Riff-raff (meglio perderli che trovarli)

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Riff-raff
Anno: 1991
Genere: drammatico (colore)
Regia: Ken Loach
Note: aka "Riff Raff" ma non "Riffraff"
Numero commenti presenti: 9
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

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Galbo 11/08/09 16:39 - 11314 commenti

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Ken Loach, uno dei pochi grandi registi europei genuinamente interessato alle condizioni degli operai, ci offre con questo film un efficace ritratto della classe operaia inglese all'epoca della signora Thatcher. Un film dalle cadenze cronachistiche realizzato con la passione artigianale del giornalismo d'inchiesta, ma anche con gli echi del romanzo popolare che assolve la funzione di informare e contemporaneamente intrattenere. Ottimi cast e colonna sonora di Stewart Copeland.

Stefania 10/01/10 17:10 - 1600 commenti

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Nella tradizione del realismo sociale anglosassone, un film sul quotidiano di un gruppo di amici, operai edili al tempo del liberismo thacheriano. Vediamo il grigiore della loro vita, ma anche quei piccoli fuochi che accendono per illuminarla: l'amicizia, l'amore, la solidarietà, l'orgoglio, l'allegria. Poi, quando quei brevi falò si sono spenti, quell'incendio insensato, implacabile, distruttivo come la loro rabbia impotente.

Enzus79 29/10/10 16:09 - 1736 commenti

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Ken Loach sa come affrontare i problemi del proletario inglese. Nel dramma ci fa anche divertire molto, specie quando si sentono i dialoghi fra gli operai e il loro datore di lavoro. La storia non cade mai nel piagnisteo. Belle le musiche di Copeland.

Cotola 3/05/11 00:11 - 7404 commenti

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Il primo film "proletario" di Loach è una pellicola in bilico tra commedia e tragedia, contenente già tutti gli stilemi tipici della filmografia del regista inglese. C'è già una notevole capacità nel descrivere con acume il mondo del lavoro operaio dell'Inghilterra tatcheriana contro il quale l'opera è un attacco di discreta efficacia e potenza, come dimostrato dal "bruciante" finale.

Giùan 19/11/11 12:45 - 2877 commenti

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Il film che segna, sia dal punto di vista cronologico che iconografico, l'inizio dell'epopea proletaria di Loach. Una regia che sta continuamente addosso ai personaggi, facendocene sentire il fiato e gli umori, così come la condizione di privazione che sono costretti a vivere sul lavoro, nella quotidianità, nel sociale disastrato dal Thatcherismo. Un cinema di denuncia, che però parte dai bisogni degli individui. Un film "bruciante". Bravo Carlyle.

Cloack 77 3/07/12 17:50 - 547 commenti

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Tutto ruota, si ripercuote, è influenzato dal lavoro e dalle condizioni alle quali i lavoratori sono sottoposti. Così all'assunzione (in nero) dopo un periodo di crisi personale corrispondono una casa e un amore; alle condizioni terribili in cantiere corrisponde lo strappo del finale. In mezzo a tale ricchezza, altre perle come la storia tristissima della fidanzata del protagonista, o come quella perfida del tentativo di costituire un sindacato. Film necessario e doveroso.

Pinhead80 12/07/15 13:22 - 3835 commenti

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Nessuno meglio di Ken Loach riesce a mostrare la condizione umana e sociale dell'operaio sfruttato dai padroni. Riff Raff è film asciutto che regala emozioni e sorrisi nonostante la cupezza di fondo e la durezza del periodo raccontato (siamo in pieno governo Thatcher). C'è poco spazio anche per l'amore vissuto con la testa tra le nuvole. La sfiducia nel prossimo è equiparata soltanto alla precarietà del posto di lavoro. Una gemma.
MEMORABILE: L'operaio che si fa un bagno durante l'orario di lavoro e viene scoperto nudo da alcune donne con il velo.

Magi94 5/02/20 20:58 - 650 commenti

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Spaccato neorealista del proletariato inglese dei primi anni 90, in clima ancora thatcheriano. La vita quotidiana di un gruppo di muratori senza tutele lavorative viene raccontata con spirito documentaristico, veritiero ma allo stesso tempo tragicomico (la scena della vasca e le battute tra i lavoratori). Film di denuncia sociale, ma anche di racconto sincero e qui colpisce la bella storia d'amore, cullata tra i sentimenti estroversi e un po' folli di una hippy fuori tempo e quelli repressi del proletario. Incantevole la ragazza.
MEMORABILE: "La depressione è per le classi medie".

Pigro 1/06/20 10:18 - 7703 commenti

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Crudo affondo nella quotidianità del proletariato inglese, in particolare nella vita di un muratore. Una classe senza garanzie, còlta in un momento di fragilità contrattuale, in balia del padrone, e quindi incapace di gestire le contraddizioni e capace solo di reagire a uno stadio presindacale e inefficace. Temi del lavoro, ma anche di ciò che ne consegue (amore, famiglia): tutto sostenuto da un pensiero politico forte e necessario, senza che questo rimanga solo schema didascalico senza pathos. Un poema operaio a suggello dell’era thatcheriana.
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