Discussioni su The visit - Film (2015)

DISCUSSIONE GENERALE

37 post
  • Zender • 18/12/15 08:46
    Capo scrivano - 47991 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Daniela sono con la tua rece: le premesse per la boiata c'erano ma in realtà lo stile mockumentary trova qui un ottimo utilizzo, meno pretestuoso che in altri casi e impreziosito dalle prove di vecchi e bambini.
    Migliorabile qua e là ma approvo pure il finale rap, irriverente per un genere, quello horror, che non sa più cosa inventarsi.
    Se poi qualche critico ha dei conti in sospeso con il regista dal nome impronunciabile se ne faccia una ragione: questo film vale anche senza rapportarlo alla sua filmografia passata, assai discutibile ma non del tutto banale.
    PS ohibò mi devo ancora vedere Il predestinato

    Beh però se inventarsi qualcosa significa far cantare rap a un bambino non stiamo messi benissimo, eh :) Io personalmente non ho alcun conto in sospeso con Shyamalan (che anzi mi pare abbia fatto di meglio) e trovo THE VISIT un film piuttosto scadente a prescindere da quello che il regista ha fatto in precedenza. Non del tutto da buttare perché Shy la mdp la sa usare, per carità, ma fiacco da morire (pure nel colpo di scena).
  • Rebis • 18/12/15 13:03
    Compilatore d’emergenza - 4433 interventi
    A me il film non è dispiaciuto, l'ho trovato interessante come rivisitazione del POV e come riflessione sulla dialettica vedere-guardare. Ma anche per me bocciata l'esibizione rap sul finale

    [SPOILER] un consolatorio e inverosimile ritorno all'ordine: cioè, sti bimbi hanno ammazzato due adulti psicopatici sgozzandoli e fracassandogli la testa, mica corbellerie...[FINE SPOILER]
    Ultima modifica: 18/12/15 13:03 da Rebis
  • Capannelle • 18/12/15 15:10
    Scrivano - 3584 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Beh però se inventarsi qualcosa significa far cantare rap a un bambino non stiamo messi benissimo, eh :) A me è piaciuto perchè dissacrava il genere e faceva capire che i ragazzi erano capaci di tornare alle loro "cazziatelle" quotidiane senza rimanere shocckati in eterno
    fiacco da morire (pure nel colpo di scena). in effetti il twist in qualcosa deficitava, poteva essere articolato e dettagliato meglio, pur contenendo semi di geniale pazzia
    Ultima modifica: 18/12/15 15:11 da Capannelle
  • Zender • 18/12/15 15:31
    Capo scrivano - 47991 interventi
    Ah ma che ti sia piaciuto ci sta, ovviamente. Dicevo solo che non lo vedevo come una grande invenzione, il rap (a prescindere dal fatto che a me abbia fatto cascare le braccia :).
  • Markus • 18/12/15 18:04
    Scrivano - 4776 interventi
    Capa, ti dico solo questo: "occhi cinesi in sala" :-D
  • Capannelle • 18/12/15 19:59
    Scrivano - 3584 interventi
    Markus ebbe a dire:
    Capa, ti dico solo questo: "occhi cinesi in sala" :-D
    Ah ah ah dai, l'occhio cinese no.. se non mi sono addormentato io sul comodo divano..
  • Markus • 18/12/15 20:04
    Scrivano - 4776 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Markus ebbe a dire:
    Capa, ti dico solo questo: "occhi cinesi in sala" :-D
    Ah ah ah dai, l'occhio cinese no.. se non mi sono addormentato io sul comodo divano..


    L'ho trovato un po' lentino e l'ambientazione unica non ha aiutato molto. Ogni tanto qualche "soprassalto" (nulla di ché) mi ha svegliato dal torpore. Il rap tradotto in italiano very trash!
  • Daniela • 18/12/15 23:08
    Gran Burattinaio - 5931 interventi
    anche io l'ho visto in originale, magari il doppiaggio ha accentuato la trashaggine del rap che un poco trash lo è di suo - mi perdoni chi ama questo genere musicale...

    SPOILER

    Ho gradito il finale "leggero" perché in linea con il carattere fiabesco del film, le fiabe classiche possono essere spaventose (come spaventosa in modo particolare lo quella di Hansel e Gretel, espressamente richiamata) ma hanno in genere un lieto fine.
    Come nota Capannelle, l'epilogo mostra due ragazzi dopo una esperienza terribile ma nel corso della quale hanno affrontato fobie e complessi, legati alla precedente situazione familiare, vincendoli. Hanno avuto la meglio sugli orchi e ora possono lasciarsi alle spalle il rancore ed il senso di abbandono legato all'allontanamento del padre. Niente mani che sbucano dalla terra per afferrarli e riportarli nell'incubo, insomma.
  • Rebis • 19/12/15 10:41
    Compilatore d’emergenza - 4433 interventi
    Beh, però la valeva allegorica della fiaba non è mai del tutto slegata dal reale e spesso i suoi protagonisti escono dal percorso iniziatico mutati, in qualche modo morti dentro e rinati, non di rado con una cicatrice fisica o simbolica che sancisce un cambiamento di stato irreversibile. In questo caso il ritorno all'ordine mi è parso troppo farsesco ed edulcorato, e tradisce il senso di realtà che il POV vuole indurre nello spettatore. Ciò detto a me il film non è dispiaciuto, ma più per la riflessione sull'ambiguità delle immagini filmate e su ciò che ci impongono di guardare, eludendo ciò che in realtà vediamo, che per l'aspetto fiabesco, un tantino prosaico...
  • Daniela • 19/12/15 11:24
    Gran Burattinaio - 5931 interventi
    SPOILER - SPOILER sparsi

    Rebis ebbe a dire:
    Beh, però la valeva allegorica della fiaba non è mai del tutto slegata dal reale e spesso i suoi protagonisti escono dal percorso iniziatico mutati, in qualche modo morti dentro e rinati, non di rado con una cicatrice fisica o simbolica che sancisce un cambiamento di stato irreversibile.
    Infatti sono mutati: il bambino ha superato la sua germofobia e la paura di paralizzarsi nei momenti in cui dovrebbe agire, la ragazzina ora può guardarsi nello specchio.
    Rebis ebbe a dire:
    In questo caso il ritorno all'ordine mi è parso troppo farsesco ed edulcorato, e tradisce il senso di realtà che il POV vuole indurre nello spettatore.
    Si, contrasta, ma è questo contrasto che mi è sembrato la parte più originale del film: raccontare in modo (simil)realistico una classica storia fiabesca d'iniziazione.
    Rebis ebbe a dire:
    Ciò detto a me il film non è dispiaciuto, ma più per la riflessione sull'ambiguità delle immagini filmate e su ciò che ci impongono di guardare, eludendo ciò che in realtà vediamo, che per l'aspetto fiabesco, un tantino prosaico...
    Certo, anche questo è un punto di vista interessante ed il fatto che il film si presti a più approcci mi pare sia una buona prova che - gradimento a parte - non si tratta di uno dei soliti horrorini fatti in serie, ma di un film su cui vale la pena di discutere, come infatti stiamo facendo :o)
    Ultima modifica: 20/12/15 00:51 da Daniela
  • Rebis • 19/12/15 12:05
    Compilatore d’emergenza - 4433 interventi
    SPOILER SPOILER SPOILER!!!

    Verissime le tue osservazioni, e in effetti il mutamento c'è stato nei protagonisti. Quello che per me rimane stridente rispetto ai fatti accaduti e al realismo del pov è l'idea di una guarigione integrale, di un miglioramento dell'individuo dopo che di fatto ha ucciso e pure in modo efferato. Per questo dico che il finale è eccessivamente edulcorato, consolatorio e idealistico. Poi va da sé che il tutto può benissimo rientrare in una provocazione deliberata che mette in discussione certe convenzioni della narrazione di genere... ma ho dei dubbi sul grado di consapevolezza di tutta l'operazione ;)
    Ultima modifica: 19/12/15 12:08 da Rebis
  • Brainiac • 19/12/15 19:59
    Call center Davinotti - 1464 interventi
    The visit mi ha notificato due news inaspettate: 1) M. Night è vivo e lotta con noi.
    2) Il POV è vivo e lotta con noi.
    Li davo entrambi per morti (il regista ed il Genere), e mi ha fatto piacere ritovarli rubizzi e gaudenti.
    L'atmosfera è buona, il twist è gustoso, la "formazione" dei bambocci è a suo modo delicata e si riaggancia alla grande con l'incipit di carriera "favolistico" del buon Shy, ribadendo con forza l'esistenza di una sua poetica stilistica che francamente pensavo avesse smarrito.
  • Daniela • 20/12/15 00:50
    Gran Burattinaio - 5931 interventi
    Toh chi si risente! Ma allora:
    3) anche Brainiac e vivo e lotta con noi... ;o)
  • Buiomega71 • 18/11/17 10:03
    Consigliere - 26171 interventi
    Finalmente uno Shyamalan che centra il bersaglio, e che convince appieno (almeno, nel lato oscuro e terrifico della vecchiaia)

    Ci voleva un piccolo budget e un idea non molto dissimile da quella di Quella strana casa e del racconto kinghiano La nonna perchè "l'indiano" sfornasse , finalmente, il suo mini-gioiellino

    Per chi scrive Signs è tremendo, Unbreakble non di meno, Il sesto senso una sonora delusione (ma che aveva momenti davvero spaventosi-la bambina avvelenata dalla madre della sindrome di Munchausen per procura, che mi e tornata in mente nelle vomitate notturne della nonna-), vabbè Lady in the Water (che amo) è una fiabetta con spuntinature horror/fantastiche, di un Shyamalan che vuole cambiare rotta e avvicinarsi al suo mentore Spielberg (riuscendoci alla grande)

    The visit ha tutti i crismi del cinema shyamalaniano (l'ambientazione bucolica, l'atmosfera cupa, la fattoria e lo scantinato di Signs, l'impiccata di E venne il giorno, il racconto fiabesco/fantascientifico della nonna stile Lady in the Water, l'isolamento di The village, i germi e le malattie di Unbreakble, i momenti agghiaccianti del Sesto senso),e riesce a incutere vera inquietudine, la paura e l'ansia che striscia sottopelle.

    Tralasciando l'odioso bambinetto, l'inutile intervista alla madre in coda e le "rappate" (la chiusa finale è si atroce, ma non inficia più di tanto sul risultato finale), questo incubotico viaggio nella senilità inchioda allo schermo e regala ottimi momenti da brividi sulla schiena

    Su tutti la nonna, vera quintessenza della follia e cariatide quasi inumana , tra rantoli animaleschi e ferinità quasi stregonesca/demoniaca da far impallidire buona parte dei "possession movie" (le vomitate per casa, a gattonare come un animale, correndo istericamente e innaturalmente, avanti e indietro per la stanza, nuda a graffiare le pareti della casa, a giocare a nascondino sotto la casa che le fà assumere tratti anormali e spaventosi, ridendo sulla sedia a dondolo rivolta verso la parete, le posizioni inquietanti, il forno da pulire, i racconti folli di alieni nel pozzo, telecamera sgamata e coltello da cucina in mano, verso la camera dei nipotini, con inquadratura sghemba come nel miglior "geriatric movie") e il nonno che si deve vestire per andare al ballo in maschera, si mette la canna del fucile in bocca, vede omini bianchi con gli occhi gialli, aggredisce i passanti, colleziona i pannoloni sporchi di escrementi (sequenza di raro disgusto, più di ogni amputazione o squartamento).

    L'abilità di Shyamalan a mischiare le carte e confondere (a metà credi di avere capito dove si voglia andare a parare, ma poi pensi che la follia sia una tara familiare-il ragazzino e la fobia per i germi, la ragazza che non si specchia mai-, diversamente si hanno barlumi di qualche invasione stile Ultracorpi-il racconto della nonna, il pozzo, la nonna "seducente" seduta al tavolo che fuma una sigaretta, accogliendo qualcuno che noi non vediamo con un Tesoro), per poi svelare il tutto in quel prefinale che sfocia nell'horror puro (la ragazza impiccata all'albero, il gioco dei dadi, lo scantinato che rivela l'orribile verità, Becca nella stanza in balia della nonna, il pannolone zeppo di merda sbattutto in faccia-altra sequenza di raro disgusto), così puramente anni '80, così inaspettatamente feroce

    ATTENZIONE MEGASPOILER

    E nel finale si realizzerà del perchè la nonna, "inavvertitamente", ha macchiato la webcam del PC, tentando di pulirla-rovinandola-col detergente per forno

    FINE MEGASPOILER


    Ottima anche la scelta di non mostrare le solite riprese amatoriali da mal di testa (la ragazzina/regista-o Cecil B.Demille come l'apostrofa la nonna-è l'alter ego di Shyamalan), bellissima la fotografia e la fattoria immersa nella neve, sovrastata da cieli plumbei o minacciosamente brumosi

    Cinema sulla follia, sulla demenza senile, sulle fobie, sulla decadenza della lucidità mentale, sul vero orrore che si nasconde dietro il viale del tramonto. Sorta di fiaba nerissima che conquista piano piano, tra dolorose confessioni davanti alla telecamera e momenti di puro terrore

    La casa nella prateria shyamalaniana mette davvero paura e mostra i lati più oscuri e raccapriccianti della vecchiaia

    Non mi sei mai piaciuto. Non mi sei mai piaciuta
    Ultima modifica: 18/11/17 14:33 da Buiomega71
  • Digital • 18/11/17 10:12
    Portaborse - 4029 interventi
    Recensione da incorniciare, sei troppo bravo, Buio!
  • Buiomega71 • 18/11/17 10:14
    Consigliere - 26171 interventi
    Digital ebbe a dire:
    Recensione da incorniciare, sei troppo bravo, Buio!

    Grazie Digital, troppo buono.

    Uno Shyamalan davvero notevole
  • Raremirko • 31/03/19 23:38
    Call center Davinotti - 3862 interventi
    Film non riuscito, tra i peggiori pov mai visti che non ha neanche un minimo di attrattiva di Blair witch et similia.


    Il peggior Shyamalan in assoluto: zero originalità, attori anonimi al massimo, pochi momenti riusciti.


    Interessante l'aver voluto legare un genere così ad un regista altrove dotato, ma questo è proprio un buco nell'acqua.


    Non capisco come gli si possa dare dalla sufficienza in sù; pochi momenti ansiogeni non ripagan la visione.