Patouillard fait du sandow - Corto (1911)

Patouillard fait du sandow
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Titolo originale: Patouillard fait du sandow
Anno: 1911
Genere: corto/mediometraggio (bianco e nero)
Note: In italiano: "Patouillard fa del culturismo" (Eugen Sandow era all'epoca il culturista per antonomasia).

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/09/22 DAL BENEMERITO PINHEAD80
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Pinhead80 19/09/22 15:47 - 4370 commenti

I gusti di Pinhead80

Patouillard decide di rimettersi in forma e si affida a un medico che gli consiglia di utilizzare un manubrio elastico per rinforzare la muscolatura. Nel tentativo di capirne l'utilizzo ne combina di tutti i colori. Paul Bertho caratterizza il personaggio che lo ha reso famoso caricandolo eccessivamente di smorfie e tic, cercando forse così di coprire in parte alcuni rallentamenti legati alla struttura del racconto. Alcune scene risultano divertenti ma sul finire le gag appaiono decisamente ripetitive, anche se girate in un contesto di estrema pericolosità.
MEMORABILE: Patouillard che irrompe nella camera dei vicini fracassando ogni cosa.

B. Legnani 19/09/22 19:22 - 5319 commenti

I gusti di B. Legnani

Patouillard si deve dare al culturismo (Eugen Sandow, citato nel titolo e all'epoca celeberrimo, è considerato il padre del culturismo moderno), ma ha le pessime pensate di applicare il manubrio elastico, comprato alla bisogna, nei posti più assurdi, con conseguenti disastri che ricadono a suo danno. Nonostante la varietà delle situazioni, il cortometraggio (poco più di sei minuti) non ha quelle sorprese che sono necessarie per ravvivare l'interesse quando si assiste a una serie di vicende che hanno un comune denominatore. Si salva solo l'acrobatico finale.
MEMORABILE: Il finale, con la Tour Eiffel sullo sfondo.

Pigro 1/10/22 15:21 - 9031 commenti

I gusti di Pigro

Il medico consiglia di fare sport, e così Patouillard si dedica al manubrio elastico un po’ ovunque, cercando il punto d’appoggio dove meno sarebbe consigliabile. Il livello comico è sotto zero, complice l’assoluta insensatezza della storia e quindi delle gag, artificiosissime, ma anche a causa di eccessi caricaturali e dell’ostentazione dello sguardo verso lo spettatore. Ma è tutta la pellicola a franare miseramente, in un effetto complessivo di accrocchio informe che nella parte finale con il treno diventa un guazzabuglio senza senso.

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