Arabella l'angelo nero

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Thriller erotico firmato (sotto il falso nome di Max Steel) dal glorioso Stelvio Massi, autore in passato di alcuni tra i più riusciti polizieschi made in Italy. Alle prese con un film nato evidentemente per sfruttare il breve momento di popolarità di Tinì Cansino (la starlette di origine greca diventata celebre con il varietà “Drive In”), Massi è costretto ad accantonare ogni tipo di velleità da solido autore di B-movie per lasciare spazio ai ripetuti striptease della Cansino, quasi sempre col seno al vento (o inguainato da sensuali reggipetti di pelle nera) e spesso pronta a mostrare senza pudore fronte e retro in scene notevoli di nudo integrale. Se non è in scena per spogliarsi è perché è già distesa sul pavimento o appoggiata...Leggi tutto alla parete intenta a farsi possedere (senza esagerazioni, siamo pur sempre nel soft-core). Non concede fellatio ma si fa ampiamente leccare lì dai suoi amanti. Insomma, è fin troppo chiaro che l'intreccio giallo è un pretesto patetico la cui plausibilità lascia ovviamente a desiderare. Anche perché il soggetto, che prevede Tinì Cansino sposata a un invalido pronta a frequentare da sola locali equivoci di notte per soddisfare la propria ninfomania, regge (per modo di dire) fino a metà film, quando l'aspetto erotico è ampiamente preponderante. In seguito, tentando di ampliare lo spettro dell'azione coinvolgendo ispettrici lesbiche e altre amenità, Massi precipita definitivamente nell’incongruenza mettendo in scena improbabili (e ridicoli) colpi di scena sino ad arrivare a un finale incredibile che rivela parentele shock ovunque.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Cotola 7/01/08 03:37 - 7630 commenti

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Pessimo thriller, che sconfina ampiamente nel soft-core, privo di qualsiasi motivo di interesse. La regia di Massi, infatti, è decisamente spenta, la sceneggiatura è notevolmente ridicola e prevedibile, mentre gli attori sono assolutamente inguardabili. Con queste premesse gli esiti non possono che essere catastrofici.

Tomastich 29/10/08 17:59 - 1216 commenti

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Aperto da una "porn-masquerade", Arabella l'Angelo Nero è il punto più alto del trash-thriller italiano. Non è un'offesa al film, ma è un modo di costruire scene e situazioni irripetibile (vedi il buon pasto del commissario con il cadavere sul letto): francamente spiazzante per un normale fruitore di cinema, mentre per i trash-maniacs è solo un modo per rendere più appetibile il tutto. Onore a Max Steel (Stelvio Massi).

Undying 23/04/09 20:27 - 3839 commenti

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Curioso, pur se non del tutto riuscito, tentativo d'incrociare l'erotismo con il thriller di derivazione argentiana. A farla inevitabilmente da padrona è la Cansino, spessissimo nuda e, quando non tale, in lingerie nera. Una casa ritrovo ospita l'omnibus della perversione umana: gay, lesbiche, sadomasochisti e, off course, prostitute. Pure la squadra della buon costume non ci va leggera, usando violenza sul corpo della protagonista mentre (sog)giace con due baldi giovanotti. Il mix thriller (esemplare l'incubo dell'ispettrice-lesbica, ambientato in una casa deserta) ed eros agisce alla grande.

Daidae 16/07/09 10:14 - 2763 commenti

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Film marcio e morboso ma recitato in modo pessimo e con una sceneggiatura e una fotografia lontana anni luce dai vecchi capolavori di questo valido regista. Attori orribili, ambientazione squallida (ma forse è voluta), il tutto condito da scene fortissime. Scarso.
MEMORABILE: La forbiciata.

Manahmanah 19/07/10 21:22 - 7 commenti

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Ruggivano gli anni '80 e il cinema italiano sprofondava: la maldestra stellozza greca del Drive In (e Playmen) imparruccata da Roi Soleil si spoglia-e-rispoglia senza senso in mezzo a disco loffie, boxer najoleari, forbici assassine e guizzi melò da Lanciostory. I dialoghi li ha scritti il Tromba in persona e la storiaccia è talmente scarsa da lasciare basiti. La cagnaggine impera sovrana (vedere i duetti Visconti-Cansino, Visconti-Niehaus, Visconti-Stewart), mentre il povero Massi si nasconde dietro uno pseudonimo per la vergogna.
MEMORABILE: Il Viale dei Mignotti, una bella idea di sceneggiatura.

Homesick 15/07/10 11:17 - 5737 commenti

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Gravati dall'estetica kitsch e dal sordido erotismo del cinemabis dei primi Anni Novanta, i meccanismi thrilling di derivazione argentiana e vanziniana che Massi fa scattare verso la seconda parte del film sono scricchiolanti e cedevoli, con un whodunit facilmente solubile causa l'esiguo numero di possibili sospetti. Dopo i fasti di "Drive in", la Cansino si lancia in una disastrosa prova d'attrice, passando da uno strip ad un amplesso. Solo la Galli riesce ad apportare un tocco di professionalità da vecchio cinema italiano.
MEMORABILE: Il "viale dei mignotti".

Pinhead80 21/12/10 15:05 - 4007 commenti

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Il film si muove come da copione attorno alle grazie della bella Tinì Cansino, che si destreggia tra amplessi e omicidi. Pur non aiutato dalla pessima recitazione degli interpreti il film si dimostra abbastanza gradevole. Un minimo di suspence c'è e dal punto di vista erotico alla Cansino non manca proprio nulla. La sceneggiatura prevede qualche scemenza di troppo (il Viale dei Mignotti su tutte). Si lascia comunque guardare.

Lucius 14/05/20 22:52 - 2819 commenti

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Non malvagio, non del tutto da buttare ma con alcune situazioni di trama così poco credibili che neppure in un romanzo Harmony. La Cansino è al centro di questa pellicola in cui una mente malata si muove al pari degli ormoni del cast, si destreggia tra omicidi e amplessi inconsapevoli (come l'Inps) di avere un falso invalido in casa. Colonna sonora da dimenticare, figlia del peggio degli anni 80.
MEMORABILE: Il "viale dei mignotti".

Myvincent 23/10/20 08:54 - 2605 commenti

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Arabella segue le mosse di un romanzo in fase di creazione finendo nelle braccia di chiunque, ma il delitto è dietro l'angolo. Sorta di sexy thriller, s'incentra attorno alle tornite curve di Tinì Cansino (ben fatte, indubbiamente) affidando tutto alle scene porno-soft e alle ambientazioni ad hoc (la casa diroccata dei piaceri, il "viale dei mignotti"). Il risultato è pessimo, per l'inconsistenza della trama, per la prova insufficiente degli attori.
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