Improvvisamente a Natale mi sposo - Film (2023)

Improvvisamente a Natale mi sposo

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Tornano Diego Abatantuono e famiglia per il sequel di uno dei meno riusciti cinepanettoni degli ultimi anni; era difficile fare peggio e infatti ci si assesta sul livello del precedente, con le parti dedicate ai più giovani che vengono provvidenzialmente contratte (anche perché manca una leader come Sara Ciocca, che quasi le aveva rese potabili) senza tuttavia guadagnarci troppo. Primo Reggiani sostituisce Lodo Guenzi nel ruolo di marito di Violante Placido e si fa spazio a Elio sindaco come contraltare guareschiano del Don Michele di Frassica.

Lorenzo (Abatatuono), proprietario dello splendido albergo sul lago...Leggi tutto confermata location centrale della vicenda, attende la figlia, suo marito e i loro figli per il consueto Natale da trascorrere insieme, ma questa volta ha in serbo una grande sorpresa: improvvisamente, come suggerisce il titolo, si sposa. Con una splendida - ancorché non più giovanissima - Carol Alt che si impegna a recitare in italiano (con qualche ovvio impaccio) il ruolo della donna piena di vita, estroversa, invadente ma per sua natura dolcissima (con quegli occhi lì...). Alberta (Placido) la osserva incuriosita e un po' innervosita: ma chi è questa? Papà, che stai facendo? L'hai appena conosciuta e già vuoi sposarla? Ma all'amor non si comanda, si sa, e l'unica che pare averlo capito è la nipote (Filippeschi), a sua volta innamoratissima del solito cantante “social” con due milioni di followers, guarda caso in vacanza nello stesso paese.

Fortunatamente le fasi dedicate al veloce approccio tra i due ragazzi (lui dapprima la ignora, poi si sente solo e finisce a cantarci insieme nel coro della chiesa!) sono meno invadenti rispetto al previsto, ma la cosa non aiuta granché dal momento che, come in IMPROVVISAMENTE NATALE, le scene "adulte" mancano di svolgere il ruolo brillante che spetterebbe loro. Colpa - di nuovo - di una sceneggiatura fiacca, terribilmente avara di battute, che non riesce a sfruttare in alcun modo l'ottimo parco attori. Abatantuono si arrangia col mestiere e può permettersi un ruolo relativamente serio e riflessivo, ma chi sta lì principalmente in funzione comica non riesce mai ad attivarsi (ad esclusione del solito Frassica, che quando c'è da cavar fuori qualche risata dal nulla non si sa bene come ma ce la fa, e lo dimostra nella prima scena in piazza mentre provina gli attori per il presepio vivente): Forest gira quasi sempre a vuoto azzeccando a fatica qualche duetto con Abatantuono, Elio nemmeno ci prova a inventare qualche gag e il redivivo Paolo Hendel ha un cameo brevissimo quanto superfluo nel ruolo di un fattore presso cui Serena (Alt) lavorava. Ci sarebbe anche Ninì Salerno come vigile chiamato a far rispettare le ordinanze restrittive del sindaco, ma si vede pochissimo e senza poter mai lasciare il segno. Per cui va bene che il target sono chiaramente le famiglie ma qualche momento spiritoso era lecito pretenderlo, perché non basta certo l'allegra atmosfera natalizia, a fare un film.

Carol Alt impazza, Violante Placido smorza i toni e cerca di riportare il tutto in ambiti meno caricaturali, Pino Donaggio provvede alla colonna sonora con musiche anonime e pure un inatteso accenno a TWIN PEAKS. Insomma, un pasticcio in cui la misura nella recitazione di gran parte dei protagonisti non rappresenta in questo caso un valore aggiunto. Ci volevano più verve e botta e risposta frizzanti, mentre invece si tira avanti stancamente sperando che qualcuno inventi qualche improvvisazione spassosa (di fatto non avviene quasi mai). In definitiva deludente quanto il suo predecessore...

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/12/23 DAL DAVINOTTI
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Markus 10/12/23 12:18 - 3677 commenti

I gusti di Markus

Non ci discosta molto dal già tremendo Improvvisamente a Natale, con Diego Abatantuono sempre perno centrante della vicenda natalizia presso un bell'albergo di montagna con tante lucine, un po' di neve spruzzata a terra di una povertà assoluta e... poco altro. In questo squallore nel quale non si riesce mai a ridere, pare quasi incredibile che la rediviva Carol Alt si atteggi - in parte riuscendoci bene - a "mattatrice": il suo slang americo/italiano e il ruolo eccentrico riesce se non altro a svegliare dal torpore lo spettotore. Micidiale il segmento giovanile.

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