La scelta di Sophie

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/01/09 DAL BENEMERITO GALBO
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Galbo 24/01/09 05:55 - 11309 commenti

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A New York nei primi anni del dopoguerra, Sophie, una donna polacca, è ossessionata dai tragici ricordi delle sue vicende nei campi di sterminio. Tratto da un romanzo di William Styron, La scelta di Sophie è un film ben costuito e sceneggiato, che si sviluppa attraverso i flashback che fanno emergere il doloroso passato della protagonista. L'opera è caratterizzata da scene di grande impatto emotivo, ben dirette dal regista Pakula e ottimamente interpretate dalla Streep, giustamente premiata con l'Oscar. Il film segna il debutto di Kevin Kline.

Pigro 17/09/09 08:37 - 7699 commenti

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Un giovane scrittore conosce una coppia: lui mezzo matto, lei una fragile sopravvissuta dei lager con troppi segreti indicibili, ma non è la sola ad avere segreti, e la 'scelta' del titolo non è solo quella tragica rivelata sul finale. La storia è potente ed emozionante e il film corrisponde in pieno al suo senso, non facendo pesare l'eccessiva lunghezza. Buono il terzetto di protagonisti, tra i quali è strepitosa Meryl Streep: i suoi monologhi dei ricordi sono la cosa davvero notevole di quest'opera. Da brividi.

Daniela 28/11/09 18:16 - 9086 commenti

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Pakula confeziona il film con gli ingredienti per il successo: un romanzo famoso, una storia ad alto tasso drammatico che non può lasciare indifferente lo spettatore, un comparto tecnico di prim'ordine (fotografia bellissima di Almendros, sia nelle parti a colori che in quelle virate ambientate ad Auschwitz ), una protagonista sulla cresta dell'onda, in grado di rendere il proprio personaggio con tutte le sfumature del caso. Ed il successo infatti arriva, ma l'impressione è quella della ridondanza, che tarpa l'emozione e sa di artificio. Buono ma "troppico".

Stefania 22/05/10 17:12 - 1600 commenti

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Brillante e fluido nonostante la densità narrativa: è sia una storia di formazione che una riflessione sulla fragilità umana e sulla follia storica. Sophie è rivolta al passato, ad una tragedia collettiva e ad una personale, a una scelta senza colpa ma senza perdono, Stingo è rivolto, con trepidazione, al futuro. Vanno in direzioni opposte, perciò devono incontrarsi, in un'estate breve che rivela al giovane aspirante scrittore la verità del mondo che è così ansioso di conoscere e di raccontare, in tutta la sua bellezza, in tutta la sua ferocia.

Atticus85 5/06/11 12:09 - 107 commenti

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Melodramma a sfondo storico tratto da un celebre best seller. In molti l'hanno criticato, a me è sempre piaciuto ed ogni volta che l'ho rivisto mi ha raggelato il sangue. Straziante e commovente; forse Pakula non trova la fusione perfetta tra presente e passato ma confeziona un film per molti versi indimenticabile e dirige la Streep in una delle più grandi interpretazioni della storia del cinema. Magnifico, una vetta assoluta di quell'epoca.
MEMORABILE: "Ich kann nicht wählen, ich khan nicht walen..." Lacerante.

Belfagor 19/08/11 01:29 - 2620 commenti

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Una sopravvissuta dei lager incontra un giovane scrittore che la spinge a rivelare il suo tragico segreto. Tratto dall'omonimo best seller, è un film che vira decisamente sul dramma, non sempre riuscendoci quanto vorrebbe. La fotografia di Almendros accentua il pathos delle scene senza esagerare, raffreddando i colori nelle sequenze dei flashback per sottolineare la crudeltà di una scelta impossibile. Struggente prova di Meryl Streep come protagonista, giustamente premiata con l'Oscar.

Addison 17/07/12 19:52 - 90 commenti

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Pochi film hanno descritto così bene il dolore, in alcuni casi letale, dei sopravvissuti all'Olocausto. Da un romanzo di Styron, il film prende il suo tempo e costruisce, con l'ausilio di una splendida colonna sonora di Hamlisch e di un'atmosferica fotografia del compianto Almendros, un implacabile, malinconico viaggio verso la scoperta del dolore (europeo) da parte di un giovane (americano). Molte le sorprese e molti i flashback; ma il film vale soprattutto per l'interpretazione di Meryl Streep, davvero una delle più immense di sempre.

Saintgifts 7/10/13 19:04 - 4098 commenti

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Sono i flashback la parte migliore del film e i mille volti della Streep, che riesce a interpretare un personaggio molto complesso che deve far convivere la donna del passato con quella del presente, due situazioni completamente diverse, intrecciate però strettamente tra di loro. Buona la sceneggiatura che dosa con sapienza la "scoperta" delle verità che, come dice la protagonista stessa, non saranno comunque sufficienti a far conoscere l'intimo di una persona. È però sufficiente la scelta di Sophie a far capire l'immane tragedia della Shoah.

Paulaster 22/12/16 10:20 - 2673 commenti

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Il tema dell'Olocausto viene proposto nel dramma di chi si è salvato ma, alla fine, la speranza di superarlo e vivere normalmente non c'è più. Doppio livello narrativo con il quotidiano dei tre protagonisti a ricordare momenti alla Truffaut e con i ricordi struggenti di lei della prigionia. Streep eccellente anche per l'uso delle lingue e Kline per la sua teatralità. Qualche scena, anche coi nazisti, è più enfatica che realistica; straziante invece il momento della scelta. Conclusione non eccessivamente filante.
MEMORABILE: Kline come direttore d'orchestra.

Thedude94 2/02/17 00:45 - 519 commenti

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La trama appare inizialmente lineare, ma col passare del tempo da alcuni indizi si inizia a capire che qualcosa non va. Meryl Streep è eccellente, in particolar modo nella parte in cui recita in tedesco (inoltre è con gli occhi gonfi di lacrime dall'inizio alla fine); le parti migliori del film sono quelle in cui un esordiente Kline dà il meglio della sua esuberanza. Per il resto il film è abbastanza fiacco e prevedibile e sembra tutto scritto apposta per emozionare lo spettatore; ma non ci riesce molto, a mio avviso; anzi, risulta distante.

Xamini 19/04/19 18:07 - 991 commenti

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Dramma appartenente agli anni '80, invecchiato obiettivamente male o quanto meno appesantito dal tempo. Meryl Streep si produce in una signora interpretazione che si concentra sul vissuto post olocausto all'interno di questo triangolo che racconta una vivacità giovanile di chi prova a (ri)partire. Il tema è interessante, però i ritmi sono lenti, il montaggio qualche volta sgraziato e il rapporto tra il ragazzo alla prova della crescita con la follia di un fratello maggiore è un modello già visto meglio e in altre circostanze (una a caso: L'On the road letterario di Kerouac).
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