Romanzo di un giovane povero

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

A dispetto della bella fotografia, della scelta di ottimi caratteristi per le parti di contorno (primo fra tutti Mario Carotenuto, alla sua ultima apparizione, irriconoscibile sotto una maschera di rughe profonde), della mano di un regista di nome come Ettore Scola, questa coproduzione italo-francese assomiglia molto a una fiction televisiva. Sarà per il volto inespressivo del protagonista Rolando Ravello, sarà per la banalità delle situazioni o forse anche solo per il tentativo di inserire una matrice thriller in una storia così “popolare”, ma la sensazione è quella di un film di discrete ambizioni affogato in un mare di luoghi comuni. Vincenzo Persico (Ravello) è in poche parole un giovane...Leggi tutto intellettuale poco convincente, che getta al mare la libertà e si accontenta della prigione, dove può finalmente leggere e pensare senza dover pesare sulle spalle della madre. E’ una tesi poco credibile, che vorrebbe portarci a pensare quanto nella società di oggi sia più conveniente essere furbi (come il Bartoloni interpretato da Sordi) che intelligenti. Attorno a Vincenzo ruotano gli altri personaggi: la sua bella e ricca ragazza (una brava Isabella Ferrari, giustamente premiata a Venezia come migliore attrice non protagonista), di nuovo una figura stereotipata segno di quanto la sceneggiatura di Scola, sua figlia e Scarpelli trovi difficoltà nell’avere una visione moderna del mondo, l'amico tipografo (Carotenuto, encomiabile nella sua semplicità) e naturalmente l'anziano vicino. In questo ruolo Alberto Sordi (che in pratica riprende il personaggio de IL VEDOVO), pur visibilmente stanco e invecchiato, ruba la scena a Ravello, confermandosi attore di grande talento e unico capace di restituire un senso al film. Nel ruolo di Karline giovane c’è la futura soubrette Nathalie Caldonazzo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Galbo 6/01/08 07:47 - 11350 commenti

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Quasi inevitabile il paragone tra questo film e Delitto per delitto di Hitchcock, che però si ferma al tema di fondo, differenziandosene per essere ambientato in Italia tra le fasce di popolazione più in difficoltà, anziani e disoccupati. Particolare esempio di noir, dove funziona benissimo la caratterizzazione dei personaggi principali, egregiamente interpretati da Sordi (malefico al punto giusto) e Ravello (ingenuo e smarrito), meno il contesto (compresi i personaggi di contorno) ed il meccanismo del thriller.

Homesick 8/03/08 17:47 - 5737 commenti

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Scola continua a descrivere l'amara realtà contemporanea, in questo caso rivolgendo la sua attenzione alla disoccupazione giovanile e alla solitudine dei pensionati. A partire dalla seconda parte si avvia un intreccio giallo-poliziesco, condotto con l'approccio delle multiple interpretazioni in stile Rashomon. La narrazione è fluida, la regia stabile e gli attori capaci: Sordi mellifluo e diabolico, Ravello mogio ed abulico; il vecchio Carotenuto, alla sua ultima apparizione, fa tenerezza. Quotidiana e spontanea la Ferrari.

B. Legnani 14/03/08 17:10 - 4696 commenti

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Discreto. Sarà merito di alcuni attori eccezionali, ma il film mi è parso migliore di quanto comunemente ritenuto. La difficoltà sociale non mi pare né solo accennata né pretestuosa, ma il semplice punto di partenza della narrazione. Il naufragare dolce (e pre-processuale) che evita il pensare troppo mi pare, viste le premesse, solo lineare. Vero, invece, che la seconda parte perde un po’ di nerbo narrativo. Fantastici e commoventi Sordi e Carotenuto, bravissima la Ferrari, bravi tutti gli altri, compreso Ravello, che fa quello che deve fare.
MEMORABILE: "Lei non ha mai dubbi: dovrebbe fare il giudice".

Rambo90 18/03/12 16:42 - 6320 commenti

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Non male. Un buon film di Scola, che richiama il Delitto per delitto di Hitchcock, sviluppandolo in chiave di critica sociale. Non è tanto la storia però a colpire, quanto la regia e le ottime interpretazioni: Ravello è una sorpresa, la Ferrari è brava, Sordi semplicemente gigante e Carotenuto (all'ultimo ruolo) quasi commuove. Bella anche la colonna sonora. L'intreccio giallo nella seconda parte si inceppa e rallenta un po' la trama; imperfetto, ma mi ha soddisfatto.

Hackett 27/04/12 06:48 - 1721 commenti

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Film intriso di disperazione e rassegnazione, questo di Scola. Un pugno di attori ottimamente scelti, location ridotte all'osso nel grigiore di palazzoni popolari ed una storia di ordinaria povertà non solo economica, ma anche di sogni e di speranze. Tutto appare chiaro al principio, ma poi i fatti si confondono attorno ad un omicidio poco chiaro. I ruoli si invertono e nessuno dei protagonisti sembra del tutto innocente o del tutto colpevole. Ottimo finale sospeso, con i personaggi rassegnati ad un destino in cattività, chi in prigione in attesa di processo, chi ostaggio dei ricordi e della nostalgia.

Pinhead80 3/10/12 10:35 - 3898 commenti

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Non si sa se provare tenerezza o rabbia nei confronti del protagonista, colpevole di non provare alcun tipo di reazione di fronte alla cruda vita. Reazione che non arriva neppure in seguito agli eventi che si susseguono nel film. Ecco che la denuncia è rivolta ai giovani che subiscono in modo passivo le angherie che la società propina diventando a loro volta colpevoli di non provare a cambiare qualcosa attraverso l'azione. C'è anche il risvolto giallo della vicenda, ma sembra più un riempitivo che come pregio ha quello di mettere in luce Sordi.

Lupoprezzo 13/10/12 10:59 - 635 commenti

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Singolare pellicola del regista campano che, grazie a una struttura da giallo, indaga tra le pieghe sgualcite di vite misere, squallide, avvolte dal fallimento nella società e nella sfera affettiva. Se la storia in sé non regala grossi momenti, ci pensano gli attori a tenere in piedi egregiamente la baracca: Alberto Sordi ci regala un personaggio meschino, ridicolmente mefistofelico; Rolando Ravello è perfetto nella parte del signor nessuno, scavalcato perennemente (e colpevolmente) dalla vita. Probabilmente uno degli ultimi Scola potabili.

Graf 21/09/13 02:15 - 685 commenti

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Lo squallido e untuoso signor Bartoloni promette trenta milioni al giovane laureato disoccupato Vincenzo Persico perché gli ammazzi la moglie. Il regista getta tutto il color nero del pessimismo sulla tavolozza del film. Roma anno zero, le macerie morali di una città in frantumi. Urlo disperato ma soffocato sul nascere sui cattivi tempi che corrono, sul disgregato tessuto sociale di uomini mediocri, anonimi, sordidi, senza lavoro, mostruosamente soli e mostruosi nella loro quotidianità. Sembra Chabrol ma è Scola. Notevole film che sembra girato oggi.
MEMORABILE: La faccia comune di Ravello ben si attaglia al suo personaggio anonimo e disoccupato. Sordi, nel ruolo di Bartoloni, ha sinistri bagliori luciferini.

Samuel1979 11/12/19 12:03 - 469 commenti

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Film da riscoprire e rivalutare in cui il grande Sordi (protagonista assoluto), seppur in età avanzata, ci regala la sua ultima buona prestazione della sua lunga carriera. La pellicola, girata egregiamente da Scola, tocca temi delicati quali la vecchiaia e la conseguente solitudine ma qualche momento comico non manca. Buona prova per il giovane Ravello.

Nando 27/06/20 17:25 - 3458 commenti

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La morte di una vecchia ballerina oramai alcolizzata crea un'indagine all'interno di un grande condominio e vede sospettati il marito della vittima, un luciferino ed efficace Sordi e un dimesso laureato (uno spento Ravello). Valida narrazione che si avvale di altri egregi interpreti tra cui da segnalare sono la Ferrari e il grande Carotenuto al suo ultimo cameo. Buona l'indagine psicologica dei due protagonisti e soprattutto il finale, che rende il tutto interessante. Buona prova per Scola in un film poco pubblicizzato.

Renato 1/07/20 12:20 - 1535 commenti

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Interessante dramma di Scola, che spreca purtroppo una buona occasione. Se la storia infatti regge bene fino alla fine, molte scene sono inutilmente urlate o enfatiche, come troppo spesso accadeva nel cinema italiano del periodo. Bella e dolorosa la prima parte, ma davvero non si capisce il senso dei flashback a scatti e virati in seppia, per non parlare dell'implausibilità di fondo della Ferrari che si innamora di Rolando Ravello, roba da film di fantascienza. Commovente l'ultima apparizione del grandissimo Mario Carotenuto, già evidentemente malato.
MEMORABILE: Il giudice a Ravello: "Non pensa mai neppure alla libertà?" "E per farne che?".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Samuel1979 • 14/10/17 22:02
    Call center Davinotti - 2915 interventi
    Al minuto 8:08, Ravello legge il XII canto della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso
  • Discussione Raremirko • 20/06/18 22:55
    Addetto riparazione hardware - 3450 interventi
    Sottovalutatissimo, al limite dello scandaolo.

    Questo film per me è un capolavoro; atmosfere che molto devono a Polanski, Sordi spettrale, atmosfere da brivido e mai una sbavatura.


    Quasi il miglior film di Scola.


    Girato nello stesso stabile di Una giornata particolare; cameo di Barbara D'Urso.


    Quoto Graf: tutto molto attuale.