La terra trema: Episodio del mare

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Anno: 1948
Genere: drammatico (bianco e nero)
Note: La voce narrante è quella del regista Luchino Visconti.
Numero commenti presenti: 10

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/04/09 DAL BENEMERITO RENATO
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Renato 8/04/09 11:20 - 1533 commenti

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Visconti girò questo film ispirato a "I Malavoglia" direttamente nei luoghi del romanzo, ad Aci Trezza, con veri abitanti del posto che parlavano solo il loro dialetto. Venne distribuito in sala così, rendendolo di fatto incomprensibile al 99% del pubblico, che ovviamente lo rifiutò. Visto oggi in dvd con l'ausilio dei sottotitoli, si rivela un potente affresco, girato con uno stile sobrio ma non freddo; appassionante nonostante la durata considerevole (160') e con un finale di raggelante intensità emotiva.

Galbo 16/04/09 11:19 - 11343 commenti

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Capolavoro viscontiano del neorealismo italiano, La terra trema è una potente traduzione cinematografica dell'opera letteraria di Giovanni Verga, I Malavoglia. Il realismo si esplica programmaticamente realizzando la pellicola direttamente nei luoghi del romanzo ed utilizzando attori non professionisti. Il risultato è un dramma potente ed intenso che nonostante le difficoltà interpretative (è recitato in siciliano stretto e la visione necessita di sottotitoli) trasmette appieno il pathos drammatico della vicenda.

Matalo! 28/04/10 08:30 - 1368 commenti

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Nei luoghi e nella lingua dei personaggi verghiani un film aristocratico, che solo un aristocratico e comunista outsider poteva concepire. Illuminato dal grande Aldo, di Sorzè, scomparso giovane, un racconto ideologico (verso la fine c'è un'originale contrappasso falce e martello/casa del popolo Mussolini solo in parte dilavate) di grande presa visiva anche se forse un po' troppo distaccato. E con una mezz'ora di troppo. Comunque importante e di nessun successo all'epoca. Da vedere coi sottotitoli e non nella versione in siciliano "ingentilito".
MEMORABILE: L'attesa per la barca di 'Ntoni; flaierthiana.

Giùan 14/12/11 18:27 - 2929 commenti

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Film storicamente cruciale nella carriera di Visconti (e nel suo tentativo di filtrare un'ideologia popolare attraverso un linguaggio alto) e ancor più un unicum nella cultura italiana del '900. Al di là comunque delle ponderose considerazioni intellettuali, resta opera dal fascino sinuoso ed inesplicabile, come il dialetto Catanese che lo sostenta e del vento che lo spossa. Una delle più magnetiche pellicole mai girate con protagonista il mare e la sua ineluttabilità. Struggente b/n di Aldo Graziati, attori dal viso epico. Eccessivo, forse superfluo, bello.

Pigro 18/03/13 08:18 - 7730 commenti

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Più neoverismo che neorealismo in questa saga che guarda a Verga con gli occhi di Flaherty e l’analisi di Marx. Un’opera epica a tesi, che intreccia melodramma sociale e documentario, per raccontare la storia emblematica di una famiglia di pescatori che cerca di spezzare il giogo dei padroni fallendo. Film grandioso per respiro, visivamente potente, geniale per l’uso di veri e bravissimi popolani, dai volti pre-pasoliniani e dalla lingua siciliana stretta e melodiosa, nella loro Acitrezza, teatro perfetto e verace di sincere passioni e dolori.

Homesick 28/04/13 17:31 - 5737 commenti

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Dal verismo letterario al verismo cinematografico. Il secondo film di Visconti continua a riprendere la durezza della realtà quotidiana di Ossessione sulla base di un romanzo (“I Malavoglia” di Verga), ma questa volta si consacra ad uno stile documentaristico a cui partecipano gli abitanti del paese di Aci Trezza con il loro dialetto. Ne deriva un quadro sociale e politico di notevole potenza comunicativa ed emotiva: si trepida davvero per le vicissitudini di N’toni e famiglia, senza venir per nulla infastiditi dal gravame della lunga durata (quasi 160’) e dell’impostazione militante.
MEMORABILE: La tempesta che rovina irrimediabilmente la barca di N’toni, ponendo così fine al sogno suo e della sua famiglia di poter lavorare in proprio.

Lucius 19/01/14 11:46 - 2819 commenti

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Capolavoro del neorealismo in cui è tangibile più che il futuro stile viscontiano, quello di De Santis. Ispirato alle tematiche dei Malavoglia di Verga, coniuga una strepitosa fotografia in bianco e nero a un tessuto narrativo strabiliante, pur con qualche lungaggine nel montaggio. Lo spettatore è da subito calato nelle difficili realtà di gente per bene, povera, sfruttata dai propri simili. La denuncia del disagio sociale, la terra, le passioni sopite, i desideri difficili da realizzare, al centro di un teatro che si chiama vita. Notevole.
MEMORABILE: L'idea di girarlo in dialetto siculo e con attori, per lo più pescatori, presi sul posto.

Almicione 2/12/14 00:56 - 765 commenti

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Quanto vale per l'opera scritta, tanto vale per la trasposizione cinematografica: al di là dell'indubbia bravura di Verga e Visconti, non riesco proprio a sentire nemmeno un poco mia questa storia così lontana sotto ogni aspetto che presto mi stanca. D'altro canto la regia è lodevole e si apprezza tutta la stilistica neorealistica nella crudezza narrativa delle misere condizioni dei Valastro e nella chiusura di Aci Trezza. Il dialetto non favorisce la visione (ho inserito i sottotitoli!) e gli attori, non professionisti, non soddisfano.

Deepred89 6/10/16 12:29 - 3268 commenti

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Innegabile la suggestione ambientale e il buon utilizzo del cast di non professionisti (non lontano da certo Pasolini, al quale ci si avvicina anche per un montaggio delle scene di dialogo), ma ci vuole una buona resistenza per non tentennare di fronte a due ore e mezzo di storie di ordinaria povertà espresse in catanese stretto senza sottotitoli, funzionale quanto si vuole ma assai deconcentrante e così non rimane che aggrapparsi alla voce narrante e ai ricordi scolastici dei Malavoglia, ma l'attenzione inevitabilmente si dissolve.

Zampanò 11/07/20 17:21 - 118 commenti

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Non è l'habitat autentico bensì la lingua di Aci Trezza, che persino i siciliani non capiscono a fondo, a destinare questo film capitale all'universalità. Tutt'oggi 'Ntoni e famiglia possono essere pescatori indiani o algerini, dall'idioma a noi incomprensibile ma dalla comune fortuna. Il neorealismo lontano da Roma pare più genuino, cambia in sostanziale verismo. Desta ancora fascino la capacità dei pescatori di recitare così lievi e l'acribia di Visconti e dei vice (Rosi e Zeffirelli) nel dirigerli; della stessa magia sarà capace solo De Seta.
MEMORABILE: Il mesto ritorno a riva dopo la tempesta; lo sguardo pieno di dignità di 'Ntoni di fronte allo scherno degli appaltatori.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Lucius • 16/01/14 19:04
    Scrivano - 8345 interventi
    Immagine al min. 40.52 del dvd Edizione Speciale a 2 dischi targato RHV:



    Gli extra del secondo disco:
    Filmrgiornale Sedi n.2370;
    Galleria fotografica;
    I ricordi di Pietro Ingrao, Francesco Rosi,e Turi Vasile.
    Ultima modifica: 19/01/14 16:57 da Lucius
  • Curiosità Lucius • 20/02/15 11:19
    Scrivano - 8345 interventi
    Stralcio di un'intervista a Francesco Rosi:

    "La sua realizzazione fu una straordinaria avventura produttiva e umana, esaltante e irripetibile. I soldi erano pochi, sei milioni finanziati dalla società ARTEA di Alfredo Guarini per conto del Partito Comunista Italiano su proposta di Antonello Trombadori.
    La composizione della troupe era quella di un documentario. Quando i sei milioni finirono Visconti partì per Milano e Roma per banche a vendere azioni e gioielli di famiglia di sua proprietà."

    Fonte: "I film di Luchino Visconti" di Luciano de Giusti.