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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/04/20 DAL BENEMERITO HERRKINSKI
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Herrkinski 26/04/20 15:37 - 6702 commenti

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La protagonista va a vivere in un appartamento in un complesso residenziale all'apparenza ideale ma i suoi vicini si rivelano presto degni eredi di quelli dei primi film di Polanski... Thriller/horror che esamina il fanatismo delle religioni alternative con una certa efficacia e senza risparmiare qualche colpo basso; il clima di oppressione e desolante disperazione è ben reso, così come l'alienazione del condominio. Un incubo moderno che guarda al cinema del passato; sa di già visto ma la variazione sul tema può dirsi abbastanza riuscita.

Daniela 8/01/21 06:27 - 11530 commenti

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Occhio ad andare a vivere in un condominio dove non accettano animali se non volete separarvi dal nostro amico a quattro zampe. Lo impara a sue spese una ragazza in rotta con la famiglia e senza amici dopo essersi trasferita in un edificio popolato da persone che somigliano troppo ai vicini di casa del povero Trelkowski...  Horror senza tante pretese girato con pochi soldi che riesce a coinvolgere nella sorte della brava protagonista, suscitare qualche brivido di raccapriccio e mettere le farfalle in pancia per le crudeltà settarie assortite. Bella sorpresa, esordio promettente.

Gestarsh99 17/01/21 15:42 - 1393 commenti

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Asilo del Mar è una "comunità di recupero" per anime in pena traviate dagli eventi, un consorzio cooperativo che interclude nell'echo-chamber condominiale sia il dominio fisico che la comproprietà mentale, in conformità alle metodiche coercitive di ogni setta plagiatrice. Marmor invece è un Aster più piccolo e accessibile: un asterisco; un Aster dalla forma meno rigorosa: un asteroide. Nulla per cui strapparsi i peli ascellari: tutto precotto in tante altre vellutate di verdura e salse passate, ma realizzato benone, senza fumisterie psicologiche né velleitari sociologismi alla Peele.
MEMORABILE: L'arrosto di felino; L'inchiodante prova d'ingresso alla "mani in alto e faccia al muro"...

Lupus73 24/01/21 15:53 - 1217 commenti

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Ragazza va ad abitare da sola in un "accogliente condominio". Sorta di rivisitazione di temi polanskiani (L'inquilino del terzo piano, Rosemary's baby) in salsa più esplicita che quindi non fa uso solamente di mezzi psicologici (chiari riferimenti al comportamentismo e al condizionamento operante) ma ricorre anche a violenza e sangue che scorre. La piccola comunità fanatica e chiusa (praticamente una setta) come proiezione su piccola scala del macro sistema che ci programma uno per uno (chiaro nel finale), ci plagia; e poi il risveglio, la rottura delle catene. Valido.

Kinodrop 31/01/21 19:08 - 2274 commenti

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Sarah. dopo una breve ricerca, trova un appartamentino in un residence di gente "perbene" che ha formato una comunità esclusiva, in cui non sono ammesse individualità e libertà e sarà costretta perciò a uniformarsi più con le cattive che con le buone. Un thriller certamente non nuovo che allude un po' troppo facilmente alla condizione di una società da Grande Fratello, qui sanguinario, con picchi di sadismo e di violenza psicofisica resi però piuttosto algidamente, in un insieme che scopre le carte troppo presto per dare una continuità alla tensione e alle aspettative.
MEMORABILE: L'inutile figura del padre; L'affrettato finale.

Pumpkh75 12/04/21 14:28 - 1513 commenti

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Tante cianfrusaglie ammassate nello scantinato, eppure nonostante i volti del cast non lascino da subito nessun dubbio sull’andazzo della storia il debuttante regista non molla la presa e anzi riesce a migliorare nella seconda parte, dove trovano sfogo le premesse precedenti e finalmente succede qualcosa di succoso. Risibile però, nel drammatico contesto dell’indottrinamento e nell’attesa di una perversa ferocia, che si scelga di rappresentare la sola imposizione della posizione prona al muro. Finale in eccesso. Lo vedesse Polanski, chiederebbe gli affitti arretrati.

Fedeerra 25/10/21 06:21 - 795 commenti

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Sorta di kidnapping esoterico in cui l’orrore inizia col classico contagio psicologico collettivo per poi evolversi, abbastanza rapidamente, con un rito iniziatico torturante. Il film di Marmor peró ha poche pretese, si accontenta di una messinscena televisiva, spazza via la dottrina emotiva e favorisce una suspense di maniera ma che nella sua semplicità riesce comunque a incuriosire. Il colpo d’ala finale è ben riuscito, ma per tutto il film non c’è nessuna faticosa arrampicata sulle pareti insidiose del settarismo fanatico. Brava la Grossman.

Buiomega71 7/05/22 01:34 - 2634 commenti

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Zeppo di angoscia, claustrofobia e tensione, che non molla la presa nemmeno per un secondo, e quando Marmor va a parare in zona settaria iniziano i sudori freddi. Sorta di comunità che mette davvero i brividi, non lesina sulle crudeltà (mani inchiodate, marchiature, sofferenze fisiche alla Guantanamo) e sugli scoppi di violenza (la sanguinosa sparatoria finale), chiudendo il cerchio con assordanti allarmi rossi. Polanski c'entra poco o nulla, le derive sono più orientate verso altri tipi di sacramenti e l'assoggettazione crea un ansiogeno stato di impotenza fino all'immedesimazione.
MEMORABILE: Contro la parete patendo la sofferenza sulle note distorte di "Happy heart"; L'eutanasia forzata; La costrizione a unirsi a Lester; I rumori notturni.

Anthonyvm 20/05/22 01:54 - 3875 commenti

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Thriller comunitario di buona fattura che, da premesse condominiali reminiscenti di Rosemary's baby, passa a climi da omologazione distopica più vicini a La fabbrica delle mogli. Sebbene poco originale nelle sue allusioni socio-politiche (magnificamente adattabili a qualsiasi contesto storico e ideologico), Marmor si dimostra abile gestore delle meccaniche tensive e terrifiche, coinvolgendo il pubblico in un efficace crescendo di sorrisi subdoli, torture laugierane, sacrifici volontari a un soffio da Aster ed exploit alla Kusama. L'upgrade in salsa horror di Prigionieri di un incubo.
MEMORABILE: Il gatto nel forno; La sorte che tocca ai membri "inutili"; Gli accoppiamenti forzati; La sala dei monitor monitorata a sua volta; L'addio al padre.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Digital • 22/12/20 15:05
    Portaborse - 3473 interventi
    Dvd e blu-ray Midnight Factory disponibile dal 25/02/2021.
  • Discussione Buiomega71 • 7/05/22 10:16
    Pianificazione e progetti - 24014 interventi
    Per il sottoscritto uno dei migliori thriller settari usciti recentemente, zeppo di angoscia, tensione claustrofobica e una assoggettazione (della malcapitata Sarah) che crea un ansiogeno stato di impotenza fino all'immedesimazione (un pò come succedeva a Jennifer Lawrence in Madre).

    SPOILER

    Fino alla tanto agognata liberazione a colpi di sanguinoso "revenge movie" , dove il coinvolgimento emotivo, almeno quello personale, arriva a stadi altissimi, sviscerando il "killer che è in me", con un'incitamento/vendicativo all'omicidio che non provavo dai tempi di Dogville. Con un violentissimo finale a suon di sparatorie, cacciaviti usati come pugnali e suicidi.

    FINE SPOILER

    Quando si capisce dove Marmor va a parare (i rumori notturni che fanno precipitare la vittima designata in uno stress psicofisico privandola del sonno) , comincia la discesa all'inferno e non sembrano esserci possibilità di fuga, ma solo un'accettazione e una rassegnazione degna dei romanzi di Ira Levin (sempre La fabbrica delle mogli in testa)

    Il "qualcosa che non va" si insinua praticamente quasi subito (i messaggi minatori, "Stronza egoista" , cominciano a fioccare sotto la porta dell'appartamento) e tutta sta gentilezza e accoglienza dei cari vicini di casa puzza di marcio fin dall'inizio.

    Quando poi si svelano le vere intenzioni del vicinato, inizia immediato il supplizio tra resistenze fisiche al limite della sopportazione (sulle note distorte di "Happy heart"), mani inchiodate alla parete, in una tortura psicofisica che nemmeno Guantanamo. Per poi sfociate in eutanasie forzate, marchiature a fuoco (segno di appartenenza), "matrimoni" obbligati e totale privazione assoluta della privacy. Inutile, poi, tentare di fuggire o ribellarsi, causa mutilazioni (ne sa qualcosa il povero Lester, che ci smena occhio e timpano).

    A Marmor non interessano le cospirazioni, i complotti e le ambiguità inquietanti paranoiche sullo stile "è pazza lei o sono folli loro?", e quindi Polanski c'entra poco o nulla, ma piuttosto si bazzica dalle parti di certa fantascienza dispotica, di The invitation (a proposito, occhio agli assordanti allarmi rossi nel quartiere residenziale losangelino) alla Mary Harron della Comunità (tra gli episodi migliori della serie Fear Itself), e alle derive fanatiche/integraliste/comunitarie/parareligiose e follemente utopistiche di The sacrament (il leader, o meglio, l'amministratore condominiale, è in serio e preoccupante odor alla reverendo Jones), che sposta l'asse dalla giungla sudamericana a un anonimo (e all'apparenza tranquillo, troppo) complesso residenziale nel centro di Los Angeles.

    Appartamenti monitorati con telecamere e microfoni 24 ore su 24, lavaggio del cervello continuo, stigmate e una costante, quanto montante, claustrofobia angosciosa che si fa quasi fisica.

    E come insegna Matheson la paura, quella vera, ha il cordiale sorriso del vicino della porta accanto.

    Da segnare il nome di Marmor sul taccuino, visto le lusinghiere premesse di questa sua opera prima, si attende un'opera seconda che ne confermi il talento.

    L'acronimo del titolo significherebbe Una stanza da letto.

    E' la mia fottuta vita!




    Ultima modifica: 7/05/22 14:16 da Buiomega71