La foresta dei sogni

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/05/16 DAL BENEMERITO PARSIFAL68
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Nando 29/06/17 15:09 - 3511 commenti

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Un uomo dilaniato dalla morte della moglie si reca in Giappone per suicidarsi, l'incontro con un uomo cambierà il suo modo di pensare. Pellicola evocativa che mostra una buona cura nella realizzazione con flashback che descrivono la situazione del protagonista. Interessante lo sviluppo narrativo con il bel finale che lascia una speranza. Appropriati i tre interpreti.

Parsifal68 5/05/16 19:39 - 607 commenti

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Una coppia in grave crisi affettiva, il viaggio di lui verso la soluzione finale, dolorosa ma necessaria e poi la rivelazione, uno sprazzo di sole in un cielo in tempesta. Struggente seppur lento, il film di Van Sant resta un'opera potente nel messaggio, un po' ruffiana nel finale consolatorio ma di grandissimo significato simbolico contro ogni chiusura mentale. McConaughey e Watanabe strepitosi.
MEMORABILE: Il fiore che spunta al posto del corpo di Watanabe.

Jdelarge 7/05/16 12:17 - 893 commenti

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Pessimo sotto molti punti di vista, a partire dall'aspetto drammatico tirato per i capelli e portato a un limite francamente inimmaginabile, che crea semplicemente l'effetto opposto: il tragico diventa tragicomico. L'idea di partenza era senza dubbio interessante, ma viene sviluppata in maniera furbastra da una regia tutt'altro che ispirata, che riesce a trovare qualche sprazzo di qualità solamente all'interno della foresta. Naomi Watts salva parzialmente il film così come la buona colonna sonora. Oltremodo scontati i dialoghi.

Rebis 15/05/16 17:26 - 2099 commenti

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L'allegoria è dantesca - la selva oscura, luogo di smarrimento e redenzione - elaborazione e approdi di uno spiritualismo d'accatto improponibile per il calibro del regista. Da ascrivere alla sua produzione mainstream meno personale, con in più l'aggravante di uno stile acritico e conforme, che trova la sua unica ragion d'essere nel riverbero post-Revenant: un'emulazione, per la verità, piuttosto ridicola. Paradossalmente, funziona solo - ex abrupto - nei segmenti sparsi che ricostruiscono la livida quotidianità del protagonista. McConaughey fa quel che può, ma non c'è molto per cui sprecarsi.

Daniela 12/09/16 09:46 - 9952 commenti

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La foresta del titolo è una delle mete preferite del turismo mortifero. Vi si reca un americano affranto con l'intenzione di farla finita ma l'incontro con un nippo suicida mancato lo costringe ad impelagarsi in un survival-movie... Come il protagonista, anche Van S. ha scoperto l'esistenza di Aokigahara su Internet: l'ambientazione assai suggestiva mette però ancora più in risalto la sconcertante banalità della sceneggiatura, ridondante di dialoghi artificiosi e situazioni implausibili, culminante in un colpo di scena telefonatissimo. Uno dei punti più bassi in una filmografia altalenante.
MEMORABILE: Se piove a dirotto, andarsi a cacciare in un buco dentro terra non sembra ad occhio e croce una grande idea, ed infatti...

Piero68 13/06/17 08:43 - 2799 commenti

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Il regista propone a suo modo una rilettura dell'opera dantesca in chiave moderna. Gli elementi ci sono tutti: la selva oscura in cui McConaughey novello Dante si perde e Watanabe, guida spirituale, nei panni di Virgilio. Quello che non si capisce è se l'ambientazione è l'infernale selva dei suicidi o il purgatorio. Ma al di là di questo l'opera non convince fino in fondo. Vuoi per alcune situazioni abbastanza telefonate, vuoi per un finale troppo buonista e rassicurante, vuoi per una coppia attoriale mai affiatata e sempre poco calata nei personaggi.
MEMORABILE: Arthur cade da un dirupo molto alto, sbatte violentemente con la schiena, gli si infila un ramo nello stomaco ma lui si rialza come niente fosse.

Saintgifts 23/08/17 20:41 - 4098 commenti

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Malizioso titolo italiano. Dopo qualche scena ci si potrebbe chiedere perché voler rendere così poco originale il proprio suicidio, visto il grande numero di aspiranti a farla finita che colà si recano. Meglio lasciar perdere le tante stranezze del film, alla fine una spiegazione ci sarà. Meglio godersi il mare di alberi, bello visto dal cielo, inquietante dal suo interno. La perfetta struttura circolare, ricca di flashback, con ogni cosa inserita al punto giusto, ottiene l'effetto contrario di ciò che forse si era prefissata, toglie ogni emozione.

Capannelle 8/04/18 00:46 - 3800 commenti

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Cast ambizioso ma fondamentalmente sprecato in un dramma sospeso tra ricordo, espiazione e toni mistici che non carburano mai. La strana coppia McConaughey - Watanabe (con quest'ultimo ignobilmente ridotto a comparsa) partecipa il suo artificioso vissuto con l'agonia dello spettatore dando vita a spunti risibili nella foresta interrotti da qualche flashback riuscito (i litigi con la moglie) e altri dai piedi d'argilla (come lo stesso incidente).

Galbo 29/07/18 02:04 - 11541 commenti

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Gus Van Sant dirige una storia dolorosa paradigmaticamente ambientata in un luogo deputato ai suicidi che si trova in Giappone. Pur affidandosi ad un terzetto di bravi attori, il regista si basa su una sceneggiatura senza nerbo, con dialoghi talvolta davvero risibili che sembrano mettere a disagio gli interpreti per primi, a partire dal di solito ottimo Matthew McConaughey. Rimane la suggestiva e insolita ambientazione nipponica ma il film è nel complesso poco riuscito.

Bubobubo 3/01/19 01:36 - 1343 commenti

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Difficile tracciare un confine netto tra delicatezza e mestiere, specialmente se in ballo v'è un soggetto così facilmente attaccabile per classicità formale e retorica narrativa. Una considerazione di genere: se il dialogo a due nella foresta serve da pretesto per introdurre i flashback che motivino presenza e intenzioni suicide del protagonista, il lavoro psicologico avrebbe dovuto essere un po' più raffinato, meno prevedibile (persino la causa della morte di Joan-Watts non giunge inaspettata). In questo sta la critica sostanziale.

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Atticus81 1/07/19 11:15 - 10 commenti

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Un film lento all'inizio, ma questo non vuol dire noioso. Infatti il percorso del protagonista richiede una meditazione approfondita. La natura, il caos, i ricordi di un rapporto con le sue sfumature. Mcconaughey è molto bravo ed espressivo al punto giusto. Peccato che a tratti la storia sembri divenire una commedia nera per le vicende che comprendono incidenti di percorso o già avvenuti. Realtà bizzarra. Da salvare c'è comunque un messaggio di sottofondo che la fa da padrone: la scienza non è onnipresente. La dove non c'è, arriva il cuore.

Muttl19741 25/08/19 16:21 - 112 commenti

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Film ben recitato, ambientato in una splendida ancorché tristemente nota foresta giapponese. Sembra però un (legittimo) privato pensiero del regista il motore trainante di questa storia. Si tratta di una riflessione personale di Van Sant, sulla morte, sulla vita, sulla visione religiosa shintoista, forse a lui cara. Il risultato è un divertissement esistenziale con cui bersaglia lo spettatore inerme. Van Sant è anche questo ma molto di più.

Enzus79 19/01/21 14:23 - 1914 commenti

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Melodramma abbastanza convincente. Un uomo, non riuscendo a superare il dolore della morte della moglie, decide di scegliersi il "posto giusto per morire" in Giappone. Toccante senza mai cadere nella noia e con un'apprezzabile regia. Se non fosse per il finale, che rasenta il banale, sarebbe un buon film. Naomi Watts molto meglio di un pur bravo Matthew McConaughey.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Poppo • 27/03/18 20:22
    Galoppino - 422 interventi
    Bellissimo m'è sembrato. Ma dopo aver letto la rece di Rebis (per me uno dei punti di riferimento del forum) mi sento obbligato a rivederlo.

    SPOILERISSIMO!!! evitatelo anche se avete già visto il film

    la dimensione onirica/fantastica con cui si realizza lo scambio di genere (M/F) nell'incarnazione del fantasma mi pare da sola un colpo di genio assoluto...

    non so se altri registi avessero già utilizzato questo stratagemma ma devo dire che il risultato è oltremodo elegante; senza poi contare l'effetto spiazzante dell'incognita della lingua (le parole chiave che si riveleranno più tardi); incredibile anche la soluzione drammatica - quasi sadica - con cui il regista ci mette di fronte alla morte della moglie... di morti drammatiche e/o violente ne abbiamo viste tante ma qui si mette in scena il Male che si annida nell'Universo; forse neppure LvT... Quel camion che sbuca all'improvviso è certamente guidato da un demone...

    a me il catalogo di questo regista...

    Capolavoro assoluto!