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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/11/09 DAL BENEMERITO GEPPO
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Geppo 10/11/09 23:06 - 306 commenti

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Primo film in assoluto di Nino D'Angelo. Sceneggiata napoletana con finale strappalacrime firmata Ninì Grassia. Ispirato all'omonima canzone scritta e composta da Nino D'Angelo. Lo scugnizzo biondo è pronto a tutto, anche a scippi e rapine, pur di diventare un famoso cantante e di dare una svolta al proprio squallore quotidiano. Nulla di particolare, solo per i fan.

Cotola 4/12/09 23:47 - 8448 commenti

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E’ nu’ bbuon guaglione ma frequenta le compagnie sbagliate. Questo in estrema sintesi lo schema narrativo, se così lo possiamo chiamare, della pellicola. Terribile e non c’è da meravigliarsi perché a dirigere c’è Grassia. Ho detto tutto. Solo per fan sfegatati della sceneggiata e dell’ormai ex “caschetto biondo”.

Daidae 21/12/09 10:41 - 2968 commenti

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Non male questo melodramma di Grassia, regista che raramente ho apprezzato. A parte i ridicoli siparietti comici con gli impresari delle pompe funebri, che scherzano su tutto... è un buon melodramma, con finale che vira bruscamente sul tragico. Bella ma decisamente caricaturale la Viviani, qui nei panni di una riccona.

Tomastich 10/04/13 15:36 - 1248 commenti

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Debutto su grande schermo per l'enfant prodige della canzone napoletana degli anni '80: in una filmografia ricchissima (almeno a livello numerico) questo Celebrità occupa un posto particolare. In certi frangenti il dialetto napoletano è molto più accentuato rispetto ad altre pellicole contemporanee (basti pensare che in Lacrime napulitane non si utilizza un linguaggio così "stretto") e in certi fragenti esula dalla sceneggiata classica per gli interventi pseudo-comici di molti comprimari.

Homesick 20/01/17 07:26 - 5737 commenti

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Appesantito dall'eccessiva lunghezza (quasi due ore), dalla regia inerte e dagli infruttuosi numeri comici del duo Fatebenefratelli, il film di Grassia si consegna alla figura malinconica e struggente della straordinaria Regina Bianchi, che impregna di pathos sincero gli ultimi tragici minuti. Scarsa la prova di Nino D'Angelo al suo esordio sul grande schermo; vogliosa e sprezzante Sonia Viviani.
MEMORABILE: Nino al capezzale della madre; la disperata preghiera alla Madonna.

Markus 21/08/20 10:45 - 3540 commenti

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Esordio al cinema per Nino D’Angelo, che viene impiegato da Ninì Grassia per un classico film che incentra il suo essere nella ricerca di denaro del protagonista, che trova nella canzone la via per sbarcare il lunario non senza problemi. Se non fosse per gli interminabili quanto tremendi siparietti comici de “I fatebenefratelli” il film potrebbe anche essere accettabile, considerando quello che è e che vuol rappresentare in termini di spettacolo. Poco credibile il fatto che Sonia Viviani perda la testa per il filiforme “scugnizzo biondo”ma il cinema, si sa, è fatto per sognare.

Sircharles 25/08/20 15:02 - 104 commenti

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Non bene. Un avvilente concentrato di luoghi comuni di certa commedia old style non solo napoletana, col solito ragazzo di grande talento ma di umili origini che cerca avventurosamente la via del successo canoro. Originalità a fiumi, proprio. E anche qualche messaggio equivoco se non peggio, visto il ruolo di un certo boss della malavita, ruolo che poi, strada facendo, viene per fortuna "sfumato" in una vicenda che prende le solite vie lacrimevoli, inframezzate da discutibili siparietti comici. In mezzo a tanto grigiore si salva la mamma di Nino, Regina Bianchi, splendida interprete.

Siska80 28/08/20 11:53 - 2492 commenti

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A parte la grande Regina Bianchi e qualche battuta simpatica dei Farebenefratelli, il film (maldestramente diretto e anche piuttosto lungo) non è altro che un viaggio al centro dello squallore (quello della corruzione in cui cade spesso il popolo e quello, non meno deprimente, del fatuo mondo dei ricconi). L'ex caschetto biondo (parecchio imbambolato) interpreta un ruolo antipaticissimo, tant'è che nel finale si gode a vederlo disperato per un errore a cui non può porre più rimedio.

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    Ultima modifica: 17/12/11 09:27 da Zender
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