I peccatori di Peyton - Film (1957)

I peccatori di Peyton

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/03/08 DAL BENEMERITO SUPERVIGNO
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Supervigno 1/04/08 00:23 - 229 commenti

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Spettacolare e coraggioso drammone a tinte forti, divenuto un classico nel genere "vizi privati e pubbliche virtù della provincia americana". A vederlo oggi appare sicuramente datato, sia come temi trattati che come stile di recitazione, tutta sopra le righe, piena di sguardi di fuoco, scene madri, ceffoni col crescendo della colonna sonora, pianti, fughe nei boschi, passioni trattenute (?) e appassionati baci sul mento, ma all'epoca della sua uscita doveva essere a mala pena proiettabile, data la scabrosità dei temi trattati. Da vedere.
MEMORABILE: L'uscita trionfante dal tribunale della giovane imputata di omicidio del patrigno violentatore.

Ciavazzaro 18/04/08 14:08 - 4769 commenti

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Classico. Un film che mette alla berlina il perbenismo di una cittadina americana, apparentemente irreprensibile, ma che pian piano mostra i suoi lati più perversi e oscuri. Un cast interessante e che si impegna e una buona confezione lo rendono classico nel suo genere. Bravissima Laura Turner. Da vedere.

R.f.e. 19/06/09 17:10 - 816 commenti

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Avete mai notato come questo film (e il suo sequel ma anche talune pellicole simili, come Scandalo al sole di Daves) invece di essere considerato un atto d'accusa al perbenismo della provincia USA, viene spesso fruito con una sorta di nostalgica tenerezza per un passato idealizzato...? E allora al diavolo gli adulterii e gli incesti. Godiamoci anche noi questa olegrafica cartolina del New England, con belle attrici "biondine" anni '50 e una recitazione un po' teatrale d'altri tempi. A suo modo, certamente un classico.

G.Godardi 7/07/09 16:35 - 950 commenti

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Furbetto melodrammone d'altri tempi, girato con la potenza del cinemascope e del Technicolor, strutturato in modo da piacere a tutti, adulti e ragazzini. La prima (lunga) parte è piuttosto notevole, col suo intrecciarsi di storie e di toni, purtroppo poi bisogna sorbirsi tre quarti d'ora finali che sembrano un'appendice di quanto successo in precedenza, disequilibrando il tutto. Rimane comunque il primo prototipo per le soap opera a venire e sarà addirittura utilizzato da Lynch come base per il suo Twin Peaks. Segno che in fin dei conti qualcosa di buono c'è.

Myvincent 20/07/11 23:11 - 3780 commenti

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Film esemplare (a volte anche esemplificativo) sulla vita di provincia americana, in apparenza idilliaca, ma nella realtà piena di inconfessabili peccati e peccatori, dove regna la paura di essere etichettati come anormali. Il genere umano con tutte le sue varie tipologie e sfumature non è cambiato da 50 anni a questa parte e mai lo farà. Forte di ben 9 nomination agli Oscar del 1957, ha il pregio di toccare le corde interiori dello spettatore, emozionandolo.

Rebis 17/03/16 10:38 - 2356 commenti

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Ha più a che fare con l'horror, Peyton Place, che con il melò: con i suoi vialetti alberati percorsi da fanciulle in fiore, la morale puritana rimbrottata a colpi di esorcismo, il bosco da attraversare per tornare a casa e l'incesto che ribolle tra i fornelli in cucina… Tecnicamente ineccepibile, vivacizzato dall'uso impressivo dei colori, è un compendio della società americana e del suo idealismo edenico, cui il cinema horror darà il benservito. Viaggia sul doppio binario della critica impietosa e del consenso, ricomponendosi in un finale processuale garante di verità e giustizia.

X offender 25/01/18 23:34 - 39 commenti

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Con le dovute proporzioni, un Twin Peaks ante-litteram. C'è un efficace ritratto della provincia americana con le sue ipocrisie, i suoi pettegolezzi, i suoi segreti inconfessabili; apparentemente idilliaca, in realtà marcia e corrotta. E poi ci sono giovani studenti che stanno per diventare adulti e non vogliono assomigliare ai propri immorali genitori; il sesso, visto in un'ottica puritana, che aleggia in ogni discussione; viali alberati che sembrano nascondere qualcosa; il bosco nelle vicinanze; il melodramma che sfocia nell'horror. Fascinoso.

Buiomega71 9/08/19 01:18 - 2949 commenti

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Ecco da dove vengono i viali alberati della carpenteriana Haddonfield, il ballo incanto sotto il mare zemeckisiano, la governante sciatta che si impicca in Cimitero vivente. Caleidoscopio di omosessualità sottaciute e madri castratrici, belluini e lerci patrigni dediti al viscidume di sbirciare la figliastra e allo stupro (che pure il bidello craveniano venga da qui?) con il rape & revenge allo stadio embrionale. Robson rammenta i suoi trascorsi horror (la fuga nel bosco di Selena inseguita dal patrigno) e il suo melodrammone risulta datato, ma con gran stile.
MEMORABILE: La festa di compleanno dove tutti pomiciano a luci soffuse; In bicicletta verso il laghetto; La turpe laidezza di Kennedy verso la figliastra.

Nicola81 30/08/19 23:11 - 2884 commenti

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Melodramma che oggi può apparire datato ma che ha il merito di essere stato uno dei primi film a denunciare il lato oscuro e l'ipocrisia della provincia americana, trattando argomenti che al tempo della sua uscita erano decisamente scomodi. Nonostante l'imponente durata (157 minuti) e la molta carne al fuoco, risulta abbastanza scorrevole, riservandoci un finale che comunque rimette tutte le cose al suo posto. Lana Turner svetta in un cast di buon livello, soprattutto sul versante femminile. Nessun Oscar vinto, nonostante le nove nomination.

Daniela 12/06/20 07:15 - 12737 commenti

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Come una mela che nasconde al suo interno un verme, Peyton dietro l'apparenza delle casette linde, le strade ordinate e le casalinghe impeccabili brulica di segreti urticanti, ipocrisie, maldicenze, mentre impera un soffocante conformismo che contagia anche le generazioni più giovani.  Inevitabile, dato il soggetto e la presenza di Turner, il confronto con i melodrammi di Sirk,  ma qui il suo stile è sostituito da un'esposizione corretta ma anonima, che sfocia in un epilogo poco convincente all'insegna del "c'è del buono a Peyton" . Film importante al di là degli effettivi meriti.

Russ Tamblyn HA RECITATO ANCHE IN...

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Siska80 30/07/20 11:55 - 3961 commenti

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Dopo quasi un'ora di verbosità, il film ingrana col dispiegarsi delle vicende drammatiche che coinvolgono non soltanto i giovani, ma anche i loro parenti. I vari personaggi sono interessanti e ben tratteggiati: si passa dall'intraprendente Allison all'impacciato Norman tenuto in una gabbia dorata dalla madre chioccia; dalla tormentata Selena incolpevolmente al centro di uno scandalo alla signora MacKenzie che nasconde uno scottante segreto. Appassionante il processo durante il quale vengono tutti i nodi al pettine, buoni cast e costumi, durata un po' eccessiva.
MEMORABILE: Il ritorno dello stupratore ubriacone.
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  • Discussione Buiomega71 • 9/08/19 10:47
    Consigliere - 26195 interventi
    Rassegna estiva: Melò d'agosto-Un'estate melodrammaticamente melodrammatica

    Ecco da dove vengono i vialetti alberati del doposcuola della carpenteriana Haddonfield, il ballo incanto sotto il mare zemeckisiano, la domestica che ha un cancro allo stomaco e si impicca in Cimitero vivente (non è un mistero, poi, che il re di Bangon si sia ispirato a Peyton Place per Salem's Lot), e che il buon zio Wesly per il suo bidello pedofilo dal maglione a righe non si sia ispirato al viscido e schifoso Arthur Kennedy.

    Progenitore delle future soap opera, non invecchiato benissimo, ma tenuto saldamente in piedi dalla regia classica e senza sbavature di Mark Robson, dal fiammeggiante Technicolor, da un comparto femminile mozzafiato (dalla glacialità della Turner che cova passione repressa sotto la cenere del perbenismo, la Varsi-che assomiglia in modo impressionante a Lee Remick- complessa e sofferta teenager, la Lange agnello sacrificale che manco la piccola fiammiferaia, la Moore bomba sexy per amore con stratosferici sandaletti con il tacco) e una cittadina idilliaca che si barcamena tra feste da ballo di fine anno, sagre paesane, aborti, suicidi, laidi stupri, sottaciute passioni incestuose-madri fin troppo protettive e castratrici, patrigni che sbirciano le figliastre covando lussuria e lascività-e omossessualità latente (nella figura del timido e sensibile Russ Tamblyn e in tutti i teneri momenti con la Varsi).

    La festa di compleanno della figlia a casa della Turner, con musica, luci soffuse e tutti che pomiciano, la gitarella in bici al laghetto (gran pezzo di regia quando i due ragazzi vengono pizzicati ad inoltrarsi nel sentiero dalla pettegola bigotta di turno, in macchina con il marito), la Moore in macchina con il suo ragazzo, mancava solo Ehi tu, porco, levale le mani di dosso, la furia della Lange che si accanisce sul patrigno orco prendendolo a randellate per poi occultarne il corpo, un momento quasi rape & revenge allo stadio embrionale.

    Robson, poi, non dimentica i suoi trascorsi neri lewtoniani, nella stamberga di Kennedy e nella fuga nel bosco della Lange inseguita dal patrigno, o nei chiaroscuri d'interno nella casa della Turner.

    Nella sua durata fiume (ben due ore e mezza) non tutto fila liscio (la chiamata alle armi dei giovani di Peyton, dove dovrebbero essere gli anni della seconda guerra mondiale, ma si respira a pieni polmoni atmosfera fine anni 50, la fine dell'anno scolastico, l'inutile parentesi del bimbetto che si rimpinza di dolciumi e strinù alla sagra, la lunghissima fase processuale, comunque ben realizzata-Robson ha fatto studi di legge in passato-dove si ammira un grandissimo Lorne Greene nei panni dell'accusa e Lloyd Nolan nel dottore coscienzioso e onesto, che fa un predicozzo-invero piuttosto moralisticheggiante-sulle ben poche virtù della gente di Peyton Place).

    Le stagioni si inseguono a ritmo continuo a Peyton Place, le facciate della buona borghesia si sgretolano, i padri non sono i padri che si immaginano (il rituale mattutino e giornaliero della Varsi di baciare la foto ritratto del padre appoggiata sul caminetto) e le madri costudiscono segreti assai scomodi, che vengono fuori nei momenti più delicati (il rapporto scontro madre/figlia Turner/Varsi sono tra i momenti più salienti del film), fino alla ribellione e all'astio.

    Tra i melodrammoni hollywoodiani è forse quello che più ha risentito il passare del tempo (Scandalo al sole le è nettamente superiore e ben più spigliato e "moderno"), anche se la sequenza del belluino stupro (e aborto conseguente) che l'ubriacone di Kennedy commete sulla figliasta (dopo essere tornata dal ballo con il suo moroso) ha ancora un notevole impatto (Robson riprende la sequenza con toni cupi e noir, andando sulle mani della Lange che stringono la sponda del letto), nonchè il momento della vendetta femminile, a suon di bastonate, con Kennedy che sprigiona tutta la sua misoginia e la sua violenza in divisa da marinaio, e dove Robson (forse inconsapevolmente) getta le basi primitive del rape & revenge, mentre fuori infuria una bufera di neve.

    Notare poi (e come Peyton Place sia stato saccheggiato non poco) le riprese del campanile della chiesa, non dissimili da come li riprenderà Romero in Martin (Braddock non è forse parente, nemmeno troppo alla lontana, di Peyton Place?)

    Fidanzatine sexy, figlie addolorate e ribelli, madri disperate, possessive e austere, giovani sensibili, padri autoritari, professori liberali, figli di papà, dottori con un cuore grande così, vecchie arpie linguacciute e maldicenti, patrigni immondi, laghetti dalle rive appartate dove infuria la passione.

    Kennedy si (ri)dimostra uno dei più grandi attori del periodo e la Moore, nel ruolo di Betty, dà al film un tocco ingenuamente peccaminoso.

    Bellissima la chiusa finale sul vialetto, con la MDP che carrella all'indietro, e i due ragazzini in bici, forse un'altra fonte di ispirazione per il kinghiano Cuori in Atlandite e il futuro cinema spielberghiano.
    Ultima modifica: 9/08/19 14:24 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 9/08/19 10:59
    Consigliere - 26195 interventi
    Buono il dvd della Fox Video (collana Le grandi star di Hollywood).

    Formato: 2.35:1

    Audio: italiano, inglese, francese

    Sottotitoli: italiano, inglese, francese, turco

    Nel retro cover è riportato il divieto ai minori di 16 anni dell'epoca.

    Come extra solo il menù con i capitoli.

    Durata effettiva: 2h, 30m e 34s

    Immagine al minuto 1.28.05. Allison (Diane Varsi) e Norman (Russ Tamblyn) al laghetto per un innocente bagnetto estivo, lei, però, non ha portato la cuffia.

    Ultima modifica: 9/08/19 13:28 da Buiomega71
  • Discussione Rebis • 11/08/19 01:49
    Compilatore d’emergenza - 4433 interventi
    Grande Buio, non avevo individuato Pet Sematary, Nightmare e soprattutto Halloween: ora capisco cos'hanno in comune Haddonfield e Twin Peaks. In Fire walks with me Laura appare per la prima volta mentre passeggia con Dana lungo un viale alberato, stringedo i libri al petto, un'immagine abbacinante, che ho sempre trovato così familiare...
    Ultima modifica: 11/08/19 01:50 da Rebis
  • Discussione Buiomega71 • 11/08/19 18:13
    Consigliere - 26195 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Grande Buio, non avevo individuato Pet Sematary, Nightmare e soprattutto Halloween: ora capisco cos'hanno in comune Haddonfield e Twin Peaks. In Fire walks with me Laura appare per la prima volta mentre passeggia con Dana lungo un viale alberato, stringedo i libri al petto, un'immagine abbacinante, che ho sempre trovato così familiare...

    Assolutamente Rebis, Lynch , come del resto Stephen King (e non solo loro) hanno pescato a pieni mani dal melò robsoniano.

    Lessi, non ricordo più dove, che Lynch e Frost si ripassarono Peyton Place prima di avventurarsi nei meandri oscuri di Twin Peaks, e King asserì che Salem's Lot altro non era che un Peyton Place con vampiri.

    La Varsi che attraversa il vialetto alberato, con libri al petto, per recarsi a scuola è ormai un'icona che da Carpenter a Lynch ha lasciato un'immaginario indellebile della finta placidezza delle cittadine americane.
    Ultima modifica: 11/08/19 18:17 da Buiomega71
  • Discussione Rebis • 12/08/19 22:40
    Compilatore d’emergenza - 4433 interventi
    Quando ti dicevo che avverto un fil rouge che unisce melodramma e horror, ecco, forse più che l'estremo a cui sono condotti i sentimenti e i corpi dei personaggi, è questa idea del doppio fondo, una superficie quieta, normativa, ideale, che nasconde un ribollire ancestrale di istinti innominabili. Nei due generi in fondo la tensione è la stessa, tutti temono che qualcosa di rimosso riaffiori e faccia saltare in aria l'ordine costituito: le passioni e l'irrazionale nel melò, entità sovrumane o pulsioni omicide nell'horror. Ad essere minacciati sono sempre la quotidianità, un piccolo gruppo (la famiglia...) o una comunità con le sue regole e abitudini. In Sirk questa analogia e molto evidente, sono curioso di sapere che titolo hai scelto della sua filmografia.
    Ultima modifica: 12/08/19 22:45 da Rebis
  • Discussione Buiomega71 • 13/08/19 00:42
    Consigliere - 26195 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Quando ti dicevo che avverto un fil rouge che unisce melodramma e horror, ecco, forse più che l'estremo a cui sono condotti i sentimenti e i corpi dei personaggi, è questa idea del doppio fondo, una superficie quieta, normativa, ideale, che nasconde un ribollire ancestrale di istinti innominabili. Nei due generi in fondo la tensione è la stessa, tutti temono che qualcosa di rimosso riaffiori e faccia saltare in aria l'ordine costituito: le passioni e l'irrazionale nel melò, entità sovrumane o pulsioni omicide nell'horror. Ad essere minacciati sono sempre la quotidianità, un piccolo gruppo (la famiglia...) o una comunità con le sue regole e abitudini. In Sirk questa analogia e molto evidente, sono curioso di sapere che titolo hai scelto della sua filmografia.

    Assolutamente d'accordo su ogni rigo, sottoscrivo in toto.

    Su Sirk nella rassegna lo saprai a breve ;)
  • Discussione Siska80 • 30/07/20 18:23
    Risorse umane - 678 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Rassegna estiva: Melò d'agosto-Un'estate melodrammaticamente melodrammatica

    Ecco da dove vengono i vialetti alberati del doposcuola della carpenteriana Haddonfield, il ballo incanto sotto il mare zemeckisiano, la domestica che ha un cancro allo stomaco e si impicca in Cimitero vivente (non è un mistero, poi, che il re di Bangon si sia ispirato a Peyton Place per Salem's Lot), e che il buon zio Wesly per il suo bidello pedofilo dal maglione a righe non si sia ispirato al viscido e schifoso Arthur Kennedy.

    Progenitore delle future soap opera, non invecchiato benissimo, ma tenuto saldamente in piedi dalla regia classica e senza sbavature di Mark Robson, dal fiammeggiante Technicolor, da un comparto femminile mozzafiato (dalla glacialità della Turner che cova passione repressa sotto la cenere del perbenismo, la Varsi-che assomiglia in modo impressionante a Lee Remick- complessa e sofferta teenager, la Lange agnello sacrificale che manco la piccola fiammiferaia, la Moore bomba sexy per amore con stratosferici sandaletti con il tacco) e una cittadina idilliaca che si barcamena tra feste da ballo di fine anno, sagre paesane, aborti, suicidi, laidi stupri, sottaciute passioni incestuose-madri fin troppo protettive e castratrici, patrigni che sbirciano le figliastre covando lussuria e lascività-e omossessualità latente (nella figura del timido e sensibile Russ Tamblyn e in tutti i teneri momenti con la Varsi).

    La festa di compleanno della figlia a casa della Turner, con musica, luci soffuse e tutti che pomiciano, la gitarella in bici al laghetto (gran pezzo di regia quando i due ragazzi vengono pizzicati ad inoltrarsi nel sentiero dalla pettegola bigotta di turno, in macchina con il marito), la Moore in macchina con il suo ragazzo, mancava solo Ehi tu, porco, levale le mani di dosso, la furia della Lange che si accanisce sul patrigno orco prendendolo a randellate per poi occultarne il corpo, un momento quasi rape & revenge allo stadio embrionale.

    Robson, poi, non dimentica i suoi trascorsi neri lewtoniani, nella stamberga di Kennedy e nella fuga nel bosco della Lange inseguita dal patrigno, o nei chiaroscuri d'interno nella casa della Turner.

    Nella sua durata fiume (ben due ore e mezza) non tutto fila liscio (la chiamata alle armi dei giovani di Peyton, dove dovrebbero essere gli anni della seconda guerra mondiale, ma si respira a pieni polmoni atmosfera fine anni 50, la fine dell'anno scolastico, l'inutile parentesi del bimbetto che si rimpinza di dolciumi e strinù alla sagra, la lunghissima fase processuale, comunque ben realizzata-Robson ha fatto studi di legge in passato-dove si ammira un grandissimo Lorne Greene nei panni dell'accusa e Lloyd Nolan nel dottore coscienzioso e onesto, che fa un predicozzo-invero piuttosto moralisticheggiante-sulle ben poche virtù della gente di Peyton Place).

    Le stagioni si inseguono a ritmo continuo a Peyton Place, le facciate della buona borghesia si sgretolano, i padri non sono i padri che si immaginano (il rituale mattutino e giornaliero della Varsi di baciare la foto ritratto del padre appoggiata sul caminetto) e le madri costudiscono segreti assai scomodi, che vengono fuori nei momenti più delicati (il rapporto scontro madre/figlia Turner/Varsi sono tra i momenti più salienti del film), fino alla ribellione e all'astio.

    Tra i melodrammoni hollywoodiani è forse quello che più ha risentito il passare del tempo (Scandalo al sole le è nettamente superiore e ben più spigliato e "moderno"), anche se la sequenza del belluino stupro (e aborto conseguente) che l'ubriacone di Kennedy commete sulla figliasta (dopo essere tornata dal ballo con il suo moroso) ha ancora un notevole impatto (Robson riprende la sequenza con toni cupi e noir, andando sulle mani della Lange che stringono la sponda del letto), nonchè il momento della vendetta femminile, a suon di bastonate, con Kennedy che sprigiona tutta la sua misoginia e la sua violenza in divisa da marinaio, e dove Robson (forse inconsapevolmente) getta le basi primitive del rape & revenge, mentre fuori infuria una bufera di neve.

    Notare poi (e come Peyton Place sia stato saccheggiato non poco) le riprese del campanile della chiesa, non dissimili da come li riprenderà Romero in Martin (Braddock non è forse parente, nemmeno troppo alla lontana, di Peyton Place?)

    Fidanzatine sexy, figlie addolorate e ribelli, madri disperate, possessive e austere, giovani sensibili, padri autoritari, professori liberali, figli di papà, dottori con un cuore grande così, vecchie arpie linguacciute e maldicenti, patrigni immondi, laghetti dalle rive appartate dove infuria la passione.

    Kennedy si (ri)dimostra uno dei più grandi attori del periodo e la Moore, nel ruolo di Betty, dà al film un tocco ingenuamente peccaminoso.

    Bellissima la chiusa finale sul vialetto, con la MDP che carrella all'indietro, e i due ragazzini in bici, forse un'altra fonte di ispirazione per il kinghiano Cuori in Atlandite e il futuro cinema spielberghiano.
    Considerevoli osservazioni, soprattutto perchè di solito si cercano "matrici" nell'ambito dello stesso genere. Partire da un film drammatico ed arrivare ad un horror fantasy come Nightmare è degno di nota. Mentre leggevo questa frase: "Fidanzatine sexy, figlie addolorate e ribelli, madri disperate, possessive e austere, giovani sensibili, padri autoritari, professori liberali, figli di papà ..." mi sembrava di rivedere alcuni personaggi (e il locus non amoenus" in cui si muovono) del film di Craven.

  • Homevideo Digital • 27/03/21 13:16
    Portaborse - 4029 interventi
    Dvd Sinister disponibile dal 12/05/2021.
  • Discussione Lodger • 28/10/22 12:28
    Pulizia ai piani - 1563 interventi
    esiste anche la serie tv:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Peyton_Place_(soap_opera)
    Qualcuno l'ha mai vista?