Per il ritorno di Carlo Delle Piane al cinema si rispolvera quello che resta il suo personaggio più indimenticabile, l'avvocato pokerista Giulio Sant'Elia di REGALO DI NATALE (e del suo sequel), ma questa volta a raccoglierne l'eredità sarà il nipote (Careddu), che torna con la madre (Murino) alla villa in Alghero dove il nonno vive assieme al suo compagno in fin di vita, Claudio (Buzzanca). Sarà il giovane, invero fin lì giocatore piuttosto scarso, a dover fare le veci del grande avo in quella che diventerà la partita chiave...Leggi tutto attraverso la quale si risolverà il film. Ma questa volta conta di più tutto ciò che è esterno ad essa, a cominciare dal tenero rapporto tra Giulio e Claudio, con il secondo ridotto a letto gravemente malato e il primo a servirlo volontariamente in tutto e per tutto, dedicando a lui ogni parte del proprio tempo.
L'arrivo in villa della figlia e del nipote, chiamati a causa dell'assottigliamento progressivo delle finanze di Giulio che non ha mai confessato a Claudio la loro condizione prossima all'indigenza, mette a confronto padre e figlia dopo molto tempo. L'atteggiamento sprezzante, diffidente di lei (che si comporta invece con Claudio in modo diametralmente opposto) e quello più indeciso del nipote porta a momenti talora assai intensi (come lo è l'intero epilogo), che testimoniano di un lavoro non indifferente in una sceneggiatura zoppicante tuttavia nel cucirli: si allargano le maglie e il film lascia spazi a pause interminabili che finiscono col lasciare serie perplessità sulla validità dell'operazione nel suo insieme.
Alghero occhieggia con qualche saltuario scorcio, ma il procedere della storia è incerto, arranca persino negli scambi tra due grandi attori come Delle Piane e Buzzanca senza trovare il guizzo che sappia renderne davvero credibile il rapporto (quantomeno curiosa, poi, la scelta di Buzzanca in chiave omosessuale, considerando i celebri trascorsi cinematografici dell'attore). E se la Murino sa mostrarsi volitiva, adeguata al ruolo, meno riesce a fare Careddu, che riconsegna a tratti il film a sentori da fiction anche a causa di una fotografia poco brillante. La grande umanità che Delle Piane ha sempre saputo donare ai suoi personaggi resta uno dei punti di forza, ma il voler nascondere troppe parti della vicenda (anche durante la fatidica partita a poker, con il manifesto di REGALO DI NATALE che fa bella mostra di sé sullo sfondo) rivela una certa difficoltà nello svolgerla al meglio, con un Philippe Leroy - è l'Ammiraglio, pokerista che Giulio ben conosce - bravo quanto fin troppo supponente nel ruolo.
Molto soppesate le frasi, scelte con cura durante i confronti più significativi; siamo però lontanissimi dall'incisività dei due capitoli avatiani (più evocati idealmente che agganciati nelle intenzioni) e il poker fa la sua vera comparsa solo nella seconda parte, in maniera piuttosto pretestuosa. Dispiace vedere l'ottimo Buzzanca costretto a interventi in cui l'espressività deve supplire alla scarsa pregnanza dei dialoghi. Interessante invece l'idea della "vendita di tramonti" su cui poggia l'ultima parte.
L'esordio cinematografico di Furesi ci fa conoscere un regista che sa usare la macchina da presa e segna il ritorno sul grande schermo di Carlo delle Piane, con una performance matura degna dei migliori attori hollywoodiani. La storia, struggente, è quella di due uomini, compagni di vita, nella loro ultima stagione esistenziale, segnata dalla malattia di uno dei due. Dopo Mio figlio seconda pellicola per Buzzanca all'insegna dei diritti civili. Una sola pecca: viene omesso ogni contatto fisico tra i due; non una carezza, non un bacio.
MEMORABILE: La Murino, bella e bravissima, degna erede di Sophia Loren; Il finale.
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Toccherà onorarne la memoria rigustando ancora una volta la sua grande prova in quel piccolo capolavoro di cattiveria e umanità amarognola che è Regalo di Natale (1986).
Discussione124c • 25/08/19 12:22 Contatti col mondo - 5193 interventi
Nel film Carlo Delle Piane interpreta l'avvocato Santelia, ovvero lo stesso personaggio - che ad oggi costituisce una delle più celebri interpretazioni della sua carriera - visto inRegalo di Nataledi Pupi Avati (1986).
Nel film Carlo Delle Piane interpreta l'avvocato Santelia, ovvero lo stesso personaggio - che ad oggi costituisce una delle più celebri interpretazioni della sua carriera - visto inRegalo di Nataledi Pupi Avati (1986).
Questo non lo sapevo proprio (e a dire la verità, non conoscevo neanche questo film).
In questo "spin off" di Regalo di Natale, il personaggio dell'avvocato Santelia è totalmente diverso rispetto alla sua figura nel film di Avati. Inanzitutto è gay, cosa mai palesata minimamente nei due capitoli precedenti diretti da Avati (proprio nel originale dell'86 lo stesso Delle Piane durante la pausa della cena durante la partita dice che è stato vedovo, in seguito si è risposato con una certa Isabella, da cui era divorziato, e che poi è rimasto single e passava il tempo con delle "signorine"). Anche dal punto di vista lavorativo viene cambiato il tutto: Santelia possiede una fabbrica di giocattoli nei due film "avatiani", qui invece si dice che la sua professione era proprio il poker, mentre in origine era solo una passione.
In questo "spin off" di Regalo di Natale, il personaggio dell'avvocato Santelia è totalmente diverso rispetto alla sua figura nel film di Avati. Inanzitutto è gay, cosa mai palesata minimamente nei due capitoli precedenti diretti da Avati (proprio nel originale dell'86 lo stesso Delle Piane durante la pausa della cena durante la partita dice che è stato vedovo, in seguito si è risposato con una certa Isabella, da cui era divorziato, e che poi è rimasto single e passava il tempo con delle "signorine"). Anche dal punto di vista lavorativo viene cambiato il tutto: Santelia possiede una fabbrica di giocattoli nei due film "avatiani", qui invece si dice che la sua professione era proprio il poker, mentre in origine era solo una passione.
Beh, se per questo la maggior parte dei gay non palesa il proprio orientamento, quelli sposati poi... La notazione sulle "signorine" inoltre è fuorviante e spesso le passioni sfociano in mestieri o viceversa, ma non avendo visto nessuno dei due film, non posso aggiungere altro..