Hana-Bi - Fiori di fuoco

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Hana-Bi
Anno: 1997
Genere: drammatico (colore)
Note: Leone d'oro al miglior film alla 54ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Numero commenti presenti: 20
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Vincitore del Leone d'Oro al Festival di Venezia, HANA-BI è scritto, diretto, montato e interpretato da Takeshi Kitano (come attore sotto l'abituale pseudonimo di Beat Takeshi), reduce dal forte successo di critica appena ottenuto con SONATINE. Il cinema di Kitano è personalissimo, aggiunge tocchi di genio a una struttura minimale, valorizzando al massimo l'espressività del Kitano attore (sempre volutamente gelido e apparentemente statico) e lasciando alla forza delle immagini il compito di supplire alla ricercata assenza di dialoghi che si spingano oltre le due-tre frasi. Ciò che ne esce è un melodramma “noir” di chiara matrice orientale e racconta soprattutto del rapporto tra l'ex-sbirro...Leggi tutto Nishi (Kitano, per l'appunto) e sua moglie, malata terminale di cancro. A volte divertente, quasi una variante sublimata dell'iperbole fantozziana (vedi la scena della mano schiacciata dall'auto), altre volte estremamente crudo e sanguinario, HANA-BI ha un andamento lento, nettamente in contrasto con l'azione eroica alla John Woo, autore al quale in ogni caso il cinema di Kitano sembra più volte ammiccare. L'uso delle musiche, rilassanti e che sembrano cullare dolcemente le immagini, è fondamentale e scandisce i vari momenti e le diverse situazioni non inserendosi mai a sproposito. In ogni caso, pur stimabile per molti versi, Kitano regista sembra supporre spesso un po' troppo, dimenticando che non basta appesantire drasticamente il ritmo per raggiungere automaticamente il capolavoro (anche se la giuria della rassegna veneziana gli dà ragione) e il finale dalla conclusione altamente prevedibile è solo l'ultimo sintomo di un film poco pregno, tutto sommato fine a se stesso nella ricerca dell'arte a ogni costo. Anche perché poi la scelta delle inquadrature, diciamolo, non è così fenomenale.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Capannelle 29/11/07 14:36 - 3700 commenti

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Storia di una malinconia profonda ma anche di un forte sentimento romantico del protagonista che non vuole piegarsi al destino avverso. Nishi-San è uomo di poche parole e di sentimenti controversi, ma autenticamente innamorato della moglie cui non rimane molto da vivere. La trama si alterna tra vicende crude e tenere, tra diversi momenti temporali, quello che non cambia sono le ambientazioni e gli stati d'animo ben raffigurati da Kitano. Non è un film d'azione anche se alcune esternazioni di Nishi-San lasciano il segno.

Matalo! 25/09/08 20:34 - 1368 commenti

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Straordinario ed ellittico film sulla malinconia e sui sentimenti in un mondo dominato da freddezza rituale e dei rapporti umani. Col suo taglio imperturbabile che mette ancora più a fuoco l'orrore di un mondo in disfacimento e lo svuotamento di senso di rituali ormai presenti solo nelle loro vestigia, Kitano fa di Nishi un eroe contro tutto e tutti. Repentini scatti di violenza e dolci dipinti pieni d'amore per la vita e il colore. Un capolavoro. Splendide musiche di Joe Hisiashi.

Galbo 28/09/08 08:33 - 11343 commenti

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Tra i più riusciti e premiati film dell'artista giapponese Takeshi Kitano, Hana-Bi riflette la personalità poliedrica del suo autore, insieme scrittore, regista, attore e poeta. Si tratta infatti di un film difficilmente inquadrabile in una categoria unica: è insieme noir, polieziesco, sentimentale e melodrammatico ma sempre con una grande capacità di coinvolgere emotivamente lo spettatore.

Rebis 16/10/08 11:42 - 2088 commenti

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Quando tutto è ormai esploso, la pittura ricompone un nuovo ordine: per questo l'arte necessaria non riproduce la realtà, la trasgredisce, la ristruttura secondo le coordinate del dolore. Notevole riflessione sulla creatività umana condotta da Kitano con serafica intonazione in un quadro di limpida e sincera bellezza. Il racconto, sempre a rischio del patetico, è riscattato da una costruzione a incastro che sospende i personaggi in un presente reviviscente e assoluto. Bene accordate le incursioni nel comico e gli squarci di violenza. Ottimo il montaggio; straordinarie le note di Joe Hisiashi.

Renato 17/10/08 13:03 - 1531 commenti

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Straordinario film di Kitano, una specie di noir drammatico, violento e toccante come poche volte si era visto in precedenza. Visivamente spettacolare, ha il suo vero valore aggiunto nel montaggio, che rende atemporale lo svolgersi della vicenda e permette di penetrare in profondità nella storia. Mai banale o - peggio - pietistico, raggiunge vertici emotivi impensabili in un film del genere... Quando Kitano era ancora Kitano.
MEMORABILE: La sequenza della rapina.

Effe 24/11/08 16:25 - 16 commenti

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Il tratto inconfondibile di Kitano e le tematiche a lui sempre care caratterizzano questa delicata, potente pellicola che, mai come altre volte (solo Sonatine potrebbe reggere il paragone), si imbastisce intorno al suo autore. L'amalgama costituita da forma, contenuti, prove attoriali (apparentemente fredde e distaccate), musiche, messa in scena e, in conclusione, senso e significati, è sublime. Un delizioso omaggio al cinema (non solo orientale).

Ercardo85 16/12/08 18:14 - 81 commenti

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La trama poliziesca non è nient'altro che un pretesto in questo film dolorosissimo, molto più vicino a Visconti che a Scorsese, vista la concezione tragica della vita qui rappresentata. Gli scoppi di violenza nel corso del film si rincorrono fra da digressioni sulla pittura e momenti di caustico umorismo, fino ad approdare ad un finale lacerante.
MEMORABILE: Il finale, straziante.

Brainiac 27/08/09 15:53 - 1082 commenti

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Lento, magmatico, ripetitivo come gli ostentati quadri (sia fisici che delle ricercatissime inquadrature). Eppoi repentinamente violento, impulsivo, aggressivo (le sparatorie); e di nuovo lavico, ipnotico come l'andamento di una suite di un Lp progressive-rock. Lavoro stratificato, questo "Hana-bi", così tipicamente giapponese nella ricerca di una trama con richiami patetici eppure universale nel suo essere originale, per certi versi pulp. Sicuramnete da vedere, ma impegnativo, difficilmente rivedibile (almeno a breve distanza dal primo, non ricambiato, sguardo).
MEMORABILE: La sparatoria ripresa dall'alto.

Cotola 27/10/09 21:51 - 7455 commenti

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Splendido noir esistenziale dai toni nichilisti, amari e disperati in cui Kitano sviluppa i suoi temi soliti e lo fa magistralmente alternando momenti delicati e poetici a scoppi di violenza repentini ed inaspettati ma necessari per comprendere appieno il personaggio del protagonista. Una pellicola di rara bellezza, lontana dalle mode e dalle esigenze finto adrenaliniche degli spettatori moderni (si vedano i ritmi dilatati) girata con grande senso e sapienza registica. Una perla rara nel panorama del cinema contemporaneo. Pirotecnico.

Pigro 13/11/09 16:09 - 7730 commenti

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Ex poliziotto con moglie malata di leucemia è ricattatato dalla yakuza. Un buon film, tutto giocato sugli scarti da un livello a un altro, sulle aspettative e le disillusioni, sull'ironia glaciale (soprattutto sugli usi giapponesi) e i silenzi. Kitano racconta un antieroe nella sua imperscrutabile personalità, di cui si vedono dolcezze e brutalità senza soluzione di continuità, rifiutando psicologismi e intimismi. Un film spiazzante, con momenti geniali (la rapina muta in banca) e incongrui rallentamenti (la lunga serie di quadri con i fiori).

Flazich 24/01/10 15:32 - 658 commenti

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Hana-bi è sicuramente una tra le pellicole più riuscite di Takeshi Kitano. La profondità con il quale ha descritto il rapporto dei coniugi penso non abbia eguali: è come se si conoscessero veramente. La pellicola in più momenti strappa un sorriso umido di lacrime per la tristezza e il dolore. Uno dei film più duri del regista giapponese. Altre parole sarebbero inutili. Capolavoro assoluto.

Animalo 8/04/10 13:38 - 31 commenti

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La prima volta che l'ho visto ero stanco e quindi non lo apprezzai dovutamente. Ma ad una seconda visione fui letteralmente folgorato dall' unicità di questo film, è una sorta di ossimoro, se prima il protagonista spara e uccide senza scrupoli, dopo sorride teneramente alla moglie malata. un tocco artistico è il quasi mutismo dei personaggi principali che riescono comunque ad esprimere le proprie emozioni.

Zutnas 5/06/11 22:20 - 85 commenti

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Un uomo che ha perso la figlia e sta per perdere la moglie è perseguitato dalla Yakuza per un debito, ma sa usare la pistola e non va tanto per il sottile... Violenza-dolcezza, freddezza-calore, sangue-arte, tristezza-allegria sono elementi contrapposti ma in grado di coesistere nei personaggi di un film in cui i dialoghi sono ridotti all'osso e che, più che dire o mostrare, sottointende (come nel finale). Bel film a cavallo tra noir, gangster e drammatico.

Ryo 19/02/12 18:08 - 2169 commenti

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Drammatico Yakuza-movie in cui Kitano sembra deciso a ricorrere quasi forzatamente al suo solito stile (lunghi silenzi, inquadrature frontali e l'immancabile tic all'occhio in evidenza) per ricercare il capolavoro. È sicuramente un piccolo gioiello la cui trama non è affatto banale, permeata di vera tristezza.

Mickes2 21/03/12 12:01 - 1668 commenti

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Silenzioso urlo di dolore cesellato sopra un mosaico temporale che mette un accento sul destino che segna irrimediabilmente le persone, il tempo che scorre, le scelte sbagliate, i rimpianti, l'accettazione del dramma, l’importanza della Vita. Sorretta da un preciso linguaggio cinematografico, Hana-bi è una storia commovente, introspettiva, spiazzante, romantica, violenta, dove la morte e la disillusione - quella sedimentata nell'animo - sono i fulcri portanti di un viaggio ellittico che riflette sul valore della vita e dei sentimenti. Capolavoro.
MEMORABILE: Il finale dal sopraffino lirismo romantico.

Disorder 4/04/12 11:47 - 1408 commenti

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Grande regia, trionfo di eloquenza ed estetica pura al servizio di una delle pellicole più noiose che mi sia capitato di vedere. Con sensibilità tipicamente giapponese la regia indulge il lentezza e simbolismi, belli di per sè ma per me impossibili da cogliere. L'elaborazione del lutto può ricordare Ultimo tango a Parigi e in effetti il film, a mio parere, ha lo stesso difetto del lavoro di Bertolucci: non si riesce in alcun modo ad entrare in empatia coi personaggi e inevitabilmente ci si annoia. Sufficienza stentata.

Enzus79 3/07/12 17:07 - 1756 commenti

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Gran film che spiazza per come affronta certe tematiche come la malattia della persona che si ama e la riconoscenza verso gli amici. Kitano è, a mio parere, uno dei migliori registi contemporanei in circolazione e lo si intuisce in più occasioni (una su tutte la rapina in banca).

Nadir 27/02/14 17:22 - 56 commenti

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Unitamente a Sonatine (e probabilmente di una spanna superiore a quest'ultimo lavoro), è senz'altro un'opera immancabile se si vuole comprendere a fondo l'arte sottile e minimale del regista/attore giapponese. Un lento ma inesorabile viaggio a tappe dolorose verso un epilogo ovvio ma reso con una descrizione artistica tutta personale e di non comune sensibilità. Molto bello il commento sonoro.
MEMORABILE: Il finale.

Paulaster 9/09/16 10:39 - 2729 commenti

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Analisi dei comportamenti che seguono a disgrazie personali o parentali. Il filo alquanto spezzettato all'inizio si ricompone man mano con chiavi di lettura tipiche giapponesi: violenza che colpisce nel silenzio ma diviene gratuita e addirittura giustificata; delicatezza nei modi ma lontana dal poetico. Anche il finale ricalca la loro cultura e a occhi occidentali quella che sembra una gran parabola per loro rappresenta la normalità per salvare l'onore che comunque hanno perso.
MEMORABILE: Il lancio della pallina da baseball; La sirena in regalo.

Daniela 3/08/19 10:55 - 9206 commenti

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Ex poliziotto con moglie gravemente malata compie una rapina per procurarsi i soldi necessari per chiudere in bellezza... Riassunta in una frase, sembra una trama semplice, ma Kitano la racconta frantumando i piani temporali, alternando momenti di intensa poeticità a lampi di violenza inaudita, mostrandoci un protagonista di cui possiamo solo intuire i sentimenti (l'amore per la moglie, l'amicizia verso il collega paralizzato) nascosti dietro una maschera impassibile, ferocemente ironica. Di meno facile fruizione rispetto ad altri film del regista, ma emozionante, con una splendida OST.
MEMORABILE: Le illustrazioni degli animali/fiori, opera dello stesso regista; La moglie si prende entrambi i dolci; Le sequenze in riva al mare
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Kaciaro • 23/01/10 13:07
    Galoppino - 485 interventi
    poesia finissima.....che direi di piu'
  • Discussione Flazich • 24/01/10 15:29
    Fotocopista - 59 interventi
    vero.
    takeshi kitano riesce a strappare in più di un'occasione un sorriso triste. Il rapporto tra i due è dipinto così in profondità che sembra di conoscere i personaggi da sempre.

    E' un capolavoro.
  • Discussione Kaciaro • 24/01/10 15:34
    Galoppino - 485 interventi
    Flazich ebbe a dire:
    vero.
    takeshi kitano riesce a strappare in più di un'occasione un sorriso triste. Il rapporto tra i due è dipinto così in profondità che sembra di conoscere i personaggi da sempre.

    E' un capolavoro.

    infatti, puo' sembrare banale bollare un film del genere con 2 paroline, ma non ne servono altre secondo me.
  • Discussione Pigro • 24/01/10 16:31
    Consigliere avanzato - 1480 interventi
    ....beh, Kaciaro, però almeno qualche parolina in più la potresti scrivere, no? Non ho visto il tuo commento al film....
  • Discussione Zender • 9/02/10 14:14
    Consigliere - 43515 interventi
    Piuttosto strano che ci sia una freccia in giù, oltre a quelle verso l'alto, in effetti. Ma ce ne sono altri di casi simili, basta cercare.
  • Discussione Kaciaro • 10/02/10 00:31
    Galoppino - 485 interventi
    Pigro ebbe a dire:
    ....beh, Kaciaro, però almeno qualche parolina in più la potresti scrivere, no? Non ho visto il tuo commento al film....bhe'
    che dire iniziai ad amare Takeshi anni fa' quando rimasi scioccato dalla visione di il silenzio sul mare, un opera bellissima, una sensibilita' che noi europei non conosciamo, l'assenza assoluta di pietismo....HANA BI secondo me e' la maturazione completa di Takeshi ci sono tutti gli ingredienti del suo cinema mescolati a perfezione, giusta dose di violenza, giusta dose di sentimenti, giusta dose di espressione visiva , la musica bellissima del suo fido compositore, tutto al top insomma, magari dopo questo film le sue opere non sono piu' state lucidissime
  • Discussione Pigro • 10/02/10 09:42
    Consigliere avanzato - 1480 interventi
    Ok, ma mi riferivo al fatto che non avevi scritto un commento dentro la scheda, ma solo nel forum. Perché non provi a scrivere un tuo commento di 500 battute inserendolo nella scheda? Così è più immediato (il che non toglie che si possa continuare in forum).
  • Discussione Kaciaro • 11/02/10 18:23
    Galoppino - 485 interventi
    Pigro ebbe a dire:
    Ok, ma mi riferivo al fatto che non avevi scritto un commento dentro la scheda, ma solo nel forum. Perché non provi a scrivere un tuo commento di 500 battute inserendolo nella scheda? Così è più immediato (il che non toglie che si possa continuare in forum).ah ok scusa ma sono nuovo....provvedero'
  • Discussione Zender • 11/02/10 19:20
    Consigliere - 43515 interventi
    Sì, ma non preoccuparti Kaciaro. Va benissimo anche nel forum, come dice anche Pigro.