In nome di mia figlia

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/06/16 DAL BENEMERITO MYVINCENT
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Myvincent 27/06/16 08:34 - 2558 commenti

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Basato su di una storia reale, il film descrive con efficacia la disperata lotta di un padre per riappropriarsi della verità che sembra seppellita assieme al corpo deturpato della propria figlia. Non solo dramma, ma tanti aspetti interessanti, dentro questa lunga storia di un uomo che aderisce a un progetto di giustizia e chiarezza, sacrificando tutto se stesso, senza mezzi termini. Daniel Auteuil è un ingrediente fondamentale di tutto il progetto. Decisamente più di un semplice buon prodotto.

Capannelle 25/10/16 23:39 - 3723 commenti

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Dopo Guilty, Garenq torna a occuparsi di giustizia negata con un intreccio che riguarda magistratura francese e tedesca. La storia è altrettanto incredibile, anche se più datata. Auteil si conferma attore di ferro, gli danno mano valida anche i comprimari e la mano di Garenq conferma lo stile sobrio e incalzante.

Daniela 15/10/16 09:29 - 9415 commenti

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Il regista si era occupato nel suo precedente bellissimo film di un innocente schiacciato nella morsa di un sistema giudiziario superficiale e miope. Qui sempre di giustizia si parla, ma della difficoltà di ottenerla, in particolare se confligge con altri interessi - in questo caso le pressioni di un paese straniero a difesa di un proprio cittadino condannato. In nome della figlia, André Bamberski conduce per 30 anni una lotta testarda contro la burocrazia che non può non coinvolgere ed appassionare, raccontata da G. in uno stile asciutto ed interpretata da Anteuil con grande sensibilità.
MEMORABILE: La traduzione del referto dell'autopsia

Galbo 26/11/16 07:21 - 11391 commenti

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Un padre disperato trascorre una vita intera alla ricerca di giustizia per la propria figlia. Una storia drammaticamente vera raccontata con sobrietà, rigore e concisione (anche nella durata), senza emettere giudizi ma solo incasellando i fatti. Alla modalità del racconto e alla potenza della storia si deve la riuscita della pellicola, che non può prescindere dalla eccellente interpretazione di Daniel Auteuil dal cui stile traspare la forza di un uomo normale alle prese con circostanze eccezionali.

Nicola81 24/03/17 10:37 - 1957 commenti

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Un film drammaticamente avvincente. Impossibile non appassionarsi alla disperata odissea di un padre, il cui desiderio di rendere giustizia alla figlia si scontra con le lungaggini della magistratura francese e l'ostilità di quella tedesca. Una storia vera raccontata con uno stile rigoroso e minimale che a qualcuno potrebbe far storcere il naso, ma che personalmente ritengo il migliore possibile: si è scelto di lasciare che i fatti parlassero da soli, senza spingere il pedale sul patetico e senza inutili orpelli. Ottima la prova di Auteuil.

Nando 25/03/17 16:05 - 3477 commenti

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La strenua lotta di un padre che vuole conoscere le cause che hanno condotto la giovane figlia alla morte. Una denuncia lucida e veritiera in cui non esistono toni enfatici ma solo voglia di giustizia e libertà. Auteuil è magistrale nel suo ruolo di persona comune quasi travolta da una vicenda colossale che cercherà di dipanare con fermezza.

Piero68 24/03/17 09:41 - 2760 commenti

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Molto interessante dal punto di vista cronachistico - della serie anche in Germania e in Francia ne combinano di tutti i colori nella magistratura - un po' meno convincente da un punto di vista strettamente cinematografico. Auteuil è un grande attore ma qui si fa dificoltà a entrare in empatia col suo personaggio, nonostante tutto. Troppo distaccato in alcuni frangenti, volutamente posticcio in altri. Inoltre, a parte Koch, il resto del cast sembra faticare molto senza riuscire peraltro a lasciare un segno. Buono ma non mi ha convinto appieno.

Giùan 15/06/17 09:57 - 2993 commenti

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Ancor più secco e senza fronzoli di Guilty. E proprio il rigore stilistico e la minima concessione sindacale a qualsivoglia forma di spettacolarizzazione, abbinata tuttavia a una precisa conoscenza degli stilemi del coinvolgimento cinematografico, fan sì che Garenq si liberi dalle secche del detestabile filone del film tratto da "una storia vera" per tuffarsi nel mare nostrum del cinema civile e di denuncia. Il limite ovviamente sta nelle fisiologiche faziosità dell'operazione. Sempre bravissimo Auteil, detestabile Koch, ambigua la Croze.

Rufus68 25/06/19 22:35 - 3090 commenti

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Nonostante la forza del soggetto (una vendetta protratta nel tempo) il film scorre via corretto quanto anonimo. Il protagonista possiede la ferocia e la determinazione di un Kohlhaas o del Matthäi de La promessa, eppure tale carattere non viene mai messo davvero in evidenza sino a esaltarne la disperata portata tragica. Si rimane alla superficie, fra testardaggini e un fumoso iter burocratico processuale. Auteuil assorbe le qualità della pellicola: corretto quanto anonimo.

Gugly 4/08/20 22:59 - 1015 commenti

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Un film asciutto e financo gelido, le cui scene si dipanano veloci e inesorabili come la volontà del protagonista (un Auteil di indubbia efficacia cui non sono estranei elementi respingenti come l'ostinazione sino al crimine per raggiungere l'obiettivo); sullo sfondo lo scontro diplomatico tra due nazioni, incredibile se si pensa che con i precedenti dell'accusato si poteva compilare un elenco telefonico.
MEMORABILE: La figura della moglie, tanto ambigua quanto è scolpito il personaggio del protagonista.
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