: il primo soprattutto, reduce da prove deludenti, si riscatta parzialmente tornando ad essere il trucido guascone dei cinepanettoni di una volta (per i quali non a caso Brizzi scriveva spesso i copioni). E il ritorno a un certo "meteorismo", da intendersi in senso letterale per la discendenza ideale da talune funzioni corporali ma anche metaforico riferito a quei fenomeni di "star" da una hit e stop (lo vediamo partecipare all'Isola delle meteore, spunto che non si esclude possa essere in futuro raccolto dalle tv), è per Christian un toccasana, che gli permette di sbracare come ai vecchi tempi partendo da qualche gag azzeccata. Più desolanti le performance di un Rossi decisamente fuori fase, quasi sempre astratto dal contesto come nelle peggiori occasioni e di una Finocchiaro altrettanto poco a suo agio in un personaggio di ex-ninfomane alcolizzata e stonata. A deludere però è in primis la regia: se un tempo Brizzi riusciva a coprire certe carenze nel campo con una qualità di scrittura non comune, per il genere, qui anche la sceneggiatura risulta deficitaria; conseguentemente la fiacchezza del ritmo salta all'occhio e, nel secondo tempo, si fa quasi insopportabile insieme a una sciatteria generale che dà la sensazione del film tirato via senza alcun gusto. Per fortuna ci sono le canzoni finto-ottanta dei Popcorn, davvero trascinanti (la mano di Bruno Zambrini si sente), il look stravagante e comico del gruppo (ma De Sica farebbe bene a smetterla d'infilarsi in testa improbabili parrucche) e un Abatantuono (con lenti a contatto azzurre!) che orchestra il tutto con discreta professionalità in un ruolo concettualmente simile a quello che aveva ricoperto quarant'anni fa in UNA VACANZA BESTIALE. Cameo per Tiberio Timperi conduttore tv.
il DAVINOTTI

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Markus 24/2/20 10:30 - 3116 commenti

Reunion per una vecchia band di pop italico Anni '80 (tali fantomatici Popcorn, che fanno un po' il verso ai Ricchi e poveri et similia) per soddisfare le esigenze del pubblico russo. Sulla carta una commedia scoppiettante, che poteva e forse doveva avere miglior sorte, in quanto l'opera di Brizzi non va mai oltre la farsa - talvolta anche dilettevole - che fa il verso a certi stilemi del defunto cinepanettone. Le efficaci musiche finto Anni '80 di Zambrini sono però l'unico punto forte di una "commediola" dal fiato corto.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 26/2/20 22:44 - 6164 commenti

Grossa delusione. Un cast enorme sprecato in una sceneggiatura che mischia malamente effetto nostalgia e heist-comedy. Era meglio forse sfruttare uno solo dei due filoni ma dotandolo di personaggi più strutturati e di dialoghi più efficaci. Invece Brizzi si affida unicamente all'estro degli attori, con De Sica-Ghini-Abatantuono che almeno strappano sorrisi con i loro classici modi di fare e la coppia mal assortita Finocchiaro-Rossi mai così spaesata e fuori parte. L'unica cosa riuscita è il repertorio canoro dei Popcorn, davvero evocativo.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Gabrius79 1/3/20 21:08 - 1151 commenti

Cosa rimane di memorabile in questa esile commedia? Le canzoni dei Popcorn. Per il resto si naviga a vista su un copione sfruttato piuttosto male (ed è un peccato, dato il cast altisonante). Chi riesce a dare il meglio è senza dubbio De Sica, che deborda grazie a qualche battuta talvolta triviale ma efficace, ma anche Ghini e Abatantuono qualche cosa di buono ce la regalano. Stridono invece le performance della Finocchiaro e soprattutto di Rossi, che non entra mai in parte. Fa piacere rivedere una rediviva Stefanenko. Brizzi continua a steccare.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Cinema97 23/2/20 1:49 - 7 commenti

Non è male. La storia dei quattro scalcinati cantanti che ritornano a collaborare dopo anni di dimenticatoio funziona. Christian De Sica (visibilmente ingrassato) riesce a essere sempre un grande mattatore, accompagnato dal suo storico (secondo) partner Massimo Ghini. La Finocchiaro è simpatica nel ruolo della svampita, invece è anonimo Paolo Rossi. Come per la band musicale, anche il film vuole essere un "revival" delle classiche battute alla Christian e di situazioni da action-comedy.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I duetti tra De Sica e Ghini.
I gusti di Cinema97 (Comico - Commedia - Western)