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MIDWAY

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/11/19 DAL BENEMERITO DIGITAL POI DAVINOTTATO IL GIORNO 1/12/19
Inevitabile che a raccontare la rinvincita americana dopo lo smacco di Pearl Harbor torni in mente il kolossal di Michael Bay. Tanto più che il film di Emmerich proprio da lì prende l'avvio, riproponendo con altrettanta forza (e però un budget più ristretto che porta alla luce qualche artefatto digitale di troppo) l'attacco dell'aviazione giapponese alla base hawaiana. Il talento di Emmerich nel raccontare con enfasi spettacolare le catastrofi avvolte nel fuoco e nelle fiamme c'è ancora, peccato non sia qui supportato da finanziamenti adeguati. Il regista sa comunque fare di necessità virtù senza rinunciare al suo caratteristico gigantismo e intrattenendo con la magia di riprese che salgono tra le ali degli aerei per seguirne avvitamenti e picchiate. Subìto il subdolo attacco gli americani si muovono per organizzare una prima reazione d'orgoglio (la spedizione del capitano Doolittle/Eckhart, partita per bombardare nientemeno che Tokyo e che in PEARL HARBOR avevamo visto affidata ad Alec Baldwin) e poco dopo per cercare di anticipare le mosse giapponesi. Promosso l'ammiraglio Nimitz (Harrelson) a capo delle operazioni, importante lavoro viene svolto dalla squadra di decrittatori, che studiando centinaia di messaggi in codice arrivano a stabilire come la mossa successiva del nemico sarà una replica di Pearl Harbor condotta sulle isole di Midway, non distanti dalle Hawaii e ultimo avamposto americano perso il quale si aprirebbe ai giapponesi la via per raggiungere la costa Ovest degli Stati Uniti. Una battaglia di importanza esiziale, scandita da diverse fasi riportate da didascalie precise che dividono il campo e il set lasciando spazio non solo allo studio del contrattacco americano ma anche alle mosse dei giapponesi, raccontate dal loro interno per dare più coralità senza eccedere con la retorica. Che non manca, sia chiaro, con l'individuazione del pilota eroe (Skrein) strafottente quanto abile e coraggioso. Sguardo in tralice, certezza nei propri mezzi, capacità di scendere in picchiata come nessuno, Dick Best è l'uomo simbolo della sua compagnia, moglie e figlia ad attenderlo a casa per strappare qualche bozzetto familiare che spezzi un po' le scene di guerra. Spesso di grande impatto, queste ultime, un po' ripetitive durante gli attacchi alle portaerei con uno schema che in fondo è sempre lo stesso; ma perdersi a osservare il cielo tumefatto dalle esplosioni, dalle raffiche della contraerea, fitto di velivoli che s'incrociano con veloci giochi di controcampi resta ancora un bel divertimento. Con un parco attori che garantisce interpretazioni solide (perfetto nella sua apparente glacialità Wilson, sempre impeccabile Harrelson, commovente l'anziano Dennis Quaid), anche nei momenti in cui l'azione latita non si avverte mai la lunga durata. Azzeccate le apparizioni di Geoffrey Blake nei panni del regista John Ford, che davvero filmò fasi della battaglia per un suo documentario in tema. Spezzettato in più attacchi che non sempre risulteranno comprensibili a chi non ha chiaro lo scacchiere bellico del tempo, il film abbraccia il periodo che va da Pearl Harbor al post-Midway comprendendo tutti i momenti più importanti della Guerra nel Pacifico, spostandosi dall'aria al mare per immergersi anche più giù, nel sommergibile Nautilus. Incendi ed esplosioni lasciano intravedere le limitazioni del budget, ma quel che conta è l'impatto, che non manca di colpire riportando Emmerich ai livelli più alti del genere. Cali di tensione durante gli attacchi e le fasi immediatamente preparatorie, qualche imbarazzo nel montaggio a testimoniare imperfezioni diffuse, tuttavia la sceneggiatura dà la necessaria varietà e l'insieme diventa godibile, non appesantito da troppi break sentimentali e vivacizzato da invenzioni d'effetto come l'aereo travolto dalla sua stessa nave o le efficaci riprese dall'alto con le flotte che appaiono dopo il passaggio tra le nubi.
il DAVINOTTI

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Digital 30/11/19 12:06 - 1071 commenti

Film centrato sulla Battaglia di Midway, combattuta da giapponesi e americani nel giugno del 1942. Ottimo da un punto di vista spettacolare, con un dispiego di effetti speciali maestoso tra esplosioni, aerei distrutti e sparatorie come se non ci fosse un domani. La pellicola mostra le due fazioni intente a elaborare strategie, con tanto di dubbi, sino al catartico epilogo. La durata extralarge non incide affatto sulla fruibilità, sempre al top. Nel variegato cast, bene i veterani Harrelson e Quaid; Skrein oltremodo irritante. Notevole.
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