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Cotola 28/04/08 01:35 - 7521 commenti

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Discreto e garbato film di Francesco Rosi che illustra, col sorriso sulle labbra ma non solo, un pezzo di storia del nostro paese probabilmente sconosciuto alla maggior parte delle persone più giovani. Quella dei "magliari", infatti, era una figura in passato molto diffusa in Italia. Per fortuna oggi è sparita e nessuno, o quasi, è più costretto ad andare all'estero a vendere prodotti assortiti per "sbarcare il lunario". Uno dei lavori meno famosi e riusciti del regista napoletano, ma in ogni caso molto interessante. Ce ne fossero oggi di registi come lui.

Renato 25/02/10 11:32 - 1556 commenti

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Un buon film, anche se la presenza di un Sordi che (come quasi sempre) gigioneggia in modo insopportabile sposta il baricentro della storia verso il farsesco; fortunatamente solo a tratti. Bravissimo invece Salvatori, in uno dei suoi ruoli migliori. Mi ha solo un po' deluso il finale, che prende una deriva sentimentale che fino a quel momento non avrei immaginato. Le sopracciglia di Belinda Lee sono il ricordo della pellicola che porterò con me, probabilmente: ma chi diavolo gliele aveva disegnate?

Enricottta 3/08/10 10:41 - 507 commenti

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Non raggiunge l'obbiettivo, il film di Rosi. Non è bello, a tratti infastidisce, annoia, intristisce. Sordi nel finale non recita ma è se stesso, si specchia in tutti i sensi. La Germania di Rosi è bruttisima. Sceneggiatura poderosa, purtroppo maltrattata. I caratteristi di una volta erano incredibili, avrei volentieri visto Carlo Pisacane nel cast. Sembra datatissimo e forse lo è, ma non pesa vederlo.

Pigro 13/10/10 08:06 - 7788 commenti

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L'ambiente di emigrati che commerciano ai margini della legalità è visto attraverso le vicende del trafficone e del bonaccione: se queste ultime rischiano di ricalcare percorsi narrativi consueti, la cornice degli italiani in Germania e dei loro meccanismi di sopravvivenza è decisamente più originale e interessante e sembra provenire da un'attenta e rispettosa documentazione. Sordi è come sempre notevole e ci regala alcune sequenze d'effetto (tragicomico). Purtroppo il film non ha un ritmo efficace e procede in modo un po' troppo dispersivo.

Enzus79 17/01/11 15:05 - 1799 commenti

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Film che ho apprezzato molto. Renato Salvatori e Alberto Sordi fanno a gara a chi è più bravo, anche se il secondo è ovviamente quello più simpatico. La drammaticità della storia è messa forse in secondo piano e non "pesa" nemmeno. Non è il miglior Rosi, ma è da vedere.

Lupoprezzo 9/08/11 17:05 - 635 commenti

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Il cinema critico e sociale di Francesco Rosi non trova granché sfogo in questa pellicola: la condizione degli emigrati italiani in suolo tedesco e la loro arte di "arrangiarsi" è piegata ad uno script poco ispirato, ad un tratteggio un po' troppo macchiettistico dei personaggi (sottotono Alberto Sordi, mal impiegato Renato Salvatori) e ad un ritmo altalenante. Anche il finale, pur non disprezzabile, lascia un senso di inconsistenza. Di veramente buono rimane qualche scorcio di quartieri poveri e un'invettiva di Sordi in automobile.

Saintgifts 22/04/12 09:44 - 4098 commenti

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È il Sordi di tante interpretazioni, uno dei protagonisti di questo film che pur essendo attuale (emigrazione per lavoro in un altro paese), sembra datatissimo. Datato perché mostra un'Europa (Germania) diversa da quella attuale, un'Europa ancora sconosciuta ai più; un Sordi, dicevo, che fa quello che la sua maschera riesce meglio ad esprimere, rendendosi veramente antipatico (bravo?). Per il resto, a parte una Belinda Lee centrata e un Salvatori un pelo legnoso, ciò che viene meglio espresso è un'italianità esportata, da tragicommedia.

Samuel1979 10/06/12 23:52 - 471 commenti

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Film drammatico di Rosi, il quale descrive con nitidezza la "sacrificata" vita di alcuni commercianti di stoffe nella Germania dei primi anni Sessanta. Affiora la nostra tipica arte di arrangiarsi in terra straniera, ma anche la difficoltà per molti di integrarsi nel tessuto sociale di quel paese. Non mancano momenti di forte comicità scaturiti dalla prestazione eccelsa di Sordi; intensa la performance di Salvatori nel ruolo del disadattato Mario.
MEMORABILE: Il monologo finale...

Markus 25/06/12 08:44 - 3294 commenti

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Il film poteva essere una sorta di didascalica rappresentazione di un certo modo di sopravvivere di molti italiani costretti all'emigrazione, ma Rosi gioca la facile carta dell'esuberante Sordi per rappresentare un commerciante imbroglione di stoffe e tappeti ad Hannover che, con vari escamotage, riesce ad accalappiare un introverso toscano (la "maschera col broncio" di Salvatori). Il film tende al noioso e solo qualche battuta di Albertone (che però appare poco credibile come emigrato e sa di nome-acchiappapubblico) riesce a risollevarlo.

Galbo 24/11/12 15:36 - 11386 commenti

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Tra i primi film di Francesco Rosi, non è certamente il più riuscito. Merita tuttavia almeno una visione per la capacità di rappresentare una realtà (quella di certi immigrati italiani all'estero) ormai definitivamente tramontata. Azzeccata, da questo punti di vista, la scelta dei protagonisti, con Sordi in particolare che fornisce un'interpretazione decisamente buona. Il limite principale del film è un intreccio non particolarmente avvincente e un ritmo di narrazione non sempre adeguato.

Graf 20/11/13 04:55 - 697 commenti

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Un film di difficile definizione e piuttosto vago questo “I magliari” di Rosi. Tante storie (i magliari napoletani, quelli polacchi, il voltagabbana Totonno, la storia d’amore tra Mario e Paula...), tante annotazioni ambientali, tanti stili di rappresentazione (il dramma, la commedia, il sapore documentaristico di alcune scene, lo studio dei caratteri...) ma una materia che straripa, una narrazione che procede a singhiozzo, una regia tra la magniloquenza e lo schematico. Un film vitale ma contraddittorio e senza una linea organica di significato. Datato.
MEMORABILE: Lo splendido ed emozionante monologo finale di Totonno (Sordi).

Piero68 13/10/14 09:07 - 2758 commenti

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Questa volta Rosi calca troppo la mano e ne viene fuori forse uno dei suoi film peggiori. Caratterizzazioni sempre troppo sopra le righe e personaggi che rasentano la macchietta involontaria, come il boss napoletano. Peccato perché il soggetto era buono e fotografava una certa realtà dell'epoca. Sordi quasi inutile e Salvatori che veste sempre i soliti panni con un resto del cast da cui emerge il solo Giuffrè. Merita non più di una visione distratta.

Daniela 8/12/14 11:29 - 9392 commenti

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Immigrati in Germania si arrangiano facendo i venditori ambulanti di stoffe di scarsa qualità, spesso ricorrendo a piccole truffe. Uno di loro tenta di mettersi in proprio, ma... Film irrisolto: troppo spazio al personaggio del giovane toscano ingenuo ed onesto interpretato da Salvatori e alla sua relazione con la ricca signora annoiata, quando avremmo voluto seguire di più le orme di Totonno/Sordi e dei altri "magliari" al suo seguito. Un film minore nella filmografia di Rosi, comunque da vedere non solo per l'interessante spaccato d'ambiente ma anche per il bel bn di Gianni Di Venanzo.
MEMORABILE: Nel finale, il monologo in macchina di Totonno, miserabile e megalomane.

B. Legnani 23/08/18 01:24 - 4721 commenti

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Interessante opera seconda di Rosi, non perfettamente riuscita, perché un po' sbilanciata. Sordi fa Sordi, il che non quadra bene col personaggio, ma, come "Sordi", funziona. Meno interessante Salvatori, il cui personaggio è un po' troppo scialbo. Caratteristi di vaglia, fra i quali il grande Nino Vingelli. Belinda Lee, che morirà nel 1961, anche stavolta interpreta un ruolo più anziano rispetto alla sua vera età: ho la convinzione che sarebbe diventata una grandissima attrice. La celebre scena "Spara!... Spara!..." verrà ripresa oltre vent'anni dopo da Ciro Ippolito in Lacrime napulitane!

Gabrius79 15/03/20 17:21 - 1192 commenti

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Film non memorabile di Francesco Rosi che si salva se non altro per una buona interpretazione di Alberto Sordi (del cui personaggio si sarebbe gradito uno sviluppo maggiore). La pellicola, pur con un discreto cast (Salvatori se la cava), naviga a vista e talvolta tende ad annoiare a causa di una sceneggiatura irrisolta. Buone la fotografia e le musiche.

Myvincent 15/09/20 08:28 - 2549 commenti

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Un gruppo di farabutti emigrati italiani in terra tedesca prova ad elevare il proprio livello di qualità di vita ricorrendo all'imbroglio e uno di loro lo farà non guardando in faccia nessuno. L'Italia in trasferta all'estero fa la solita brutta figura, divisa fra disperazione e furbizia, e così la storia diverte con amarezza, grazie al "solito" Sordi qui inarrestabile locomotore di energie. Alle facce da inguaribili guitti fa da contraltare il viso esotico di Belinda Lee, nel ruolo di sgualdrina dal cuore tenero.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Samuel1979 • 24/11/12 11:27
    Call center Davinotti - 2928 interventi
    Fa parte della colonna sonora il brano "Fever" eseguito da Peggy Lee (1958).
  • Discussione B. Legnani • 24/08/18 17:10
    Consigliere - 13814 interventi
    Credo che Carmine Ippolito (nel ruolo di Raffaele Tramontana) sia doppiato da Carlo Giuffré.

    Provate da 1h43'15".
    La scena comprende lo "Spara!... Spara…" citato in Lacrime Napulitane, oltre vent'anni dopo.

    https://www.youtube.com/watch?v=7-f67EafKZ4
  • Discussione Raremirko • 9/10/18 21:14
    Addetto riparazione hardware - 3475 interventi
    La prima ora convince più della seconda parte, ma c'è da dire che il film, praticamente, lo regge tutto Sordi.

    Credo abbia avuto ragione pure la critica, o una certa critica: "E' un film che non ha molto altra da dire, oltre ciò che meramente mostra".


    Un Rosi degli inizi, che convince solo in parte, ma che comunque intrattiene; il maestro farà di molto meglio, ma comunque il film è discreto e ben fotografa un'epoca.