Les débuts de Max au cinéma - Corto (1910)

Les débuts de Max au cinéma
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Titolo originale: Les débuts de Max au cinéma
Anno: 1910
Genere: corto/mediometraggio (bianco e nero)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/03/22 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 30/03/22 19:54 - 8973 commenti

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Grazie a una raccomandazione, Max viene accolto addirittura alla Pathé - gloriosa casa cinematografica del passato - e, superato il provino, debutterà al cinema, come da titolo. Ma più che agli onori, dovrà stare attento agli oneri che si riveleranno molto... pesanti. La prima parte è ripetitiva ma si vede già una certa capacità di costruire le scene. Dal punto di vista comico è meglio la seconda, in cui al povero protagonista ne succedono di tutti i colori. Non sempre divertentissimo, ma ben fatto ed organizzato. Cammeo del vero direttore della Pathé, nella parte di sé stesso.

Caesars 31/03/22 15:59 - 3757 commenti

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Simpatico corto nel quale il protagonista, Max Linder, riesce ad entrare nella prestigiosa Pathé grazie alla raccomandazione di un amico. La prima parte è davvero gustosa, con Linder alle prese con la burocrazia dell'azienda, così come quando diventa protagonista della pellicola dentro la pellicola; il finale è un pochino "tirato via". Bravo Linder, assai efficace nel proporci un attore non proprio eccelso. Nel ruolo di se stesso (come altri protagonisti) appare anche Lucien Nonguet.

B. Legnani 31/03/22 18:49 - 5508 commenti

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L'attore Max Linder interpreta l'aspirante attore Max, che va alla Pathé, ove è ricevuto dal vero Monsieur Pathé, il quale lo affida alle prove del vero regista Lucien Nonguet, per poi debuttare come attore in un film comico. Già la trovata di base è simpatica, poi va detto che è condotta con mano simpatica: dalla ridicola burocrazia degli uffici alle prove che lo mettono a praticare vari comportamenti e varie reazioni. Più debole, invece il convulso finale.

Pigro 13/04/22 09:10 - 9601 commenti

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Max vuol fare cinema, ma l’impegno di un attore è più gravoso di quel che immaginava. L’idea è simpatica, e qua e là compaiono pallidi spunti di divertimento. La prima parte ha buon gioco nella parodia della burocrazia sfinente e rimpallante, tra uscieri e segretari, anche se concede poco alla varietà e alla vivacità e rischia l’indifferenza. Più mossa la parte del provino e delle riprese, che però attinge a uno slapstick che oggi smuove molto poco la risata. Interessante per il backstage metacinematografico e per il cameo di Pathé e Nonguet.

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