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Il Gobbo 15/04/07 20:20 - 3011 commenti

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Corbucci tenta il crossover fra eroe all'americana (Manni) e all'italiana (Damon). Non riesce benissimo, un po' perchè Manni è lesso, un po' perchè a furia di farlo integerrimo il suo personaggio è insopportabile, onde si tiferebbe per i cattivi, purtroppo anch'essi un po' tirati via (impagabile Cianfriglia indiano di Ostia). La delirante canzoncina del film però vale da sola il biglietto ("Non gl'importava dell'amore, a Johnny Oro: il suo unico amore era l'oro..."). Il bambino del film Loddi ha doppiato Timothy Oliphant in Deadwood

Stubby 16/04/07 17:00 - 1147 commenti

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Questo film di Sergio Corbucci diciamo subito che è gradevole ma niente di più. Non raggiunge il livello di opere quali Django, Il Grande Silenzio e tutte quelle uscite postume, però nonostante tutti i suoi difettucci rimane piacevole da vedere. Indiani e messicani, purtroppo, si vede lontano un miglio che hanno poco da spartire con quelli veri(sono tutti italianissimi ed anche un po' fricchettoni), e un altro difetto sono i messaggi per lo sceriffo, scritti tutti in italiano. Bravo Damon: solare, gioioso e guascone.

Homesick 18/05/07 18:35 - 5737 commenti

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Con originalità e inventiva, Corbucci propone uno dei bounty-killers dalla moralità più dubbia, che uccide solo per un po’ di oro, impeccabilmente interpretato da Damon, nerovestito come Django, ma sarcastico, beffardo ed eccentrico – nonché munito di armi segrete – come Sartana. La piacevole storia coniuga ironia e divertimento (con Starnazza carcerato moroso) e improvvisa violenza (uccisioni a sangue freddo, una testa colpita da un tomahawk, il grandioso assedio finale).

Lele Emo 12/06/07 13:35 - 184 commenti

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Mi dispiace per Corbucci, ma probabilmente questo è il peggior film western della storia. Prevedibile, fiacco e forse anche un po' troppo ridicolo. Girato su un set che è stato quello di tutti i western "B" compresi gli orrori di Fabio Testi. Salverei solo Damon, nonostante gli orridi baffi finti. Per il resto il film è una pagliacciata con tanto di indiani trasteverini doc, resi indiani dalla pomata di carnevale delle gloriose feste scolastiche degli Anni Ottanta, evidentemente già in commercio nei Sessanta... Chi non ha fatto l'indiano almeno una volta?

Puppigallo 10/01/09 09:46 - 4681 commenti

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Dopo aver visto questa porcata ridicola con protagonista dal baffetto quasi disegnato, amante dell'oro e con "frasona" pronta, viene spontaneo lanciare la campagna "Tuteliamo gli spaghetti western, nascondiamo bene Johnny Oro". Se il regista voleva azzerare paesaggisticamente, mentalmente e dal punto di vista della credibilità, il western all'italiana, missione compiuta. Il ciarpame attorico di questa pellicola gli ha indubbiamente dato una mano, ma anche lui c'ha messo del suo, seguendo una sceneggiatura che oscilla tra lo scemo, il banale e il penoso. Velo pietoso sull'indiano fai da te.
MEMORABILE: L'emblema di questo film: la peggior canzone western "A Johnny Oro piace solo l'oro...", con incorporato ridicolo fischio per chiamare il cavallo.

B. Legnani 10/01/09 00:09 - 4994 commenti

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Ben modesto western corbucciano, che affonda per un cast che non regge i ruoli. Pazzesco Cianfriglia che fa l'Apache, ma quelli di secondo piano, truccati alla meno peggio, certo non sono meglio; c'è pure Nino Vingelli che, al solo vederlo, fa pensare al Vesuvio. La pellicola cerca, senza trovarla, la via dell'umorismo e inanella risvolti ingenui e piste risapute. Alcune fasi, lunghe o ripetitive, servono solo a fare metraggio. Della chiesa ho già detto nelle location.

Matalo! 10/01/09 13:02 - 1371 commenti

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Si scorge che la regia non è di serie B ma questo non basta; non c'è nemmeno la decantata ironia di cui dice Giusti su Stracult. Il film è davvero esile, un po' all'americana (Starnazza è un po' Stampy di Un dollaro d'onore, Manni un po' Gary Cooper di Mezzogiorno di Fuoco) molto all'italiana. Ma di tutti i western di Corbucci resta giustamente il meno ricordato. Colpa della povertà della storia, colpa di un Damon poco sopportabile, che dovrebbe creare un personaggio di culto con le stesse colt di Fonda in Warlock; troppo inconsistente...

Herrkinski 27/06/11 23:17 - 6070 commenti

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Non l'ho trovato così brutto come si dice; probabilmente il film sconta pesantemente il paragone col classicissimo Django, girato dallo stesso Corbucci poco più tardi. Resta comunque un lavoro più che discreto, scorrevole e godibile, anche grazie a una punta d'ironia mai invasiva. Ci sono ingenuità (gli "indiani", i messaggi dei messicani scritti in italiano, la canzone del titolo), riscattate però dalla buona atmosfera e dalle belle location. Pregevole la fotografia, dai toni caldi e saturi, che esalta anche le scene in interni.

Enzus79 27/07/20 16:36 - 2109 commenti

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Un bandito si allea con gli indiani per vendicarsi dell'uomo che ha ucciso suo fratello. Forse il western meno riuscito di Sergio Corbucci, che nel genere è uno dei migliori. Seppur in modo altalenante intrattiene e non annoia. Non ci sono momenti degni di nota e Mark Damon sembra fuori ruolo. Discreta la colonna sonora, scadente invece la canzone cantata dalla Fabrizi.

Pessoa 21/08/21 19:37 - 1685 commenti

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Corbucci procede per linee rette e sembra quasi prendere le misure per il ben più robusto Django, che girerà subito dopo. La storia c'è e, anche se non proprio originale, si segue fino alla fine, ma la sceneggiatura sembra scritta in fretta e furia e tracima di banalità, nonostante le citazioni "americane" che non sfuggiranno agli appassionati del genere. Il budget spartano costringe a reclutare gli indiani a Trastevere, ma anche gli interpreti principali non sembrano particolarmente coinvolti, a parte Starnazza. Una buona regia garantisce in ogni caso un prodotto dignitoso.

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Noodles 14/09/21 22:55 - 1247 commenti

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Pur essendo lontani chilometri e chilometri dal capolavoro, si tratta di un western che pur con una trama piuttosto scontata e diverse cose poco credibili (lo sceriffo che manda allo sbaraglio il figlioletto con il rischio che gli indiani lo prendano, per esempio) si lascia guardare con piacere, perché scorre senza pausa tra una sparatoria e l'altra, e non dà mai l'idea di prendersi troppo sul serio. Buona la dose di ironia, che non sconfina mai nel ridicolo. Il cast non è proprio il massimo, mentre è buona la fotografia. Tra gli spaghetti-western minori si può benissimo guardare.
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