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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/12/17 DAL BENEMERITO NONCHA17
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Noncha17 19/12/17 19:00 - 87 commenti

I gusti di Noncha17

A metà tra un film d'autore di serie A e uno di B, rientra in quel filone rétro che, pur riportandoci ai tempi del Technicolor, offre una riflessione su temi attuali, più che femministi. Appare una strega di sfavillante bellezza & fascino che ricorre ai suoi "sedicenti" poteri per sedurre qualsiasi uomo voglia. Ricorda le splendide fanciulle della Hammer, così come alcune scene da fiaba gli espedienti già utilizzati sull'isola di Summerisle. Non mancano, poi, i riferimenti (così come le musiche) a certo thriller erotico nostrano dei ’60/’70. Da segnalare le scenografie iper sature di colore.
MEMORABILE: Lo sguardo e la parlata di Elaine; La sala da tè vittoriana; La lezione al locale burlesque; Il pianto di Richard; Canzone tradizionale al matrimonio.

Buiomega71 3/09/18 01:40 - 2372 commenti

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Tra lo svafillante Technicolor anni 50, popissime e kitshissime scenografie simil burtoniane, orpelli psichedelici, femminismo a piè sospinto tra farsa macabra e spizzichi horror (la pugnalata sul letto, le pantomime rituali alla The wicker man, il suicidio nel bagno) la Biller dimostra di avere certo talento visivo e narrativo, in un mix che ostenta fascino estetizzante shakerando il "witch movie" settantiano con certi echi surreali. Non tutto fila via liscio (la pagliaccesca recita medievale), ma la malia mesta che sprigiona la Robinson avvolge tutto il film.
MEMORABILE: L'intruglio "stregonesco" fatto con l'urina e il Tampax; Le gemelle Estrella e Luna; Il tentato stupro di gruppo al bar; Gli striptease di Elaine.

Lupus73 17/04/20 11:59 - 856 commenti

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Film "sui generis". Non una commedia, nonostante il piglio frivolo e non un horror nonostante il tema stregonesco e le scene cruente. Cura dell'immagine molto moderna ma atmosfera retrò dei film goth di inizio '70 con arredi e ambientazioni vittoriane a cui si aggiunge quel tipico (e caricatissimo) tocco psichedelico (La Stagione della strega). Cupo nel concetto ma saturo e coloratissimo nell'aspetto. L'attrice ricorda le horror pin-up dell'epoca e offre scene soft di sesso e nudo. Troppo lungo per una sceneggiatura del genere.
MEMORABILE: La protagonista; I suoi abiti neri ma foderati arcobaleno; Le scenografie curatissime nei dettagli.

Anthonyvm 14/01/21 15:55 - 2543 commenti

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Anna Biller, autrice factotum (dalla regia al montaggio fino alle musiche) costruisce un capolavoro d'estetica, evocativo e deliziosamente retrò, tra colori, luci ed effetti visivi che sembrano appena usciti da una macchina del tempo impostata sui Sixties (funzionali in tal senso le musiche, con brani, fra gli altri, di Morricone e Bacalov). La metafora alla base non è nuova (celebrazione della sessualità femminile come forza della natura, in grado di sottomettere l'illusoria supremazia virile) e due ore sono troppe, ma l'insieme è talmente bello a vedersi che i difetti si eclissano.
MEMORABILE: La zoomata sugli occhi di Elaine; Lo spogliarello della Robinson; L'infuso di urina e assorbente usato; L'arredatrice si concia come la Robinson.

Deepred89 27/02/21 03:05 - 3368 commenti

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Di tutte le pellicole basate sul citazionismo al bis anni 60-70, questa è se non altro una delle poche, se non l'unica, ad apparire proprio come una pellicola dell'epoca, anche grazie a mezzi per una volta non irrisori, per quanto manchi l'autenticità dei modelli. Il mix di kitsch, predatrici sessuali e magia nera accostano il film più al duo Franco-Dietrich che al bis nostrano, sebbene i plagi musicali battano tutti bandiera tricolore. Il costante overacting della protagonista, l'estetica curata e talune stucchevolezze mantengono il film in bilico tra fascino e irritazione.
MEMORABILE: Il finto matrimonio.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Noncha17 • 21/12/17 01:00
    Magazziniere - 1072 interventi
    La regista stessa, oltre a scriverlo - produrlo - dirigerlo, si è occupata anche dei costumi, delle musiche, del montaggio e dei set.
  • Musiche Noncha17 • 21/12/17 02:00
    Magazziniere - 1072 interventi
    Numerose le musiche prese direttamente dal nostro cinema degli anni sessanta/settanta.

    Da film come

    · Il diavolo nel cervello

    · Veruschka

    · Una lucertola con la pelle di donna

    · A.D3 operazione squalo bianco

    · Questa volta parliamo di uomini

    · Le mani sulla città

    · Chi lavora è perduto

    · La corruzione

    E anche da

    · Lolita


    Appaiono così nei titoli di coda:

    Ultima modifica: 21/12/17 07:45 da Zender
  • Discussione Buiomega71 • 3/09/18 10:14
    Pianificazione e progetti - 22535 interventi
    Eccentrico e kitshissimo "witch movie" femminista (che più femminista non si può), impreziosito da scenografie popissime e sfavillanti (la casa di Elaine zeppa di chincaglierie stregonesche di intrugli e dipinti macabro/sessuali, la sala da thè vittoriana con tanto di biondissima e celestiale arpista), da una fotografia saturissima che rimanda al technicolor degli anni '50, da pizzi e merletti, lingerie usciti direttamente dagli anni '60.

    La Biller il talento visivo c'è l'ha (notevole l'incipit sui titoli di testa vintage settantiani e Elaine che guida la macchina "hitchcokianamente" come Uma Thurman in Kill Bill 2 o come le antieroine di Jess Franco-la Robinson ha più di un punto in comune con il fascino accorato Soledad Miranda-) usando escamotage tarantiniani (la colonna sonora composta con pezzi del nostro cinema di genere e non sulle note morriconiane) imprimendo uno stile prettamente femmineo che si stampa sulla pellicola (tutto è uterino e muliebre), sino ai richiami di certo cinema stregonesco settantiano (dai più celebri agli z movie), spizzichi di The Wicker man (il sole ridente sullo stendardo, i riti semipagani intorno al cerchio fatto di pietre) e cerimoniali messe nere che hanno il sapore di certo cinema franchiano (gli adepti e le adepte in nudi integrali)

    Tra commedia macabra e horror (sfiorato più volte, nel suicidio nella vasca da bagno, alle visioni di morte di Elaine, nella sanguinosa pugnalata finale sul letto che sembra quella del finale di Martin), sprazzi surreali e acidità da soap opera, la caramellosità che nasconde l'inquietudine come ne La fabbrica delle mogli, la patina bric-à-brac che cela decomposizioni (i vermi e le mosche sulle bistecche marcite), fino al tentato stupro di gruppo di Elaine nel bar (Brucia strega, brucia), la Biller si balocca in intrugli di pozioni d'amore, occultamenti di cadavere, primissimi piani franchiani (o fulciani) sullo sguardo di Elaine (o sulla bocca), filtri colorati e psichedelici , echi alle varie protagoniste dei thriller nostrani settantiani, macchie di sangue mestruale che imbrattano il divano, squisiti miscugli "magici" preparati con l'urina e il tampax usato della protagonista, gli uomini che sono una massa di imbecilli e cadono vittime della malie di Elaine e dei suoi pastrocchi incantati, pentacoli, bamboline voodoo, pasticcini, torte al cioccolato e pozioni d'amore che funzionano poco, sortendo l'effetto contrario.

    Non particolarmente bella ma bravissima Samantha Robinson, con quel volto e quelle mise fermi agli anni 60 (che si prodiga in streaptease da urlo che manco Sophia Loren in Ieri, oggi, domani, mostrando un fisico da pin up avvolto in guepiere, corsetti e bustini, con le mutandine e le calze prontamente annusate dal bamboccio di turno, preda del suo fascino e del suo incantesimo amoroso) che con la sua mesta e triste aurea stregonesca dell'amore ricercato ossessivamente ammanta tutto il film.

    Notevole Laura Waddell , amica di Elaine, che entra furtivamente nella magione della strega, provandosi i suoi vestiti, il suo intimo, i suoi trucchi e le sue parrucche, fino a spiacevoli sorprese...

    Non tutto fila via liscio (la pagliaccesca festa nuziale medievale, tra fintissimi unicorni, giullari, menestrelli che strimpellano canzoni inascoltabili e rappresentazioni teatrali di duelli e dame dura fin troppo che sembra una bislacca parodia di Medioevonia del Mondo dei robot), ma la vitalità, l'originalità, le pene d'amore della streghetta che lega a sè gli uomini con olezzosi beveroni stregati e non gliene và dritta una e lo stile popissimo e squisitamente vintage della sua regista (a volte sfiorando la stucchevolezza) rendono piacevole e frizzante la visione.

    Un pò il sentore di voler essere un piccolo cult a tutti i costi non inficia il risultato dell'operazione, in questo "burlesque" zuccheroso che sembra un Tim Burton in gonnella, un Vita da strega (amorosa e poco fortunata) inzuppato di LSD sessantiana e glamour tutto rosa shocking.

    Degne di nota le scelte estetiche della Biller minuziose fino all'ultimo dettaglio, dove tutti gli attori e le attrici (soprattutto) hanno il look e la fisionomia propria degli anni 60/70, il tutto avvolto in echi da oggetto di culto queer.

    Per la Biller il futuro, come il passato, è smaccatamente donna, che sia strega o semplicemente una romantica psicopatica fino all'eccesso.

    Bellissime le bionde e eteree gemelline Estrella e Luna e il loro numero sul palco del locale.

    Merita una visione anche solo per la sua ostentata bizzarria, ma con riserve.
    Ultima modifica: 3/09/18 15:03 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 3/09/18 10:30
    Pianificazione e progetti - 22535 interventi
    Buono il dvd spagnolo edito dalla Cameo (da noi, il film, è al momento ancora inedito)

    Formato: 1.85:1

    Audio: inglese e sottotitoli spagnoli

    Come extra: Anna Biller racconta il suo film (10 minuti), Intervista al direttore della fotografia M.David Mullen (10 minuti), prove di spogliarello per Samantha Robinson (2 minuti), trailer, scene eliminate, scene estese.

    Durata effettiva: 1h, 55m e 30s

    Immagine al minuto 00, 48 e 41. Elaine (Samantha Robinson) mentre si spazzola i capelli allo specchio, rimembrando (con voci fuori campo) le poco amorevoli parole dell'ex marito.

    Ultima modifica: 3/09/18 15:14 da Buiomega71
  • Musiche Deepred89 • 27/02/21 03:09
    Comunicazione esterna - 1437 interventi
    Aggiungo alla lista il brano morriconiano di Giornata nera per l'ariete di Luigi Bazzoni, che viene riciclato più volte diventando quasi il tema principale di Love Witch.