La parte degli angeli - Film (2012)

La parte degli angeli
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Titolo originale: The Angels' Share
Anno: 2012
Genere: drammatico (colore)
Regia: Ken Loach
Note: In concorso al Festival di Cannes 2012.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/11/12 DAL BENEMERITO PAULASTER
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Paulaster 12/11/12 09:38 - 4337 commenti

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Loach somministra una nuova lezione di narrativa sociale. Stavolta la nascita di un figlio diviene perno nello scontro tra due forze: la società e i suoi schemi protettivi contro chi può metterli in pericolo. I toni realistici, tra violenze verbali e senso grossolano dell’humour, calzano sui volti suburbani scozzesi. Forse non si scava abbastanza nelle problematiche e gli sviluppi della storia appaiono poco credibili, ma il quadro è piacevole.

Ford 1/01/13 22:25 - 582 commenti

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Critica sociale leggera leggera in una bella commedia dai toni realistici ma scanzonati dove dei disoccupati con precedenti tentano una simpaticamente geniale ma pur sempre illegale riscossa. La situazione difficile in cui si trovano i personaggi è ben chiara ma non farà mai calare l'angoscia sullo spettatore grazie a un umorismo lieve piazzato sempre al punto giusto. Un film non memorabile ma perfetto per chi come me ama vedere gli anglosassoni fare i pazzerelli a fin di bene (da Robin Hood a L'erba di Grace e giù di lì).

Berta61 7/01/13 16:04 - 17 commenti

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Il film è un buon mix di dramma e commedia. Parte come una pellicola del primo Ken Loach (Piovono pietre) e finisce come una dell'ultima fase, più leggera e sentimentale (Il mio amico Eric, Un bacio appassionato). Piace l'idea che anche l'ultimo degli ultimi abbia la possibilità di farcela, nonostante la partenza a super-handicap. Ma la salvezza individuale, per il regista inglese, passa sempre attraverso una ribellione collettiva o almeno un gioco di squadra. Dove il lecito non corrisponde al legale e la passione è una forza decisiva.

Cotola 14/01/13 23:23 - 8970 commenti

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E' fuori discussione che il film sia gradevole e scorra bene per tutta la sua durata. Però non si può non tenere conto del fatto che sia stato girato da Loach, un regista che da un pezzo non indovina più un film davvero bello, limitandosi a girare commedie un po' troppo esangui, prive di quel nerbo e di quegli sferzanti contenuti sociali che in passato facevano la differenza. Troppo piatto e ordinario, partendo dalla regia (non c'è una scena che resti o un'idea che si ricordi) per passare alla confezione ed agli attori (professionali ma nulla più).

Saintgifts 28/01/13 23:42 - 4098 commenti

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Il profumo del whisky (anzi scotch) che fa sobbalzare gli "intenditori" è la salvezza per quattro sbandatelli che non riescono ad ispirare simpatia. Nemmeno Albert (Einstein), cui le grosse lenti danno ancor più l'aria di svampito dalle idee fulminanti che escono improvvise da un piattume sconcertante, riesce a far sorridere. Anche se si tratta di un comedy-drama i messaggi che ne escono non sono molto positivi, nonostante i bei gesti e le conversioni aiutate dall'unico personaggio pulito, Harry (John Henshaw). Grigio come i laghi scozzesi.

Xamini 10/02/13 21:44 - 1241 commenti

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Nonostante la ruvidità d'ordinanza dei personaggi principali, questa volta il dramma è stemperato da una componente comedy più decisa del solito. Ne risentono i toni della storia, che diventano più leggeri, per una redenzione possibile (il macigno dello status quo viene fatto levitare da un pizzico di ilare follia). Il mestiere rimane ma la mancanza di profondità lo rende meno riuscito e più digeribile.

Cloack 77 17/04/13 17:56 - 547 commenti

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Ken Loach conduce il film con armonia invidiabile fra i vari registri; i suoi protagonisti lo seguono fedelmente e la sceneggiatura non concede pause. Un rapporto condiziona la fase successiva, l’evoluzione della storia e dei personaggi è continua, così come i pasticci e le possibilità di scarsa riuscita dell’impresa. Naturalmente non siamo di fronte a chissà quale capolavoro... si pensa ci si diverte e via, verso altri lidi, ma che bello potersi divertire con così poco.

Nando 9/03/14 19:51 - 3799 commenti

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È un Loach lievemente edulcorato che ci descrive il solito mondo del proletariato inglese ma in maniera poco incisiva, con vicende inizialmente interessanti che poi scadono nel boccaccesco in terra scozzese. L'ottimismo è dietro l'angolo e il buonismo del cineasta appare opinabile. Cast normale senza picchi interpretativi.

Daniela 21/04/14 12:06 - 12565 commenti

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Con una infanzia infelice ed episodi di bullismo violento alle spalle, la vita di Robbie sembra già segnata, ma la nascita di un figlio, un assistente sociale comprensivo ed un talento inaspettato riusciranno a metterlo su una nuova strada... All'inizio, personaggi ed ambientazione in pieno Loach-style, ma ben presto la storia vira dal dramma verso la commedia, trasformandosi in una fiaba in cui, paradossalmente, è un reato a consentire la possibilità di un nuovo inizio. Film gradevole e simpatico, anche se un poco inconsistente e senza passaggi memorabili.

Galbo 2/01/15 05:55 - 12360 commenti

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Se è indubbia la capacità di Ken Loach di raccontare come pochi altri cineasti europei i disagi delle classi sociali più marginali, è altrettanto vero che in questo film si tenta un approccio differente, verso i territori della commedia, come avveniva in un'altro film del regista, Il mio amico Eric. Il risultato è gradevole a tratti ma più volte il tono favolistico del film fa aleggiare una certa inconsistenza narrativa e della caratterizzazione dei personaggi. Attori in parte. Doppiaggio discreto.

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Magi94 11/03/18 17:34 - 938 commenti

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Un film abbastanza sorprendente da parte di Ken Loach. I temi cari del regista vengono infatti portati in una soffusa commedia, con una regia che pare piatta piatta per tutta la durata, senza concedere neanche spazio a momenti di comicità. Eppure, scivolando via verso la fine, ci si accorge che il ritmo di questo film (certo non ambizioso) e della vicenda (certo non indimenticabile) è proprio quello giusto: una storia semplice ma efficace, seguita senza fretta e senza eccessi, che va giù secca e veloce proprio come un whiskey.

Hackett 2/02/20 10:23 - 1864 commenti

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Loach lascia da parte il rigore delle sue pellicole più impegnate ma continua a raccontarci gli emarginati di Gran Bretagna in questa commedia a tinte amare dal retrogusto (è il caso di dirlo) sociale. Ed è proprio dai servizi sociali che un piccolo gruppo di sbandati prenderà il volo per un'impresa truffaldina ma grottescamente divertente, narrata con leggerezza dal grande Ken. Un divertimento per riflettere.

Gottardi 7/04/21 19:32 - 384 commenti

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Quattro scalcinati ragazzi scozzesi ai bordi della società improvvisano un "crimine senza vittime" truccando un'asta milionaria in una distilleria. Per uno sarà l'occasione per cambiare vita. Scanzonata commedia che paga il solo fio di essere figlia del "secondo" Loach, meno carica distruttiva, più ottimistica leggerezza. Ma le doti per piacere ci sono tutte e la firma dell"autore è la solita: solidarietà, amicizia, volontà di affermare la libertà e individualità in un mondo ostile. Tutto in confezione impeccabile che profuma di whisky di marca e fa venir voglia di un giro nelle Highlands.
MEMORABILE: "Si è piazzato bene eh... Un figlio, una compagna, una macchina...un lavoro! Sì è piazzato bene!".

Caesars 20/04/22 12:06 - 3752 commenti

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Ken Loach si allontana dai toni drammatici, che gli sono più congegnali, per addentrarsi in quelli della commedia, ben coadiuvato da attori non famosi ma assai bravi. La storia, che inizia con toni più cupi e violenti, man mano che passa il tempo si alleggerisce e ci porta dalle parti del "colpo grosso" (anche se la refurtiva in questo caso è molto particolare: qualche bottiglia di un rarissimo whisky, da vendere a caro prezzo). Come spesso ci ha abituato il recente cinema inglese, anche quando non è eccellente rimane di discreto livello.

Enzus79 25/10/22 22:46 - 2839 commenti

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Quattro ragazzi condannati ai lavori sociali pianificano un furto di un nominato whisky. Dramma che ha momenti ilari grazie al personaggio di Albert. Ken Loach come al solito sa come raccontare un certo tipo di classe sociale e i suoi problemi annessi. Il sentimentalismo è dosato il giusto. Bello, a tratti introspettivo ed educativo. Discreta la colonna sonora.

Pigro 9/12/23 10:54 - 9597 commenti

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Un pugno di hooligans salvato dal whisky? La storiella di redenzione è gustosissima e si trova in un curioso punto di convergenza tra l’ormai riconoscibile sguardo di Loach sulle classi neglette nelle periferie (qui scozzesi) e il classico film da furto con destrezza da parte di insospettabili, sfigati ma estrosi, soliti ignoti. Il registro, alla fine, oscilla tra il taglio sociale, la levità umoristica (l’incipit comico è l’introduzione perfetta) e l’heist movie, infilandosi in modo originale e spiazzante nella lista delle opere da “colpo grosso”.
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  • Musiche Ford • 1/01/13 22:27
    Custode notturno - 42 interventi
    Azzeccatissima questa canzone dei Pretenders per accompagnare le scorrerie dei protagonisti:

    http://youtu.be/XZ4Ib-7fJqY
    Ultima modifica: 1/01/13 22:27 da Ford