Moonlight - Tre storie di una vita

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/02/17 DAL BENEMERITO BELGAZZARA
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Belgazzara 1/03/17 00:32 - 20 commenti

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Un film anomalo, poco commerciale, apparentemente distante dai gusti dell'Academy che però lo premia con l'Oscar (forse per scelta politica: un'opera di cui la comunità afroamericana sentiva il bisogno?), Moonlight è una difficile storia di formazione che sottrae emozioni anziché regalarle. Tuttavia la regia rarefatta che ricorda film asiatici, la sciatta rappresentazione di Miami, la quasi totale assenza di glamour e imbellettamenti catchy, ci fanno chiedere se, in realtà, Jenkins non sia avanti anni luce su nuovi modi di fare cinema.
MEMORABILE: La scena del bacio; "Cell Therapy" dei Goodie Mob.

Saintgifts 8/03/17 00:07 - 4098 commenti

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Piccolo, Chiron, Black, tre nomi per la stessa persona, tre stadi della vita, da bambino a uomo. Di origine teatrale, una storia di vita piuttosto comune per il luogo, la condizione e il tempo in cui viene vissuta, raccontata con la pretesa di prendere lo spettatore per il collo costringendolo a fermare la frenesia della routine quotidiana per seguire i silenzi, le paure, le pulsioni, le rabbie del protagonista. Per fare questo imprime un ritmo a forte rischio di assopimento. La parte finale gira a vuoto, tra ripetizioni e vacuità. Pretenzioso.

Rebis 8/03/17 09:02 - 2092 commenti

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La cultura afro è addomesticata in una confezione raffinatissima, costellata di primi piani, ralenti, sfocature, luci fluo e oscurità che s'inabissano nel tempo. Il sentore di un'operazione incravattata per l'Academy è duro a estinguersi: ma il fatto che la parabola in tre atti di Chiron, tolto il contesto ambientale, sia assimilabile a quella di un giovane caucasico, diventa un paradossale valore aggiunto, segno di una democratizzazione dei contenuti, di un'orizzontalità empatica del vissuto. Certo, chi cerca sperma, sudore e sangue dovrà fare ammenda con un montaggio ellittico, erotizzante.
MEMORABILE: La mano che scivola sulla sabbia dopo la masturbazione.

Capannelle 12/03/17 14:33 - 3782 commenti

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Prendendo spunto da un lavoro teatrale, Jenkins mette in scena la vita di un ragazzo nero in tre stadi innestando i soliti temi di periferia su basi lontane dal solito e soffermandosi con la mdp sui pensieri dei protagonisti, senza per fortuna drammatizzare in modo esplicito né cercare teatrini giudicanti. Non tutto torna come racconto; non so se fosse da Oscar ma è un lavoro di qualità e personalità che fa risplendere le prove di molti attori.

Paulaster 8/06/17 10:22 - 2921 commenti

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Suddivisa in tre macro fasi temporali, la vita di un giovane nero. Sincero senza essere emotivo, il film fa percepire la fragilità di chi cresce in un ambiente da machi provando pulsioni gay. L'ultima parte è sbilanciata perché rallenta troppo, però riesce ad avere un buon finale. Regìa poco esaltante: somiglia a Aronofsky, copia spudoratamente I quattrocento colpi e inserisce senza motivo Caetano Veloso in mezzo all’hip-hop. Utilizzo della fotografia satura adatta solo per il caldo di Miami.
MEMORABILE: La sediata nella schiena; I denti d’oro.

Galbo 7/08/17 08:10 - 11520 commenti

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Visione d’autore della vita dei ghetti afroamericani che si focalizza su un giovane in tre fasi diverse della vita, a partire dall’infanzia. Il talentuoso regista Jenkins segue il personaggio regalando allo spettatore una visione molto intima e personale con momenti di profondo realismo. Un merito dell’autore è quello di avere trovato un gruppo di eccellenti e credibilissimi interpreti, particolarmente aderenti ai propri personaggi. Ottima la scelta delle musiche e la fotografia. Un Oscar meritato.

Nando 4/03/18 22:15 - 3498 commenti

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Una pellicola che affronta un tema delicato miscelando bullismo con latente omosessualità nei sobborghi di Miami. Validi e ben realizzati i primi due "episodi" mentre nel terzo emerge una certa lentezza che sfocia in dialoghi prolissi e un finale forse previsto. Buono il cast, con Ali spacciatore dal cuore d'oro e gli altri interpreti ispirati. Indubbiamente un buon film ma non un capolavoro.

Giùan 11/05/18 09:38 - 3132 commenti

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Ellittico e "oleografico" per scelta autoriale, il film di Jenkins resta senza dubbio impresso per la sua poetica didascalicità alla quale tuttavia paga il fio alla distanza sembrando inconsistente e artefatto al di là delle sue buone intenzioni. E se alcuni personaggi, come l'anomalo spacciatore di Mahershala Ali, rifulgono di complessità grazie alle "omissioni" della narrazione, il protagonista Chiron finisce quasi per polverizzarsi sociologicamente. Politicamente e psicologicamente nella rarefazione di un quadro troppo intento a far la cosa giusta.

Tomastich 12/09/18 10:08 - 1218 commenti

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Problemi razziali, droga, omosessualità, solitudine. Tutti temi che trattati singolarmente hanno fatto la "fortuna" di tantissimi titoli; Barry Jenkins invece li prende tutti assieme e costruisce un'opera in tre atti di grande intensità emotiva senza scadere nel "filmino a tema" tanto caro alle minoranze. Qui, anche per lo sguardo così dolce e allo stesso tempo apocalittico del regista, gli altri siamo noi.

Jandileida 23/02/19 09:05 - 1287 commenti

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Parabola di formazione dal sapore universale nonostante l'ambientazione afroamericana: nei tre atti della vita di Chiron si ritrovano infatti tutte le dure pietre che, in ogni quando e dove, lastricano di dolore la vita delle minoranze, degli ultimi e dei deboli. Dato atto a Jenkins di questo e riconosciutogli anche il merito di aver schivato il piagnisteo, arriviamo alle note dolenti: ritmo blando, finale tirato per le lunghe, regia stilosa ma troppo leccata che finisce per togliere immediatezza al racconto. Bravi i tre Chiron, Ali di sostanza ma fugace.

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Redeyes 15/04/20 07:14 - 2204 commenti

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Jenkins mette in scena una cruda realtà di disagio con poche, quasi nulle concessioni alla spettacolarizzazione. Un ragazzo e la sua vita, dall'infanzia fino alla maggiore età, costantemente inseguito dal proprio malessere: una madre tossica, bullismo, la propria sessualità. Con lo scorrere dei minuti si fatica a non voler bene a Piccolo e parallelamente ringraziare di essere lontani da certe realtà. L'esasperazione del realismo castra il nostro bisogno di rivincita ma non sempre questa è come la immaginiamo.

Daniela 23/01/20 16:20 - 9839 commenti

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Bambino senza padre trascurato dalla madre tossica, adolescente bullizzato dai compagni ed incerto sulla proprietà identità sessuale, giovane uomo che si guadagna da vivere spacciando: scandita in capitoli, la vita di un afro-americano al giorno d'oggi al centro di un film che fa dell'approccio intimistico e del rifiuto di ogni spettacolarizzazione la propria cifra stilistica, tanto da non fornire spiegazione alcuna circa la sorte di uno dei personaggi-chiave. Una scelta coraggiosa, premiata dalla critica, ma che sacrifica la possibilità di empatia sull'altare di un'algida autorialità.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 1/03/17 07:15
    Consigliere - 43941 interventi
    Oscar 2017 come miglior film, miglior attore non protagonista (Mahershala Ali), miglior sceneggiatura non originale (Barry Jenkins e Tarell Alvin McCraney).
  • Discussione Buiomega71 • 2/07/19 16:28
    Pianificazione e progetti - 22291 interventi
    Trasmesso in tv con il titolo: Moonlight - Tre storie di una vita
    Ultima modifica: 2/07/19 17:49 da Zender
  • Discussione Raremirko • 2/10/19 14:45
    Addetto riparazione hardware - 3543 interventi
    Solito racconto di formazione, ben interpretato, ben fotografato.

    Le dinamiche sono possibili/verosimili (rimandi omosessuali, spaccato sociale invaso da droga e criminalità, ecc.), la regia lodevole ma da qui a dare 3 Oscar maggiori ce ne passa abbastanza; comunque un buon film.