L'insulto

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Titolo originale: L'insulte
Anno: 2017
Genere: drammatico (colore)
Note: Premio coppa Volpi Festival del Cinema di Venezia per la migliore interpretazione maschile a Kamel El Basha.
Numero commenti presenti: 10

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/12/17 DAL BENEMERITO MATALO!
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Myvincent 11/03/18 08:42 - 2549 commenti

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A causa di un insulto si instaura un girone infernale che riaccende vecchi e nuovi rancori fra due popoli differenti in una stessa terra, quella libanese. Un ottimo pretesto per illuminarci su una situazione geopolitica lontana da noi, dove però i motivi di rancore inter-razziale sono comuni anche nel nostro occidente, illustrando le ragioni delle guerre che sono alla fine confuse e comunque irragionevoli. A volte esagerato negli snodi narrativi, ma efficace nel suo intento.

Matalo! 11/12/17 21:58 - 1368 commenti

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Più che buon film relativo all'eterno conflitto tra libanesi e palestinesi residenti; l'escamotage di partenza è classico (un tubo abusivo, un operaio che lo ripara, volano parole grosse) ma è una partenza per un trial movie che mette sul piatto decenni di storia libanese. La messinscena è a metà tra un quasi docufilm e lo stile classico americano (e infatti la pellicola è in corsa per gli Oscar). Nonostante questo compromesso il film svolge bene la sua funzione, grazie anche a un cast di assoluto livello.

Cotola 8/01/18 00:31 - 7513 commenti

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La prima parte è quasi perfetta nel gestire il crescendo drammatico e nel ripartire equamente "torti" e "ragioni". Nella seconda purtroppo però il film, pur ammettendo che si mantiene interessante e coinvolgente, si lascia troppo andare ad una deriva americana: vedi l'uso delle musiche, le scene a effetto o colpi bassi che dir si voglia (lo scontro tra avvocati che si rivelano essere padre e figlia), dialoghi e battibecchi simili a mille altri film processuali. Così quello che poteva essere un gran film perde di finezza e potenza, restando comunque un'opera abbastanza riuscita ed interessante.

Lou 2/02/18 00:37 - 957 commenti

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A Beirut una banale lite tra un nazionalista cristiano e un profugo palestinese diventa il pretesto per far riemergere l’odio etnico e religioso mai sopito dopo tanti anni di sofferta guerra civile. Un film interessante e istruttivo, di grande attualità, illuminante sull’incapacità di voltare pagina che caratterizza le popolazioni mediorientali segnate da ferite storiche insanabili.
MEMORABILE: “Nessuno può avere il monopolio della sofferenza”.

Capannelle 2/04/18 00:14 - 3720 commenti

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Buona prima parte, basata sull'escalation di offese e di orgogli maschili messi alla prova. Il tutto in un contesto ancora ricco di potenzialità. Quando si tratta di sviluppare la fase processuale e di analisi delle cause ecco che il racconto diventa scolastico, documentaristico e la sceneggiatura denuncia limiti che fanno perdere mordente nonostante la bravura degli attori. I contenuti ci sono e non c'è abuso di stereotipi o di scene madri; però ci sarebbe voluta una maggiore capacità di sfumare e plasmare il racconto.

Galbo 9/06/18 06:25 - 11383 commenti

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Le origini ataviche dell’intolleranza spesso impediscono di fermarsi di fronte alle provocazioni. Succede in questo bel film ambientato in uno stato (il Libano) pedantemente influenzato dalla presenza di profughi palestinesi. Un film dal grande impatto drammatico che deriva dal passato dei personaggi, ben illustrato da una sceneggiatura più efficace nella prima parte, laddove la seconda ha una deriva processuale più spettacolare ma meno incisiva. Bravissimi i due attori protagonisti. Film Intenso e utile.

Nicola81 17/03/19 19:05 - 1952 commenti

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Può una banale lite degenerare al punto da diventare un caso di rilevanza nazionale? Evidentemente sì, se ci troviamo a Beirut e i protagonisti sono un libanese cristiano e un rifugiato palestinese, vittime di uno smisurato orgoglio e della atavica sofferenza delle loro etnie e per questo incapaci di compiere il classico passo indietro. Malgrado qualche eccesso di drammatizzazione nella fase processuale, un film originale e in grado di suscitare riflessioni su un tema che è sempre di scottante attualità. Molto buone le interpretazioni.

Nando 27/03/19 15:23 - 3472 commenti

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Una banale lite tra un cristiano libanese e un profugo palestinese scatena una battaglia senza fine che coinvolge tutto il Libano facendo emergere tristi ricordi e ripercussioni drammatiche. Un'ottima pellicola che si avvale di interpreti magistrali e uno sviluppo narrativo notevole. La prima parte è impeccabile mentre nella seconda si assiste a un duello serrato in tribunale che regala un finale forse scontato, ma ciò non toglie nulla alla bontà del film.
MEMORABILE: Il momento in cui l'accusatore sistema il veicolo dell'altro.

Jandileida 10/06/19 22:42 - 1253 commenti

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Nel paese dei cedri basta una scintilla, come un banale litigio tra un cristiano e un palestinese, per far riattizzare una brace evidentemente mai del tutto sopita. Se magari si può far notare una certa impostazione ponderatamente didascalica, non si può biasimare troppo Doueiri se la storia del Libano contemporaneo può far sembrare i nostri tremendi anni di piombo una scampagnata. Dove si può muovere qualche appunto è invece sulla parte processuale, un po' troppo "americana" e su di un finale facilmente prevedibile ma forse necessario.

Kinodrop 5/07/19 20:40 - 1496 commenti

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Concentrata nelle vicende di due personaggi è la tragedia di una Beirut martoriata da contrasti e pregiudizi mai pacificati. Perciò un'inezia si trasforma in una sorta di faida verbale e materiale, solo apparentemente dovute all'irruenza dei rispettivi caratteri. Dramma forte e credibile che rivela gradualmente le ragioni di tanto orgoglioso astio, risanabile forse solo a livello individuale, oltre le decisioni politiche e l'iter della giustizia. Una regia coerente e stringata, compresa la parte processuale che rivela i nodi di quel momento storico.
MEMORABILE: Il ruolo mediatore delle mogli; Le impossibili scuse; L'auto in panne; "Il monopolio della sofferenza non ce l'ha nessuno vostro onore".
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