Impiegati... male

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Office space
Anno: 1999
Genere: commedia (colore)
Regia: Mike Judge
Note: Aka "Impiegati male".
Numero commenti presenti: 10
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Lontanissimo dalla dissacrante iconoclastia dei suoi BEAVIS & BUTTHEAD, Mike Judge dirige una commedia a tema impiegatizio che vede il protagonista (Livingston) lavorare negli uffici "open-space" (oggi diventati la norma anche da noi) di una società americana. Vessato dal suo odioso capo, che lo tratta con sarcastica sufficienza, vive ogni giorno come fosse il peggiore della propria vita e si ritrova presto sull'orlo di una crisi depressiva. La svolta si avrà durante una seduta con uno psicoterapeuta che, morendo nel momento in cui lo sta ipnotizzando per calmarlo, lo lascia in un perenne stato di estasi che gli permetterà di affrontare il quotidiano in modo diametralmente...Leggi tutto opposto da prima: affrontando il lavoro come se nulla gli interessasse del posto, con totale menefreghismo e dedicandosi piuttosto alla seduzione d'una simpatica barista (Aniston), Peter trova un equilibrio impensabile che lo trasforma, agli occhi di una coppia di improbabili tagliatori di teste assunti dall'azienda, in un vincente. L'ambiguo perno attorno al quale gira il film è quindi il nuovo atteggiamento del protagonista, come se davvero la depressione si potesse combattere con un approccio alla vita disinteressato e futile. Ma è una commedia e quindi va bene così; se non fosse che i toni surreali che nella prima parte animano un microcosmo impiegatizio divertente e piuttosto insolito, nella sua ironia molto contenuta (e che trovano nell'inutile baffone ciclicamente costretto a cambiar scrivania per un sadico capriccio del capo il personaggio più azzeccato), cambiano in seguito per arenarsi nelle sabbie mobili di una truffa poco interessante organizzata da Peter assieme a due colleghi validi che l'azienda prevede di licenziare. Da un affresco corale si passa perciò alla più banale descrizione di un furto telematico perpetrato ai danni dell'azienda. La Aniston, non ancora la diva che sarà, ha un ruolo meno centrale di quanto si possa immaginare: qualche spassosa discussione al bar col suo principale, che pretende di farle indossare almeno quindici oggetti (spille, perlopiù) che arricchiscano il "look" richiesto dal locale, un paio di appuntamenti con Peter e poco altro all'attivo. Geniale invece il vicino di casa che parla attraverso il muro di separazione tra i due locali, testimonianza di un gusto non comune per il paradosso e per la battuta meno scontata. Peccato che la regia non supporti a dovere le buone intuizioni della sceneggiatura (sempre di Judge) e che il ritmo non sia sufficientemente spigliato. Come se si fosse indecisi sul registro da scegliere finendo per rimanere in una terra di mezzo godibile solo a tratti. Non si capisce bene dove Judge voglia portare il suo film che infatti si chiude senza aver detto granché, riflesso nel volto piuttosto inespressivo di Ron Livingston (quasi un Matthew Broderick di fine Novanta), magari bravo ma mai davvero incisivo. Per molti versi un lavoro interessante, nel complesso tuttavia fiacco nella direzione e mai troppo divertente.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/07/08 DAL BENEMERITO MAGNETTI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 3/05/18
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Magnetti 9/07/08 11:06 - 1103 commenti

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Vessato dalla vita e dal lavoro (con un capo da fucilare all'istante) giovane buono e remissivo cade in una sorta di trance durante una seduta ipnotica, diventando imperturbabile: i problemi adesso gli scivolano addosso e... comincia a far carriera. Commedia demenziale (poco) e gradevole per i toni. Il regista è quello di Beavis and Butthead e quindi mi aspettavo molto di più. Ottima la musica rap che accompagna le immagini. Successo per la critica, non per il sottoscritto. Comunque vedibile.

Skinner 15/12/09 19:29 - 593 commenti

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Piacevole commedia satirica e demenziale sul mondo del lavoro impiegatizio (e non solo). Il personaggio più gustoso del film (evidentemente non solo per me, visto che si conquista la locandina) è un personaggio collaterale, Tom Smykowski, ciccione stressato, represso e anonimo, impiegato continuamente degradato e ignorato fino all'esplosione finale. Film molto divertente, intelligente e più originale di quanto sembri.

Harrys 7/03/10 12:58 - 681 commenti

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Raramente opere di questo genere riescono a trasmettere una "reale" sensazione di disagio... eppure, questa pellicola vi riesce alla grande. È un film anarchico e pessimista camuffato da commedia demenziale. Il trascinarsi quotidiano del protagonista è sintomo di un malessere più grande, più diffuso, non molto sfruttato al cinema, sotto questi termini. La sensazione che si prova è viscerale: una dichiarazione, uno sfogo, da parte del regista, che ritrova la pace dei sensi solamente confrontadosi con la natura "incontaminata" dell'uomo.

Mdmaster 25/10/10 11:01 - 802 commenti

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Gradevole commedia sull'ufficio e i tremendi personaggi che spesso ruotano intorno a questi. Peccato che la sceneggiatura ruoti un po' troppo intorno ai tre protagonisti, che offrono poco in quanto a divertimento o carisma e tralasci di inquadrare meglio l'odiosissimo capo e lo spettacolarmente nevrotico e vessato Tom. In America ha già acquistato lo status di cult movie, qui dubito lo diventerà, ma per chiunque abbia mai fatto l'impiegato è sicuramente da vedere. Divertente al punto giusto e garbato.
MEMORABILE: "I have people skills; I am good at dealing with people! Can't you understand that? What the hell is wrong with you people!?"

Galbo 12/05/13 16:06 - 11343 commenti

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Numerosi i film sulla frustrazione "impiegatizia"; come non pensare al nostrano Fantozzi. Questa e' una produzione americana, preceduta da un corto animato dello stesso autore. Bisogna ammettere che il film mette a segno qualche gustosa caratterizzazione di alcuni personaggi e alcune gag azzeccate. Purtroppo la sceneggiatura ha il "fiato corto" e la regia difetta di ritmo. Un'occasione parzialmente mancata.

Rullo 11/06/14 21:39 - 388 commenti

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Una commedia sulla monotonia del lavoro in ufficio, la noia provata dagli impiegati rinchiusi ognuno nel proprio cubicolo a fare le stesse cose giorno dopo giorno. Il prodotto finale funziona alla grande: le scene divertenti sono molte e seppur talvolta demenziali non si scade mai nel banale o nel volgare. Ben caratterizzati i personaggi (forse più quelli secondari che i protagonisti) e bravi gli attori. Un cult!
MEMORABILE: Le scene di Milton, ancora al lavoro per un errore burocratico e del capo.

Fulcanelli 17/08/15 11:22 - 100 commenti

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Un piccolo cult negli Usa, decisamente meno conosciuto in italia, Office space è un'inconsueta commedia sulla vita d'ufficio tratto dalla serie animata "Milton". Il film funziona sotto tutti i punti di vista; in particolare molto del merito va a Ron Livingston, la cui fisionomia si inserisce perfettamente nel ruolo di protagonista prima vessato poi serenamente trasognato, ma in generale l'anima del film sono i suoi personaggi (indimenticabile Milton) costretti a fare i conti sul loro futuro dopo l'arrivo dei "Bob". Da non perdere!

Belfagor 8/10/15 11:04 - 2621 commenti

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Inizia come una divertente satira sul mondo dei colletti bianchi, tra mansioni noiose e capi tirannici, per poi arrancare proprio quando sembra che la trama si sia delineata. La seconda parte è, infatti, meno coinvolgente rispetto alla prima, nella quale viene descritto con amaro umorismo il girone dantesco aziendale e il film arriva alla fine col fiato corto. Il punto di forza sono i personaggi, specialmente il viscido Lumbergh e il paranoico Milton, che rubano la scena ai tre protagonisti.
MEMORABILE: L'incubo su Lumbergh; I colloqui con il tagliatore di teste.

Minitina80 23/12/19 22:12 - 2300 commenti

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Sembra la tipica commedia impregnata di satira con l’obiettivo dichiarato di scoperchiare tutte le vessazioni e le ingiustizie del lavoro da impiegato. Inaspettata, invece, è la virata che prende corpo nella seconda parte a cui, purtroppo, manca la zampata graffiante che poteva aggiungere qualche punto a favore del gradimento. Le conseguenze più immediate sono un divertimento blando e l’impossibilità di conservare un ricordo chiaro e definito per un eventuale passaparola o una ulteriore e futura visione. Discreto, ma nulla più.

Daniela 6/07/20 08:56 - 9198 commenti

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Mite programmatore in una grossa azienda subisce le angherie di un dirigente spocchioso, al pari dei suoi sfigati colleghi. La sua vita ha una svolta quando, a seguito di una seduta di ipnosi, assume un atteggiamento rilassato e noncurante... Commedia piuttosto riuscita nella prima parte per alcune gag simpatiche sulla vita d'ufficio e qualche personaggio di contorno azzeccato, più scontata nella seconda che approda ad un epilogo moscio con piccolo colpo di coda nel finale. Nel complesso gradevole, ma in calando per l'incapacità di sfruttare fino in fondo gli spunti fantozziani. 
MEMORABILE: Il colloquio di lavoro con i due Bob; Il povero Milton, licenziato a sua insaputa.
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  • Discussione Panza • 9/10/15 20:09
    Contratto a progetto - 4944 interventi
    Il titolo è Impiegati... male!