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PUBBLIFOLLIA - A NEW YORK QUALCUNO IMPAZZISCE

All'interno del forum, per questo film:
Pubblifollia - A New York qualcuno impazzisce
Titolo originale:Crazy People
Dati:Anno: 1990Genere: commedia (colore)
Regia:Tony Bill, Barry L. Young
Cast:Dudley Moore, Daryl Hannah, Paul Reiser, J.T. Walsh, Bill Smitrovich, Alan North, David Paymer, Danton Stone, Paul Bates, Dick Cusack, Doug Yasuda, Floyd Vivino, Mercedes Ruehl, Ben Hammer, Robert K. Weiss
Note:E non "Publifollia".
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/6/15 DAL DAVINOTTI
Ci sono film che arrancano terribilmente aggrappandosi a un'unica idea, cercando vanamente di costruirci intorno una storia ma dimostrando ad ogni scena quanto la cosa gli riesca difficile quando non impossibile. E' il caso di questo CRAZY PEOPLE (il titolo italiano gustamente preferisce attirare l'attenzione sulla parte più interessante), in cui uno stanco Dudley Moore recita nel ruolo di un pubblicitario di successo in crisi d'ispirazione. Almeno fino a un certo punto, quando cioè crede di avere l'intuizione giusta: pubblicità "sincere", che sbattono in faccia il perché quei prodotti si comprano. Volete una macchina che vi faccia ottenere certe "cosette" da belle sconosciute? Eccovi la Jaguar! E la Volvo? "Sembra una baracca, ma è sicura". Oppure "la nostra linea aerea è quella che conta più sopravvissuti ai disastri" e via dicendo. Idea inizialmente bocciata in toto, ovvio, che causa pure il ricovero in manicomio del suo autore ma che, andata in produzione per errore, si rivela un successo. Riabilitazione immediata, come capita sempre, ed ecco Moore che coinvolge nelle nuove pubblicità i compagni pazzerelli della clinica. Ora, finché si resta sull'aspetto commerciale va detto che le pubblicità sono davvero spassose (e dietro si intuisce la mano di un vero, abile copyrighter e di un'umorista non qualunque), ma quando il film - troppo presto - si sposta sul versante sentimentale con l'ingresso in scena della bella Daryl Hannah in versione picchiatella il palco crolla miseramente: Moore diventa un tenerone che ascolta lei e le lezioni della dottoressa mentre guadagnano spazio gli altri pazienti, mal caratterizzati e con disturbi insulsi (quello che sa dire solo "hello"). Il film perde progressivamente sempre più verve finendo presto per spegnersi affogando in un mare di buoni sentimenti, recuperando sporadicamente giusto quando c'è da lanciare una nuova pubblicità. E così una commedia che potenzialmente aveva i numeri per divertirsi davvero alle spalle del presuntuoso mondo degli slogan, si aggancia al buonismo delle peggiori commedie americane evidenziando le scarse ambizioni della produzione. In tema faremo allora meglio noi con il simpatico CONSIGLI PER GLI ACQUISTI...
il DAVINOTTI