Fedora

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Titolo originale: Fedora
Anno: 1978
Genere: drammatico (colore)
Note: La sceneggiatura scritta da Billy Wilder e I.A.L. Diamond è basata su un racconto dello statunitense Tom Tryon ispirato alla figura di Greta Garbo.
Numero commenti presenti: 9

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/04/09 DAL BENEMERITO HARRYS
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Harrys 9/04/09 15:05 - 682 commenti

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Uno sceneggiatore disoccupato di Hollywood cerca di convincere una star al tramonto (che sembra non essere invecchiata), da anni ritirata nell'isola di Corfù, a tornare al cinema... Opera sulla scia di Viale del Tramonto, che risulta però molto meno riuscita. L'atmosfera inquietante è la medesima del già citato film, ma lo "spiegone" finale (senza senso direi, non narrativo, ma in quanto tale) rovina il tutto, cadendo nel didascalico; lo spettatore rischia di annoiarsi oltremodo.

Rebis 30/08/09 16:26 - 2088 commenti

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Dall’autodeterminazione onanista di Norma Desmond – donna viva, circondata da cadaveri – che il mondo vuole eclissare, all’ossessione demiurgica, prometeica di Fedora – attrice morta, circondata da viventi – a cui il mondo non vuole rinunciare. Complemento a Viale del Tramonto (ne presuppone la visione), è un’elaborazione critica sul cinema cui la maturità artistica di Wilder ha elargito lucida e distaccata consapevolezza. Tortuoso e profondo, in parte tarpato da un apparato teorico dominate, ha un humus orrorifico, vampirico e necrofilo evidentemente mutuato da I Vampiri di Freda. Esaustivo.

Tarabas 10/08/10 12:00 - 1720 commenti

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Epitaffio crudele e senza appelli dello star system, citazione autoironica ma amarissima del vecchio cinema hoolywoodiano, con i suoi clichées (la parte greca con Adorf greco da barzelletta), lo sfarzo decorativo (la sala funebre, ennesimo capolavoro di Trauner). I protagonisti, tutti europei un po' apolidi, come il regista. Il narratore, americano come Wilder sentiva di essere. E l'omaggio all'amica di sempre Marlene Dietrich ("a fighter" la definisce Fedora), lo sberleffo al new cinema. Un film sbagliato di cui ci può innamorare.

Matalo! 9/08/10 15:04 - 1368 commenti

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Horror, film sul cinema, testamento d'autore, problematico e affascinante, il film maledetto di Wilder; Sunset Boulevard alla rovescia che, nonostante piccoli difetti e inverosimiglianze, non può non stregare con la sua aura di morte e i suoi pensieri sul cinema chi ama quest'arte. Fedora è anche la Garbo e un compendio del divismo femminile del cinema d'oro, re; ma anche Norma Desmond che deve cedere la parte per restare viva. Come in Sunset, attori fittizi e veri si mescolano in un raggelante valzer di fantasmi falsi, effettivi e prossimi. Imperdibile.
MEMORABILE: "Recitare? Roba per l'Old Vic. Ma quando una cinepresa si innamora di un volto...". L'ultimo dialogo tra Holden e la Knef.

Nancy 20/11/12 00:13 - 774 commenti

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Bellissimo film, completamento ed evoluzione in chiave moderna di Viale del tramonto (non a caso il protagonista è anche qui il bravissimo Holden). Di nuovo Wilder ci sconvolge con questo ulteriore ritratto di depravazione della celebrità, che arriva a mettere in gioco per la sua immagine anche i suoi affetti più intimi. Più complesso di Viale del tramonto ma ugualmente godibile, dall'ambientazione ai colpi di scena. Si resta estasiati dalla maestrìa di Wilder nel ricomporre tutti i pezzi e ci si chiede dove son finiti questi geni a Hollywood...
MEMORABILE: Il quaderno con scritto "I am Fedora"...

Il ferrini 20/05/16 23:37 - 1734 commenti

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Un film cupo, angosciante, interpretato in maniera mirabile da William Holden e dalla Knef (una sorta di Norma Desmond polacca) ma soprattutto da Marthe Keller (la "manager" di Joan Lui) che interpreta un personaggio memorabile, raccontandone l'impietoso declino mentale. Wilder dirige con sapienza, ambientando la vicenda su un'isola, utile ad amplificare la sensazione di prigionia provata da "Fedora". Adorf, nei panni del direttore d'albergo greco, ricorda Clive Revill in Cos'è successo tra mio padre e tua madre? Senz'altro da vedere.

Giacomovie 15/10/18 20:41 - 1355 commenti

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Un produttore va alla ricerca della vecchia diva Fedora per proporle un film. Nel suo penultimo film Wilder esplora le diverse facce della nostalgia, approfondendo i temi di Viale del tramonto con toni drammatici più cupi e più introspettivi. Senza il suo solito humour stemperante, la sua analisi si fa cruda e amara, le illusioni del divismo e quelle della giovinezza perdono ogni speranza. La struttura a brevi flashback rende la seconda parte meno incisiva ma si tratta di un Wilder da riconsiderare.

Thedude94 1/06/20 23:31 - 617 commenti

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In quest'opera splendida il grande Wilder narra la fine di un'epoca cinematografica attraverso le vicende dei una star del cinema, ormai decadente, che vive isolata con pochi intimi. Il regista non manca di mandare una serie di frecciatine alla nuova Hollywood, che è molto lontana dal pensiero di un certo cinema di un tempo legato allo star system. Ottimi anche gli attori, in particolare Holden e la Keller; molto belle le riprese sulla cittadina greca e la fotografia. Grande esempio di un cinema passato che riesce ancora a emozionare.

Daniela 25/10/20 04:19 - 9655 commenti

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Come un assassino che torna sul luogo del delitto, Wilder torna a parlare della fabbrica dei sogni e anche se questa volta non ci dona un capolavoro assoluto, il suo ritratto di questa diva che si rifiuta di tramontare è comunque memorabile: Fedora è più spietata di Norma perché, costretta a riflettersi in uno specchio non appannato dalla follia, ha deciso lucidamente di auto-alimentare il suo mito vampirizzando un'altra persona fino a ridurla ad un guscio vuoto. Qualche scelta nella messa in scena o nel cast può lasciare perplessi, ma il vecchio leone non ha perso le sue unghie. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità R.f.e. • 31/08/09 19:48
    Call center Davinotti - 854 interventi
    Lo sapevate che il film di Wilder deriva dal racconto omonimo di Tom Tryon (1926-1991), ovvero l'attore (dichiaratamente omosessuale) che aveva interpretato, fra gli altri film, Ho sposato un mostro venuto dallo spazio (1958), poi divenuto scrittore di un certo successo ? Bizzarra curiosità, no...?
  • Curiosità Rebis • 31/08/09 21:02
    Gestione sicurezza - 4287 interventi
    Già già, nonché autore di un eccezionale e imprescindibile romanzo horror: La Festa del Raccolto... Dopotutto pure il retroscena di Fedora non scherza quanto a larve e vampirismo...
  • Curiosità R.f.e. • 1/09/09 10:00
    Call center Davinotti - 854 interventi
    Sì, certo. Io ho vari romanzi di Tryon: Lady (Oscar Mondadori), L'altro (Mondadori, trovato in una bancarella, molto raro) da cui fu tratto il film di Robert Mulligan Chi è l'altro? (che ho in versione vhs) e La festa del raccolto (Club degli Editori).
  • Curiosità Ciavazzaro • 24/11/09 09:44
    Scrivano - 5612 interventi
    A Faye Dunaway fu offerto il ruolo di fedora
    A Marlene Dietrich fu offerto il ruolo della contessa.

    Fonte:Imdb
  • Curiosità Daniela • 25/10/20 04:31
    Consigliere massimo - 5297 interventi
    La sceneggiatura scritta da Billy Wilder e I.A.L. Diamond è basata su un racconto dello statunitense Tom Tryon ispirato alla figura di Greta Garbo inserito nella raccolta dal titolo "Crowned Heads" pubblicata nel 1976.
    Prima di dedicarsi a tempo pieno alla letteratura, scrivendo soprattutto romanzi di fantascienza e horror, Tom Tryon era stato un attore di una certa notorietà. In particolare, gli appassionati di fantascienza lo ricorderanno come l'alieno ne Ho sposato un mostro venuto dallo spazio.