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TITOLO INSERITO IL GIORNO 31/05/09 DAL BENEMERITO RICKBLAINE
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Rickblaine 31/05/09 12:37 - 635 commenti

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La carriera cinematografica di Elio Petri narrata attraverso le interviste ai collaboratori e l'autore stesso. Ricordi di vita di un uomo che nella sua storia ha incontrato non pochi ostacoli e, nonostante ciò, non si è mai arreso. Un richiamo doveroso ad uno dei più grandi registi del nostro tempo.
MEMORABILE: La proposizione delle frasi più celebre del regista.

Enzus79 1/06/09 15:50 - 2095 commenti

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Bel documentario su un personaggio scomodo a tutti, dai grandi produttori (De Laurentiis) alla censura. Raccontato attraverso la testimonianza di colleghi ed attori che hanno lavorato con lui, ed anche da alcune sue interviste, Elio Petri ne esce come una persona rispettata da tutti. Uno dei registi che ha avuto poca riconoscenza nel panorama italiano.

Homesick 21/11/09 17:38 - 5737 commenti

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Da L’assassino all’inedito Chi illumina la grande notte: attraverso un’analisi della filmografia di Petri effettuata da colleghi e critici ed approfondita da cinegiornali d’epoca, album fotografici, dietro le quinte e memorie dello stesso regista, si ricostruisce la carriera di un grande uomo di cinema, sempre impegnato politicamente a fianco della classe operaia e spesso avversato da critica e censura. Un personaggio unico e fondamentale, come dimostrano le dichiarazioni di stima tributategli da Altman e dal critico francese Jean Gili.

Gugly 9/04/12 19:52 - 1036 commenti

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Attraverso una serie di interviste (invero un po' noiose) viene ricostruita la filmografia del non abbastanza celebrato Elio Petri: idee, passioni, tecnica e sorte delle sue opere (alcune delle quali fatte scomparire perché politicamente scomode, come Todo modo) vengono ripercorse e sommariamente analizzate. Non viene raccontato nulla di straordinariamente nuovo e gli aneddoti non sono epocali, ma è un modo per ricordare un grande autore e riprendere in mano i suoi pochi film, davvero diversi uno dall'altro.

Giùan 13/12/13 16:16 - 3432 commenti

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Aveva 53 anni Elio Petri quando è morto e mentre scorrono le immagini dei suoi 13 film, girati in 20 anni, non si può trattenere il misto di commozione e ammirazione per quella sua fame di cinema, per una passionalità che coincideva con la vita, una vita (un cinema) che da L’assassino a Buone notizie si è incupita e un cinema (una vita) che col passare del tempo ne tradiva la passione umana politica e civile. Appunti è un sincero abbozzo su un regista al di sopra di ogni sospetto (d’ammiccamento), denso di quell’energia e vita che Elio cercava.
MEMORABILE: L’intervista con Ursula Andress sul reggiseno de La decima vittima; Gli aneddoti sul litigio tra Pirro e Volontè ne La classe operaia.

Bubobubo 26/07/21 11:10 - 1530 commenti

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Se funzione primaria di un biopic è quella di soddisfare informatività ed esaustività, specialmente su un oggetto del dibattere allora criminalmente sottorappresentato, il giudizio non può che essere severo. Attraverso filmati d'archivio, brevi interviste a produttori, attori e colleghi di Petri ed estratti di dichiarazioni del regista romano si cerca di restituire al neofito la complessità tormentata di una figura unica nel cinema italiano; ma molte sono le lacune (nessuna menzione di corti, documentari, film tv) e sempre generico il tono (Todo modo viene liquidato in due parole).
MEMORABILE: Il senso di morte che angoscia il primo e l'ultimo Petri; L'accoglienza negativa de La proprietà non è più un furto.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Gugly • 10/04/12 18:36
    Segretario - 4667 interventi
    Questo documentario non mi ha entusiasmato: le interviste dei vari attori, registi, produttori (compare anche Goffredo Lombardo) si susseguono senza un guizzo, una nota in più...eh sì che Petri non era proprio uno tranquillo, visto che sono rimaste leggendarie alcune litigate con Volontè.

    Insomma, con tutto il rispetto per la moglie Paola Petri che lo ha prodotto, si poteva fare ancora meglio, ricordando ad esempio (appunto) il rapporto dialettico con Gian Maria Volontè, con il quale diede vita a film epocali, e che fu sostituito da Tognazzi in La proprietà non è più un furto, e poi tornerà a lavorare con Petri nel famoso e famigerato Todo Modo.