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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ugo Tognazzi nei panni del marito plurimo, seduttore impenitente (ma senza boria alcuna) che una dopo l'altra trascina sull'altare svariate stelline del cinema italiano, dalla conturbante e rotondetta Maria Grazia Buccella all’esordiente Romina Power, splendida sedicenne che già si conquista uno dei ruoli principali del film all'ombra del protagonista. Mentre lui, Tognazzi, con pochi sorrisi e molta malinconia regala un'interpretazione sentita ma figlia di una sceneggiatura che certo non è tra le più interessanti scritte da Rodolfo Sonego e che affidata alla regia di uno spento Franco Indovina precipita quasi subito nella noia. Dal funerale che apre il film e al quale ci si ricollegherà nell'epilogo è soprattutto una sfilata di diversi...Leggi tutto caratteri femminili che si alternano senza fantasia né gran gusto. Il cupo bianco e nero, associato alla pedante colonna sonora di Ennio Morricone, affossa definitivamente il film lasciando in vista solo la gradevole patina esteriore, che però da sola non è ovviamente sufficiente a renderlo degno di una visione. MENAGE ALL’ITALIANA scorre piatto tra uno shake ballato dalla scatenata (si fa per dire) Romina Power e una canzone dell'idolo pop Dino, tra le continue scuse improvvisate da Tognazzi per giustificare l’intrusione di sempre nuove donne nel momento sbagliato e la comprensione - quasi unanime - delle stesse nei confronti del marito. Ma la regia è sfuggente, i personaggi inconsistenti e tutto scivola via nell'indifferenza generale, dello spettatore in primis.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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R.f.e. 11/06/09 10:48 - 817 commenti

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All'epoca Tognazzi sembrava perfetto per incarnare l'italiano con illusioni poligamiche o l'uomo maturo che s'invaghiva della ragazzina minorenne o comunque giovanissima (vedi La voglia matta, "Le ore dell'amore", La bambolona...). Questo film non fa eccezione e, se merita una visione, è soprattutto per una incantevole Romina Power "lolita" quattordicenne (nella prima sequenza che la vede protagonista, mentre accarezza il gattino, è una vera apparizione...).

Saintgifts 22/01/13 01:06 - 4098 commenti

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Dopo il nome di Tognazzi il cast è formato solo da donne. Sono quest'ultime le protagoniste, giovani, giovanissime o meno giovani che siano. L'Ugo nazionale è come il filo che unisce tutte queste perle, le ama tutte e per averle è pronto a una vita spericolata. Rappresentazione dei sogni del maschio italiano, qui messi in pratica con coraggio e incoscienza. Nonostante una sceneggiatura con molte falle ne viene fuori un film molto particolare, non divertente come ci si potrebbe aspettare ma amaro, dolcificato appena nel finale.
MEMORABILE: Romina Power, prima di conoscere Albano, fugge con Dino.

Homesick 7/07/13 17:16 - 5737 commenti

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L’uomo dato per morto che assiste al suo funerale non può che far venire in mente Pirandello e il Truffaut del futuro, ma queste premesse intellettuali durano solo un attimo; Indovina dirige infatti una commedia mediocre, fragile e frammentata, la cui sopravvivenza è dovuta a Tognazzi – ripugnante a dovere nel ritrarre un poligamo incallito, irresponsabile, bugiardo e vigliacco – e ai contrappunti sonori di Morricone. La Buccella è splendida e sexy (i suoi occhi paiono colorare il b/n), mentre la Power quattordicenne ha viso da bimbetta e corpo pelle-e-ossa. Icastica la suocera della Borboni.
MEMORABILE: Tognazzi che finge di essere medico e racconta balle sul suo passato.

Gabrius79 28/11/14 10:39 - 1255 commenti

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Un bravo Ugo Tognazzi è l'arrivista e cinico uomo "plurisposato" di questa discreta commedia diretta con mano un po' stanca da Franco Indovina. A completamento del film ci sono una carrellata di attrici di quel periodo belle e in parte come Maria Grazia Buccella, Dalida, Anna Moffo. Dulcis in fundo una giovanissima Romina Power agli esordi che non sfigura affatto. Peccato per la sceneggiatura, che ogni tanto si ingolfa.

Paulaster 12/04/21 11:21 - 3110 commenti

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Commesso viaggiatore in bolletta rimedia più matrimoni che quattrini. Siamo nell'Italia ancora senza divorzio in cui il tema del bigamo vuol apparire di costume e invece sprofonda nel qualunquismo delle bugie reiterate. Tognazzi ha il pregio di spaziare dal serioso (mentre opera) al grottesco repentinamente; purtroppo la sceneggiatura è solo una sequela di incontri (e relative fughe) che alla lunga stanca. La compagine femminile è variegata, forse troppo con la scelta della minorenne Power, che sarà pure fresca ma lascia perplessi.
MEMORABILE: La Power che balla il beat; La casa agli esuli cubani; La gamba operata dal vivo.

Franco Indovina HA DIRETTO ANCHE...

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 10/03/17 18:16
    Consigliere - 44452 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Musiche Lucius • 13/12/19 13:37
    Scrivano - 8501 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:



    Ultima modifica: 13/12/19 14:03 da Zender
  • Discussione Max73 • 12/10/20 19:00
    Galoppino - 24 interventi
    Fatto curioso: il film originò una vera e propria novelization (romanzo tratto "dal" film), opera di tal Mario Testa, Ménage all'italiana (Lerici Editori, Milano, gennaio 1966, 240 pp.).
    Ultima modifica: 12/10/20 19:02 da Max73