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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/06/08 DAL BENEMERITO SUPERVIGNO
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Supervigno 3/06/08 19:13 - 229 commenti

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Nello scegliere una categoria, per questo film, avremmo dovuto optare per "tragico". Sporco, brutto e cattivo ritratto della vita di una ragazza con madre alcoolizzata a carico, che gira per le strade grigie e fangose del peggior Belgio alla disperata ricerca di un lavoro che la possa liberare dalla povertà e dallo squallore dell'esistenza. Non c'è spazio per la redenzione, non c'è alcun "lato in fiore": solo squallore e odio impotente. Il film fa stare male e lascia una sensazione di sporcizia addosso, ma in questo caso è un pregio.

Renato 8/10/08 14:30 - 1648 commenti

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Rosetta è al centro del film, presente in quasi tutte le inquadrature; la seguiamo continuamente quasi vergognandocene un po', perché è tristemente più facile l'immedesimazione in chi la maltratta in modo superficiale che non in lei. La frustrante ricerca di una normalità che sfugge è il tema principale, trattato con grande rispetto anche se a volte il film dà l'impressione di compiacersi un po' in certe scelte stilistiche portate avanti con una coerenza che sfiora il fanatismo. In definitiva, un film che mette tristezza.

Matalo! 9/10/08 18:49 - 1371 commenti

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Purtroppo mi manca il senso della realtà; il linguaggio dei Dardenne mi lascia un po' irritato poiché questo film, celebrato come capolavoro, è così intollerante, inconsapevolmente intollerante, verso qualunque altro linguaggio cinematografico. Dritto per la sua strada, toccante ma iconoclasta oltremodo. Da vedere perché resta un'occasione per vedere ritratta la crudezza della vita (che non è solo crudele, però).

Pinhead80 17/08/09 16:35 - 4283 commenti

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La storia del film segue le vicende di Rosetta, una ragazza con un'apparente infinità di problemi, che cerca in ogni modo di avre una vita normale e che la società gli impedisce di avere. Un sogno che la porta anche a non riuscire più a comprendere chi le vuole veramente bene. Sicuramente un film che fa riflettere e che lascia lo spettatore nell'angoscia di chi non può nulla. I pesonaggi sono volutamente non approfonditi quasi a sottolineare che, della situazione alcune persone, si preferisce non sapere.

Galbo 8/10/09 05:57 - 11853 commenti

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Storia di una ragazza che vive in condizioni di degrado in un ghetto della periferia cittadina. Come sempre accade nel loro cinema, i fratelli Dardenne si occupano degli ultimi, gli emarginati della società e lo fanno con un realismo estremo che suscita un profondo disagio nello spettatore che viene messo brutalmente di fronte alla pura e dura realtà sociale. Cinema efficace come un servizio giornalistico e senza filtri emotivi.

Harrys 1/10/10 14:56 - 685 commenti

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Superbo l'intervento registico: l'attenzione dello spettatore viene focalizzata esattamente dove DEVE essere focalizzata. Peccato che l'oggetto dell'attenzione risulti esclusivamente sulla carta interessante. Con lo scorrere del tempo, la pretenziosità diviene quasi indigesta, tanto che affiora una desiderio: a quando il suicidio? L'enigmatico finale suggella tutti quei presentimenti emersi precedentemente: il film altro non è che un effimero esercizio di stile. Col rischio di bestemmiare, a livello prettamente sostanziale, paragonabile ad un 8 Mile...

Pigro 4/01/11 10:14 - 8754 commenti

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Rosetta è un personaggio tra i più potenti del cinema di questi anni: il suo tentativo di emancipazione e inserimento nella vita normale e con un lavoro vero ha un sapore emblematico-politico alla tedesca (Brecht senza epica e ideologia, Fassbinder senza mélo e cattiveria) e sociale-verista alla francese, con una cinepresa a spalla incollata alla protagonista (che offre un'interpretazione mozzafiato). Splendido inizio travolgente, splendida fine sospesa. E nel mezzo, la stupefacente e ambigua via crucis di un'eroina dei nostri tempi.

Mickes2 11/04/11 20:11 - 1668 commenti

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Mdp che insegue per le strade sporche del Belgio scrutando il viso di Rosetta, impaurita ma ricca di dignità e forza d’animo spera e combatte per una vita migliore, come dice lei: normale. Rosetta è coraggiosa, un’eroina sempre assorta nei suoi pensieri; è una madre, prima che una figlia. Rosetta stringe un sacco di farina come fosse ciò che di più prezioso possiede al mondo. Struggente e indelebile affresco sulla società borderline, le insormontabili difficoltà della vita, la disoccupazione, l’abbandono, la miseria e le disillusioni esistenziali. Il pianto che si contrappone alla flebile speranza, per un percorso colmo di disperazione e ieratica impotenza.
MEMORABILE: Il finale.

Gianleo67 20/05/13 13:28 - 30 commenti

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Il rigore implacabile di una camera a mano che segue l'ostinata lotta per la sopravvivenza della indomita protagonista di una vita ai margini di una moderna civiltà urbana; una piccola fiammiferia immersa nel gelo dell'inverno belga, nel suo moto perpetuo quotidiano tra i cespugli e il fango di un sentiero suburbano verso la roulotte che chiama "casa"  e la grigia ostilità di una società del lavoro quale unico balurado di salvaguardia di una dignità calpestata, ignorata, esposta al ricatto di una incombente esclusione sociale.
MEMORABILE: Rosetta che ripete come un mantra il proprio nome e l'affermazione di una propria identità umana e sociale ricordando l'Antoine Doinel di Baisers volé.

Kaspar 16/01/15 01:03 - 15 commenti

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Straordinario incontro con un grande cinema d'autore, capace di proporre un'idea di società e un'idea d'arte e sostenerle sino alla fine. Con pochi sguardi rubati sulla vita interiore di una ragazza qualunque, scorgendo le sue misteriose contraddizioni e assistendo a quell'umanità "costretta" in cui si muove e ci muoviamo tutti, sembra d'intuire "il punto morto del mondo, l'anello che non tiene, /il filo da disbrogliare che finalmente ci metta/nel mezzo di una verità." (E. Montale)
MEMORABILE: L'insistenza sulla ripetitività dei gesti (gli scarponi); Il finale.

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Bizzu 8/02/15 14:43 - 210 commenti

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I fratelli Dardenne e il loro uso improprio del cinema: azzerano la spettacolarità (non intesa come effetti speciali, ma come fruibilità e intrattenimento) da una parte, ma dall'altra rifuggono dalla realtà narrando una storia caricata di pessimismo all'inverosimile, con situazioni talmente esasperate che sembrano create ad arte. Molti i momenti degni di nota (uno su tutti il finale), però è un cinema che non mi va giù.
MEMORABILE: Rosetta trasporta la bombola come se fosse il suo personale crocifisso, con l'ex amico che le ronza accanto in motorino come uno spiritello malvagio.

Jandileida 16/06/15 13:14 - 1385 commenti

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Un film per i die hard del cinema dei fratelli di Liegi: camera a mano sempre in movimento, assenza di colonna sonora, marginalità, la vita degli ultimi, l'alienazione, la ricerca di una "vita normale". Sicuramente non lascia indifferenti l'epopea tragica della piccola Rosetta, abbandonata dalla madre e dallo Stato, che si barcamena, non senza una certa dignità, per sostenere l'insostenibile peso della vita nel sottobosco della società. Tuttavia, a tratti pare un po' troppo costruito per creare un'atmosfera senza speranza. Necessario ma non facile.

Paulaster 3/08/17 10:35 - 3603 commenti

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Vita agra per la giovane Rosetta che cerca disperatamente un lavoro (tanto da far quasi affogare il suo unico amico) per sostenere lei e la madre alcolizzata. D'impatto come un pugno in faccia, è il ritratto di un quotidiano senza speranza che solo alla fine (forse) lascia aperto un minimo spiraglio. Girato addosso ai protagonisti, non lascia riflettere su altro; solo sulla visione di un cielo plumbeo che porta pioggia e conseguente fanghiglia. Nota per la combattiva e mascolina Dequenne.
MEMORABILE: Il momento di esitazione mentre Rongione sta affogando; Lo sguardo di Rongione quando viene denunciato dalla Dequenne per le cialde.

Alex1988 5/12/19 18:25 - 728 commenti

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In Belgio, fin da subito, è diventato un film di culto; tanto che la Rosetta protagonista, una stupenda Emilie Dequenne, premiata a Cannes insieme al film, è stata addirittura omaggiata con dei monumenti. E in effetti non ci si può non identificare con lei: la sua tenacia nel cercare un lavoro che non sia "nero" fa sì che qualsiasi disoccupato possa stare dalla sua parte. Anche se, allo stesso tempo, i Dardenne non ne fanno un ritratto pienamente edificante. Buono.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Mickes2 • 27/08/12 18:31
    Addetto riparazione hardware - 335 interventi
    chiedo gentilmente la sostituzione del commento. ho sforato i 500 caratteri, tuttavia sto rispettando l'"ogni tanto" concessomi ;)


    Mdp che insegue per le strade sporche del Belgio scrutando il viso di Rosetta, impaurita ma ricca di dignità e forza d’animo spera e combatte per una vita migliore, come dice lei: normale. Rosetta è coraggiosa, un’eroina sempre assorta nei suoi pensieri; è una madre, prima che una figlia. Rosetta stringe un sacco di farina come fosse ciò che di più prezioso possiede al mondo. Struggente e indelebile affresco sulla società borderline, le insormontabili difficoltà della vita, la disoccupazione, l’abbandono, la miseria e le disillusioni esistenziali. Il pianto che si contrappone alla flebile speranza, per un percorso colmo di disperazione e ieratica impotenza.

    5 pallini.
  • Discussione Zender • 28/08/12 08:44
    Pianificazione e progetti - 45706 interventi
    Concesso volentieri l' "ogni tanto" e sostituito.