LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Tradito dalla partner (Cervera) durante una rapina, il vecchio killer Harry Chapman detto "The greatest" (Van Cleef) finisce in prigione, dalla quale viene però presto fatto uscire grazie a una misteriosa organizzazione che lo paga poi per accoppare un po' di gente in giro per il mondo. Il suo lavoro finisce quando capisce che un “collega” più giovane (Dall'Acqua) l'ha pedinato per sostituirlo nell'atto sapendo che non sarebbe riuscito a uccidere la nuova vittima designata, un suo amico. Rimessosi sulle tracce della donna che l'aveva tradito, la ritrova che ha per le mani un bell'affare: due milioni di dollari, facilmente ottenibili consegnando dei documenti (da rubare a importanti capi di governo) a un ricco arabo. Qui l'intreccio si...Leggi tutto complica e prevede pure il ritorno in scena del vecchio socio di Harry, mentre rimane in pista il killer giovane dell'organizzazione, sempre in movimento all'ombra del nostro. Un noir assolutamente canonico, che ficca una bella parrucca grigia in testa all'eroe di mille western e lo lancia in Costa Brava al centro di un intrigo assai ramificato a fianco di una femme fatale (Cervera) dal look decisamente poco in linea con quello delle fatalone del genere. Gli ingredienti son quelli di sempre: ammazzamenti, sparatorie, brevi inseguimenti, scazzottate, colpi di scena più o meno telefonati ma se non altro inseriti in belle ambientazioni spagnole (spesso sul mare) che danno varietà a una trama già sufficientemente articolata di suo. A sostenere il ritmo ci pensa soprattutto la fondamentale colonna sonora di Cipriani (a base di basso e percussioni), perché la regia di Mario Siciliano (si cela sotto l'improbabile pseudonimo di Marlon Sirko!) appare compassata e in linea col non esaltante parco attoriale a disposizione (l'immancabile Fernando Sancho fa un paio di pose in giacca e camicia bianca!). A Dall'Acqua il compito di tratteggiare l'antagonista giovane e spietato, che per apparire il massimo della crudeltà prende le donne per i capelli o gli spara nelle parti basse in una scena del tutto gratuita. Molto meglio Van Cleef naturalmente, che col suo carisma (“Ti ha mai detto nessuno che hai molto fascino?””Mia madre quand'ero piccolo”) domina il set e si dimostra credibile anche in un ruolo extra-western. Peccato che il film non sia alla sua altezza e che proceda piuttosto stancamente...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/01/09 DAL BENEMERITO RENATO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 12/06/17
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Renato 10/01/09 19:07 - 1513 commenti

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Tedioso thriller italo-spagnolo in cui si fatica a seguire una storia strutturata davvero in malo modo. Van Cleef, adeguatamente parrucchinato, è un sicario che dovrebbe vendicarsi di chi lo ha spedito in carcere anni prima; almeno in teoria, perché dopo metà film ho rinunciato definitivamente a capirci qualcosa. Tolte le gradevoli musiche di Stelvio Cipriani, che immagino fossero in parte riciclate, resta un soporifero guazzabuglio che non va da nessuna parte. Almeno Karin Well si spoglia quasi subito...

Daidae 30/04/10 21:54 - 2719 commenti

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Siciliano, valido regista sottovalutato ci offre l'ennesimo discreto film di azione. Certo, è un po' confusionario e tirato per le lunghe, ma alla fine regge. Oltre Van Cleef si fa notare Alberto Dell'Acqua qui nei panni di un killer psicopatico. Bellissime le musiche (anche se riciclate).

Dusso 15/11/13 10:25 - 1533 commenti

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Mi aspettavo molto di peggio invece il film scorre gradevolmente. Certo la sceneggiatura non offre particolari sorprese e il montaggio è parecchio scadente, ma ci sono anche diversi lati positivi, come il cast ad esempio (ottime le prove di Van Cleef e di Dell'Acqua). Buone la scelta delle location e qualche sequenza, anche piuttosto cruda.

Pessoa 16/03/17 22:57 - 1091 commenti

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Grazioso noir di Siciliano dalla storia arzigogolata ma plausibile, (mal) supportata da dialoghi a volte bizzarri che evidenziano le scarse doti di alcuni attori. Poche scene d'azione, probabilmente a causa della scarsità di mezzi e la regia fa spesso di necessità virtù con trovate anche interessanti. Ma il peso del film regge tutto sulle robuste spalle di Lee Van Cleef, superbo nella scelta dei tempi filmici, a suo completo agio in ogni tipo di scena. Brava anche la Cervera. Bello e di grande effetto il finale, ehm... shakespeariano.
MEMORABILE: La scena finale sulla spiaggia.

Homesick 22/08/17 16:57 - 5737 commenti

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Lento e scombinato, si appoggia a qualche truce sequenza d'azione e alle soddisfacenti prove di un irreprensibile Lee Van Cleef e dell'antagonista psicotico Alberto Dell'Acqua; John Ireland riesce a farsi ricordare anche nella piccola parte che gli viene riservata. Qualche bizzarria (i travestiti violenti, simili a quelli visti l'anno prima in Tony Saitta) e un epilogo tosto e di rara coerenza.
MEMORABILE: Le avances della Polakov a Van Cleef e le espressioni scandalizzate dell'anziana cliente dell'albergo.

Alex1988 1/10/17 18:08 - 630 commenti

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Lee Van Cleef, ormai, non è più il divo dei western all'italiana e non. E pur possedendo ancora un certo carisma, non riesce a risollevare le sorti di questo B-movie dalla trama non certo originale. Realizzato in co-produzione, resta impresso più che altro per le buone ambientazioni ma, per quanto riguarda storia e regia, non lascia il segno. Scarso.

Fauno 27/01/19 01:02 - 1899 commenti

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Quasi un capolavoro proprio perché è ambiguo fino all'ultimo e ingloba tutti i personaggi in un vortice senza scampo, utilizzando spesso e volentieri una violenza gratuita che arriva a rasentare il sessismo a più riprese. Vero che il misterioso incarico del protagonista (killer di professione) si rivela banale, ma di lì a breve fioccheranno altri due colpi di scena che faran riprendere quota al film. Che Van Cleef sia bravo nei ruoli violenti è risaputo, ma il nostro Dell'Acqua come aguzzino si fa valere alla grande. Ottima la Well, superiore alla Cervera.
MEMORABILE: La musica di Anonimo veneziano; "Tu sei l'unico intelligente perché sei vivo, ma ti do 24 ore per esserlo ancora" "Non mi occore tutto quel tempo!"
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