La lunga estate calda

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Titolo originale: The long hot summer
Anno: 1958
Genere: drammatico (colore)
Note: Adattato da tre racconti di William Faulkner.
Numero commenti presenti: 15

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/01/09 DAL BENEMERITO PIGRO
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Pigro 19/01/09 08:13 - 7704 commenti

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Noto come piromane, un giovane arriva in una fattoria sconvolgendo la famiglia. Diversi temi si intrecciano in questa storia di forti emozioni imperniata sul fascino di Newman: l'ambiente del rovente profondo sud, fatto di perbenismo e di erotismo sotterraneo; la complessa ragnatela famigliare che fa tanto saga; la tensione del sospetto che sorregge tecnicamente il plot; il personaggio dell'ospite misterioso che obbliga tutti a ripensamenti e nuovi equilibri. Quindi ottima sceneggiatura (mix di racconti di Faulkner), ben realizzata da Ritt.

Galbo 20/01/09 14:44 - 11314 commenti

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Tra i migliori lavori di un ottimo regista come Martin Ritt, La lunga estate calda è tratta da alcuni racconti di Faulkner ed è un esempio di ottimo adattamento cinematografico. Sceneggiatori e regista sono riusciti a rendere molto bene il clima torrido (sia metaforicamente che metereologicamente) che si respira sulla pagina letteraria, coadiuvati da un cast veramente buono.

R.f.e. 20/06/09 10:26 - 817 commenti

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D'accordo: trattasi di un William Faulkner edulcorato, un Profondo Sud ingentilito, lontano dai migliori esempi di Southern Gothic e con un finale buonista... Ma non riesco proprio a non amare questo gran bel film. Newman è perfettamente in parte, gli altri attori sono tutti bravi (magari un po' teatrali, d'accordo) e poi c'è Orson Welles e una simpatica Angela Lansbury. Martin Ritt è stato, insieme a Elia Kazan, Richard Brooks e a pochi altri, uno dei più grandi registi del cinema degli anni '50. Film che ho rivisto decine di volte!

Tarabas 25/06/09 23:21 - 1681 commenti

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Un vecchio orco del Mississippi, padre padrone della sua famiglia e della cittadina, mette su una strana società con un vagabondo con fama di incendiario. Vede nel ragazzo un altro se stesso, spregiudicato e affamato di vita e di successo e gli promette la figlia Clara. Da un testo di William Faulkner Ritt gira un filmone vecchia Hollywood, in un sud mai esistito ma perfetto per una storia d'amore, odio e redenzione. I piccioncini Newman e Woodward scintillano, Welles fa il burbero e il resto segue. "Film de chevet" per il sottoscritto, il voto segue: *****.
MEMORABILE: La vita è bella in questa sera d'estate. La vita mi piace così tanto che potrei vivere in eterno!

Matalo! 28/05/10 11:23 - 1368 commenti

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Con questo film scopro da ragazzo Welles, che è grande istrione nel ruolo di Varner padre. Il cast è eccellente ma il film, tratto da racconti di Faulkner (Barn Burning), è privo di quella marcia in più che lo fa elevare dalla media del melò standard hollywoodiano. Con almeno una scena ridicola; quella della riappacificazione tra Varner padre e figlio. Tutto sommato un film gradevole con un Newman in gran spolvero ma manca il senso della marginalità del protagonista e anche il "deep south" è stato raccontato meglio.

Stefania 19/07/10 03:09 - 1600 commenti

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L'estate del patriarca... il grande Welles, che allo stesso tempo idealizza e manipola (o tenta di manipolare) l'ambiguo "outsider" Ben. Ben che diviene il catalizzatore di ambizioni insoddisfatte, invidie represse, desideri inespressi, Ben che potrebbe essere il nuovo pilastro della tradizione maschilista sudista... ma la storia ha in serbo sorprendenti sviluppi! Superba saga familiare e bruciante love-story, con la Woodward imprevedibile foxy lady.

Rambo90 28/02/11 16:29 - 6276 commenti

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Grandissima interpretazione di Orson Welles in un film molto lento e spesso teatraleggiante ma con un'ottima cura dei personaggi. Paul Newman è bravo (ed ebbe il premio del festival di Cannes), così come è buono il resto del cast, ma il vero punto di forza è il dispotico (ma buono allo stesso tempo) Will Varner, interpretato da Welles appunto magistralmente. I dialoghi ogni tanto sono un po' forzati e stucchevoli ma di certo è un film da vedere almeno una volta.

Atticus85 22/05/11 02:13 - 107 commenti

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Tratto da Faulkner, un sensuale dramma familiare tra rancori e gelosie nel profondo sud degli Stati Uniti. La sceneggiatura è piuttosto schematica e il finale affrettato e dolciastro, ma regia e soprattutto interpretazioni magistrali ne hanno fatto un indiscusso classico del periodo. Memorabile il piromane Newman, sguardo ammaliante e atteggiamento strafottente, per la prima volta in coppia con la consorte Woodward e strabordante la presenza di Welles.
MEMORABILE: Woodward a Newman: "Se lei mi si avvicinasse temo che sentirei il fruscio della mia sottoveste che cade sulle gambe..."; I primi piani di Paul.

Homesick 4/08/12 16:45 - 5737 commenti

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Le tinte del Cinemascope bruciano, i dialoghi fra Newman e la Woodward e fra la Welles e la Lansbury trasudano sessualità: il calore dell’estate di un Profondo Sud che coagula lo strapotere del magnate locale, i tradizionalismi, i dissidi familiari e l’arrivo di un drifter destabilizzatore. Il drittone Newman, il burbero patriarca Welles e il figlio debole e ingenuo Franciosa si contendono la scena in scambi dialettici secchi e frequenti, terminando trionfanti in posizione di perfetto equilibrio drammatico.
MEMORABILE: La vendita dei cavalli; i duetti tra Welles e Newman; il raggiro delle monete; l’incendio del fienile.

Hackett 21/08/12 09:48 - 1720 commenti

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Bel dramma con l'ottima fattura di film d'altri tempi. Cast eccellente sul quale spiccano i duetti Newman - Welles. La trama si snoda senza particolari sussulti ma bene rende l'immobile apatia dell'assolato Missisipi, oltre a puntare su personaggi ben tratteggiati e alcuni momenti davvero riusciti. Classico.

Mickes2 6/10/14 17:16 - 1667 commenti

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Un bellissimo melò famigliare immerso nel profondo sud degli Usa grondante paura e incertezze, rancori e ipocrisie, intolleranze e violenza. Un film che arde, letteralmente e figurativamente, di rabbia e passione; che tramite una sceneggiatura a tratti infuocata espone istinti trattenuti e repressi ponendo sotto la sua lente d’ingrandimento modi e usanze patriarcali per molti versi pericolose e deleterie. Non mancano cali di tono e il finale è troppo trionfale, ma è film dal grande respiro narrativo e visivo. Monumentale Welles, grandioso Newman.

Paulaster 30/01/19 12:22 - 2683 commenti

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Un forestiero farà affari con un proprietario terriero. Clima del Sud americano col caldo che anima i bollori amorosi, con stalle in fiamme e vecchi fumantini. In una storia da saga familiare i dialoghi son diretti (a parte una certa pudicizia) e ogni ruolo contribuisce. Newman è equilibrato nel suo essere sfrontato, Welles è perfetto come dispotico padre; le donne servono solo a far le mogli. Conclusione fin troppo amorevole.
MEMORABILE: Newman che prende possesso della camera; L'imbroglio delle monete nel campo; La confessione di chi era il piromane.

Pinhead80 7/06/19 20:57 - 3837 commenti

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Un uomo considerato un piromane pericoloso giunge in una cittadina dove in breve tempo si conquisterà la stima e la fiducia del pezzo grosso della città. Questo procurerà un forte sconquasso all'interno della famiglia. Meraviglioso Orson Welles nella parte del ricco proprietario e del padre padrone intenzionato a decidere per la figlia; ma anche il resto del cast non è affatto male. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e anche l'atmosfera afosa è resa alla perfezione.

Buiomega71 20/08/19 00:54 - 2212 commenti

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Straordinario Franciosa nel ruolo del figlio debole, geloso e vendicativo con un che di psicopatico, bellissime le sequenze del granaio in fiamme, dei cittadini che si riversano sulla strada per vedere l'incendio da lontano e che sembrano gli ultracorpi di Don Siegel e scavando la fossa per le monete. Ma, poi, il filmone frana sotto una coltre di buonismo tipico da polpettone hollywoodiano (terribile il finale alla Tutti insieme appassionatamente). Welles burbero dal cuore tenero gigioneggia un po' troppo e l'aspetto melò viene annacquato da melense romanticherie d'accatto.
MEMORABILE: La ben poco larvata omosessualità dell'amico dandy della Woodward; La Remick si toglie i sandaletti con il tacco e fà l'ochina con Franciosa.

Daniela 26/05/20 21:17 - 9105 commenti

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Nel profondo Sud, un padre-padrone disprezza il figlio perché ha il torto di non somigliargli e spinge la figlia tra le braccia di un giovanotto intraprendente che si porta dietro la fama di essere un piromane... Pot-pourri sudaticcio di racconti faulkneriani che mette sul piatto passioni incrociate, traumi pregressi, rancori familiari, repressioni sessuali e complessi edipici. A salvare dal rischio dell'indigestione per eccesso melodrammatico, ci pensa il cast lussuoso con il dispotico Wells, Newman fascinoso e sensuale, Franciosa nevrotico, Remick e Woodward opposte e complementari.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Tarabas • 28/06/09 10:48
    Formatore stagisti - 2051 interventi
    Vorrei segnalare che l'edizione dvd, la cui copertina è anche l'immagine del film nella pagina delle recensioni,ha certamente un buon master.Nessun extra, però.
  • Homevideo Gestarsh99 • 28/02/12 12:08
    Scrivano - 13806 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc dal 18/04/2012 per General Video Recording/Medusa Video:
  • Musiche Samuel1979 • 8/01/13 23:28
    Call center Davinotti - 2960 interventi
    L'omonimo brano dei titoli di testa è cantato da Jimmie Rodgers.
  • Discussione Buiomega71 • 20/08/19 10:30
    Pianificazione e progetti - 21657 interventi
    Rassegna estiva: Melò d'agosto-Un'estate melodrammaticamente melodrammatica Ci sono delle sequenze visive straordinarie (il granaio che prende fuoco appena inizia il film, i cittadini che si riversano sulle strade vedendo il fumo dell'incendio, che sembra una sequenza rubata agli Ultracorpi di Don Siegel) e Anthony Franciosa è semplicemente immenso nel ruolo del figlio geloso e debole, che sconfina quasi nello psicopatico (da antologia lo scavo della fossa nella villa decrepita per trovare le monete nascoste, che poi si rivelerà una truffa) e la fotografia di Joseph LaShelle dona attimi fiammeggianti (appunto) notevoli. Ma a parte questi pregi, il filmone , alla fine, risulta il classico polpettone hollywoodiano, ammazzato poi da un improponibile (anche per gli anni 50) happy end da latte alle ginocchia che manco Tutti insieme appassionatamente, dove vissero tutti felici e contenti. Il melodramma rittiano si stempera nella romanticheria d'accatto e i toni melò vengono annacquati da derive nella commedia (la sequenza dei cavalli selvatici, la figura di Angela Lansbury che duetta con Welles e parla di matrimonio), fino alla svolta della redenzione (inaccettabile il pentimento di Franciosa all'ultimo minuto e il conseguente, imbarazzante, perdono da parte di papà Welles) e impreziosito da frasi che non si possono sentire (In fondo la gente è buona) che hanno l'effetto delle unghie sulla lavagna. La ben poco larvata omosessualità dell'amico dandy della Woodward, la Remick che si toglie i sandaletti con il tacco e si mette a fare l'ochina, in camera da letto, con Franciosa, i ragazzacci in fregola che dietro alla siepe del giardino della villa chiamano la Remick (Eula, Eula), suscitando le ire di Franciosa, Welles che, in preda alla furia per essere stato gabbato dalla figlia, sfonda con un pugno il tavolino di vetro, erano tutti elementi interessanti che potevano sfociare nel dramma torbido, invece di perdere tempo sugli inutili discorsi delle donzelle di trovar marito, sulla eccessiva gigioneria di un Welles che bofonchia in continuazione, solito burbero dal cuore tenero e sulla apparente fredezza sessuale di una Woodward sinceramente sciapa e insopportabile. Non va meglio il cast, che a parte Franciosa (l'unico che dà al film un lato prettamente sanguigno), il resto è di misera inconsistenza, tra figlie da maritare a tutti i costi, belli e dannati in canotta (la performance di Newman non è nulla di che, se paragonata a quella di La dolce ala della giovinezza), la Remick fa la bella statuina, la Woodward è un concentrato di antipatia, la Lansbury inguardabile e Welles borbotta con sigarone in bocca e palese (se non ridicolo) nasone finto. C'erano tutti i presupposti per un bel melodrammone torrido e afoso (con le location della Lousiana che ben si prestavano), ma ne esce un mattone irrimediabilmente datato e invecchiato malissimo, dove i buoni sentimenti prevalgono su tutto e tutti (niente di peggio) e le poche sequenze melodrammatiche (dove, guarda caso, brilla Franciosa) vengono stemperate da risibili (e ben poco credibili) ripensamenti e baci e abbracci alla volesome bene che la vita è bella a rischio di alto tasso glicemico. La mano di Ritt si sente in lievi riverberi (curioso, come si legge nelle curiosità di IMDB, che Ritt fu uno dei pochi registi a non aver paura della stazza supponente di Welles, tanto da riuscire a "domarlo") , qualche timida cattiveria alla cena in casa Verner con Welles che non le manda a dire, ma alla fine crolla tutto sotto il peso della nauseante e angustia melassa tipica hollywoodiana. Una lunga estate calda di ben poco spessore e alquanto prolissa. Rifatto, nel 1985, da Stuart Cooper in uno sceneggiatone da due puntate, con Don Johnson al posto di Paul Newman.
    Ultima modifica: 20/08/19 15:33 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 20/08/19 10:37
    Pianificazione e progetti - 21657 interventi
    Non male il blu ray della General Video Spuntinature tipo granellini di sabbia nelle scene buie. Formato: 2.35:1 Audio: italiano, inglese Sottotitoli: italiano per non udenti Come extra "Un storia del profondo sud" (23m), dove Valentina Pattavina racconta la storia di William Faulkner su immagini d'epoca del profondo sud degli Stati Uniti, trailer. Durata effettiva del film in blu ray: 1h, 56m e 42s
    Ultima modifica: 20/08/19 10:43 da Buiomega71
  • Discussione Rebis • 20/08/19 10:45
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Eh già, lo ricordo proprio così, un film dall'atmosfera torrida e sudaticcia, ma narrativamente fiacco, con svolte banalotte e buonista, e un super cast alla fine un po' sprecato (Welles in primis). Newman è al top del sex appeal, ma non è una delle sue migliori interpretazioni. Anche questo comunque attende una revisione.
  • Discussione Buiomega71 • 20/08/19 10:56
    Pianificazione e progetti - 21657 interventi
    Rebis ebbe a dire: Eh già, lo ricordo proprio così, un film dall'atmosfera torrida e sudaticcia, ma narrativamente fiacco, con svolte banalotte e buonista, e un super cast alla fine un po' sprecato (Welles in primis). Newman è al top del sex appeal, ma non è una delle sue migliori interpretazioni. Anche questo comunque attende una revisione. Esattamente, Rebis Forse avevo attese troppo alte (convinto di vedere un bel melodrammone sudaticcio e torrido nel profondo sud degli states, anche perchè il nome di Ritt mi pareva una garanzia), ma tutto mi è parso fasullo, tronfio e zuccheroso, tanto che il lato melodrammatico viene stemperato da sciape scivolate nella commedia (per non parlare del terribile finalone tenerone da suicidio immediato) e regia totalmente anonima di Ritt Del cast straordinario Franciosa, a lui si devono le parti migliori del film, uno psicopatico latente davvero degno di nota, forse il ruolo della vita, con tic e nevrosi sudaticcie che avranno colpito Argento per il ruolo di Peter Neal, il resto non pervenuto (comparto femminile spento e senza spessore, Newman fa Newman in canotta e Welles insopportabilmente gigione)
    Ultima modifica: 20/08/19 15:32 da Buiomega71
  • Discussione Rebis • 20/08/19 12:21
    Comunicazione esterna - 4289 interventi
    Nel filone melodramma torrido e sudista è migliore Quella ragazza è di tutti, sempre tratto dal nostro Tennessee Williams, pur con canonico finale edulcorato (che nella piece è invece tragico e pessimista).
  • Discussione Buiomega71 • 20/08/19 13:11
    Pianificazione e progetti - 21657 interventi
    Rebis ebbe a dire: Nel filone melodramma torrido e sudista è migliore Quella ragazza è di tutti, sempre tratto dal nostro Tennessee Williams, pur con canonico finale edulcorato (che nella piece è invece tragico e pessimista). Che, guarda caso, sarà il penultimo titolo della rassegna ;)