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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Colossale sciocchezza il cui unico interesse risiede nelle scenografie in cartone di Hugo Pratt (anche presente tra gli attori). Giancarlo Santi scrive (male) e dirige (peggio) una commedia goliardica che vorrebbero ironizzare sui luoghi comuni del Ventennio, compresa l'irreperibilità del Duce (Al Capri, sempre visto di spalle per non rovinare l'impressione di somiglianza). L'epoca fascista rivive nei ricordi nostalgici di tre amici (Villaggio, Gianni Cavina e Hugo Pratt) che, seduti in una lussuosa berlina scortata dalla polizia, rievocano vari episodi attraverso flashback legati sempre a qualche rimpianto. E così, in una Roma vista con la fantasia di Pratt (quasi tutti interni, per forza di cose), i due protagonisti...Leggi tutto Berretta (Villaggio) e Pavanati (Cavina) vestiti da gerarchi a stretto contatto con Lui, ricordano quando gridavano (Cavina) o subivano (Villaggio) le ire dei potenti. Compaiono il re Vittorio Emanuele III (il nano Salvatore Funari), la moglie di lui (Orietta Berti), l'amante (Maria Grazia Buccella), il papa (Mario Carotenuto, una parte davvero infelice) e i tanti camerati (riconoscibile tra loro l'onnipresente Ennio Antonelli) per una farsa caciarona insolita, curiosa ma fallimentare. Con accelerazioni in moviola, bombe che scoppiano senza uccidere, un catastrofismo a volte fantozziano si celebra la sagra dell'umorismo più elementare, tra danze prolungate e un caos programmatico che dopo dieci minuti ha già ampiamente stancato. Villaggio e Cavina fanno quel che possono, ma la sceneggiatura è insalvabile e le parti migliori (ahimé) sono gli intervalli in auto o al ristorante tra un flashback e l'altro. E dire che tra gli sceneggiatori (non accreditati) ci sono Oreste Del Buono e Manganelli.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Cinevision 13/10/07 20:18 - 72 commenti

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Un benzinaio (Villaggio) riconosce in un'auto blu due vecchi amici: un ex-camerata (Cavina) e un ex-anarchico (Pratt). I tre iniziano a ricordare i bei tempi andati e attraverso dei flashback ripercorrono i momenti salienti del Ventennio in un assurdo contesto fatto di scenografie in cartapesta (proprio nel senso letterale!) utilizzate (forse) come un simbolo della fragilità del regime. Villaggio fantozzeggia, Cavina gigionegga, la Berti fa le fettuccine. Bizzarro, strano, tutto sommato godibile.

B. Legnani 20/12/07 00:47 - 4688 commenti

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Iniziàtico. Incomprensibile per molti, ma chi ancora ricorda "Alto Gradimento" lo può trovare sublime e delizioso, con quelle scenografie, la voce data a Capritti, la Berti che fa donna Rachele... In più, se si è letta almeno la "Storia" di Montanelli, si nota la ricerca di far scaturire l’umorismo da una ricostruzione parodistica di ciò che accadde davvero. Santi inserisce un momento alla Leone: il duello (a braccio di ferro!), fra Lui e Rossetti (uno strepitoso Hugo Pratt). Grande Cavina, mentre Villaggio dà una buona versione di Fracchia.
MEMORABILE: "Sono au-tar-chi-ca-men-te sa-no!" "Questi giornali non e-si-sto-no!".

Il Gobbo 5/02/08 23:16 - 3011 commenti

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Farsaccia iper-grottesca e goliardica che attinge vette di puro delirio, dal cast (che coi doppiatori si estende fino a Oreste Lionello e Bombolo!) ai fondali di Pratt (anche attore con travestimenti fantastici), alle situazioni tra post-avanspettacolo e Max Bunker, e qualche gag rubacchiata a Fantozzi. Grandissimi Cavina e Sciaboletta, gustoso Carotenuto. Straordinario il test sulla salute del Duce. Noioso in talune, singole parti, ma la follia dell'insieme ha una sua grandiosità.
MEMORABILE: "L'inno anfitrionico al Nibelungo deve esprimere il grido maschio della nostra gente di Roma!"

Homesick 8/04/08 17:40 - 5737 commenti

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Revival caricaturale e goliardico di ben noti personaggi, eventi e folklore di un Ventennio ricostruito con fondali di cartone colorato: a tratti spassoso, a volte assai grossolano. Capritti presta pelata e tozza corporatura al Duce, la Berti-Donna Rachele “mattarella” in cucina, il nano Funari restituisce il “Reuccio” in tutta la sua piccolezza fisica e morale. Nella media Cavina;Villaggio è il solito Fantozzi. Grande sfilata di caratteristi: Stacy, Bonini, Reale, Di Luia, Antonelli e tanti altri. Una visione è d'obbligo.
MEMORABILE: La visita in Vaticano.

Puppigallo 6/08/08 20:25 - 4497 commenti

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Film tra lo scemo, il grossolano e il simpatico. Colpisce la scelta di usare sfondi di cartone disegnati, con colonne, statue e muri (se non altro, originale e molto teatrale). C'è però da dire che si naviga in un mare di banalità, di scenette da comica di grana grossa e che il tutto, alla lunga, inizia a stufare, nonostante il Papa (Mario Carotenuto), piuttosto azzeccato: lui e Mussolini che si minacciano a suon di scomuniche e di stragi di preti, lo stesso Papa che dà i pax ceffoni... Villaggio si disimpegna bene. Mediocre, ma un'occhiata gliela si può dare.
MEMORABILE: Il Papa che fa cucinare l'agnellino a suor Pasquetta. Il Re (un nano con la spada con rotellina sulla punta, altrimenti striscerebbe per terra).

Undying 1/09/08 01:12 - 3841 commenti

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Decisamente assurdo, anche se può vantare un cast di certo interesse che va dal bravo Cavina a Mario Carotenuto (ricopre il ruolo del Papa nella spassosa parodia vaticana dei "Patti Lateranensi") passando, ovviamente, per un Villaggio che già è stereotipo fantozziano (esilarante la corsa in side-car col Duce). Da apprezzare la scenografia onirico-fumettistica anche se dialoghi e sceneggiatura sembrano essere frutto di un lavoro svogliato e senza impegno. Qualche risata ci scappa comunque...
MEMORABILE: "Lui" alla moglie: "A tò det và a cà e fà al taglidell..."

Disorder 17/06/09 12:54 - 1408 commenti

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Non sarà un capolavoro, ma molti punti forti li ha. Innanzitutto la rappresentazione del periodo fascista, con scenografie di cartapesta in bella vista, a rappresentare forse il mondo illusoriamente perfetto del Regime; alcune gag decisamente divertenti (soprattutto quelle in cui compare il Re d'Italia, impersonato da un nano!). Divertenti anche i fascisti caricaturali e bravo l'attore che impersona il Duce. Difetti? Alcune gag non sono riuscite, alcune sono addirittura puerili e in certi momenti ci si annoia. Se capita, una visione la merita.
MEMORABILE: Il personaggio di Hitler, l'unico serio e assolutamente non simpatico; il Re d'Italia, un simpaticissimo nano dal pesantissimo accento piemontese!

Herrkinski 22/05/11 19:05 - 5032 commenti

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Così così. Santi cerca di creare una satira del periodo fascista in modo originale, ma sembra non saper bene da che parte stare, stilisticamente parlando. Il risultato è un mix abbastanza folle, ma non sempre riuscito; qualche gag va a segno, alcuni personaggi funzionano (incluso "Lui"), le scenografie di cartapesta di Pratt creano un'atmosfera tra il surreale ed il teatrale; ma il ritmo a volte latita, alcune parti non colpiscono e finiscono per tediare, Villaggio ricicla Fracchia e qualche sua gag fantozziana... Rimane una curiosa bizzarria.

Liv 20/02/16 22:50 - 237 commenti

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Farsa gogliardica sul Ventennio; un argomento un po' da prendere con le molle, tant'è che gli intellettuali e i loro imitatori mostrano una certa sufficienza nell'accettare che se ne parli senza consultare l'ANPI. A sua volta il film venne girato verso la fine degli anni Settanta (l'epoca di Alto Gradimento), quando c'era ancora voglia di ridere. Avebbero dovuto sforzarsi un po' di più con regia e sceneggiatura, ma il film si lascia vedere fino in fondo.

Alex75 16/05/16 09:34 - 667 commenti

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Santi spreca lo spunto della satira sulla nostalgia del Ventennio in una serie di scenette grossolane e puerili, raccordate da una storiella tanto esile quanto improbabile. Sembra crederci solo Pratt; gli altri si barcamenano senza lode e con qualche infamia (i “fracchieggiamenti” di Villaggio, la “non recitazione” della Berti, che sembra capitata sul set per caso). Qualche trovata scenica e il finale beffardo non riscattano 100 minuti di insulsaggini. Colonna sonora fastidiosa e dozzinale.
MEMORABILE: Il Papa (Carotenuto) benedice i gerarchi a suon di schiaffoni.

Giùan 13/08/16 16:33 - 2928 commenti

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Delirante graffito d'un Italia (quella della seconda metà dei '70) in cui convivevano i comunicati delle BR e la strutturatissima demenzialità de L'altra domenica (o di Alto gradimento). Il film funziona e centra l'obiettivo quando si lascia andare alla deriva del non sense, sfruttando alcune genialità para felliniane (il fascismo di Amarcord) e i "cartoon" scenografici di Pratt, ma è perlopiù zavorrato dalla regia impersonale di Santi e dalla micidiale "fracchianità" di Villaggio. Robusto l'infame questore di Cavina, fantastica la massaia Rachele d'Orietta.

Rambo90 26/07/17 00:53 - 6317 commenti

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Un'idea sicuramente particolare ma mal sviluppata, con una sceneggiatura che oltre a un tono demenziale e fumettistico (non a caso opera di Pratt) non offre molto, tra gag abusate e una satira molto blanda. Chi ne esce meglio è Cavina, che gigioneggia senza freni ma almeno riempie i momenti noiosi, mentre Villaggio ha ben poco su cui lavorare e non resta impresso. Qua e là si ridacchia (come con Carotenuto papa) ma davvero raramente e la scenografia di cartapesta fa sorridere giusto all'inizio, poi stanca. Clima generale da raffazzonamento.

Pesten 7/06/18 11:05 - 632 commenti

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Una sorta di parodia grottesca e quasi fumettistica di un certo periodo storico e annessi personaggi (più o meno famosi) della nostra penisola. Il duce e il personaggio di Cavina reggono bene, mentre ritengo quasi fuori luogo l'uso di Villaggio in veste fantozziana all'interno di un lavoro simile. Si ride poco a conti fatti; nel complesso è qualcosa di simile a un viaggio onirico all'interno del regime e probabilmente il dettaglio migliore sono le scenografie disegnate, un grande lavoro di quell'artigianato oggi soppiantato dai pc.

Zoltan 10/07/20 14:30 - 127 commenti

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Tentativo di satira sul revisionismo fascista che procede a luci e ombre, con le seconde purtroppo in netta maggioranza. Alcune gag sono indubbiamente divertenti, ma sono troppe quelle invece eccessivamente sciocche mirate su un grottesco senza centrare il bersaglio: personaggi come il Papa di Carotenuto o il Re nano non divertono mai. Ne esce fuori un lavoro sfilaciato e incostante, con solo una gag su quattro che funziona. Ci sarebbe voluta una sceneggiatura meglio calibrata. Non riuscito, nonostante le lodevoli intenzioni.
MEMORABILE: A calcio, se lui tira, il portiere non può prenderla con le mani; La mosca cieca; Canova alla Calboni: "Oggi è più bello del solito!".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione B. Legnani • 10/04/08 00:24
    Consigliere - 13722 interventi
    A Homesick: Di Luia che parte fa?
  • Discussione Homesick • 10/04/08 07:45
    Capo scrivano - 1381 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    A Homesick: Di Luia che parte fa?

    Fa Carmelo, il pugile.
  • Discussione B. Legnani • 10/04/08 08:50
    Consigliere - 13722 interventi
    Homesick ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    A Homesick: Di Luia che parte fa?

    Fa Carmelo, il pugile.


    Ok!
    Ovviamente si chiama Carmelo perché è "Carnera".
  • Homevideo Undying • 4/08/08 16:51
    Scrivano - 7634 interventi
    Zender ebbe a dire nella IN TV/SATELLITE:
    Mercoledì 6 AGOSTO ore 18:15 su *RAISAT CINEMA
    Un tempo era tra gli introvabili di Villaggio. Poi uscì in dvd (col titolo FANTOZZI CONTRO FANTOZZI) e ora lo danno pure in tv. Da notare le scenografie di Pratt: sembra quasi che gli attori recitino in un teatrino.


    Io ho preso l'edizione della Cult Media, e giace, assieme ad un'altra quarantina di dvd, in uno scaffale in attesa d'essere visionata...

    Però in questo caso il titolo del DVD coincide con quello schedato (sotto la cover)

    Ultima modifica: 5/08/08 01:47 da Undying
  • Homevideo Zender • 4/08/08 17:40
    Consigliere - 43512 interventi
    Infatti, l'ho vista anch'io... Non san più come rieditarlo. Quando comparve per la prima volta sugli scaffali però si chiamava proprio FANTOZZI CONTRO FANTOZZI, cosa che ingenerò all'epoca molti equivoci e confusione. Credo proprio che qui siamo già alla terza edizione in dvd...
  • Discussione Alex75 • 5/10/16 17:44
    Call center Davinotti - 604 interventi
    Ho letto nel forum di "Gente di rispetto" che il film fu inizialmente posto sotto sequestro in seguito a un'azione legale intrapresa da Giorgio Bracardi (presumo per il "saccheggio" dai monologhi del suo Ermanno Catenacci: il nome del personaggio di Cavina, cioè Pavanati, viene proprio da lì). Qualcuno sa qualcosa di più su queste vicende giudiziarie?
  • Discussione Alex75 • 6/10/16 17:40
    Call center Davinotti - 604 interventi
    Homesick ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    A Homesick: Di Luia che parte fa?

    Fa Carmelo, il pugile.


    "Romano, sguardo torvo e naso schiacciato da pugile" (Wikipedia, la voce dedicata a Bruno Di Luia)