Oldboy

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Oldboy
Anno: 2013
Genere: drammatico (colore)
Regia: Spike Lee
Note: E non "Old boy". Remake dell'omonimo film del 2003.
Numero commenti presenti: 9
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

A Spike Lee il compito di rendere più appetibile ai palati occidentali una storia che aveva indubbiamente molte frecce al proprio arco ma era immersa in una frammentarietà che rendeva arduo e difficoltoso il goderne appieno da parte di chi non era disposto ad accettare l'ermetismo tipico di certe produzioni orientali. E va detto che l'operazione sotto questo punto di vista è riuscita: ora l'intreccio (per quanto conservi ancora qualche zona d'ombra) appare molto più fluido e facilmente comprensibile. Sostituito Choi Min-sik con Josh Brolin, il film è pronto a partire con il suo eroe alcolizzato, separato e sull'orlo della disperazione. Attirato da una donna e rinchiuso per vent'anni in una camera d'albergo sigillata dove non potrà far...Leggi tutto altro che allenare il proprio fisico in vista di una programmata vendetta, Joe Doucett si risveglia in una valigia all'aperto e apre la caccia. Come rintracciare colui che l'ha privato della libertà per tanto tempo senza apparente motivo? Facile: riconoscendo il gusto degli stessi ravioli al vapore di cui Joe si è cibato per anni. Individuato il ristorante cinese giusto, si risale anche a chi li ordina e da lì... La storia è insomma la medesima dell'originale con poche variazioni persino nell'ultima parte (anche se l'epilogo è differente), la ricercatezza formale si estrinseca nella qualità eccellente della fotografia che per certi versi si avvicina a quella del film di Park Chan-wook, al quale ci si rifà pure per le scenografie con cui è allestito l'ufficio dell'antagonista. Inevitabile insomma si cerchino di conservare quanto più possibile i punti di forza di allora, ivi comprese le esplosioni di violenza in cui Spike Lee indulge senza tuttavia riuscire a mostrare la stessa convinzione di Park Chan-wook: i corpo a corpo con martello (piano-sequenza omaggio compreso) sembrano più convenzionali, meno genuinamente furiosi e deliranti, un tributo necessario dal quale non potersi esimere, ma è evidente che l'attenzione si concentra sull'intreccio e l'indagine. Si è ritentata un'operazione hollywoodiana alla THE RING, ma il successo non è arrivato. Qui il modello era un'esplosione di follia visionaria difficilmente replicabile e già ampiamente celebrata in partenza (forse anche oltre i meriti reali) e si partiva inevitabilmente con un ritardo irrecuperabile. Lee è regista di stile diversissimo dal suo omologo coreano; è più pratico ed efficace, ma il talento fatica ad emergere in un campo tanto diverso dal suo e l'intero cast (Brolin compreso, il quale se ne esce dopo vent'anni di reclusione che pare ringiovanito!) non fa gridare al miracolo. La cuoca di allora diventa qui una sorta di crocerossina, Samuel Jackson s'intromette senza lasciare il segno, il villain cui dà anonimo volto Sharlto Copley è troppo morbido e scarsamente credibile. Però qualche buon effetto splatter colpisce (la testa che esplode inquadrata dalle spalle, una martellata improvvisa in pieno volto...) e la rivelazione conclusiva si conferma un valido sistema per spiazzare in chiave thriller andando a mescolarsi con una veloce riflessione sulla manipolazione dei media. Non esistesse l'originale il film avrebbe tutt'altro valore; considerato lo smaccato ricalco rischia di apparire superfluo. Non lo è solo per la meritoria opera chiarificatrice di un soggetto originale e intrigante.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/01/14 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 1/08/18
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Cotola 3/01/14 22:03 - 7525 commenti

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Inutile remake che banalizza in modo totale la straordinaria pellicola di Park-Wook. La storia è più o meno la stessa, pur con qualche significativo cambiamento. A mancare del tutto sono il mordente e la ferocia che facevano dell'originale un capolavoro d'intensità. Senza fare paragoni il plot potrebbe riuscire a interessare chi non conosce le ragioni di ciò che accade. Si arriva in fondo senza troppi problemi e noia, ma se avete apprezzato il prototipo, potete tranquillamente evitarlo. Confezione normale e regia priva della più piccola invenzione. Perchè Lee lo abbia girato è un vero mistero.

Galbo 14/02/14 05:55 - 11387 commenti

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Remake tutto sommato riuscito quello di Spike Lee, che se non raggiunge la potenza dell'originale, risulta comunque godibile. Il film non rinnega i tratti violenti del suo predecessore, anche se la violenza è più stilizzata e meno "grezza". Alcune scelte visive in particolare sono efficaci, anche se si allontanano dallo stile tradizionale del regista che può peraltro contare su una buona prova del suo protagonista. Nel cast si segnala un ottimo Sharlto Copley; convince meno Samuel L. Jackson.

Kaspar 8/05/14 23:58 - 15 commenti

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Ignobile remake di quello che si attesta forse come il capolavoro del cinema coreano contemporaneo, Oldboy di Park Chan-wook. È raro incappare in uno scempio di tali proporzioni, firmato da un autore del resto eccezionale come Spike Lee. Ogni riferimento alle qualità di trama e di stile del film originale è del tutto casuale, il resto sono sbavature, sgommate e autentici sprechi di tempo. Pallinaggio unica consolazione.

Greymouser 14/05/14 23:11 - 1458 commenti

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Un autentico delitto, firmato da un velleitario Spike Lee, che stravolge e disinnesca tutto l'impeto visionario ed eversivo del capolavoro coreano di Park. Brolin è veramente inadatto alla parte, e la vicenda viene inutilmente complicata, a scapito della credibilità e coerenza narrativa. Il finale soprattutto, opportunamente edulcorato per palati "occidentali" più benpensanti, introduce un esito penitenziale ed espiatorio del tutto lontano dallo spirito dell'opera originale. Ci voleva ben altro per mettere le mani su un tale mostro sacro.

Gestarsh99 5/07/14 20:03 - 1322 commenti

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Missione all'apparenza fattibile quella presa in consegna da Spike Lee: adeguare i propri elegantissimi virtuosismi di ripresa agli ipertecnicismi barocchi del cinema coreano più nero e insondabile. Dunque un matrimonio ideale quello tra il regista di colore e Park Chan-Wook, ma l'affinità stilistica e la mano ferrata sul tema della violenza non bastano a ratificare la positiva riuscita di un remake svestito di ogni impatto fragoroso e sprofondamento abissale, scolasticamente tradotto in uno psicodramma thriller rigonfio di soluzioni impacciate e incestuosi tappabuchi tarantiniani. Innaturale.
MEMORABILE: La dolorosa salatura delle piaghe nel collo inflitte al carceriere Samuel Jackson...

Redeyes 15/09/14 07:41 - 2144 commenti

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Se ci sforziamo di dimenticare il gioiellino coreano abbiamo buone chances di uscire in parte soddisfatti da questo remake. Lee stravolge quasi il suo cinema al servizio di una vendetta (sentimento principe di gran parte del cinema statunitense) che solo parzialmente riesce a trasmettere il baratro nero che la storia vorrebbe esprimere. Brolin non è male: buona fisicità e discreta espressività; ho trovato Jackson eccessivamente macchiettistico e Copley non sufficientemente disturbato, passabile la terza Olsen. Guardabile ma non paragonabile!

Buiomega71 27/01/18 01:41 - 2263 commenti

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Furente, viscerale, travolgente. Spike dovrebbe dedicarsi di più al cinema di genere (tra teste che esplodono a fucilate, scuoiamenti centellinati, capocce fracassate a martellate, stragi familiari, morbosi flashback incestuosi, gole squarciate e letali ragazze "ninja") perché non c'è un attimo di respiro, dall'inizio claustrofobico con Brolin imprigionato per vent'anni (tra film di kung fu, topolini, la storia d'america che muta, masturbazioni e ginnaste) sino alla febbrile ricerca della verità che chiude con un twist doloroso e sconvolgente. Conscio che sia un remake, ma che gran film!
MEMORABILE: Le parolacce a valanga (tipiche di Spike) di Jackson mentre Brolin lo tortura; Nella serra con papà; Papà imbraccia il fucile; I topolini son serviti.

Bubobubo 4/11/18 15:45 - 1199 commenti

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La disonestà dell'operazione (i film su cui si mettono le mani non sono tutti uguali...) meriterebbe una damnatio memoriae perpetua che, in certa misura, è stata evocata e ha parzialmente raggiunto il suo scopo (al box office). Impossibile arrivare alle vette infernali dell'originale, proibitivo anche solo avvicinarvisi. Se si riesce a reprimere l'opprimente sensazione di star commettendo un sacrilegio, tuttavia, questo remake è assai meno peggio di quello che si poteva preventivare: mantiene, se non altro, un profilo basso, il che aiuta.

Rocchiola 11/02/19 11:24 - 864 commenti

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Brutto remake di un classico del cinema orientale. Non è una questione di lesa maestà, semplicemente si tratta di uno degli Spike Lee peggiori di sempre. Inverosimile e mal interpretato da un Brolin terribilmente imbolsito, non funziona nemmeno sul piano puramente ludico come spettacolo di genere. Grossolano e volgare, pare un racconto di Stieg Larsson filmato da Paul Verhoeven. Nello squallore generale la bellezza della Olsen è poca cosa e Jackson è sprecato.
MEMORABILE: Il piatto a base di roditori indegna citazione di Baby Jane; Il rapporto sessuale tra Joe e Marie; L'assaggio dei ravioli.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Buiomega71 • 5/02/14 17:31
    Pianificazione e progetti - 21910 interventi
    In dvd (e BR) per Universal Pictures, disponibile dal 16/04/2014

    http://www.amazon.it/Oldboy/dp/B00I5SFCJI/ref=sr_1_123?s=dvd&ie=UTF8&qid=1391617815&sr=1-123
  • Discussione Galbo • 13/02/14 19:59
    Gran Burattinaio - 3755 interventi
    Sarà che avevo basse aspettative, ma non mi è affatto dispiaciuto. Mi ha convinto in particolare la prova degli attori, con un ottimo Sharlto Copley.
  • Discussione Daniela • 13/02/14 20:44
    Consigliere massimo - 5134 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Sarà che avevo basse aspettative, ma non mi è affatto dispiaciuto. Mi ha convinto in particolare la prova degli attori, con un ottimo Sharlto Copley.

    Sharlto Copley mi ha conquistato il cuore come gamberone alieno, però questo Oldboy mi tira pochissimo. Intanto l'originale da anni staziona nelle prime posizioni nella mia personale top ten e non vedevo proprio perché remakare un capolavoro, poi il figlio maggiore - anche lui grande estimatore del film coreano - l'ha visto al cine e ne me ha parlato assai male, salvando solo la panoramica della scazzottala, riproposta su più piani.
  • Discussione Buiomega71 • 14/02/14 00:56
    Pianificazione e progetti - 21910 interventi
    Praticamente non se le filato nessuno. Una ragione in più per vederlo...
  • Discussione Galbo • 14/02/14 05:40
    Gran Burattinaio - 3755 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Praticamente non se le filato nessuno. Una ragione in più per vederlo...

    ho fatto anch'io questa considerazione, e poi Spike Lee non è esattamente l'ultimo arrivato e a mio parere merita una visione....
  • Discussione Buiomega71 • 27/01/18 09:43
    Pianificazione e progetti - 21910 interventi
    Premetto subito che non ho visto l'originale (quindi conscio del fatto che sia un remake, e che la storia sia a dir poco straordinaria-e a monte ci sarebbe un manga, di cui ignoravo l'esistenza-, e giudicarlo in quanto film a sè-non potendo nemmeno fare paragoni-), ma questo restyling è a dir poco travolgente, febbrile, viscerale, furente, che non lascia un attimo di respiro.

    Lascio a chi ha adorato l'originale di Park il compito di massacrarlo (e magari ne ha tutti i diritti), io mi limito al mio entusiasmo e ha pensare che Spike avrebbe dovuto (lungo la sua carriera) darsi un pò di più al cinema di genere (le sanguinose e feroci esecuzioni negli abitacoli delle auto in SOS che facevano tanto Maniac e alcuni momenti violenti di Clockers sono lì a dimostrarlo)

    Perchè il suo Oldboy è puro cinema di genere, exploitation furibonda, che si impreziosisce di straordinari momenti di grandissima brutalità visiva (capocce sfondate a martellate, scuoiamenti centellinati con il taglierino e i pezzi di pelle gettati nel cestino, gambe rotte in lotte corpo a corpo-esaltante e veemente quella di Brolin contro i rugbisti al campo, teste fatte saltare a fucilate, stragi familiari in sanguinosi flashback, filmati di stupri dal vago sentore di snuff, gole squarciate) in un tripudio di violenza e adrenalinica corsa contro tutto e tutti per scoprire la verità

    Dallo stupefacente inizio con un fisico e immenso Brolin (pubblicitario alcolizzato, volgare e puttaniere, alla claustrofobica reclusione coatta, sino alla liberazione e alla ricerca della vendetta, arrivando ad un finale sconvolgente, inaspettato e doloroso) che è puro cinema spikeleeiano (l'americano medio visto come un fallito senza valori, che sprofonda nel baratro-viene in mente il Samuel Jackson di Jungle Fever), così come i momenti di reclusione di Brolin (tra film di kung fu, masturbazioni e ginnaste, topolini-poi serviti come pranzo-la storia d'america che muta-l'11 settembre, la guerra in Iraq, l'uragano Katrina, la vittoria di Obama alla presidenza degli Stati Uniti-e puro Lee la figura-allucinatoria-del factotum d'albergo di colore-stampato su un manifesto sulla parete della stanza/prigione-protagonista degli stati di allucinazione di Brolin causati dall'isolamento)

    Un Samuel Jackson tipicamente incasellato nel registro del regista di Fà la cosa giusta, sopra le righe, sanguigno e con ciuffetto alla moicana biondo e piercing di contorno, che vomita parolacce mentre Brolin lo tortura a suon di taglierini e versa del sale sulle scorticazioni sanguinanti

    Bellissime coreografie di combattimento tra Brolin e la gli uomini della gang di Jackson nella forsennata lotta in pianosequenza (che sembrano balletti, un pò come quelli messi in scena da Walter Hill per I guerrieri della notte), affascinante Pom Klementieff, letale guardia del corpo "ninja" dall'ombrellino giallo, in tacchi e vestiti sexy (anche se l' accoppiata con Sharito Copley-macchietta luciferina dal torace squarciato- mi hanno ricordato un pò troppo i villain de Il Corvo, risultando un pò fumettosi), per poi sprofondare nel rancido (e morboso) sapore dell'incesto guasto e malato (nella serra con papà nel bellissimo flashback della scuola), sino alla resa dei conti , scoprendo l'inganno, la vendetta che si compie e la scioccante rivelazione finale (con bellissima e visionaria chiusa conclusiva)

    Spike ci và giù pesante, tra vomito, sangue e sperma, scene di sesso ardite (tra Brolin e la Olsen), incesto e violenza tempestosa e quando vuole, sà fare cinema cazzutissimo, dimostrando di non essere un regista finito, anzi...

    Anche se lontano dalle sue consuete tematiche e dal suo impegno civile (ma una larvata denuncia su un america senza valori salta comunque all'occhio), sa ancora regalare gran cinema, lasciandosi alle spalle la rabbia "nera" e buttandosi nel ludibrio di un puro (e impetuoso) cinema di genere.

    Sicuramente l'originale sarà 100 (o 1000) volte meglio (raccontando, credo, la stessa storia), anche se non sarebbe da sottovalutare l'estetica e la narrazione differente che passa tra il regista di Stoker e quello di Girl 6.

    Eppoi, a me, ha entusiasmato, dandomi una botta di adrenalina, e tanto mi basta.

    Grande Spike, che sui titoli di coda ringrazia sentitamente il suo " padre spirituale" Francis Ford Coppola.


    Non ti sei mai chiesto perchè ti ho liberato?
    Ultima modifica: 29/01/18 09:02 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 27/01/18 09:53
    Pianificazione e progetti - 21910 interventi
    Buono il dvd targato Universal

    Formato 2.40:1

    Audio: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo (5.1)

    Sottotitoli: inglese (inglese per non udenti), italiano, francese, tedesco, spagnolo.

    Nessun extra.

    Durata effettiva: 1h, 39m e 52s
    Ultima modifica: 27/01/18 14:50 da Buiomega71
  • Homevideo Rocchiola • 11/02/19 11:25
    Call center Davinotti - 1134 interventi
    Nulla da eccepire ottimo prodotto sia sotto il profilo video che quello audio.