Gli infedeli

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Les infidèles
Anno: 2012
Genere: commedia (colore)
Regia: [+e] Vari
Note: Registi: Emmanuelle Bercot, Fred Cavayé, Alexandre Courtès, Jean Dujardin, Michel Hazanavicius, Eric Lartigau, Gilles Lellouche
Numero commenti presenti: 9
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Per stessa ammissione di Jean Dujardin, da cui è partita l'idea, il modello di riferimento è I MOSTRI di Risi, al quale ci si riaggancia soprattutto per la struttura singolare a episodi che presenta in scena a turno o insieme i due mattatori (Dujardin stesso e Lellouche in sostituzione di Gassman e Tognazzi), in parti che di volta in volta in volta si fanno maggiori o minori. Curiosi anche gli agganci che legano il primo episodio all'ultimo (i personaggi sono gli stessi) e i tre brevi segmenti-barzelletta all'episodio degli "infedeli anonimi" (anche qui tre dei personaggi che si presentano seduti in circolo per "curarsi" sono gli stessi che erano...Leggi tutto stati protagonisti di quelli). L'apertura è con PROLOGO (prima dei titoli di testa infatti), nel quale la coppia Dujardin/Lellouche mostra già grande affiatamento e uguale disinvoltura nel ricercare avventure extraconiugali in tandem. Il secondo in particolare cerca di spiegarsi perché lunedì passi la sera con la famiglia ma già da mercoledì pensi solo a trovarsi una donna da portare a letto. Non è un esordio particolarmente felice ma già mostra una predisposizione positiva per la farsa, che tuttavia non sarà costante (anche perché i registi son quasi sempre diversi) regalando una certa varietà al film. BERNARD è il primo dei segmenti barzelletta e si basa infatti unicamente sul colpo di scena finale (effettivamente esilarante e ben studiato) mentre con LA BUONA COSCIENZA Dujardin diventa protagonista di una trasferta aziendale di gruppo in un lussuoso albergo. L'obiettivo è trovarsi una compagna per la serata (dopo la videochiamata di rito con la moglie che non sospetta nulla), ma non sarà così facile e il ripiego nei confronti di una collega non esattamente sexy si trasforma in uno spassoso duetto che chiude bene uno degli episodi migliori, con Lellouche nel fugace ruolo del collega "paralitico trombante" (per dirla con Tognazzi). Con LOLITA si svisa nella banalità: il titolo dice già tutto e mette Lellouche a fianco di una bella ventenne sbarazzina (Ponsot) dal carattere decisamente troppo diverso (anche qui viene in mente Tognazzi, con la Titti!). Dialoghi scontati, imbarazzo di prammatica e un finale senza parole di una certa poesia. In THIBAUD conosciamo un altro degli "infedeli anonimi" (Canet), di nuovo prigioniero di una barzelletta già meno brillante della precedente. In LA QUESTIONE al centro della scena ci sono invece marito (Dujardin) e moglie (Lamy) che si confrontano sul tradimento di lui, stimolato a confessarlo dalle parole di lei, la quale non sa ancora se l'ha effettivamente compiuto. E' l'episodio forse meno divertente ma è molto ben recitato: il confronto aperto tra coniugi offre risvolti efficacemente resi e toccanti andando a lambire tematiche comuni con lo spirito giusto. SIMON è l'ultima barzelletta e pure la peggiore, con un uomo con maschera (Payet) intento a frustare una donna in clima sadomaso. Arriva quindi finalmente l'atteso INFEDELI ANONIMI, con riunione di gruppo di fronte alla psicologa di turno e si ritorna in piena farsa: divertente, con qualche trovata interessante e un finale che spiazza. La chiusura è con LAS VEGAS, in cui i personaggi del PROLOGO vengono lasciati partire dalle moglie per una breve vacanza nella capitale del gioco, dove ovviamente si daranno alle pazze gioie con un finale che però lascia abbastanza interdetti (anche per una "esplicita" resa della scena di sesso) e una regia più zoppicante che altrove. Il recupero di tematiche e stili della nostra commedia che fu è evidente, ma l'aggiornamento quasi sempre funziona e nonostante un'evidente leggerezza che potrà infastidire chi chiede a chi affronta argomenti simili meno superficialità, si sorride e si apprezza l'operazione anche nel ricordo di tante farse dei nostri Buzzanca & co. La recitazione è di alto livello, la confezione anche e il grande successo in patria del film si può in parte comprendere.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/05/12 DAL BENEMERITO CLOACK 77 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/07/20
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Cloack 77 13/05/12 12:06 - 547 commenti

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Le prologue (Cavayè): potrei scrivere superfluo, comunque guardabile. Bernard (Courtès): il più divertente. La bonne conscience (Hazanavicius): il migliore, simpatico, perfetto, elegante. Lolita (Lartigau): non malvagio, ma tutto già visto. Thibault e Simon, entrambi di Courtès: un sorriso. La question (Bercot): evoluzione troppo prevedibile e risaputa. Les infideles anonymes (Courtès): inutile. Las Vegas (Dujardin e Lellouche): troppo costruito per stupire, forzato, ma "diverso".

Daniela 28/06/12 13:01 - 9829 commenti

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Film ad episodi sull'infedeltà coniugale imperniato sulla coppia d'attori Dujardin-Lellouche, sempre presenti in ruoli diversi (a parte un paio di sketch fulminei) che curano anche la regia di "Las Vegas" dal finale "disvelatore" non del tutto sorprendente. Il valore dei singoli episodi è piuttosto modesto, come pure il divertimento, oscillando fra il mediocre ed il banale con qualche punta di volgarità evitabile. Il più godibile è quello sulla terapia di gruppo degli "Infedeli anonimi" condotta dalla sempre puntuta Sandrine Kiberlain.

Galbo 27/08/12 06:59 - 11517 commenti

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Strutturalmente ricorda un po' le commedie italiane ad episodi degli anni '70. Il comune denominatore è l'infedeltà coniugale, ma il sottotesto principale è quello dell'amicizia (e a volte qualcosa di più) virile. Alcuni segmenti sono gradevoli (e sagnati da sceneggiature di buon livello, altri decisamente minori. Funziona bene la coppia di protagonisti, due recenti star del cinema francese (uno premiato anche con l'Oscar). Buono anche il cast dei comprimari. Discreto il doppiaggio.

Didda23 14/11/12 10:58 - 2305 commenti

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Mediocre commediola in salsa francese, Gli infedeli ha l'enorme difetto di non riuscire a declinare con sufficiente mordente il tema del tradimento. La scneggiatura è avara di dialoghi brillanti e si ha la netta sensazione di assistere a un prodotto non troppo originale. Si salva l'innata simpatia dei due protagonisti. Sinceramente mi aspettavo qualcosa in più... Mediocre.
MEMORABILE: La terapia di gruppo.

Saintgifts 16/12/12 17:47 - 4098 commenti

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Excursus sull'infedeltà coniugale (vista dal lato maschile) in sette episodi, alcuni fulminei come una barzelletta. Non racconta nulla di nuovo, ma ha il "pregio" di passare a volo di uccello diverse situazioni frequenti nella realtà e questo gli fa guadagnare un esclamativo. Ho trovato insopportabili i protagonisti maschili, ma forse era proprio ciò che si voleva ottenere, anche se così ne viene fuori una figura di macho da quattro soldi, per di più con famiglia e ben inserito nella società. Trovo non adatti i francesi per questo tipo di film.

Ryo 23/11/15 11:48 - 2169 commenti

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Sette registi per sette cortometraggi sul tema dell'infedeltà maschile. Il giudizio complessivo è difficile da dare, perché oltre a contenere episodi di comicità becera, che potrebbero fare a gara con i Vanzina e le loro vacanze di Natale, ne ha uno o due che risultano essere i più drammatici e interessanti. Mi riferisco ai due episodi diretti da Eric Lartigau e Emmanuelle Bercot. Anche quello di Alexandre Courtes strappa qualche sorriso e un imprevedibile finale.
MEMORABILE: "Tu perché tradisci?" "Ma una scopata non è un tradimento".

Taxius 10/01/16 20:46 - 1651 commenti

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Film a episodi che ricorda I mostri di Dino Risi (la costruzione degli episodi e non la trama di questi). il cui tema principale è l'infedeltà coniugale maschile. Dalla trama si capisce subito un fondo maschilista del film, a tratti divertente e a tratti eccessivo. Gli episodi, come per I mostri, sono di varia durata (e qualità) e hanno per protagonisti sempre la stessa coppia di attori (tra cui Jean Dujardin, premio oscar per The artist). Filmetto godibile, ma nulla di più.

Pigro 8/02/16 23:43 - 8085 commenti

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Nove episodi, di cui alcuni fulminanti, sul tema dell’infedeltà. Moderatamente riuscite le storie: ben scritte e con qualche spunto, ma decisamente ancorate a un’impostazione mentale iper-tradizionale, anche perché il punto di vista è rigorosamente quello maschile. Più riusciti e intriganti i corti di Courtès sugli Infedeli Anonimi e di Hazanavicius sulla sfortuna dell’aspirante infedele in viaggio. Troppo ciarlieri o banali gli altri, soprattutto l’ultimo diretto dai (mediocri) protagonisti stessi presenti in tutti gli sketch.

Markus 4/04/20 12:34 - 3365 commenti

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Questione di corna à la française, ma con salsa... à l'italienne! L'operazione a episodi è smaccatamente influenzata dal nostro cinema che fu, dal quale il gruppo di registi riesce tuttavia a trarne solo lo spunto primario: i segmenti che si avvicendano - con gli ottimi Jean Dujardin e Gilles Lellouche - riescono nel tentativo di riportare spassose storie d'infedeltà con l'approccio caratteristicamente francese (sessualità esplicita in primis), il che riesce quantomeno a rendere l'opera fruibile a tutto tondo da chi ama il cinema d'Oltralpe.

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