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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/04/18 DAL BENEMERITO BELFAGOR
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Belfagor 14/04/18 18:11 - 2635 commenti

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Peck si concentra sugli anni più dinamici della vita di Marx, dall'incontro con Engels alla stesura del Manifesto, per bilanciare l'esposizione con i ritmi cinematografici. Il risultato è sicuramente impegnativo ma molto stimolante, didattico e divulgativo senza essere didascalico, molto attento a sottolineare le differenze fra marxismo e utopia. La riuscita alchimia fra i due protagonisti riproduce quella che fu non solo una stretta collaborazione ma anche una grande amicizia. Appassionante.
MEMORABILE: Come nacque la "Critica della critica critica"; Il montaggio finale sulle note di Like A Rolling Stone.

Xamini 3/05/18 20:05 - 1047 commenti

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Karl Marx è giovane, colorato, bohémien e ben si appaia a un Engels biondo, energico e borghese, un radical chic capace di andare a tappeto con il sorriso. Nella prima mezzora ne nasce un film dinamico, movimentato, vivo, poi le cose si affievoliscono un attimo, le fughe e il montaggio lasciano spazio alle idee, o meglio, a qualche breve cenno alle stesse, per soffermarsi sui momenti. Più che un ritratto, lo definirei una bozza e più che raccontare, suggerisce: un'idea di politica romantica, idealistica ormai da parecchio sfumata. Qui sta il suo vero elemento di interesse.

Myvincent 16/11/18 07:45 - 2773 commenti

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Un giovane Karl Marx, fighetto e di tendenza, incontra il giovane figlio di papà Engels e quello che avrebbe trasformato la storia d'Europa e del mondo intero si sviluppa qui in un luccicoso romanzone da dare in pasto a un pubblico altamente televisivo o poco più. La retorica prende il sopravvento, ma rimane un fiotto di vitalità nel finale-collage in cui il grido di Bob Dylan in "Like a Rolling Stone" dice molto di più di tutto il resto.

Bubobubo 1/05/20 14:51 - 1406 commenti

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In un mondo che ha voluto dimenticare l'importanza vitale di un secolo di lotte operaie, ben venga il biopic dedicato al giovane e fumantino Marx (Diehl) e alla sua parabola (personale, familiare, politica) che, tra il sodalizio con il ribelle Engels (Konarske) e gli accesi scontri con Weitling (Scheer), lo porterà alla prima stesura del celeberrimo Manifesto. Tecnicamente ed esteticamente molto curato, anche se lo scopo dichiaratamente didascalico e una fedeltà pedissequa ai fatti storici gli impediscono di ambire a uno status superiore.
MEMORABILE: Gli scontri in seno alle fazioni della Lega dei Giusti; Il finale dylaniano.

Gordon 1/05/20 11:23 - 205 commenti

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Ottimo film che ricostruisce gli anni più frizzanti della vita di Marx e del suo amico Engels, fino ad arrivare al Manifesto del 1848. La pellicola si distingue per una regia scorrevole e per una sceneggiatura vivace, seppure usi stilemi più novecenteschi. Diehl caratterizza con maestria un Marx decisamente scorbutico ma anche Konarske, pur essendo Engels meno caratterizzato, se la cava. Buoni infine i comprimari e le ambientazioni; peccato invece per le scritte lillipuziane.

Lou 1/05/20 17:44 - 1027 commenti

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Peck si misura con l'ardua impresa di realizzare un film divulgativo su un personaggio chiave della nostra storia moderna. La scelta è di concentrarsi sugli anni giovanili, segnati profondamente dalla forte amicizia con Engels, cercando di bilanciare il racconto degli aspetti privati con la prorompente carica delle idee rivoluzionarie che portarono alla nascita del movimento operaio. La ricostruzione storica è ben fatta, manca forse qualche soluzione cinematografica per rendere la visione meno impegnativa.

Giùan 10/05/20 12:14 - 3246 commenti

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Gli va attribuito il commendevole merito d'aver tirato giù da certe pareti grigie (oggi piuttosto polverosi cassetti) il ritratto iconografico del Marx barbuto, incanutito e sornionamente anziano. Peck lo rappresenta, pur tra inevitabili ingenuità e anche una certa modestia cinematografica, nel suo dinamismo di giovane uomo la cui ostentazione di sicumera da studioso si compenetra alla fibrillazione di una sensibilità acutissima e alle pene di un esistenza materiale infame, incombente, dostojevskiana. Importante lo spazio per le figure femminili.

Pigro 9/05/20 12:35 - 8328 commenti

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L’incontro di Marx ed Engels: due non ancora trentenni, spinti dalla passione per la giustizia sociale, che sognano di cambiare il mondo con la riscossa degli operai. Classicissimo film biografico, condotto come un compito ben eseguito sotto il profilo storico, ambientale, recitativo, registico, a cui manca quell’emozione in più (quella sfasatura imprevedibile) che lo possa far volare. E comunque un buon lavoro, soprattutto perché si concentra sullo spirito irrequieto di adolescenti trascinati da un’idea: quasi un monito per i giovani d’oggi.

Didda23 10/05/20 11:49 - 2310 commenti

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Nonostante la scelta interessante di soffermarsi sul primo periodo della vita di Marx, la sceneggiatura offre pochissimi spunti sul pensiero politico decidendo di virare più sui rapporti umani (in primis quello con il fidato Engels) e sulle battaglie sociali. Impossibile non apprezzare la certosina ricostruzionie ambientale sia per quanto riguarda gli ambienti sia per quanto riguarda il clima di lotta che stava nascendo in quegli anni. Peccato che il risultato sia paragonabile più a una fiction televisiva Rai che a un prodotto cinematografico tout court.
MEMORABILE: I comizi di Proudhon; Engels malvisto dalla classe operaia; Il discorso che trasforma la Lega dei giusti in Lega dei comunisti.

Jena 23/05/20 18:37 - 1281 commenti

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Scorcio biografico sulla fondazione del partito comunista da Marx/Engels, scorre bene per le due ore di durata. Qualcuno non addentro alle vicende storiche potrebbe all'inizio perdersi tra i richiami a numerosi personaggi più o meno noti, ma la noia è evitata grazie a una regia veloce, a un'ottima ambientazione e alla bravura degli attori. Punto di forza la caratterizzazione di August Diehl, perfetto nel rendere l'arroganza, l'implacabile determinazione e l'idealismo del filosofo. Si sorvola sulle conseguenze del comunismo...

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