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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/10/17 DAL BENEMERITO IL DANDI
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Il Dandi 15/10/17 12:27 - 1910 commenti

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L'ultimo anno di vita della chanteuse Nico, l'ultimo scalcinato tour europeo in furgone con una band raccogliticcia, l'ultimo riavvicinamento al figlio Ari, l'ultima disintossicazione e gli ultimi progetti per una vecchiaia che non ci sarà. Road-movie per nulla didascalico (le gesta dei Velvet Underground di Warhol sono relegate a flash allucinati sui titoli di testa) e financo pudico (di Alain Delon non si fa mai il nome). Trine Dyrholm è bravissima, anche se la sua Nico risulta più sfasciata e più stonata di quanto in verità non fosse.
MEMORABILE: Il concerto a Praga.

Cotola 29/10/17 16:23 - 7807 commenti

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Non discuto della veridicità del film, non conoscendo bene il personaggio: ma mi sembra però di poter dire che al netto di tutto, la regista ci regala un ritratto d'artista e di donna che sa regalare allo spettatore dei bei momenti (musicali ma non solo) che in qualche caso si fanno persino emozionanti. Merito anche di una bravissima Trine Dyrholm. Musica ben dosata e mai invasiva, per quello che si può definire un buon film. Forse un po' eccessivo il premio per il miglior film nella sezione Orizzonti di Venezia 2017.
MEMORABILE: A Praga.

Paulaster 6/06/18 17:09 - 3062 commenti

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Breve biografia degli ultimi anni della ex cantante dei Velvet Underground. Sebbene si provi a dare una recente identità alla musa di Warhol, si ha la percezione che il suo mito resti ancorato agli anni 60. La Dryholm interpreta bene (specie sul palco) il girovagare di un’icona dipendente dall’eroina col fardello infantile della guerra. Sufficienti le ambientazioni e doppiaggi non eccelsi.
MEMORABILE: Il concerto a Praga interrotto.

Kinodrop 10/11/18 18:04 - 1797 commenti

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Nico, dopo la determinante parentesi coi Velvet Underground, tornata in Europa porta avanti la carriera come solista appoggiandosi a band occasionali. La regista si concentra sugli ultimi tre anni di vita della cantante, segnata da ricordi della Berlino post bellica, dal figlio abbandonato e dalla tossicodipendenza. Un quadro veritiero e pudico di un periodo problematico, costellato da brevi ma intense performance, sostenute da sinceri collaboratori e fan devoti. Un po' statico e pessimistico forse, ma la musica e la recitazione riequilibrano il tutto.
MEMORABILE: Il rapporto col figlio Ari; L'energico concerto a Praga, interrotto dalle autorità; La prova di Dyrholm; L'ultimissima scena.

Ira72 26/12/18 22:10 - 1005 commenti

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Gli ultimi tre anni dell’intensa e travagliata vita della cantante Nico sono amabilmente descritti con delicatezza e intimità. Con modi semplici, asettici, super partes, ma a tratti commoventi. Non è un film per tutti: bisogna essere - almeno un minimo - appassionati della cantante che fu, perché sono molte le incursioni vocali del gruppo (ormai raffazzonato e sgangherato) talvolta ai limiti del patetico. Anche il figlio Ari, mai riconosciuto da Delon, è descritto bene, nell’essenzialità di un rapporto voluto e mancato con la madre. Meno bene il doppiaggio.
MEMORABILE: “Io sono stata al top e ho toccato il fondo: entrambi i posti sono vuoti”. “Sono molto brutta? bene! Perché non ero felice quando ero bella”. Nico.

Giùan 13/01/19 17:10 - 3239 commenti

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Muovendosi su un terreno cinematografico (ed etico) distante dai biopic hollywoodiani, la Nicchiarelli realizza questa sorta di profilo d'artista al crepuscolo con un rigore asciutto ma partecipe. Cadenzando la narrazione sulla laconicità elusiva e talora perversamente ironica di Nico (il rapporto col manager Richard), il film lambisce più volte la scialba prosaicità, salvo sterzare improvvisamente con passaggi di lunare, emozionante poesia (il "blitz" cecoslovacco con la fuga a ritmo di "Big in Japan"). Reticente il rapporto col figlio. Perfetta la Dyrholm.

Modo 11/07/19 12:17 - 845 commenti

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Si ripercorrono gli ultimi anni della musa di Andy Warhol e cantante dei Velvet Underground caduta in "disgrazia". Nico cerca di barcamenarsi tra piccoli concerti e affetti, in primis del figlio avuto da una relazione fugace con Alain Delon. Persi la maggior parte dei fans la regista ci mostra la sofferenza di una donna che cercherà di uscire dal tunnel dellla droga e ritrovare la persa creatività. Film asciutto e mirato, ben girato, senza troppi fronzoli. Doppiaggio scarso mentre utili sono i sottotitoli che traducono le canzoni.

Marcolino1 10/07/19 17:26 - 535 commenti

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Anti-diva e anti-icona (lo fu suo malgrado), Nico fa avanzare con successo la teoria della musica come ricerca di "quel" suono specifico (i bombardamenti di Berlino) che percorre la storia umana, personale e psichica, con gli Alphaville che la incrociano con una meravigliosa "Big in Japan" (originale e cover) sincronica con le atmosfere degli avvenimenti e del decennio 1980-1990. Montaggio di routine ma pertinente, volutamente velocizzato nei riferimenti ai Velvet Underground, più posato nel grigiore di Praga e Berlino con rari bagliori di solarità.
MEMORABILE: Il registratore che riprende i suoni della vita: il mare, lo scaldabagno, i macchinari ospedalieri durante la degenza del figlio.

Leandrino 26/10/20 11:15 - 150 commenti

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Il formato 4:3 di certo regala intimità a questo biopic che si voleva più personale possibile, concepito per dare integrità e dignità alla figura della donna e non del mito, frutto di una ricerca autoriale concreta. Ma il resto è discutibile: una messa in scena scarna dal piglio quasi televisivo (salvata solo in parte dalla fotografia), una prova attoriale della Dyrholm spesso forzata e a tratti fastidiosa, un cast internazionale tendenzialmente mediocre. Pessimo il doppiaggio.
MEMORABILE: La spaghettata notturna tra Nico e il chitarrista.

Lou 25/09/20 11:49 - 1027 commenti

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Nessuna scena e nessun brano di Lou Reed e dei Velvet; il film è dedicato interamente agli ultimi anni di vita di Nico,e in particolare al suo ultimo e tristissimo tour in Europa. La Nicchiarelli ritrae l'ex modella e musa di Andy Warhol nella sua sofferta e problematica fase adulta, che la vede stanca e insoddisfatta, alla disperata ricerca di smarcarsi dal suo passato di droga e successo, quando era bella ma non felice. Un ritratto crudo e desolante, che la Dyrholm rende pienamente convincente.

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Pigro 7/12/20 09:15 - 8318 commenti

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Complimenti a Nicchiarelli per la scelta di raccontare un personaggio dalla vita talmente glamour e complessa, ritagliandone solo l’ultima parte, più defilata e oscura, lasciando trapelare a tratti da quella qualche lampo del fulgore passato. Straordinaria la descrizione non solo della diva in decadenza tra fallimenti e droga, ma più semplicemente di una donna matura che non ritrova i riferimenti solidi dell’esistenza. Notevole la colonna sonora, eccellente la sceneggiatura, straordinaria la protagonista, mai banale la regia, emozionante tutto.

Reeves 23/02/21 16:43 - 472 commenti

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Grandissimo film che racconta in modo originale e coinvolgente gli ultimi anni di una delle donne più belle degli anni Sessanta che ha saputo essere attrice, rockstar, indossatrice, musa e che contemporaneamente ha saputo scialacquare tutte le sue potenzialità per droga e scelte sbagliate. Un ritratto non compiaciuto, non santificatorio, non assolutorio ma certamente schietto e affettuoso. Grande apparizione per Thomas Trabacchi.
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