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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Ulteriore passo avanti in direzione di un realismo che ti porta sempre più al centro dell'azione (nello specifico davvero "into the storm", come recita l'azzeccato titolo). Ma non è solo la magnificenza degli effetti speciali a colpire in questo caso, quanto piuttosto l'abilità nel saperli riprendere con le giuste inquadrature, o il colorare i cieli di un grigiore plumbeo che ha dell'apocalittico. Il TWISTER di De Bont (unico paragone possibile dopo vent'anni di imitazioni a basso costo) viene surclassato da una resa magistrale del clima in cui il fenomeno si manifesta, con l'intero film o quasi immerso tra piogge e sventolate terrificanti, tornadi che si formano e scompaiono, che travolgono...Leggi tutto e si mostrano sinuosi in tutta la loro furia devastatrice. Certo, ci vuole un po' prima di entrare nel vivo e tocca sorbirsi divagazioni inutili tra ragazzi a scuola e cacciatori di twister professionisti senza molto da dire, ma quello che si vede dopo (specie se lo si vede su grande schermo con impianti all'altezza) ha momenti di inedita forza spettacolare; e non si disdegna a dire il vero nemmeno la componente più goliardica lasciata ai due twist hunter da quattro soldi: li si segue nelle loro follie e si è curiosi di capire quando faranno la fine che tutti si attendono. Ma il vero polo d'aggregazione è Pete (Matt Walsh) col suo Titus, una sorta di carro armato anticiclone pronto a sfoderare dalle fiancate quattro "artigli" che quando necessario lo ancorano al terreno. La scelta di recuperare l'idea della ripresa in soggettiva, con le diverse telecamere (amatoriali e non) che si palleggiano la documentazione in diretta, funziona qui meglio che in altre occasioni: permette di calarsi nel dramma e di viverlo "da dentro", soprattutto quando fuori infuria la tempesta. Convenzionale la sceneggiatura, con coppia di adolescenti imprigionati in una cartiera fuori mano, squadra di twist-hunter spesso in disaccordo, padre di famiglia alla ricerca del figlio disperso; ma è un peccato veniale, eredità di quel cinema catastrofico che fu, dove più storie diverse e di scarso interesse s'intersecavano riunendosi nel dramma comune. E' chiaro che ciò che conta è l'entrata in scena dei turbini sfasciatutto, osservati sempre da distanza ravvicinatissima e meraviglioso show della natura cui il film rende giustizia regalandoci almeno due o tre scene da urlo (il tifone da dentro e da sopra), riportando il cinema alla sua dimensione lumieriana originaria di macchina per stupire.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/08/14 DAL BENEMERITO FURETTO60 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 30/08/14
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Digital 28/08/14 09:19 - 1194 commenti

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Catastrofico ricco di effetti speciali che cerca di sopperire alla puerilità della storia condendola con sprazzi di umorismo d'accatto che solo raramente strappano il sorriso. Per il resto ci dobbiamo sorbire cacciatori di tornado pronti a farsi inghiottire dagli stessi pur di ottenere riprese particolarmente spettacolari; idioti che si divertono a scorrazzare con le moto ignorando completamente ciò che sta accadendo e adolescenti in fregola con la smània dei selfie. Intrattenimento spiccio ma non del tutto deprecabile.

Furetto60 27/08/14 14:52 - 1129 commenti

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Per gli amanti dei disaster-movie questa ha le carte in regole per diventare una tappa fondamentale. Gli autori mantengono le promesse e spingono a manetta sugli effetti speciali regalando un prodotto molto adrenalinico. Alla presenza dei cacciatori di tornado, già vista altrove, si abbina la mania per i selfie movie in un riuscito intreccio di manie umane e furia della natura. Simpatico anche l’inserto comico. Meccanismi semplici, quindi, fatti con apparente naturalezza e che portano dritto nell’occhio del ciclone.

Markus 30/08/14 00:59 - 3512 commenti

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Dopo un inizio fiacco in cui si prospetta l'ennesima pellicola divisa tra cacce ai tornado di alcuni invasati e il teen-movie con i soliti diciassettenni con i pruriti, la pellicola prende quota attingendo a piene mani allo schema classico dei catastrofici "old-style" presentando molte scene adrenaliniche di sicuro effetto realistico con qualche risvolto spaventoso perché - salvo gli eccessi ai fini dello spettacolo - sono fatti naturali che possono accadere. Superiore alle mie basse aspettative preconcette.

124c 1/09/14 13:54 - 2832 commenti

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Film che rimanda al blockbuster anni '90 Twister, perché tratta di "cacciatori di cicloni" e non solo. Se il film di Jan de Bont dava molto spazio alla commedia, qui le risate sono date solo da due hacker in cerca di gloria. Il resto l'ho trovato abbastanza serioso. Gli effetti speciali sono molto curati, anche se il film non è in 3D, i cicloni sono davvero inquetanti. Richard Armitage è molto bravo nel doppio ruolo di vicepreside di un liceo e padre/vedovo di due adolescenti ribelli. Una discreta pellicola da gustare con coca-cola e pop-corn.

Puppigallo 12/09/14 17:57 - 4881 commenti

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Il vero protagonista, l’ultratornado, prima di mostrarsi a noi, ci costringe a subire un gruppo di inutilità attoriche assortite, penalizzate da una sceneggiatura buttata lì, con i soliti, pietosi siparietti padre-figlio-fratello-fidanzata, da latte oltre le ginocchia. Basterebbe così poco per rendere piacevoli anche le parti non tornadiche, ma sembra proprio non interessare a chi propina queste pellicole catastrofiche. Ha un suo perchè solo grazie al mostro d’aria e a un paio di tornado d'antipasto, che almeno allietano lo spettatore con le loro simpatiche apparizioni pre-macello finale.
MEMORABILE: Cotto e centrifugato (non male); Le penose confessioni strappalacrime con l'acqua alla gola; Il mostro si scatena.

Galbo 1/11/14 20:20 - 11878 commenti

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A quasi un ventennio dal capostipite (per il genere) Twister, un'altra rimarchevole (per il budget) produzione americana dedicata ai tornadi. Se nel settore effetti speciali siamo allo stato dell'arte, molto poco c'è da dire sullo spessore dei personaggi (minimale) e sul carisma degli attori (limitato). Il film è destinato pertanto soprattutto agli estimatori dei primi (che peraltro tardano a dispiegarsi) che troveranno pane per i loro denti.

Didda23 17/04/15 09:51 - 2355 commenti

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L'opera risente dei medesimi difetti della pellicola precedente del regista: gran senso dell'immagine e magnifica scelta delle inquadrature (mai un tornado è stato così spettacolare), ma sceneggiatura alquanto annacquata che crea situazioni e personaggi dallo scarso spessore psicologico. Il vero protagonista è il vortice distruttore, che fa sentire l'uomo un essere insignificante e impotente. Meravigliosi gli effetti speciali, che ci fanno capire il motivo per il quale Cameron lo avesse scelto come collaboratore per Avatar. Intrattiene ma nulla di più.
MEMORABILE: I due bifolchi che seguono la tempesta senza paura; Dentro l'occhio del tornado.

Daniela 19/04/15 17:30 - 11531 commenti

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Inevitabile il confronto con Twister: nel film di De Bont la parte catastrofica, resa in maniera eccellente, scontava un milieu "umano" mediocre, che però assume un rilievo quasi shakespeariano se confrontato con quello del filmetto di Quale, vera e propria galleria di personaggi stereotipati, situazioni straviste, banalità assortite, frasi fatte, con l'aggravante - purtroppo legata ai tempi - di un ricorso modaiolo e pretestuoso al finto found footage. Tolti i momenti di rifrullo tornadico, ben realizzati, tutto il resto è una vera catastrofe dal punto di vista cinematografico.
MEMORABILE: I due grulli con la go-pro sul casco che si divertono come matti: cosa vuoi che sia il rischio di crepare di fronte a un milione di links su youtube?

Pol 23/11/15 13:42 - 589 commenti

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La recensione viene fuori semplice come semplice è il film: effetti speciali buoni, audio devastante, una sceneggiatura svogliata che butta dentro tutti i luoghi comuni del caso senza sforzarsi neanche di rendere il tutto non dico originale (non esageriamo) ma un minimo intrigante, facendoti così pregare che l'apocalisse arrivi in fretta. Sembra uno straight-to-video con un ottimo comparto tecnico, per rendere l'idea dell'atmosfera, tuttavia quando la potenza dell'uragano si manifesta c'è di che divertirsi. Passatempo.

Gabigol 19/04/22 13:18 - 477 commenti

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Ciò che salva il film da un diretto passaggio televisivo è il magniloquente dispiego di mezzi per rendere credibili i tornado in scena. Il film visivamente cattura e in fondo mantiene quel che promette; ma è tra la promessa e l'effettiva realizzazione che ci si perde: un comparto narrativo completamente asservito alle più bieche stucchevolezze da drammone hollywoodiano, ulteriormente annegato da personaggi-sagoma che più di qualche linea di dialogo non riescono a offrire. Si taccia, oltretutto, sulla linea comica offerta dai due hacker mitomani. Film mono-visione.

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