Le mani di una donna sola

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Ci sono film in cui la colonna sonora riesce a tal punto a immergere il film nel clima ricercato dall'autore, da assumere un significato che trascende il mero accompagnamento per ergersi a protagonista. In questo caso lo si capisce fin dai titoli di testa, quanto le musiche di Mimì Uva siano eccellenti e singolari; e quando anche il fortino napoleonico di Ancona si rivela teatro perfetto per una torbida avventura al mare fuori stagione, capiamo che qualcosa di indubbiamente efficace nel film esiste. Nello Rossati cala quindi il suo erotico spinto in una cornice ideale, presentandoci fin dall'inizio una Marina Frajese in veste saffica alle prese con la cameriera (Borghi). Proprietaria di un residence sul mare, decide di tenerlo...Leggi tutto aperto nei mesi non estivi per ospitarvi uno scrittore inglese (Materassi) e la sua giovane moglie (Cassinelli), lì in vacanza e forse per far tornare l'ispirazione a lui, che non stampa un libro da tre anni. Intorno a loro, in spiaggia, bazzica un gruppo di malati di mente che le suore mantengono in una struttura nei pressi e che la cameriera provoca sessualmente con le sue capatine sexy tra le dune. Un ambiente insolito, che presto a MacLaglen offre lo spunto per un nuovo libro: consultandosi con il medico (Spada) che ha lì in cura i “subnormali” (termine che quest'ultimo aborrisce), decide di inventarsi una storia su quanto sta vivendo, ma nel frattempo la moglie viene avvicinata dalla proprietaria e lui tentato dalla cameriera. In una situazione che giorno dopo giorno si fa più instabile, in cui le turbe mentali colpiscono non solo i malati della clinica vicina ma anche i protagonisti, Rossati cuce un film con qualche buon passaggio ma che non trova nei suoi personaggi principali sufficiente assistenza per dare forma a un film perlomeno accattivante. Adagiati in comportamenti prevedibili, rallentati nell'azione da ovvie concessioni all'erotismo, colpiscono solo nell'interazione con il gruppo di malati mentali della spiaggia (dai deliri decisamente accentuati), che si fanno presto parte di un mondo che sconfina nell'onirismo d'autore grazie anche alle azzeccate musiche di Uva. E quando si stuzzica chi non può ragionare come tutti, si sa, le controindicazioni possono portare a pericolosi scompensi. Come se esistesse una legge naturale che impedisse ai due mondi di avvicinarsi. E' in questo confronto che il film trova i suoi momenti migliori, molto meno nelle lunghe parti dedicate ai tradizionali amplessi da mariti insoddisfatti o cameriere in fregola. Qui nemmeno l'atmosfera sospesa garantita da colonna sonora e colori autunnali può nulla per evitare di ricadere nei cliché più triti, accettabili solo nei loro rari flash di violenza, in qualche sguardo, sommariamente per l'inserimento in un quadro generale di livello apparentemente superiore alla media. L'impressione è però che una blanda accusa al “sistema” funga da semplice pretesto e ambiziosa cornice per mettere in scena una storia minimale a base di sesso e tradimenti chiusa da un inatteso epilogo quasi degno di un horror.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/03/12 DAL BENEMERITO RONAX POI DAVINOTTATO IL GIORNO 19/05/22
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Ronax 29/03/12 20:17 - 1053 commenti

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Delirante melodramma psicoerotico con un'ancor più delirante virata finale horror, firmato da un regista che, pur nei suoi limiti, ha comunque fatto di meglio. Girato con pochi quattrini e attori modesti, fra cui una prosperosa Marina Hedman (qui ancora Frajese), il film snocciola una serie di insensatezze che i dialoghi pseudo-letterari e la musica ridondante rendono ancor più ridicole. La determinante presenza di un gruppo di pazzi evasi da un manicomio rende più che mai pregnante l'assegnazione al film della qualifica di "demenziale".
MEMORABILE: I vari movimenti del gruppo di pazzi, molto più simili in realtà agli zombi di Romero e di Fulci che a degli umani con problemi psichici.

Fauno 23/05/12 10:59 - 2075 commenti

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Non è di serie zeta, a meno che non ci si limiti ad apprezzarne solo le nudità. Ci sono i risvolti drammatici di un aborto non voluto e un fermo ammonimento a non giocare imprudentemente con chi ha un cervello da neonato e una forza da adulto! E non è il primo film nel quale viene descritta e sottolineata la reazione assolutamente esagerata al tradimento da parte degli omosessuali, lesbiche in particolare. Se trent'anni fa la segregazione poteva in parte far capire il perché della violenza, oggi sarebbe abominevole, quindi speriamo sia una moda passata...

Rufus68 26/12/17 21:34 - 3541 commenti

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Massimo rispetto per la libertà di questi autori che, seppur inconsapevolmente, muovono nella più ampia accezione di "scorrettezza politica" (oggi un film come questo sarebbe impossibile, almeno da noi). Purtroppo il raccolto estetico è men che magro: una serie di scenette softcore più imbarazzanti che sexy (per tacere dello stereotipo maior: lo scrittore alcolizzato). La svolta drammatica, poi, lascia il tempo che trova (oltre che essere psicologicamente gratuita). Graziose le tre signore.

Ciavazzaro 26/05/18 01:10 - 4774 commenti

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Interessante. Parte come erotico psicologico salvo poi sconfinare, nella parte finale, nel puro thriller, quasi horror nelle sequenze conclusive. Low budget, ma pone tematiche interessanti e i personaggi sono variegati. Notevole la Hedman viziosa lesbica, discreto Materassi, così così il resto del cast. Molto bella l'ambientazione, sia quella esterna (spiaggia, mare) che quella interna (la grande casa della Hedman). Doppiaggio di qualità, tocchi gore nel finale. Commistione di generi affascinante.
MEMORABILE: Il sanguinoso finale; La Lotar punzecchia Materassi sul promontorio; Il rapporto saffico d'apertura; Le torture sessuali al pazzo; L'ascia.

Deepred89 28/03/22 02:24 - 3488 commenti

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Dietro un titolo in apparenza bolso, ma a posteriori finemente caustico, si cela un autentico gioiello mancato, cinema d'autore a budget zero tra morbosità domestiche e malati di mente alla Oh, Serafina!. Rossati tira fuori il meglio dal pochissimo a disposizione, tra esterni suggestivi, belle inquadrature e dialoghi senza cadute nel trash. La caduta avviene, però, in un finale fiacco e psicologicamente semplicistico, autentica bomba inesplosa vista la notevole svolta del soggetto. Marina Hedman sorprendente, splendida OST di Mimì Uva. Velleitario, ma tetro e vagamente fiabesco.
MEMORABILE: Il girotondo malefico sulla spiaggia.

B. Legnani 2/04/22 19:26 - 5173 commenti

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Non basta citare la "Parabola dei ciechi" di Bruegel il Vecchio (o trarne ispirazione) per fare un film accettabile, E non solo perché mancano i fondi (cast ridottissimo, livello di assoluta mediocrità, location probabilmente usata poiché in chiusura invernale...), ma perché si infilano una serie di cose illogiche o banali. Assurdo ridurre i comportamenti degli alienati a quello che qui si vede, assurdo che siano così (non-)affidati, brutte le scene erotiche. Finale incredibile, che lascia basiti. Un po' straniante il sentire voci di ottimi doppiatori. Intrigante la Borghi, come sempre.
MEMORABILE: La Borghi che la dà all'alienato.

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