Una cena quasi perfetta

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The last supper
Anno: 1996
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 13
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

A giudicare dal tipo di fotografia e dal mediocre esempio di recitazione offerto dal cast di giovani sembrerebbe il solito superfluo filmetto americano che vuol far credere di agire in controtendenza per poi arenarsi sui lidi sicuri del politically correct. Non che la verità sia poi così distante, ma se non altro questa volta la sceneggiatura è molto brillante e spigliata (specialmente nella prima parte) e la storia, pur mutuata apertamente dal classico ARSENICO E VECCHI MERLETTI (l'arma usata per gli omicidi è proprio l’arsenico) offre più di un interessante colpo di scena. In pratica un gruppo di cinque ragazzi americani di orientamento democratico (tre maschi e due...Leggi tutto femmine, una delle quali è la splendida Cameron Diaz) ospita, per una cena, un ex marine mezzo matto che presto li costringe all’omicidio per legittima difesa. Dapprima sconvolti, i cinque si convincono di aver fatto un'azione meritevole e cominciano ad invitare a cena molti bizzarri personaggi che loro ritengono essere dannosi per la società. Finché sulle loro tracce finisce un'antipatica sceriffa (a dire il vero lei vorrebbe solo apparire dimessa e convinta del suo ruolo, di fatto risulta antipatica). La regista Stacy Title non fa certo faville, la direzione degli attori è modesta, ma la qualità della sceneggiatura salva il film. Soprattutto nella prima parte le visite di preti anti-gay e oratori antifemministi (Mark Harmon) sono condotte con grande senso del ritmo toccando i tasti giusti e guadagnando interesse con dialoghi molto vivaci. Poi si nota una certa ripetitività, la vicenda perde di mordente riprendendosi solo verso la fine, con una conclusione inattesa. C'è poca inventiva nel modus operandi dei cinque serial killer e la sensazione di un film che, viste le premesse, prometteva grandi cose.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Magnetti 16/04/07 11:50 - 1103 commenti

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Divertente commedia nera: 5 giovani amici molto colti ma dai cervelli appannati dai troppi studi e da una vita agiata (di fatto sono degli "annoiati") si autonominano a giudici contro i potenzialmente dannosi per la società. E così giù di arsenico contro razzisti, intolleranti etc etc. Mancano di intelligenza pratica... e seppelliscono tutti i giardino in posticcie e mal celate buche, presto ricoperte di rigogliosa vegetazione. Bene Cameron Diaz e il caratterista Bill Paxton. Bene anche il film che però stanca nella parte centrale.

Il Gobbo 5/02/08 09:21 - 3011 commenti

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Spunto che reggerebbe per uno sketch lungo, da 20-25 minuti, e che dilatato alle misure del film si sgonfia come un soufflè malriuscito. Efficaci invece gli interpreti, che rendono adeguatamente la furibonda antipatia dei protagonisti, dle tutto trapiantabili in qualche nostrano circolo girotondista/societàcivilista, il cui vero nume tutelare è, inconsapevolmente, Lucianino, il figlio del Perozzi. Il nero Courtney Vance farà il procuratore in una serie di Law & order.

Lovejoy 21/05/08 13:47 - 1824 commenti

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Commedia nera che diverte e convince, in particolare nell'ultima mezz'ora. Ben scritta e ben diretta, si avvale di un affiatato gruppo di interpreti, tutti in gran forma. In particolare la sempre radiosa Diaz e i grandi Paxton, Durning e Perlman. Alcuni momenti (vedi il finale) sono memorabili. Da riscoprire.

Daniela 13/12/08 12:41 - 9531 commenti

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Commedia grottesca moderatamente divertente, incentrata sul dilemma se sia moralmente lecito uccidere un certo tipo di persone dannose per la società: fanatici religiosi, razzisti, maschilisti ad oltranza... La parte più gustosa è rappresentata proprio dalla galleria dei nefanti ospiti, con alcuni pregevoli cammei come il prete Durning o il guru televisivo Perlman. Penalizzato da una sceneggiatura ripetitiva e da un quintetto di protagonisti non proprio all'altezza, ma originale e con risvolti a sorpresa che lo rendono godibile.
MEMORABILE: Il discorso del prete sull'AIDS e sull'omosessualità.

Galbo 15/12/08 15:54 - 11424 commenti

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Black comedy dalle premesse piuttosto originali anche perchè porta avanti una sorta di morale di fondo "politically correct" (quasi una giustificazione degli omicidi in nome di un'etica superiore). Il film ha tuttavia il limite di una sceneggiatura che sopratutto nella parte centrale diventa piuttosto ripetitiva una volta sfruttato l'espediente alla base della vicenda. Simpatico il cast.

Mco 1/01/10 03:20 - 2155 commenti

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Commedia divertente, dai toni indecisi tra il serio e il faceto, tra la dissacrazione aperta dei Grandi Sistemi e la semplice critica "pour parler". Ergersi a giudici della società e portare avanti una sorta di pulizia "etnica" (tramite l'arsenico) non è così facile e nemmeno poi così giusto. Grande Perlman e splendida la Diaz, uti semper...

Capannelle 24/01/11 11:19 - 3732 commenti

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I liberal che si mettono a giudicare chi la pensa diversamente eliminando tutti quelli ritenuti nocivi per la società. A un certo punto i commensali si chiedono se non stiano esagerando. Lo spunto è fenomenale e alcuni dialoghi, solo apparentemente semplici, sono da incorniciare. Teatrale nell'impostazione, sconta una parte centrale abbastanza ripetitiva ed è un po' didascalico nel complesso come regia. Bello il finale tra Perlman e Vance.

Belfagor 2/01/14 15:01 - 2625 commenti

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Cinque ragazzi liberali decidono di far fuori gli elementi nocivi della società (razzisti, fanatici, maschilisti e così via) e ci prendono un po' troppo la mano. Gli aspetti migliori di questa commedia nera sono il concetto di base e la galleria di ospiti eliminati a suon di vino corretto. Meno riuscito è invece il finale, che non riesce a concludere la vicenda in modo degno e si arena nel cerchiobottismo. Dei cinque protagonisti, i migliori sono il flemmatico Vance e il nevrotico artista Penner.
MEMORABILE: Il giardino che pian piano si trasforma in cimitero, quindi in piantagione di pomodori.

Furetto60 14/05/14 10:33 - 1129 commenti

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E’ una commedia imperfetta; i toni ironici e grotteschi infatti, a tratti sfocianti nel comico, lasciano gradualmente il posto a momenti seriosi. Il mix di generi si avvale di dialoghi ben costruiti in un gioco di squadra che non conosce momenti di stasi. Un lavoro originale, ben fatto, inatteso. Menzione per la notevole colonna sonora.
MEMORABILE: I pomodori “così dolci”.

Zio bacco 11/10/14 15:30 - 240 commenti

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Commedia nera parodistica del pensiero liberal-democratico a stelle e strisce, qui impersonato da un cenacolo di giovani agiati e dai lodevoli curricula, ma affetti da presuntuoso e cieco intellettualismo. Buona la recitazione complessiva, originale lo spunto narrativo, il film si perde un po' nella parte centrale, ove lo schema della cena diviene ripetitivo. Il finale è molto gradevole e il messaggio alla base si condensa sul quesito continuamente ripetuto, su cui nemmeno i giovani liberal sono in grado di concordare. Bravo Perlman. Da vedere.

Rambo90 3/05/20 02:14 - 6400 commenti

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Commedia nera molto interessante, sia nell'assunto di base che nello svolgimento via via sempre più folle e a tinte thriller. Non solo si sorride per la situazione macabra ma c'è anche modo di riflettere un po'. La regia riesce a sfruttare a dovere la location principale e quindi non ci si annoia, nonostante i personaggi passino la maggior parte del tempo seduti. Dei cinque protagonisti Vance è quello che risalta di più, ma la scena la rubano guest come Paxton e Perlman. Notevole.

Anthonyvm 19/09/20 15:18 - 2037 commenti

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Godibile black comedy dai forti accenti politici, con un gruppo di studenti democratici intenti a ripulire il mondo dai peggiori esponenti della destra. Grottesca caricatura dell'ipocrisia liberal, basata sull'intolleranza agli intolleranti, ma anche una divertente galleria delle più controverse macchiette conservatrici e reazionarie (in evidenza il bifolco razzista di Paxton e il prete omofobo di Durning). A un plot schematicamente ripetitivo fa da contraltare uno script ben congegnato. Ottima la tranche finale con Perlman protagonista, che si chiude su una (riuscita) nota ambigua.
MEMORABILE: L'orto di pomodori che cresce con l'aumentare delle vittime; L'astemia uccisa con un coltello nella schiena; Il dipinto nell'inquadratura conclusiva.

Kinodrop 18/10/20 18:55 - 1548 commenti

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Cinque coinquilini colti e di orientamento liberale passano da un interessante dilemma di natura etico-politica ad azioni che da una parte sono conseguenti, dall'altra contraddicono i presupposti. Una commedia che prende ispirazione dai classici inviti a cena con delitto, con "bersagli" ben mirati che, grazie a una sceneggiatura assolutamente non banale, da un inizio brillante e paradossale si affida poi a una tragicomica iterazione per andare avanti. Azzeccate le diverse personalità con i rispettivi principi, sia gli ospiti che gli invitati a cena. Cast giusto, specie Vance e Diaz.
MEMORABILE: La sceriffa non demorde; L'ultimo invitato a cena; I dipinti esplicativi nel finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Samuel1979 • 22/06/13 21:54
    Call center Davinotti - 2953 interventi
    E' presente il brano dei Ten Years After " "I'd Love To Change The World".